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il blog di Francesco Zanfardino
E il gossip dell'orrore?
post pubblicato in Diario, il 23 ottobre 2010


Il sindaco di Avetrana ha deciso di chiudere, con un'ordinanza, alcune strade del paese per fermare quello che viene definito "turismo dell'orrore".

Anche se si tratta di una limitazione alla libertà di ciascuno di noi, che sarebbe ben evitabile con il semplice buon senso, forse il primo cittadino ha fatto bene, per evitare lo stupro della dignità dei familiari e degli amici di Sarah che in queste settimane avrebbero preferito vivere nel silenzio mediatico (e turistico) il proprio dolore. Ma la domanda che io mi pongo è: ma se dobbiamo fermare il "turismo dell'orrore" ad Avetrana, cosa dovremmo fare con il "gossip dell'orrore" che sta imperversando ormai ovunque e in qualsiasi orario nel mondo televisivo italiano? Chi fermerà le decine di Barbara D'Urso e Mara Venier, Bruno Vespa e Massimo Giletti in preda alla speculazione sentimentalistica sull'orrore di Avetrana?

Nessuna censura, per carità ... ma il senso del limite, il senso del rispetto, il senso della proporzione, insomma il buon senso che dovrebbe caratterizzare il "giornalismo", che fine ha fatto?

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Non mi dimetto nemmeno se condannato
post pubblicato in Diario, il 31 ottobre 2009


                                                                                            

In pratica, "nessuno mi può giudicare". Buttiamola sul ridere, và.

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Balla a Balla
post pubblicato in Diario, il 16 settembre 2009


                                                

Alla fine, Porta a Porta l'ho guardato. Non ho raccolto l'invito a "boicottare" Vespa, semplicemente perchè non c'era lo strumento per boicottare: non sono mica parte del campione Auditel, quindi non potevo avere alcuna influenza sul dato degli ascolti. E poi certe cose è meglio guardarle, così da rendersi conto della loro portata. E infatti, nonostante mi sia perso l'inizio (e con esso, a quanto ho sentito, alcuni siparietti spettacolari), ho fatto in tempo a sentire un elenco di balle pronunciate dal Presidente del Consiglio, senza un vero contradditorio, in una trasmissione confezionata apposta per lui.

Tralasciando le altre faccende, sulle quali pure sono state dette enormi falsità e mezze verità, andiamo direttamente alla materia iniziale del contendere: le casette di Onna. Bertolaso ha detto che sono state realizzate in tempi record, Berlusconi se ne è appropriato il merito, grazie anche alla grancassa mediatica a suo favore, che l'hanno sbandierata come una sua promessa mantenuta (non solo i vari TG, non solo Porta a Porta: ho persino sentito una Barbara d'Urso intenta ad incitare il pubblico ad applaudire Berlusconi e il suo "governo dei fatti"). Ebbene, a questo proposito ci sono un paio di cosette da dire:
cinque mesi per le casette non è affatto un tempo da record. Persino nel terremoto dell'Irpinia, il peggior esempio della storia italiana della gestione dei terremoti, con i soccorsi che arrivarono dopo giorni, senza Protezione Civile, e con un gran "magna-magna" politico, le prime casette arrivarono per gli abitanti di Laviano, che come Onna fu il comune più colpito, dopo soli quattro mesi;
- le casette di Onna sono state costruite dalla Provincia di Trento con i soldi della stessa provincia e della Croce Rossa Italiana (eccezion fatta per l'asilo, finanziato dagli ascoltatori di Porta a Porta); a maggior riprova di ciò, il cartello dei lavori inizialmente riportava solo i loghi della CRI e della Provincia di Trento, salvo poi la magica aggiunta in dirittura d'arrivo del cartello "Presidenza Consiglio Ministri - Protezione Civile" (vedere per credere);
- tant'è vero che Onna e i comuni circostanti non sono mai rientrata nel progetto C.A.S.E., quello governativo, poichè la zona era stata ritenuta alluvionale, e i cittadini sarebbero dovuti essere sparpagliati in altri villaggi: fu così che gli abitanti si ribellarono, si appellarono a Trento e alla CRI e hanno potuto far costruire il villaggio;
- i tempi avrebbero potuto persino essere minori, poichè il villaggio è stato costruito in soli 43 giorni, poichè sono stati scelti dei pre-fabbricati, costruibili più velocemente delle casette del progetto CASE ma ugualmente efficaci: tant'è vero che la struttura governativa, resosi conto che il progetto CASE non era sufficiente ad ospitare tutti gli sfollati, hanno deciso di ricorrere ai pre-fabbricati per coprire la falla. E hanno anche deciso, un mese e mezzo fa, di dare le autorizzazioni al villaggio di Onna, che avevano bloccato per tre mesi. Se il Governo avesse voluto, insomma, non solo gli Onnesi, ma tutti gli Aquilani avrebbero dovuto farsi solo un mese e mezzo di tenda

