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il blog di Francesco Zanfardino
Il sogno
post pubblicato in Diario, il 6 luglio 2009


                                             

Questa di oggi potrebbe essere una data storica. Forse esagero, ma due Presidenti delle due potenze nucleari più forti del mondo che decidono di ridurre i propri armamenti non è proprio una cosa che accade tutti i giorni.

Forse sarà un passo decisivo verso quel "mondo senza armi nucleari", quel "nuclear free world" che fa parte dei sogni di tutti noi e anche di quello di un'Obama ancora universitario sconosciuto. O perlomeno verso un mondo dove le armi nucleari rimangano in dote alla sola ONU, per fronteggiare emergenze tipo quelle apocalittiche dei film. In ogni caso, grazie Obama per continuare ad interpretare il sogno. Di un mondo diverso.

P.S. Sarò conformista, ma a me 'sto Obama piace.

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Fuorise...ggio
post pubblicato in Diario, il 22 maggio 2009


                                                  

Più di 250mila. Sono gli studenti "fuori-sede" in Italia, ovvero tutti quei ragazzi che per frequentano Università lontane dai luoghi di origine: quasi il 20% della popolazione universitaria italiana. Studenti che alzano la voce perchè, tra le loro tante difficoltà, c'è quella di dover tornare a casa per votare. E così esercitare il più elementare diritto della democrazia diventa un viaggio stancante, ma soprattutto dispendioso. Così che migliaia di ragazzi rinunciano a scegliere chi deve gestire il loro futuro.

E' nato così il comitato "Io voto fuorisede", che chiede alle istituzioni Italiane, attraverso una petizione, di prodigarsi affinchè il diritto al voto e le campagne anti-astensionismo non siano parole al vento, ma concrete azioni legislative. Prevedendo il voto per delega o per corrispondenza, ad esempio, come previsto in tantissimi paesi europei, ed a dire il vero anche dall'Italia (quello per corrispondenza), ma solo per quanto riguarda il voto estero. Con il paradosso che è più facile votare per un'italiano all'estero che per uno studente fuori sede. O anche per un lavoratore fuori sede, che affronta gli stessi problemi.

Ma la realtà è ancora più grave di quella descritta dall'articolo di Repubblica.it da cui ho tratto il contenuto di questo post. Infatti, l'autore, evidentemente per una distrazione, non si è accorto che il comitato e la sua petizione sono nate non quest'anno, ma nel 2008, a ridosso delle elezioni Politiche. E quindi, nonostante sia passato un anno, non è cambiato un bel nulla.

Per quel che conta, allora, firmo anch'io la petizione, e invito voi tutti a farlo. Secondo l'art.48 della Costituzione "votare è dovere civico", ma anche "un diritto che non può essere limitato". E' bene che i nostri governanti non se lo dimentichino quando c'invitano (giustamente) a non lasciarci prendere dall'astensionismo.

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Riporto Report: Come tu m'insegni
post pubblicato in Riporto Report, il 20 aprile 2009


                                              

Come ogni Lunedì, a Discutendo si parla di Report. Stavolta la trasmissione dell'ottima Gabanelli ha parlato di scuola in senso economico, ovvero valutando le modalità e gli effetti dei tagli della Gelmini e i vari sprechi intoccati o inefficientemente combattuti dal Governo (qui il video della puntata, qui la trascrizione integrale)

COME TU M'INSEGNI (di Stefania Rimini)

La puntata comincia con un dovuto riferimento al terremoto d'Abruzzo, mettendo in evidenza come la maggior parte delle scuole italiane sia fuori dagli standard anti-sismici, e già questo getta piena luce su come l'Italia stia attenta al suo futuro.

Ma l'intera puntata verte sulla questione economica, dunque si comincia dai tagli: il Governo, rappresentato in puntata dalla Gelmini, ha deciso di tagliare le piccole scuole (sotto i 50 alunni), dimenticando che molte di queste si trovano in zone impervie, e la loro scomparsa comporterà enormi disagi per molte famiglie. La Gelmini assicura che si valuterà caso per caso: intanto però nel Sud ci sono tantissime scuole illegali" che hanno i presidi senza avere il minimo di 500 alunni, con un costo di centinaia di milioni di euro; ma anche qui la Gelmini dichiarà che s'interverrà, sebbene sia materia di competenza delle Regioni. Sempre per risparmiare, si innalza il numero di alunni per classe, fino alla trentina, con le evidenti conseguenze di difficoltà di gestione della classe da parte dei docenti. Situazione aggravata dal taglio delle compresenze, ovvero quelle quattro ore settimanali (alle elementari) dove contemporaneamente in classe sono presenti due docenti; anzi, con la scelta del maestro unico, si avrà un unico insegnante per tutti i giorni e per tutto il giorno. Tutto per risparmiare docenti, e quindi denaro, ma siamo sicuri che sia la scelta didattica giusta? Se proprio si voleva evitare il "modulo", ovvero i tre insegnanti distribuiti su due classi, che può essere considerato uno spreco, non era forse meglio mantenere il modulo ma a due insegnanti, in modo da avere sempre due insegnanti ogni due classi, ma perlomeno i bambini avevano a disposizione due insegnanti e non solo uno? E poi perchè in molti istituti privati, che per logica sono votate al risparmio, le compresenze esistono e sono salvaguardate, con ottimi risultati sull'apprendimento?

Ma, tutto sommato, queste sono pur scelte ammissibili. Si potrebbe sindacare sul fatto che se proprio dobbiamo tagliare qualcosa, tagliamo i vari privilegi, i vari sprechi della politica, e poi tocchiamo la scuola, ma non è questo il punto. Il punto é: se proprio dobbiamo tagliare, tagliamo in maniera equa. Invece le cose più utili si tagliano, mentre si lasciano molte cose, dall'utilità dubbia, così come sono: e qui Report fa un elenco di veri "sprechi" nella scuola, ovvero il finanziamento pubblico alle scuole private (in realtà la Gelmini ci aveva provato, ma, a differenza delle proteste studentesche, andate inascoltate, è bastato un lamento dei vescovi, preoccupati per le tante scuole private cattoliche, e si è rinunciato al taglio), i finanziamenti alle scuole italiane all'estero (dai costi esorbitanti ed ampiamente sopra la media), l'appalto delle pulizie a ditte esterne, quand'invece sarebbe già competenza dei bidelli (che si ritrovano a star lì, pagati per far niente o quasi).

