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il blog di Francesco Zanfardino
Eh sì, Tremonti aveva proprio capito tutto ...
post pubblicato in Diario, il 25 febbraio 2009


                                                   

Non so se, di questi tempi, avete mai sentire da qualcuno del centrodestra che "noi siamo stati i primi in Europa a capire che ci sarebbe stata la crisi ... quando Tremonti parlava di crisi tutto lo prendevano in giro". Se non lo avete mai sentito, evidentemente non guardate TG e trasmissioni di approfondimento da qualche mesetto ... dato che, ogni qualvolta che gli esponenti della maggioranza vengono messi in difficoltà sulla loro pessima gestione della crisi, sul fatto che stanno mettendo toppe qua e là senza un vero piano strutturato anti-crisi come tutti i Paesi di questo mondo, rispondono: "Ma quando mai, siamo stati i primi a capire la crisi, siamo intervenuti subito, Tremonti è un genio", bla bla bla. Insomma, fra tutte le proprietà miracolose di chi ci governa, ci sarebbe anche la preveggenza. E il mondo dell'informazione, a dire il vero, gli dà anche corda, fascinato dal quasi-best-seller "La paura e la speranza" del Giulivo ministro (ma qualcuno di loro l'avrà pur letto questo libro? Bah).

Eppure io mi ricordo altre cose ... ad esempio, se Tremonti davvero "aveva capito tutto", come mai nella Finanziaria di Giugno, orgogliosamente approvata ha sprecato qualche milardo togliendo l'ICI alle famiglie che potevano pagarla, ha buttato miliardi nell'operazione Alitalia, ha detassato gli straordinari (salvo tornare indietro dopo 6 mesi, dato che in tempi di crisi non ci sono straordinario), e tanti altri provvedimenti che certo non avrebbe preso una persona che sapeva che si sarebbe scatenata una crisi a breve termine? 

Ma al di là di questo, guardando le dichiarazioni di Tremonti sui conti pubblici, in netto peggioramento ma comunque "approvati con riserva", diciamo così, dall'Unione Europea, mi sono ricordato di una cosa. Ecco cosa dichiarava il Ministro Tremonti solo 8 mesi fa, quando veniva varata proprio quella famosa Finanziaria di Giugno:

«Non c'erano alternative alla riduzione della spesa pubblica, per la nostra politica e perché un aumento delle tasse non è sostenibile per il Paese», ha spiegato il ministro, che ha indicato come possibile l'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2011: «Il vincolo preso con l'Ue di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011 non è eludibile. E' un impegno preso dalla Repubblica italiana»

Ed ecco cosa Tremonti ha presentato oggi alla UE: il rapporto defici/pil dovrebbe assestarsi al 3.7% nel 2009, per poi tornare sotto il 3% entro il 2011. "Dovrebbe" è più che d'obbligo, dato che, appunto, solo 8 mesi fa Tremonti riteneva "ineludibile" il raggiungimento entro il 2011 del pareggio di bilancio, ovvero di un rapporto deficit/pil al 0%, non al 3%. E ricordiamo che l'Europa, tra i parametri che richiede ai paesi membri nel Trattato di Maastricht, ha proprio il rapporto deficit/pil che deve essere massimo 3.7%. Valori superiori, se persistenti ne tempo, comportano una procedura di infrazione, che d'altronde Tremonti già "brillantemente" fece avere all'Italia con il precedente Governo Berlusconi (quello del Tremonti che "truccava i conti", come lo stesso Fini lo accusò). Procedura di infrazione, ricordiamolo, che il Governo Prodi ereditò e concluse in meno di due anni ... ed ora Tremonti è riuscito nell'impresa di stravolgere nuovamente i conti rimessi a fatica a posto da Prodi. Ed è la seconda volta che accade.

E allora, se è un veggente colui che a Giugno, prevedendo la crisi, annuncia il pareggio di bilancio, salvo 8 mesi dopo annunciare addirittura lo sforamento dei parametri di Maastricht ... allora io sono Nostradamus.

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