Ad integrazione, vi ricordo quello che già ho scritto qualche tempo fa a proposito del progetto CASE, ovvero che la data di fine lavori del progetto CASE è il 31 Dicembre (come chiunque può verificare sui cartelli dei cantieri ... e bisogna anche tenere conto che i lavori sono iniziati in ritardo, quindi ci sono da attendersi slittamenti di date), e che c'è spazio solo per 15mila persone, su 45mila facenti richiesta.

Ma queste cose non le hanno dette a Porta a Porta, nè in qualunque trasmissione tv. Solo su Internet c'è ancora un po' di informazione, a quanto pare. Ma la maggior parte degli Italiani non si informa con Internet, quindi alla fine passa la (finta) realtà che Berlusconi vuol far passare. Un po' come successo per l'emergenza rifiuti. Povera Italia.

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Servizietto pubblico
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2009


                                                

La "normalizzazione" della RAI non sembra avere fine. Mentre continua lo squallido gioco di nomi per i futuri dirigenti (e soprattutto la futura linea) di RaiTre, nonostante l'era Ruffini-DiBella sia stata caratterizzata da aumenti di ascolti per la terza rete e per il Tg3, e a pochi giorni di distanza dalla notizia della copertura legale tolta ai giornalisti di Report, altre grane in arrivo per i pochi spazi di vera informazione del servizio pubblico.

Innanzitutto Michele Santoro che, dopo aver lamentato il mancato rinnovo dei contratti che molti suoi collaboratori devono ancora ricevere, e l'ipotesi quantomeno fantasiosa, e ancora non del tutto smentita, di affiancare a Travaglio un editorialista di destra, continua a battagliare con la dirigenza RAI per mandare in onda gli spot della sua trasmissione, che comincerà (?) il 24 Settembre ma della quale non si è vista ancora traccia, a 10 giorni dalla prima puntata, sulla pubblicità RAI. Nonostante sulla Rete siano diventati un successone.

Ma la faccenda più incredibile è quella che riguarda il rinvio di Ballarò. La trasmissione condotta da Giovanni Floris sarebbe dovuta partire questo Martedì, ma la dirigenza RAI ha ben pensato di spostare a data da destinarsi il peraltro annunciatissimo avvio della nuova stagione, pur di concentrare l'attenzione sullo speciale prima serata di Porta a Porta dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi (di Onna, in particolare). Un vero e proprio "evento", secondo il dg Masi, ma che invece avrebbe tranquillamente potuto andare in seconda serata. Anche perchè si tratta delle prime case consegnate, non del "entro Settembre nessuno in tenda" promesso qualche tempo fa da Re Silvio. Evidentemente Palazzo Grazioli aveva espresso la necessità di mascherare le promesse non mantenute con uno show mediatico dai grandi ascolti tutto incentrato a far di una pagliuzza l'intero granaio. E i fidi Masi e Vespa hanno subito supinamente acconsentito.