E questo fa ancor più rabbia se si pensa che le scuole si ritrovano quest'anno con un budget molto ridotto rispetto al passato. Così va a finire che i genitori organizzano collette per fornire alla scuola ciò che la scuola dovrebbe garantire (carta igienica, sapone, ecc.). E contemporaneamente magari le scuole sono in condizioni pessime, senza riscaldamento o scale antincendio o ascensori per disabili o tutte queste cose insieme, e quando qualcuno (Provincia o Comune, che spesso si rimpallano le responsabilità) interviene, magari i lavori vengono mal fatti (ma i soldi vengono spesi, o meglio sprecati). Perchè non ci sono o quasi controlli sulla spesa, nella migliore delle ipotesi, oppure a volte le leggi son fatte apposta per sprecare soldi (come i tetti massimi per l'acquisto di banchi e sedie, spropositati rispetto al valore reale).

Ma torniamo ai tagli. A causa dei tagli della Gelmini, migliaia di disabili perderanno l'insegnante di sostegno, oppure questi si dovrà occupare contemporanemente di molti bambini disabili. Alcuni, come i dislessici, addiritturà non ne avranno più diritto, essendo considerati "disabili lievi". E, in generale, il taglio degli insegnanti comporterà la diminuzione del tempo scuola, ovvero diminuiscono le ore di lezione. Mentre nel frattempo si sprecano migliaia d'euro per ogni insegnante che si butta nel sindacato, o nella politica, senza fare lezione. Per non parlare delle assurdità per l'assunzione dei supplenti: le peripezie della legge fanno sì che si sprechino milioni di euro l'anno solo per cercare i supplenti, con metodi vetusti e disorganizzati. E perchè, i professori che "scaldano la sedia"? Ce ne sono tanti, ma per la legge basta che si diventi insegnanti "di ruolo", nessuno ti può toccare, anche se non fai niente. E così, tagliando gli insegnanti, si va a tagliare gli insegnanti precari, anche se magari sono molto più bravi e presenti di quelli di ruolo.

Ma come vengono assunti gli insegnanti? Secondo le graduatorie. Peccato che i punteggi sembran fatti apposta per non premiare il merito, tanto che è molto più facile ottenere alti punteggi frequentando master privati, che spessissimo sono semplici formalità (basta che paghi, e ti regalano i voti). La risposta della Gelmini? Stiamo pensando a far decidere direttamente ai Presidi chi assumere e chi no. Già, peccato che gli stessi Presidi sono a loro volta incompetenti e magari messi lì per rapporti di potere, e dunque sceglieranno chi assumere in base a questi criteri. E chi garantisce il merito? La verità è che servirebbe un sistema di valutazione, e introdurre il merito a tutti i livelli, a cominciare dal Ministro: perchè da Ministro competente derivano collaboratori competenti, presidi competenti, professori competenti, eccetera.

Ma, tornando alla questione economica, torniamo a ripetere: alle scuole italiane i soldi non mancano. Le scuole possono infatti accedere ai cosidetti "progetti", PON e POR, finanziati spesso dall'Unione Europea: peccato che spessissimo si sperperano questi soldi, senza nemmeno raggiungere l'obiettivo. Perchè il punto è sempre quello: non ci sono controlli, gli ispettori (tra l'altro pochissimi rispetto al resto d'Europa) vengono pagati per far niente, e allora i Presidi gestiscono i fondi come vogliono (magari per favorire "amici", come ammesso da uno di loro). E quando un direttore scolastico si impegna e scoperchia la pentola dell'assenteismo, viene zittito dai "piani superiori" (come capitato ad una di loro intervistata da Report).

E l'Università? Qui, se dobbiam parlare di merito, dobbiamo parlare soprattutto di assunzione dei professori e di concorsi. Ci sono le commissioni a valutare, ma i criteri di scelta sono i soliti, e alla fine il merito viene ammazzato dalle raccomandazioni. E così l'Università va a rotoli, e i nostri cervelli vanno all'estero. E poi ci lamentiamo che l'Italia è arretrata.

IL MIO COMMENTO: Che dire ... il problema della formazione in Italia è alquanto complicato, perchè, se da un lato mancano i giusti investimenti nella ricerca, nella qualità dell'offerta formativa, nella sicurezza degli istituti, eccetera, dall'altro assistiamo ad una marea di sprechi che fanno sì che la scuola diventi politicamente un costo da tagliare e non un patrimonio su cui investire. Occore dunque colpire questi sprechi, destinando le risorse risparmiate agli investimenti di cui prima; ma soprattutto è indispensabile introdurre un sistema di valutazione, sia dell'insegnamento che dell'apprendimento, che, se non garantisca, perlomeno aiuti il merito a penetrare in un sistema dove a vincere sono sempre più le posizioni che non le capacità.

Altre rubriche: "L'Emendamento" (qui video, qui testo) stavolta parla della class-action, l'azione collettiva risarcitoria introdotta dal Governo Prodi ma più volta rinviata da quello Berlusconi, che tra l'altro la sta svuotando man mano fino a renderla inoffensiva (forse per tutelare gli interessi di pochi ma potenti imbroglioni?). La "Goodnews" (qui video, qui testo) di oggi riguarda invece lo spin-off, ovvero come creare ricchezza nonostante la crisi semplicemente facendo quello che si fa in tutto il mondo: trasformare in realtà i prodigi delle nostre università.

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E ora la Gelmini si dimetta
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2008


                                                

Incredibile. Dopo aver osannato e sostenuto per mesi la bontà della sua pseudo-riforma, il ritorno al maestro unico, dopo aver detto che il tempo pieno non era a rischio ma che anzi veniva aumentato, e tutte le miriadi di balle raccontante in questi mesi e spacciate per verità, il Governo fa una quasi totale marcia indietro sulla riforma Gelmini. Via il maestro unico, via l'obbligo di riduzione a 24 ore dell'orario scolastico delle elementari, ripristino delle 30 ore alle medie, via l'aumento dell'affollamento delle classi e rinviata al 2010 l'applicazione del riordino degli istituti superiori. Praticamente rimangono solo il grembiulino e l'educazione civica ... 
 
