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il blog di Francesco Zanfardino
Arretratezza
post pubblicato in Diario, il 19 agosto 2009


                                                      

Una delle polemiche che sta sta spopolando nell'informazione (?) estiva è quella sul "burqini", il costume "integrale" inventato apposta per le donne musulmane integraliste, o comunque mogli di mariti integralisti di cui sono succubi. Un costume malvisto un po' ovunque, però: in Francia, ad esempio, dove però va detto che vige il divieto di ostensione in pubblico di simboli religiosi (una legge obrobriosa, che spero mai venga adottata in Italia, magari in nome di una "laicità" che non lo è affatto), ed il burqini è stato ritenuto tale. Ma anche in Italia, dove una musulmana a Verona si è attirata le proteste delle mamme, che ritenevano il costume "spaventoso" per i loro bambini (!), e dove a Varallo Sesia il sindaco leghista ne ha vietato l'uso, con una legge "ad costumen" (con tanto di multa di 500 euro).

A me sembrano delle polemiche pretestuose, frutto, queste sì (e non il costume) di una arretratezza mentale di certe categorie molto sensibili alla paura dello "straniero" e di tutto ciò che lo simboleggia. Insomma, sulla falsa riga dei divieti di consumo di kebab, si tenta di eliminare le altre culture in nome di un "conservatorismo sociale" che frutta molto elettoralmente ma che prepara il campo per i conflitti sociali caratteristici di ogni società multietnica, quale noi siamo destinati a diventare sempre di più (e lo siamo già, in effetti). Il burqini presenta forse dei problemi dal punto di vista igienico? Certo che no. I materiali non hanno nulla di pericoloso. E' una assoluta novità? Affatto. In fondo somiglia molto ad un costume intero da nuotratrici, con tanto di cuffia. E allora dov'è il problema?

Qualcuno dirà che fare il bagno con un costume del genere è umiliante per una donna. Sicuramente lo è per i nostri canoni: una donna italiana non ne accetterebbe mai l'imposizione. Ma per molte donne musulmane, integraliste di volontà o per costrizione non importa, fare il bagno, anche se con il burqini, è un sogno. Insomma, come sostiene l'inventrice del costume, è una conquista di libertà. Perchè negarla?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Fare come a Varallo: incentivare chi dimagrisce
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2008


                                                        

Premi in denaro per i chili persi. La geniale idea viene dalla Valsesia, precisamente da Varallo (Vercelli), dove il Sindaco Gianluca Buonanno, per diminuire il "peso" dell'obesità, che grava sia sulla salute dei cittadini ma anche sulle casse della Sanità pubblica (e quindi di tutti i cittadini), invece di promulgare leggi restrittive e discriminatorie come spesso fanno all'estero, ha istituito una sorta di "incentivo" a dimagrire.

Funziona così: chi vuole accedere all'incentivo deve pesarsi in una delle farmacie cittadine e presentare lo scontrino al Comune per iscriversi, scegliendo la durata preferita (un mese o due mesi). Gli iscritti al progetto mensile riceveranno 50€ se al termine presenteranno un altro scontrino, con un dimagrimento di almeno 3 kg; inoltre, ne riceveranno altri 100€ se dopo altri 5 mesi rimarranno dello stesso peso, ed altri 500€ dopo un anno (sempre se manterranno il peso). Gli iscritti al progetto bimensile otterranno 50€ se perderanno 6kg in un mese; dopodichè, se dopo 5 mesi rimarranno dello stesso peso, otterranno 200€, dopo un anno 500€ (per più precise informazioni cliccare qui).

Che dire: sarebbe proprio il caso che l'iniziativa fosse copiata dai Sindaci di tutta Italia. O magari istituita per legge.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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