Si tratta palesemente di una spudorata mossa indegna di un servizio pubblico degno di questo nome, perpetrato da dirigenti RAI che non anno altra premura che quella di offrire un "servizietto pubblico" al Premier e alla sua propaganda politica. Un motivo in più per aderire il più possibile alla manifestazione del 19 Settembre per la libertà d'informazione in Italia. Anzi, per un'informazione che non dimentichi la sua dignità.

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Ma ci faccia il piacere!
post pubblicato in Diario, il 6 maggio 2009


                                                   

Mi ero promesso di non parlare della vicenda, anche in attesa di novità maggiori, ma la puntata di Porta a Porta di ieri sera mi ha fatto cambiare idea. Le dichiarazioni che Berlusconi ha potuto rendere in perfetta assenza di contraddittorio (a parte un primitivo e solitario scatto d'orgoglio a difesa della categoria dei giornalisti da parte del direttore De Bortoli) sono infatti talmente risibili e vergognose che dovrebbero suscitare una profonda reazione dell'intera società italiana, altro che Internet.

Fondamentalmente la tesi "difensiva" del premier è stata questa: la decisione della Veronica è solo il frutto di un complotto orchestrato dalla sinistra tramite i giornali, che avrebbero inventato la storia delle veline e la storia del diciottesimo di Noemi per provocare la sua reazione. Questo ovviamente perchè "la sinistra e la stampa non riescono a sopportare la mia popolarità, ormai al 75%". Ora, premesso che Berlusconi prima di ieri sera aveva smentito di aver parlato di complotti, tanto che fino a poche ore prima il fido Bondi a Ballarò, replicando a Franceschini, dichiarava che Berlusconi aveva smentito, la linea difensiva del premier è talmente palesemente falsa che è alquanto imbarazzante che i giornalisti presenti siano stati al gioco.

Innanzitutto, per la storia delle veline il Premier dovrebbe guardare in casa sua. Di fatti non solo l'opposizione non aveva fatto sentire granchè la sua voce, ma anche la stessa stampa non si era occupata così massicciamente della questione: il "velinismo" è infatti diventato il tema del giorno solo quando la rivista di FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini, uscì con un articolo di fuoco sulle "veline" che erano in odore di Europee nelle liste del Pdl; articolo che suscitò la prima reazione della Lario, quella del "ciarpame senza pudore".. Solo allora la "questione veline" guadagnò la vera attenzione mediatica. Quindi, più che di falsità della sinistra, Berlusconi dovrebbe parlare di falsità destrorse ... E poi non sono nemmeno bugie: le interviste ad alcune "veline" incazzate per non essere state candidate dopo aver persino firmato la candidatura dal notiaio, il padre di una di loro che ha cercato di darsi fuoco fuori Palazzo Grazioli perchè la figlia non era stata candidata, le ammissioni all'interno del PdL, e soprattutto da parte dello stesso Berlusconi ("quelle tre che sono state escluse all'ultimo erano bravissime ragazze"), sbugiardano il Silvio nazionale e i suoi lecchini d'intorno.

Per quanto riguarda la "festa di Noemi" ... c'è da dire innanzitutto che all'inizio semplicemente si era parlato della festa come l'ennesima comparsata di Berlusconi ad una festa, in cui ha cantato, scherzato con i presenti, dispensato sorrisi a destra e sinistra, ricevuto applausi, eccetera (non è certo la prima volta che accadeva una cosa del genere). Poi sono comparse le ironie, dato che in un'intervista Noemi e famiglia confessavano di chiamare "papi" il premier. Ma è stato con le dichiarazioni della Lario, che sempre in quella prima reazione dichiarava che il marito "non era mai stato al 18° dei suoi figli", che la festa di Noemi è finita davvero nell'occhio dei media.