Che è successo, tutto ad un tratto la Gelmini & Co si è accorta che studenti, opposizioni e sindacati avevano ragione? Che avevano ragione sul fatto che il maestro unico si sarebbe ripercosso negativamente sulla qualità dell'insegnamento e sul tempo pieno? Che avevano ragione che ci sarebbe stato il sovraffollamento delle classi? Che avevano ragione sulla riduzione dell'orario di lezione? Insomma, che avevano ragione a bocciare la riforma Gelmini?  Ok: ben fatto. Ora però ne tragga le conseguenze: si dimetta. Non si può fare una marcia indietro su tutta la linea, dopo averla difesa a spada tratta tacciando di "irresponsabilità", "strumentalizzazione", "demagogia", "cecità", "assenza di proposte" chiunque le si opponesse.

P.S. Ma studenti ed opposizioni non demordano: la mazzata più pesante, la legge 133 (la Finanziaria) è ancora in piedi, e con essa gli 8 miliardi di tagli a scuola, università e ricerca. Propongano il taglio degli sprechi della politica, degli enti locali inutili, ecc. ecc., e chiedano il ripristino, almeno parziale, dei fondi. Ci sono riusciti a fermare la Gelmini, possono farcela anche con Tremonti. 

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La ricerca che vince, nonostante tutto
post pubblicato in Diario, il 28 ottobre 2008


                                                        

Oggi è arrivata una bellissima notizia per i malati di Aids e per la ricerca italiana. Un gruppo di ricercatori del CNR di Pavia, in collaborazione con l'Università di Siena, ha infatti scoperto una piccola molecola in grado di bloccare l'infenzione senza danneggiare l'organismo. In pratica, questa molecola, creata artificialmente, è capace di bloccare l'azione di una delle proteine-enzime delle cellule, essenziale per la replicazione dei virus dell'HIV (che provocano l'AIDS) ma non per la vita delle cellule stesse. Si tratta di una grande novità, perchè i farmaci attualmente in circolo non bloccano enzimi cellulari, ma enzimi virali, che sono molto più soggetti a mutazioni e che quindi rendono inefficaci le cure nel lungo periodo.

Si tratta di un grande risultato, anche se è presto per dichiarare sconfitto l'Aids. Ma comunque si tratta dell'ennesima dimostrazione sulle grandi capacità dei ricercatori italiani, e quindi della necessità di investire sempre di più nella ricerca per rimettere in moto il sistema Italia. Tanto è tutto denaro guadagnato, perchè ritorna sia come risultati ottenuti, sia come competitività, dato che altrimenti i nostri ricercatori più bravi continueranno ad andare all'estero per avere i giusti riconoscimenti che meritano.

In Italia infatti non si spende per niente abbastanza in sostegno alla ricerca scientifica. Secondo l'OCSE, infatti, l'Italia destina alla ricerca scientifica solo l'1.1% del PIL, ultima fra i paesi OCSE. Inoltre, i salari dei ricercatori sono tra i più bassi in Europa: quasi la metà rispetto ai colleghi francesi o olandesi. E così sono ben 1468 i ricercatori italiani che lavorano in prestigiosi istituti all'estero. E' questa la disastrosa situazione della ricerca in Italia, cui hanno contribuito, o meglio non hanno contribuito i Governi di tutti i colori, anche se con sfumature diverse.

Se poi ci aggiungiamo i possibili effetti della legge 133 sui fondi destinati a Università e Ricerca, stiamo fritti.

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No alla contro-riforma Gelmini ...
post pubblicato in Diario, il 11 ottobre 2008


                                                                    

La protesta è iniziata con l'apertura dell'anno scolastico, con le prime occupazioni a Roma, le prime proteste, lutti al braccio e slogan creativi. Poi si è andata via via organizzandosi, fino a giungere ai primi veri scioperi: tra questi quello degli studenti, che ieri ha portato 300mila studenti in piazza in tutta Italia. In attesa di quello dei Cobas Scuola, del 17 Ottobre, e soprattutto dello sciopero generale del 30 Ottobre, che vedrà uniti Cgil, Cisl e Uil. Insomma, un clima crescente di protesta che sta unendo studenti, famiglie, insegnanti e tutto il mondo della pubblica istruzione. Il motivo? La contestatissima "riforma" Gelmini, o meglio di quell'insieme di decreti che sta stravolgendo l'istruzione pubblica.

Dietro a provvedimenti di facciata (ritorno del grembiulino, voto in decimali anche alle elementari, voto in condotta decisivo, insegnamento di "cittadinanza e costituzione"), però molto graditi all'opinione pubblica, in alcuni casi anche giustamente, si nasconde un vero e proprio affossamento della scuola pubblica. In sostanza, non è una riforma, ma un piano di tagli: tanto che si può dire che il vero autore della contro-riforma è il Ministro Tremonti. Vediamolo in dettaglio.

Innanzituto il piano Gelmini-Tremonti prevede 87mila insegnanti e 40mila personale ATA in meno. Posti in meno rivendicati con orgoglio dalla Gelmini, all'insegna di una presunta "efficienza" e "contenimento dei costi della scuola", divenuto uno "stipendificio". Insomma, una banda di fannulloni, come direbbe Brunetta, da tagliare subito. Sarà, ma questi tagli sono tagli senza un criterio, nè di merito nè di altro: semplicemente saranno tagliati 127 mila posti di lavoro, a casaccio, bloccando l'inserimento di nuovi insegnanti e di precari, che dopo anni di precariato si vedranno sbattuta definitivamente la porta in faccia; mentre magari i veri "fannulloni" resteranno al lavoro, vista l'assenza di un sistema che valuti il merito degli insegnanti. Si formeranno classi super affollate e con orario ridotto. Per non parlare poi della scuola elementare, che la stessa OCSE, i cui giudizi negativi sulla scuola pubblica sono richiamati dalla Gelmini per giustificare il suo intervento, salva e che anzi ritiene un modello da imitare, e dove invece si abbatte con maggior forza la scure di Gelmini-Tremonti. Ovvero la reintroduzione del maestro unico, con il venir meno dell'esenzialità, in un mondo così cambiato verso tutto ciò che è "multi-", di più figure di riferimento, con il venir meno delle competenze specifiche (un solo insegnante farà un po' di tutto), dunque con un offerta formativa peggiore, con il trascuramento delle materie minori. E poi con il dilemma del tempo pieno, indispensabile per molte famiglie: secondo calcoli astrusi per la Gelmini aumenterà del 50%; ma, secondo la logica, di fronte a decine di migliaia di insegnanti in meno e con il maestro unico, potrebbe aumentare solo se il maestro unico lavorasse 6-7 ore al giorno (quindi 40 ore alla settimana): e questo non è certo possibile. Infine, con l'accorpamento degli istituti con meno di 500 studenti, spariranno 4000 scuole, con evidenti difficoltà per chi abita in piccoli comuni di montagna o nelle isole. Il disastro si conclude con l'Università, con tagli per 1 miliardo e mezzo in 5 anni, turnover bloccato al 20% e apertura alla trasformazione in fondazioni di diritto privato. Il tutto senza un minimo di confronto con le parti sociali, con le opposizioni (si è ricorsi alla fiducia) e sopratuttto con i diretti interessati, ovvero studenti, insegnanti e famiglie.

