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il blog di Francesco Zanfardino
Chi ha coraggio invada la politica
post pubblicato in Diario, il 6 settembre 2010


                                         

L'omicidio del sindaco di Pollica-Acciaroli, Angelo Vassallo, ha sconvolto un po' tutti noi, che pure, in stragrande maggioranza, non lo conoscevamo affatto. Ha suscitato infatti in chiunque grande emozione sentire, già a poche ore dalla sua morte, tante voci diverse convergere così tanto nel dipingere una figura di un uomo integerrimo, animato dalla passione per l'ambiente, per il suo territorio e per la politica "sana", tanto che nessuno di voi ha avuto ed ha reali dubbi sul fatto che questo barbaro assassinio è responsabilità della camorra o comunque di qualcuno di cui sindaco aveva ostacolato chissà quali losche mire.

Questo da un lato ci ha dato molta speranza, perchè l'opera di Vassallo dimostra che sì, in politica ci sono anche tante persone perbene e coraggiose, e non solo fra i semplici militanti. Dall'altro ce la toglie, la speranza, perchè ci inducano a pensare che anche queste bestie rare debbano comunque fare una brutta fine: e, infatti, è proprio questo l'obiettivo di chi ha ordinato questa barbarie.

Per questo abbiamo un disperato di persone coraggiose in politica. Sono convinto che la stragrande maggioranza degli Italiani non vuole vivere in un Paese sotto ricatto delle mafie e degli affaristi senza scrupoli; ma sono altresì convito che in questi stessi Italiani domini la sfiducia, la paura di portare avanti una battaglia che troppo spesso è una battaglia solitaria. Ed è un cane che si morde la coda, che difficilmente potrà sbloccarsi senza lo slancio generoso di persone come Salvatore Vassallo.

Per questo, ripeto, chiedo che le persone che già si sono messe coraggiosamente in gioco contro la mafia negli altri settori della società, facciano lo stesso anche in politica, agendo più incisivamente per sconfiggerla e facendo tornare la fiducia della gente nella possibilità di distruggerle, le mafie. Specialmente quando la politica offre spazi più facilmente conquistabili: pensiamo, ad esempio, quanto sarebbe facile per una personalità come Roberto Saviano vincere le primarie e diventare il candidato sindaco del centrosinistra a Napoli. O quanto sarebbe facile, in questo momento, per personalità dell'antimafia locale chiedere di guidare Pollica dopo Vassallo.

Il punto è se lo faranno. Io me lo auguro fortemente ... forse per guidare una Città serve una "esperienza politica" forte, forse non dobbiamo doverci affidare ai Messia: ma di sicuro niente può essere peggio di una classe politica intimorita, se non volontariamente connivente, come quella di oggi. Salvo lodevoli eccezioni, come Angelo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Primarie importanze
post pubblicato in Diario, il 11 maggio 2010


                                               

Sconfitte elettorali ed indebolimento senza fine, e indovinate cosa c'è all'ordine del giorno della prima Assemblea Nazionale del PD post-elezioni? Il ridimensionamento delle primarie. Ovvero, non solo si continua a non affrontare il nocciolo del problema del centrosinistra, ovvero la mancanza di un progetto per il Paese, nonchè l'immobilismo culturale, metodologico ed anagrafico della sua classe dirigente, ma si va persino ad intaccare quel poco di buono ed innovativo che questa classe dirigente ha saputo produrre in questi anni: le elezioni primarie.

Ovvero quella sana occasione di partecipazione democratica che ha avuto il merito, qualche volta, di introdurre un po' di sano rinnovamento e di mettere in discussione scelte più o meno sbagliate dei "vertici" (Vendola docet, e per ben due volte!). Che ora pero quella parte del PD che ha sostenuto Bersani all'ultimo congresso vorrebbe "rivalutare". In sostanza, come ben mette in evidenza il costituzionalista Vassallo, le modifiche statutarie comporterebbero tre cose: le primarie non sono più la regola;  va prima cercato di farle di coalizione e in tal caso gli iscritti al PD possono sostenere solo il candidato ufficiale del PD (scelto a maggioranza), a meno di non mettere insieme un 35% e candidare un altro; se non le si fa di coalizione, per farle di partito deve essere d'accordo il 60% del Partito. Capirete da soli che, con queste modifiche, vedere una Primaria sarebbe molto raro e comunque dopo mesi di trattative con le altre forze politiche. Insomma, si formalizzerebbe la situazione già creatasi in occasione delle ultime Regionali, quando le Primarie, nonostante gli obblighi statutari, si sono effettuate solo in Puglia, Umbria e Calabria, e tra i Comuni quello di Venezia.

Questo nonostante nella campagna per diventare segretario Bersani, con tutta la sua mozione, giurava di non voler toccare le Primarie per le candidature, al massimo quelle "interne" per le cariche di partito (ricordate la metafora della "bocciofila"?). E, soprattutto, nonostante le primarie siano sempre state un elemento distintivo del Partito Democratico, non solo fin dalla sua nascita, ma addirittura fin dalla sua ideazione. Per questo spero, da convinto democratico, che Bersani abbia un ripensamento. O, perlomeno, che chi nella sua mozione è stato e si definisce "ulivista", come la Presidente Bindi, riesca insieme alle minoranze ad impedire questo "suicidio". Anche in chiave utilitaristica: come pensa il PD di vincere le prossime elezioni di Milano, Napoli, Torino e Bologna nel 2011? Con le estenunanti trattative per le alleanze fino a poche settimane delle elezioni, con candidati imposti dall'alto ed un esigua campagna elettorale?

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