D'altronde è perfettamente normale che il mondo mediatico si occupi di queste faccende, se è la moglie del premier a denunciare certe cose. Soprattutto sarebbe anormale non occuparsene quando addirittura la moglie arriva ad accusare di pedofilia il marito (anche se nessuno ha avuto il coraggio di usare questo termine, nonostante sia la logica conseguenze di quel "non posso stare con un uomo che va con le minorenni" e quel "Noemi figlia illeggittima? Magari fosse questo!"). E questo al di là della verità o meno delle accuse: sono pur sempre le accuse della first lady, e in un Paese normale ci si dovrebbe perlomeno porre dei dubbi, delle richieste di maggiore informazione, non la difesa a spada tratta del premier.

E poi infine una cosa. Il Premier parla tanto di sinistra che "controlla" i giornali, che monta accuse, eccetera eccetera. Ora, a parte il fatto che Berlusconi controlla gran parte dell'editoria, a partire dalle sue proprietà dirette (Il Giornale e Panorama), da quelle estremamente vicine (Il Foglio, Libero) e da quelle a lui indirettamente vicine (Il Mattino, Il Messagero), e soprattutto controlla direttamente quasi l'intero sistema televisivo italiano (Mediaset, di sua proprietà, e Rai, gestita dallo Stato, cioè da lui), che è quello che forma le coscienze in Italia, una domanda sorge spontanea: ma se la sinistra riesce a turlupinare persino la moglie del premier, che vive da 30 anni con lui, come mai non riesce a turlupinare il 75% degli Italiani? Forse perchè caso mai è lui che turlupina gli Italiani attraverso il suo impero mediatico? E poi non ci hanno sempre detto che le televisioni non fanno consenso, che gli Italiani  votano con la propria testa, che non sono dei poveri fessi che si fanno fregare dalle televisioni?

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Finalmente è finita ... forse
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2008


                                                

Come diciamo noi Campani, assafaddì (cioè finalmente). Ieri è arrivata la sentenza che almeno mezza Italia aspettava con trepidazione, manco fosse la finale dei Mondiali: ovvero quella del processo ai "vicini di Erba". Non vi dico nemmeno come è andata, tanto già lo saprete, e poi a me non me ne frega un'emerita mazza.

Finalmente. Forse finirà il martellamento mediatico, forse finiranno le migliaia di servizi su ogni minimo aggiornamento della vicenda che hanno riempito i nostri TG, forse finiranno le altrettante migliaia di servizi delle "trasmissioni del pomeriggio", forse finiranno gli speciali dedicati alla vicenda, forse finiranno le puntate di Matrix e Porta a Porta (invece di parlare di cose serie come dovrebbero fare le due principali trasmissioni di informazione delle due reti ammiraglie: addirittura ieri sera hanno entrambe fatto uno speciale sulla sentenza). Forse finirà il rimbambimento degli Italiani, spinti a stare dalla parte o contro i due coniugi di Erba, sbattuti nella pubblica piazza. Forse finirà la pressione mediatica sul processo, forse finirà la pubblicazione "esclusiva" di atti processuali (ma non dovrebbero essere segreti? non è un reato turbare un processo in questo modo?). Forse finiranno quella sfilza di "esperti" tirati in ballo solo per "giudicare" questi processi, sputando sentenze che non è compito loro sputare. Insomma, forse finirà finalmente tutto questo bailamme mediatico su un "normale" processo di persone "qualunque". Criminali efferati, certo, ma comunque persone qualunque. Che diamine, in fondo stiamo parlando di due assassini! Ce ne sono migliaia di assassini, purtroppo, però mica si fa tutto questo casino per loro!

Perchè non lo stesso martellamento mediatico anche sui processi di mafia? O sui processi ai politici? O sui processi per le morti sul lavoro? Perchè? Forse perchè si vuole rimbabire la gente? Forse perchè non si ha il coraggio di fare TV seria e si punta tutto sul pettegolezzo?