E allora NO alla contro-riforma a Gelmini, contro un Governo che considera la scuola come una spesa inutile da tagliare e non invece come il principale investimento per il futuro dell'Italia. Sì invece ad una scuola davvero efficiente, fondata sul merito, partecipativa e punto di riferimento per la società. Ma di questo ne parleremo nel post di domani.

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4000 medici in meno l'anno. Modificare il numero chiuso no, eh?
post pubblicato in Diario, il 30 giugno 2008


                                          

Tra 16 anni in Italia ci saranno 70mila medici in meno (circa 4mila l'anno) sui 280mila attuali (ovvero un calo del 25%). Almeno stando alle dichiarazioni del Presidente dell'Ordine dei Medici, Amedeo Bianco, riportate in questo articolo de "La Stampa".

Il numero deriva dalla relazione di Maurizio Benato, vicepresidente Fnomceo, la federazione che riunisce tutti gli OdM d'Italia. "Basta fare la somma di tutti i medici che presumibilmente andranno in pensione dal 2011 al 2025. Ogni anno si iscrivono 7400 studenti alle facoltà di medicina di tutta Italia. All'incirca il 20% lasciano prima e quindi vengono immessi ogni anno 6250 medici. E' stato così nel 2005, nel 2006 e nel 2007. Li sommiamo per 15 anni fino al 2025, sottraiamo chi va in pensione, ed abbiamo un totale di 190 mila medici, e quindi un buco di 90 mila unità. O, forse, qualcuno di meno, visto che non tutti andranno in pensione a 65 anni, anche perché la previdenza ora non favorisce chi vorrebbe lasciare la professione prima, anzi c'è la tendenza a restare. Diciamo che saranno almeno 70 mila medici in meno". La crisi inizierà proprio quest'anno: "per la prima volta si registra quasi un pareggio tra il fabbisogno regionale di medici chirurgo  e laureati. Nei prossimi anni i chirurghi inizieranno a scarseggiare. Questa carenza può diventare un dramma se ci si arriva con questa società. Non lo sarebbe se invece vi fosse una ridefinizione del ruolo dei medici e del loro lavoro. Abbiamo i grandi ed enfatici ospedali, ma mancano del tutto le strutture intermedie, a bassa tecnologia, dove convogliare la gran parte di quelli che ora sono i ricoveri ospedalieri: i malati cronici, le lunghe degenze, gli anziani in gran parte. La nostra popolazione invecchia rapidamente. Oggi gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 18% della popolazione, nel 2015 saranno il 22-23%. In termini di malattie e carico sulla sanità rappresentano un peso di non poco conto: alleggerire i medici di questo tipo di assistenza sarebbe un grande aiuto".

Quindi, più efficienza ed una migliore distribuzione del personale, ovviamente. Ma da sola non basta. Deve aumentare anche la "base". Ma non sarebbe forse l'ora anche di rivedere il numero chiuso, aumentando magari il numero programmato di iscritti? E' lo stesso preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia de "La Sapienza" ad avanzare questa proposta, proponendo un aumento del 10%. E facciamolo, su!

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Min.Gelmini: "La scuola deve premiare gli studenti migliori". Già, peccato che ...
post pubblicato in Diario, il 11 giugno 2008


                      

Ieri il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha illustrato alla Camera i suoi progetti sulla scuola italiana. Ha fatto varie considerazioni, più o meno discutibili, ma vorrei soffermarmi su una: "La scuola deve premiare gli studenti migliori". Già, caro Ministro, la scuola deve assolutamente premiare il merito, perchè la migliore ricchezza dell'Italia sono i nostri talenti, le menti brillanti dei nostri scienziati, dei nostri intellettuali, dei nostri ricercatori, dei nostri artisti, eccetera eccetera, che vanno assolutamente scovati ed incentivati. Altrimenti i nostri talenti non potranno che prendere la via dell'esilio, verso paesi che tutelano davvero il merito.

Ebbene, Ministro, certe cose, però, è meglio non dirle, se non si è convinti davvero di ciò che si dice. Perchè ciò che Lei ha fatto ad inizio legislatura, tra l'altro facendolo passare sotto silenzio, è totalmente incoerente con la linea che Lei ha dettato ieri alla Camera. Cosa ha fatto il Ministro? Ebbene, con un decreto ha rinviato al 2009/10 l'applicazione del decreto Fioroni-Mussi sui "25 punti", ovvero sui bonus nei punteggi da dare agli studenti più meritevoli per superare più agilmente lo scoglio dei test d'ingresso a "numero chiuso". In pratica, se prima valevano solo gli 80 punti dei test, ora sarebbero valsi anche fino ad un massimo di 25 punti assegnati in base al "curriculum scolastico" degli ultimi tre anni di liceo, ovvero contando voto di diploma, medie generali, voti nelle materie "pertinenti" alla facoltà scelta.

