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il blog di Francesco Zanfardino
Dopo il Vassallum, il "patto della frittata"
post pubblicato in Diario, il 13 dicembre 2007


                                
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Oggi teniamo a battesimo un nuovo sistema elettorale. L'ennesimo. Fini l'ha chiamato "il patto della frittata". Si tratta in realtà della cosiddetta "bozza Bianco", cioè il sistema elettorale sulla quale si avvieranno le discussioni in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Una bozza che ha fatto infuriare non solo Fini e Casini, ma anche e soprattutto i "piccoli" dell'Unione. Perchè?

Tutto parte con il "Vassallum", cioè la proposta fatta da Veltroni e redatta dai costituzionalisti Vassallo e Ceccanti, che stabilisce essenzialmente due cose: le alleanze non sono obbligatorie, non vanno cioè dichiarate prima del voto, e un complicato meccanismo rafforza i partiti maggiori (PD e Popolo delle Libertà) a danno di quelli medi (tra cui AN e UDC di Fini e Casini) e soprattutto quelli piccoli (i vari UDEUR, Verdi, PdCI, Socialisti), che entrerebbero in Parlamento solo se forti sul territorio (ad esempio l'UDEUR di Mastella in Campania). Fini critica il Vassallum perchè non obbliga a dichiarare le alleanze, portando secondo lui alla fine del bipolarismo (e in effetti, è una delle possibili conseguenze), ed anche perchè rafforza troppo PD e PDL; Casini ovviamente, puntando al centro, non critica il fatto che non si dichiarino le alleanze, ma anche lui teme un rafforzamento di Veltroni e Berlusconi. Infine, i partiti piccoli dell'Unione sono scontenti, perchè se non hanno un forte radicamento sul territorio non possono avere rappresentanti, e solo l'Udeur ha questa possibilità.

Invece, la "bozza Bianco", o simpaticamente "Frittatum", è leggermente diversa dal Vassallum. Infatti, essa ricalca quasi fedelmente il modello tedesco: ha cioè uno sbarramento nazionale del 5%, permettendo però a partiti che prendono il 7% in almeno 5 regioni di partecipare alla distribuzione dei seggi (in pratica i partiti piccoli difficilmente entrerebbero in Parlamento, almeno che non siano davvero forti in 5 regioni, e in questo caso nessuno, tranne la Lega Nord, che però potrebbe anche superare 5% nazionale). Come il sistema tedesco e come il Vassallum, invece, non prevede l'obbligatorietà di dichiarare le alleanze. Si capisce dunque lo sconcerto di Fini ("fermeremo il patto della frittata"), e dei piccoli dell'Unione (che sono ancora più svantaggiati rispetto al Vassallum, tanto che Mastella ha dichiarato "o si cambia o addio Governo") ma non quello di Casini, che è sempre stato a favore del sistema tedesco. Ieri da Ferrara ha dichiarato che PD e PDL sarebbero rafforzati a suo danno: ma secondo me ancora deve guardarsela bene, perchè l'unico vantaggio (minimo) per PD e PDL verrebbe dall'aumento delle circoscrizioni.

Comunque, personalmente ritengo che sia il "Vassallum" che il "Frittatum" non siano adeguati, anche se ritengo migliore il Vassallum. Infatti, la nuova legge elettorale non potrà mai risolvere il problema della frammentazione con uno sbarramento alto, perchè i piccoli si metterebbero sempre d'accordo in "cartelli elettorali" per superare lo sbarramento, pronti poi a sciogliersi dopo le elezioni. Invece, il Vassalum altera la distribuzione dei seggi, favorendo i più grandi contro i più piccoli, riducendo il "potere di ricatto" di questi ultimi, ma senza costringerli ad unirsi. Però, oltre a non garantire a tutti i piccoli rappresentanza in Parlamento, ma solo a quelli abbastanza forti in un territorio, il Vassallum abolisce il premio di maggioranza e di conseguenza le coalizioni. Insomma, i governi non sarebbero più scelti dagli elettori, ma dai partiti dopo le elezioni. Un vero e proprio furto agli elettori.

Insomma, la nuova legge elettorale, se vorrà ridurre potere di ricatto dei "partitini" e stabilità dei governi, insomma un bipolarismo nuovo, dovrà avere premio di maggioranza e un sistema che rafforzi i grandi nella stessa maniera in cui svantaggia i piccoli, garantendo a questi comunque la rappresentanza.

Io un mio sistema ce l'ho. Per vederlo andate nella sezione "La mia proposta sulla legge elettorale" o scaricarlo da questo link http://www.divshare.com/download/3332362-26e. Attendo vostri commenti :-)
Il primo "Walzer" si chiude
post pubblicato in Diario, il 30 novembre 2007


            

Oggi, con l'incontro con Berlusconi, si chiude il primo giro di consultazione con i leader di opposizione, voluto e fatto dal leader del PD, Walter Veltroni, su legge elettorale e riforme costituzionali e regolamenti parlamentari (monocameralismo, riduzione dei parlamentari, revisione della formazione dei gruppi parlamentari). Tiriamo le somme.

Il leader di AN Fini si è dichiarato disponibile, sopratutto sul pacchetto di riforme, meno sulla legge elettorale (che deve avere un carattere assolutamente bipolare).

Anche il leader dell'UDC Casini ha dichiarato la propria disponibilità, sia sul "pacchetto" che sulla legge elettorale, anche se ci devono essere modifiche sulla proposta Veltroni (il "Vassallum").

La Lega Nord, rappresentata da Maroni, ha dichiarato di volere approvare prima la legge, poi il "pacchetto". E, comunque, ha opinioni diverse (d'altronde hanno proposto un loro sistema elettorale; non bastava il "porcellum" di Calderoli...).

Infine, l'incontro di oggi con Berlusconi. Il Cavaliere ha manifestato disponibilità al dialogo, "il Vassalum va bene, ma servono alcune modifiche, fattibili". Invece, il leader di Forza Italia ha manifestato distanza sul "pacchetto", dichiarando che questo governo non è in grado di fare le riforme. In realtà, il "pacchetto" di riforme istituzionali richiede tempo, e il Cavaliere non vuole prolungare più del necessario il tempo a Prodi.

Comunque, adesso comincia il vero round. Se Veltroni vuole davvero far continuare il governo Prodi, deve fare la legge elettorale (perchè se si andasse al Referendum i piccoli partiti della coalizione, come l'Udeur, lascerebbero il governo). Però, non può farla senza l'accordo di tutti i partiti della maggioranza: partiti che hanno opinioni ben diverse dalle sue.
Sta di fatto che la legge elettorale è un'arma a doppio taglio. Può portare o alla morte del governo o alla sua lunga prosecuzione. Non ci sono vie di mezzo.

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