Sì? E allora state certi che non sarà finita qui ... dopo Cogne, dopo Erba, ci sarà sempre Perugia, Garlasco, ecc. ecc..... si accettano scommesse sulla prossima città che finirà nei plastici di Vespa o negli speciali di Mentana.

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"Basta processi mediatici". Ok, ma tutti
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2008


                     

Oggi Corrado Calabrò, garante per le telecomunicazioni, ha detto basta ai "processi mediatici"
. "In TV - ha dichiarato Calabrò - il processo, lo pseudo processo o la mimesi del processo non si possono fare. L'informazione deve essere equilibrata, obiettiva e deve garantire il contraddittorio senza anticipare giudizi su questioni ancora subjudice. Questo non vuol dire porre limiti alla libertà di informazione. Ma l'informazione non può diventare gogna mediatica nè spettacolarizzazione ispirata più all'amore per l'audience che all'amore per la verità".

Bene. Sottoscrivo. Anche se sarebbe bene che, per una buona volta, non si intervenisse solo quando sono in gioco i politici. Perchè le parole di Calabrò non sono casuali e non avvengono in un momento qualsiasi: esse si riferiscono, infatti, al programma "AnnoZero" di Santoro (sotto accusa sono tre puntate, quelle dedicate al caso "De Magistris", al caso "Berlusconi-Saccà" e al caso "riforma Gentiloni"). E vengono il giorno dopo della puntata, sempre di AnnoZero, dedicata a Cuffaro (che non era presente, anche se invitato, e comunque in presenza di alleati politici).
Ora, si può anche essere d'accordo sul fatto che quelli di Santoro siano "processi mediatici". Ma perchè ci si muove sempre quando si tocca la sensibilità dei politici, e mai quando sono in gioco le comuni persone? Perchè si permette ai telegiornali o a conduttori come Vespa e Mentana di "deliziarci" per almeno il 50% dei loro spazi con "caso Cogne", "caso Erba", "caso Meredith", eccetera? Non sono anche questi "processi mediatici"?

Certo che lo sono. Ma i comuni cittadini non sono presenti nel consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle COMunicazioni. Nell'AGCOM, invece, i politici ci sono, eccome.
Il Secolo: "Sanremo a misura di Prodi"
post pubblicato in Diario, il 9 gennaio 2008


                           

L'altro giorno Pippo Baudo ha comunicato i cantanti ammessi per Sanremo 2008. E, immancabile, arriva la protesta degli esclusi. Con una novità: quest'anno la polemica è di carattere politico. Infatti, il "Secolo", quotidiano di Alleanza Nazionale, ha titolato "Sanremo a misura di Prodi".

"E' una storia che si ripete ogni anno, specie se a condurre la kermesse è Pippo Baudo". "Spulciando fra i cantanti ammessi, si capisce che molti hanno il "patentino" richiesto": e qui il "Secolo" cita Michele Zarrillo ("che ha scritto in passato una canzone contro Berlusconi"), Sergio Cammariere ("che vanta una certa militanza"), Loredana Bertè ("orgogliosamente comunista"), Federico Zampaglione ("un altro allineato"). Mentre "è inutile soffermarsi su Eduardo Bennato, Frankie Hi Nrg, Max Gazzè". E persino "una cantante non di sinistra come Anna Tatangelo parlerà dei gay". Inoltre, sostiene il quotidiano di AN, "Povia e Baccini sono stati esclusi perchè di destra".

Beh, che Povia fosse di destra, che si poteva già intuire dalla sua partecipazione al Family Day, è confermato dalla sua stessa dichiarazione, che ricalca quella del "Secolo". Ma Baccini? Rileggetevi questa intervista sul suo album "Forza Francesco" del 2001, e verificate. Comunque, basta questo stralcio: "credo sia naturale che un artista difficilmente sia di destra, perché la destra è contro certi ideali di libertà di espressione, di tolleranza e quindi naturalmente sei portato ad essere di sinistra". Uno così vi sembra di destra?