Sarebbero. Perchè il Ministro ha rinviato al prossimo anno, e, siccome siamo in Italia, ciò vuol dire quasi sicuramente che non verrà mai applicato. E così la politica del "premiare il merito" va a farsi benedire. Ovviamente festeggiano le organizzazioni "studentesche", che ormai sanno dire solo di no a qualsiasi riforma venga fatta, a prescindere dalla bontà o meno della proposta. "Così tutti quanti possono avere le stesse possibilità, senza discriminazioni", dicono le organizzazioni. Peccato che questa sia una falsa idea di uguaglianza: tutti devono avere le stesse possibilità all'inizio, non sempre. Perchè dovrebbero stare allo stesso livello persone che sono sempre andate bene con persone che hanno si sono sempre "arrangiati"? Care organizzazioni "studentesche", se ragioniamo con la logica del dare sempre non dico la seconda, ma la sesta-settima-ottava possibilità, non riusciremo mai a far funzionare decentemente la scuola italiana. E questo decreto, seppur con i suoi difetti, non andava cancellato.

Ma, sinceramente, se potevo aspettarmelo dalle organizzazioni studentesche, da Lei non me lo aspettavo, caro Ministro. Ci ripensi, se è ancora in tempo.

Basta con l'odio politico
post pubblicato in Diario, il 28 maggio 2008


                             <b>Sangue, cortei, attacchi squadristi<br>l'università ritorna una polveriera</b>

Dopo i fatti di Roma non mi viene di dire nient'altro che: basta odio politico. Non mi importa chi abbia iniziato prima, non m'importa chi aveva "ragione", non m'importa per quale "motivo": non c'è nulla di ragionevole e motivato nell'uso della violenza.

L'uomo si distingue dagli animali proprio per questo: non ha bisogno della violenza per affermare le proprie idee.

Proposte per l'Italia (3): Sostituzione dei test d'ingresso alle Università
post pubblicato in Diario, il 20 febbraio 2008


                          

Terzo appuntamento con "Proposte per l'Italia". Oggi si parla di test d'ingresso all'Università, e del loro superamento per favorire la meritocrazia. Adesso, infatti, per alcune facoltà universitarie, cioè Architettura, Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Medicina Veterinaria (ma ormai la pratica dei test d'ingresso si sta allargando a macchia d'olio), l'accesso è limitato, per ovvi motivi di sovraffollamento: immaginate quanti si iscriverebbero a Medicina se non ci fossero vincoli.

Tuttavia, ciò non vuol dire che si possano trovare metodi più meritocratici per selezionare gli "universitandi". Qualcosa è già stato fatto: il Ministro Mussi ha disposto una riforma dei test, con l'introduzione della cosiddetta "dote liceale". In pratica, se prima per le graduatorie valevano solo i punti ottenuti nei test (max 80 pt), ora rientrano nei parametri anche un massimo di 25 punti derivanti dal "curriculum liceale" (medie, voto finale di maturità, ecc.... ne ho parlato già qui).

Ma si può fare ancora di più: sostituire, ad esempio, il "numero chiuso" con una "soglia d'ingresso", cioè una quota di punteggio oltre la quale si ritiene idoneo il candidato. Per esempio: se per essere ritenuto degno di frequentare Medicina devi fare almeno, per esempio, 50 pt (sui 105 disponibili), allora tutti quelli che superano questo punteggio sono ammessi. In questo modo, tutti quelli che meritano entrano. Mentre, adesso, entrano solo una parte di quelli che meritano, e magari anche "misti" ad altri "segnalati", diciamo così.
Debiti formativi e test d'ingresso, comincia il cammino verso la meritocrazia
post pubblicato in Diario, il 29 dicembre 2007


                       

Scuola e Università. Due settori, strettamente legati, di cui è inutile sottolineare l'importanza per la vita del Paese. Due settori in cui è indispensabile salvaguardare il merito. Solo se dimostrerà di essere meritocratica l'Italia potrà vincere la sfida del futuro.

Certo, non è che nessuno sia premiato per il merito. Fortunatamente, in Italia le eccellenze ci sono e ogni tanto spuntano fuori (come la studiosa italiana che ha vinto il Premio Inventore Europeo dell'anno per aver inventato una bio-plastica dall'amido di mais). Il problema non sono le eccellenze, che riescono comunque ad andare avanti. Il problema è che manca in Italia un forte strato di meritevoli, che magari non sono a livello delle eccellenze, ma che sappia fare bene il suo lavoro e contribuire al progresso. Uno strato di meritevoli che invece fatica ad emergere, schiacciato da troppi corporativismi e da troppi clientelismi. Dal "popolo delle raccomandazioni", per dirla breve.

Fortunatamente in questa direzione qualcosa si sta facendo. Qualche mese fa la riforma Fioroni dei debiti formativi, criticata con molte manifestazioni dagli studenti. In realtà, questa riforma non fa altro che confermare il sistema precedente, tranne che per un piccolo (ma decisivo) passaggio. In pratica, precedentemente lo studente liceale poteva essere promosso ance con due debiti formativi, cioè due materie in cui non raggiungeva la sufficienza. Debiti formativi da saldare nell'anno scolastico successivo: a Settembre c'era una prima verifica, e se non si superava quella, verso Gennaio un altra; se non si superava nemmeno questa, si veniva bocciati. Con il risultato che spesso, anzi "spessissimo", per esempio, studenti di liceo scientifico si "portavano" un debito in matematica per tutti e cinque gli anni (vi posso garantire che succede davvero così), o che, molto raramente (perchè si chiudeva un occhio) studenti venivano bocciati, che so, al 4°anno, per un debito contratto al 3°anno (e costretti a ripetere il 4°anno, senza più recuperare quel debito del 3°anno). Invece, con la riforma Fioroni i debiti contratti a fine anno devono essere saldati entro il Settembre successivo (il cosidetto "esame di riparazione"), e se non li si supera, non si viene promossi, ma si deve rifrequentare l'anno per recuperare. Finalmente un pò di serietà.

Infine, la notizia di oggi. E cioè che il Ministro dell'Universita e della Ricerca Fabio Mussi ha inserito nel cosiddetto "decreto milleproroghe" un nuovo sistema per le graduatorie dei test d'ingresso delle facoltà a "numero chiuso". In pratica, coloro che parteciperanno ai test per entrare a Medicina e le altre facoltà a "numero chiuso" avranno a disposizione non più solo gli 80 punti dei quiz, ma anche altri 25 punti derivati dai risultati della scuola superiore. Come spiegato nel decreto, contribuiranno a definire questa "dote" "la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell'esame di Stato dal 20 per cento degli studenti con la votazione più alta, comunque non inferiore a 80 centesimi; la lode ottenuta nella valutazione finale dell'esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto".

Insomma, se prima per i test d'ingresso contava solo il voto finale del diploma, e solo in caso di parità di punteggio ai quiz, adesso arriva una "dote" di 25 punti che tutti quelli che hanno fatto o si apprestano a fare un test d'ingresso sanno come sia decisiva per l'ingresso alle facoltà. Finalmente un pò di meritocrazia.

Finanziaria 2008: tante buone notizie, e solo quelle
post pubblicato in Diario, il 23 dicembre 2007


                          

Concludo la "rassegna pre-natalizia" di buone notizie per l'economia italiana con la descrizione di quella più corposa. Si tratta della Finanziaria 2008, che prevede tante buone notizie, e solo quelle. Certo, non si tratta di una sferzata decisiva all'ecomia italiana (per quella ci volgiono molti più soldi ed und debito pubblico molto più basso), ma inizia una fase positiva. E poi, certo non si può dire che questa finanziaria abbia aumentato le tasse, anzi le riduce, seppur di molto poco. Infatti, la copertura finanziaria (16 miliardi di euro) deriva unicamente da un'azione di riqualificazione della spesa pubblica e soprattutto dai fondi derivati dall'extragettito fiscale (cioè la lotta all'evasione, +78% nel 2007).

Ma entriamo nel dettaglio.

FAMIGLIE

Sgravi ICI: Arriva uno sconto ICI sulla prima casa fino ad un massimo di 200 €, escluse case di lusso.
Sconti sugli affitti e bonus “bamboccioni”: Arriva un'ulteriore detrazione Irpef sugli affitti: per gli inquilini con reddito sotto i 15.494 € sarà di 300 euro, per quelli con reddito sotto i 30.987 € sarà di 150 €. Inoltre, per i giovani fra i 20 e i 30 anni che lasceranno la casa familiare andando a vivere da soli, la detrazione salirà a 991 € (in caso di redditi inferiori a 15.494 €).
Bonus famiglie numerose: Arriva un sostegno di 1200 € annuali per le famiglie con almeno quattro figli, anche in caso di genitori separati e divorziati.
Mutui: Chi non riesce a pagare la rata del mutuo può chiederne la sospensione, per non più di due volte e per un massimo di 18 mesi. Inoltre, aumenta del 10% il massimo detraibile per i mutui sulla prima casa.
Asili e congedi parentali: Detrazione del 19% (massimo 632 € annui) per ogni figlio. Inoltre, 94 milioni recuperati dalla Procura di Milano per le indagini sugli illeciti finanziari andranno a finanziare asili nido (e alla giustizia). Inoltre, sono estesi anche ai figli adottivi i congedi per maternità e paternali ai dipendenti pubblici.
Inabili e non autosufficienti: Stanziati 30 milioni di € per ridefinire gli assegni alle famiglie con membri inabili. Inoltre, aumenta di 100 milioni di € per il 2008 e 20 per il 2009 il Fondo per i non autosufficienti.
Stop al canone RAI per gli anziani: Gli over 75 con reddito mensile inferiore a 516 non pagheranno più il canone RAI.

IMPRESE, LAVORO, WELFARE

Diminuzione IRES e IRAP: Scende l’aliquota IRES, dal 33% al 27,5%, e quella IRAP, dal 4,25% al 3,9%. L’operazione è a costo zero, perché aumenta la base imponibile. Inoltre, aumenta la franchigia IRAP per le piccole imprese (passando da 8.000 a 9.500 €).
Fondo per la responsabilità sociale: Sono destinati 1,25 milioni di € annui (2008-2010) per il neo-istituito Fondo per la responsabilità sociale delle imprese.
Piccole imprese: Un milione di imprenditori con un fatturato annuo sotto i 30 mila euro lordi saranno esonerati dal versamento dell'Ires e dell'Irap e pagheranno solo un forfait con un'aliquota al 20%.
Fondo per riduzione tasse ai lavoratori dipendenti: Parte degli eventuali “tesoretti” del 2008 andranno a finanziare un Fondo per finanziare la riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti (è previsto un aumento di almeno il 20% delle detrazioni per le fasce più deboli).
Stabilizzazione precari della P.A.: Arriva una sanatoria dei precari della Pubblica Amministrazione: le procedure di stabilizzazione avverranno tramite concorsi, nei quali i lavoratori a progetto (co.co.co.) avranno più punti (inoltre, per i co.co.co. sono previsti anche buoni per la loro formazione e riqualificazione professionale, per meglio inserirli nel mondo del lavoro). Inoltre, il tetto di spesa per l’assunzione a tempo determinato è fissato al 35% della spesa sostenuta per lo stesso motivo nel 2003. Infine, c’è l’impegno di assumere quasi tutti gli idonei alle Agenzie delle Entrate e delle Dogane.
Contratti pubblico impiego: Sono stanziati 1 miliardo di € per il 2008 e 220 milioni per il 2009 per i contratti del pubblico impiego, relativi al biennio 2006-07 e per quello 2008-09.
Sud, neolaureati e imprenditoria femminile: Stabilito un credito di imposta di 333 € al mese per ogni lavoratore che al Sud le imprese impiegheranno a tempo indeterminato (in caso di lavoratrici il credito sale a 416 €). Inoltre, è previsto un finanziamento mensile (per sei mesi) di 400 € per favorire lo stage di 30 mila neolaureati al Sud (alle imprese che li assumo verrà assegnato un bonus di 3000 €). Inoltre, sono stanziati 50 milioni di euro per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili (LSU) al Sud. Si stimano 40.000–50.000 nuove assunzioni. Infine, è istituito un Fondo per sostenere la creazione di nuove imprese femminili.
Meno tasse sul TFR: Da aprile 2008 sarà ridotto il prelievo fiscale su Tfr e arretrati, tramite una ridefinizione delle aliquote.
Vittime lavoro: Viene estesa agli orfani o, in alternativa, ai coniugi superstiti di vittime del lavoro, la strada preferenziale del collocamento obbligatorio già prevista per le vittime del terrorismo.
Ammortizzatori sociali: Sono prorogati gli ammortizzatori sociali, con un limite di 460 milioni di euro di fondi.
Fondi protocollo Welfare: Sono stanziati i fondi per l’attuazione del “protocollo Welfare”.
Riduzione spese enti previdenziali: Gli enti previdenziali potranno effettuare investimenti immobiliari solo indirettamente e nel limite del 7% dei fondi disponibili.