E poi, se sono Povia e Baccini quelli destra, allora gli altri esclusi sono di sinistra? (per la cronaca: Alexia, Omar Pedrini, Pacifico, Dik Dik, Tony Dallara-Teo Teocoli, Teddy Reno, e altri tentati "ritorni"). Se fosse così, allora il problema sarebbe che i cantanti sono per loro natura di sinistra.

Insomma, il ragionamento del "Secolo" non quandra. L'ennesima cretinata, quindi, che ci ha fatto ricordare le dichiarazioni di Berlusconi, "In Rai solo se di sinistra o se ti prostituisci". E scusate la battutta, allora Vespa è un gigolò?
Bufera Rai-Mediaset, e il TG5 fa finta di nulla
post pubblicato in Diario, il 21 novembre 2007


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Clamoroso. "Sua Emittenza" Berlusconi, durante il suo governo, ha influenzato l'informazione Rai
. E dov'è la notizia? potrebbe dire qualcuno ... La notizia c'è, perchè quelle che prima erano solo illazioni sono state oggi (forse definitivamente) confermate dallo scoop di Repubblica. Infatti, il quotidiano di Ezio Mauro ha pubblicato alcune intercettazioni relative al periodo 2004-05, nelle quali dirigenti Mediaset e Rai vicini a Berlusconi costituivano una vera e propria rete per il controllo dell'informazione, manipolandola nelle grandi occasioni a favore dell'allorra governo Berlusconi.

In particolare, alcune intercettazioni riguardano la morte del Papa (2004), avvenuta il giorno prima delle elezioni regionali: questa rete Media-Rai lavorava all'obiettivo di "dare un senso di normalità alla gente al di là della morte del papa per evitare forte astensionismo alle elezioni". Altre, invece, riguardano proprio le elezioni regionali del 2004, conclusesi con la netta sconfitta del centrodestra: sempre questa "rete" cercava di ritardare i risultati delle elezioni. Nelle intercettazioni saltano fuori i nomi delle reti, delle trasmissioni e dei presentatori vicini al centrodestra: si fa riferimento al Tg1, allora condotto da Mimun (oggi direttore del TG5) e ad un "gioco di squadra Mimun-Rossella (allora direttore del TG5), al conduttore di Porta a Porta Bruno Vespa ("Vespa fa la serata elettorale? Tanto Vespa è Vespa"), al direttore del TG2 Mauro Mazza, all'allora direttore Rai Cattaneo ("Cattaneo dice che terranno più duro possibile (nel dare i dati sulle elezioni)", "Cattaneo avrebbe chiesto a Vespa di non confrontare i voti attuali con quelli delle scorse regionali", "Cattaneo vuole che nella rappresentazione dei risultati elettorali si faccia più confusione possibile per camuffare la loro portata"). In pratica, solo il TG3 si salvava dal controllo Berlusconiano.

Un sistematico controllo dell'informazione, dunque. Sia chiaro: la verità deve essere sempre accertata. Ma un quotidiano serio come "Repubblica" difficilmente metterebbe dei virgolettati falsi.

Comunque, il controllo dell'informazione non è certo finito, a quanto pare. Infatti, oggi il TG5 e il televideo di Mediaset non hanno minimamente accennato alla vicenda se non nell'edizione delle 20:00. Sicuramente sarà una coincidenza: mica i giornalisti di Mediaset devono essere informati su tutte le notizie come i telegiornali Rai? Sempre a pensare male ..... a pensare che volessero salvare il loro direttore Mimun e Sua Emittenza....

C'è da augurarsi che questa vicenda non finisca a "tarallucci e vino". Bisogna cacciar via gli eventuali implicati nella "collusione Rai-Mediaset". Ma, cosa ancora più importante, è necessaria una riforma della Rai tale da eliminare quanto più possibile i partiti dalla sua gestione.

P.S. Le intercettazioni complete sono consultabili su www.repubblica.it.
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