CONSUMATORI

Class action: Da giugno 2008 sarà possibile l’azione collettiva risarcitoria per i consumatori contro società fornitrici di beni e servizi.
Gruppi di acquisto solidale: Pieno riconoscimento dei gruppi di acquisto solidale, con un regime fiscale più chiaro.
“Mister Prezzi”: Viene istituito presso il ministero dello Sviluppo economico il Garante per la sorveglianza dei prezzi e delle tariffe, che avrà il compito di riferire su eventuali anomalie e se necessario formulare segnalazioni all'Antitrust. Inoltre, l’Osservatorio del Ministero delle Politiche Agricole vigilerà sulla trasparenza dei prezzi dei prodotti alimentari.
Caro benzina: Previste misure per contrastare il caro benzina, dovuto all’aumento del prezzo del petrolio, tramite la riduzione delle accise.
Stop alle “multe pazze”: D’ora in poi, se la cartella di pagamento non sarà consegnata entro due anni dalla consegna del verbale, le multe non potranno essere riscosse.
Bonus ristrutturazioni: Sarà possibile, per i redditi sotto i 48.000 €, una detrazione d’imposta del 38% delle spese sostenute per ristrutturazioni edilizie.
Sanità: Abolito il ticket da 10 € sulle visite specialistiche e la diagnostica. Inoltre, arrivano risorse per i soggetti talassemici, coperti dall’aumento delle accise sui tabacchi.

AMBIENTE E RISPARMIO ENERGETICO

Frigoriferi a basso consumo:Ancora per tre anni sarà possibile acquistare frigoriferi a basso consumo (cioè non inferiori alla classe A+) con uno sconto del 20%.
Pannelli solari e caldaie: Prorogate le agevolazioni fiscali per le spese sostenute fino al 2010 per pannelli solari; dal 2009 anche sconti ICI per chi li installa. Inoltre, arriva un bonus del 55% per l’acquisto di caldaie ecologiche.
Fonti rinnovabili: Arriva una riforma del sistema di incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili: si introducono misure per facilitarne la diffusione e la connessione ed è rafforzato il coordinamento fra Stato e Regioni e l’impegno degli enti locali e delle imprese sulla questione.
“1 cent per il clima”: Viene destinato ad un fondo per il clima un centesimo per ogni litro di carburante o 6 kw/h di energia elettrica consumati.
Eco-mostri e amianto: Sono istituiti due Fondi anti eco-mostri e per il risanamento degli edifici pubblici da amianto.
Trasporti pubblici: Sarà migliorato il sistema di trasporto nazionale, favorendo tra l’altro l’utilizzo di mezzi meno inquinati. Previsti sconti Irpef sugli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale. Infine, le tratte ferroviarie dimesse diverranno piste ciclabili.

TAGLIO COSTI POLITICA, ENTI LOCALI E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Taglio ministri: Dal prossimo governo è previsto un massimo di 12 ministeri e 60 fra ministri, sottosegretari e viceministri.
T
aglio consiglieri e assessori: Dalle prossime elezioni per il rinnovo di ciascun consiglio comunale e provinciale viene ridotto il numero dei consiglieri e le loro indennità e gettoni di presenza. Gli assessori da 16 scendono a 12.
Indennità parlamentari e commissari: Si prevede un contenimento delle spese per le indennità parlamentari; sono inoltre ridotti del 20% i compensi dei commisari straordinari di governo.
Taglio comunità montane: Arriva una riduzione drastica delle comunità montane (che dovranno essere composte da almeno 7 comuni), i cui criteri dovranno essere decisi dalle Regioni.
Privilegi dei politici: Dal 2008 le autovetture di servizio (“auto blu”) dovranno avere cilindrata massima 1.600 (escluse quelle usate per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica). Inoltre, addio a missioni e viaggi facili per i consiglieri regionali, provinciali e comunali: l’indennità di missione è sostituita con un rimborso forfetario.
P.A. telefona tramite Internet: Le amministrazioni centrali dovranno telefonare solo tramite VOIP (cioè su Internet, risparmiando).
R
azionalizzazione spesa P.A.: E’ razionalizzata la spesa pubblica e quella della pubblica amministrazione, tramite una razionalizzazione del sistema di acquisti di beni e servizi della P.A. Inoltre, è previsto un censimento dei beni immobili in possesso della P.A.
Tetto stipendi manager pubblici: Le retribuzioni dei manager e dirigenti pubblici non potranno superare i 274 mila euro (per Banca d’Italia e le Authority il limite sarà doppio; sono previste massimo 25 deroghe). Inoltre, tranne che per quelle quotate in borsa, è ridotto il numero dei componenti dei CDA delle società pubbliche, a tre (se composti da più di cinque membri) o a cinque (se composti da più di sette); annullati i gettoni di presenza per gli organi societari. Infine, tutte le retribuzioni dirigenziali e i compensi per la conduzione in RAI devono essere resi noti alla commissione parlamentare di Vigilanza.
Stretta sui derivati: Regole più stringenti sulla sottoscrizione da parte degli enti locali di strumenti finanziari derivati.
Piani di rientro del deficit: Lo Stato anticiperà i fondi (massimo 9,1 miliardi) a Lazio, Campania, Molise e Sicilia per estinguere i debiti contratti sui mercati finanziari entro il 2005.
Sforbiciata giustizia militare: Soppressi numerosi uffici di primo e secondo grado e ridotto l’organico della giustizia militare (con il passaggio dei giudici militari in esubero ai ruoli della giustizia ordinaria).
Lotta alla corruzione: Stanziato 1 milione di € per il rafforzamento dell’Alto commissario per la lotta alla corruzione.



SICUREZZA

Forze armate: Arrivano risorse per la professionalizzazione e un Fondo (290 milioni) per le esigenze di funzionamento e potenziamento di sicurezza e soccorso pubblico. Altri 69 milioni per il ripristino degli straordinari di carabinieri, polizia, GdF e vigili del fuoco.
Vigili del fuoco: Arrivano 100 milioni per l’acquisto di 4 canadair e 89 milioni per i mezzi e le assunzioni e stabilizzazione dei precari.
Beni mafia per la legalità: E’ istituito un Fondo per la legalità finanziato con i beni sottratti alla mafia.
Bar e tabaccai: Previsti crediti di imposta pari all’80% delle spese sostenute per sistemi di videosorveglianza.

FISCO

Rendite fiscali: Approvato un ODG che impegna il governo a ripristinare nel “ddl rendite” all’esame della Camera l’aliquota unica al 20% per le rendite fiscali.
Studi di settore: Sarà l’Agenzia delle entrate a fornire elementi di prova per avvalorare i maggiori compensi derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica.
GdF: Stanziati 2 milioni di € per mettere in sicurezza il sistema di comunicazione e le dotazioni informatiche.
“Riccometro anti-furbi”: Cambia l’Isee del nucleo familiare, cioè l’indicatore che consente l’accesso alle prestazioni sociali (tipo sconti su tassa dei rifiuti e asili nido).
5 per mille: Prorogato al 2008 il 5 per mille dell’Irpef a favore della ricerca e delle onlus (per il 2009 fissato un tetto di 380 milioni).
Stop tassa successione coniugi: Anche i coniugi saranno esentati dall’imposta di successione e donazione per i trasferimenti d’azienda o rami di essa, di quote sociali e di azioni.
Distributori automatici: I controlli a fini fiscali sui beni venduti dai distributori automatici di merendine e bibite saranno migliorati ed intensificati.
Assegno di mantenimento: Viene introdotto un regime fiscale di favore per i contribuenti che percepiscono l’assegno di mantenimento a seguito di separazione, scioglimento o annullamento del matrimonio.
Studi associati: Riconosciuto un credito d’imposta per le spese di aggregamento per i liberi professionisti che decidono di unirsi in uno studio associato (tra i 4 e i 10 membri).
Cellulari: Detraibilità IVA fino al 100% per le spese sostenute per i telefoni cellulari utilizzati dalle imprese o dai lavoratori autonomi.
Debiti e rimborsi fiscali: Tre anni in più per pagare i debiti con il fisco se questi sono stati individuati tramite un controllo automatizzato. Inoltre, per chi attende rimborsi di crediti Irpeg e Irpef da almeno 10 anni, sono riconosciuti almeno gli interessi.
Altro: Nel collegamento in fondo a questo post sono elencati altri numerosi provvedimenti sul fisco (di munizione stretta sull’indeducibilità degli interessi passivi, sanzioni per i revisori contabili, semplificazione della tassazione per le società immobiliari, revisione soglie Siiq, esenzioni per i finanziamenti della CDP, responsabilità per gli acquirenti nelle compravendite immobiliari.

INFRASTUTTURE E TRASPORTI

Trenitalia: Stanziati 104 milioni per il contratto di servizio di Trenitalia per i treni a media e lunga percorrenza e per i merci.
Trasporto pubblico locale: Stanziati quasi 2 miliardi di € in tre anni per il trasporto pubblico locale.
TIR: Stanziati per i TIR 70 milioni in tre anni e nasce un fondo destinato a sconti sui pedaggi.
Altro: Stabilita l’esclusione dell’arbitrato per tutti gli appalti pubblici su lavori, servizi e forniture. Stanziati fondi per i problemi di mobilità sulla Salerno-R.Calabria e sullo Stretto di Messina. Stabilito un piano di recupero dei centri storici dei comuni con meno di centomila abitanti (lo Stato si accollerà gli interessi dei mutui ventennali di importo fino a 300.000 €).

TELEVISIONE, EDITORIA E CINEMA

Banda larga e digitale terrestre: Stanziati 50 milioni per favorire lo sviluppo della banda larga sul territorio nazionale e 20 milioni per il passaggio al digitale.
Cinema e teatro: Incentivi fiscali per gli investimenti nella filiera del cinema, tramite crediti di imposta. Inoltre, Iva agevolata al 10% per gli spettacoli in maschera. Inoltre, le emittenti televisive dovranno riservare almeno il 10% alle opere europee realizzate da produttori indipendenti negli ultimi 5 anni, di cui il 20% di origine italiana (per la Rai il doppio).
Editoria: Rivisti proporzionalmente i criteri per gli aiuti all’editoria.
Tv locali: Reso permanente il rifinanziamento annuale di 10 milioni previsto per le Tv locali.

SCUOLA E UNIVERSITA’

Scuola: Ridotto di 2000 unità il personale docente della scuola nell’a.s. 2008-09. Inoltre, è introdotto un tetto per i docenti di sostegno, ma sono aumentate di 10.000 unità le immissioni in ruolo del personale A.T.A. Prevista anche una stretta sui corsi sperimentali.
Università: Istituito un Fondo dotato di 550 milioni per ciascun anno del triennio 2008-10. Aumentato di 120 milioni in tre anni il Fondo per aumentare gli assegni di ricerca.
Insegnanti: Prevista una detrazione del 19% delle spese sostenute per l’aggiornamento e la formazione nel 2008 dei docenti delle scuole.

MISURE VARIE

Agricoltura, allevamento e pesca: Previsti agevolazioni e incentivi fiscali. Stanziati 500 mila euro per il Fondo per le vittime del mare. Iva agevolata al 10% per le vendite di asini, muli e bardotti vivi.
Esteri: Stanziati fondi per le politiche di sostegno agli italiani all’estero e per la promozione dell’immagine dell’Italia all’estero. Stanziati 1.500.000 € per tre anni per consentire la partecipazione dell’Italia ai programmi europei in materia di politiche migratoria. Stanziati 30 milioni di € per l’organizzazione del vertice G8 del 2009 alla Maddalena (che potranno essere utilizzati anche per la realizzazione di altre infrastrutture in Sardegna).
Intercettazioni: Nasce un sistema unico nazionale delle intercettazioni telefoniche, ambientali e delle altre forme di comunicazione telematica o informatica autorizzate dall’Autorità giudiziaria.


Una descrizione più dettagliata delle misure della Finanziaria 2008 è disponibile qui.

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