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il blog di Francesco Zanfardino
Perchè non votare Unione di Centro
post pubblicato in Diario, il 9 aprile 2008


                          

Proseguo la mia analisi sui motivi che, secondo me, dovrebbero spingere o no a votare determinati partiti politici. Oggi è il turno dell'Unione di Centro, che candida a premier Pierferdinando Casini.

Rispetto alla Sinistra Arcobaleno, mi è un po più difficile trovare argomenti. Forse perchè in questa campagna elettorale l'UDC non si è granchè distinta, se non per gli attacchi al "Veltrusconi" e al vittimismo sugli spazi TV (cosa comune a tutti i partiti cosiddetti "minori"). Comunque, è possibile cogliere alcuni aspetti fondanti, e il principale è l'attaccamento ai valori cristiani, più volte richiamato da Casini. Tuttavia, questo attaccamento finisce per riportare le lancette del tempo indietro di qualche secolo. Chiarisco: i valori cristiani sono sempre attuali. Il problema è quando questi valori diventano gli unici valori possibili, discrimando gli altri: insomma, un attacco alla laicità dello Stato. Da condannare non è solo il "laicismo anticlericale" di determinati partiti, ma anche, appunto, il "clericalismo". Un partito che su temi come il riconoscimento delle coppie conviventi, il testamento biologico, la ricerca scientifica, l'aborto, non è disponibile (di fatto) al dialogo, ritenendo le proprie idee incontestabili, è un partito poco adatto a governare un Paese dove il dialogo fra le varie parti è indispensabile. Basta con clericalismi e anticlericalismi: in generale, ma soprattutto sulle questioni etiche, rimanere arroccati nelle proprie ideologie è da Medioevo.

Poi una piccola questione "tecnica" e in realtà da applicare anche agli altri partiti. Ma ancora di più all'UDC: ovvero la questione del clientelismo. Proprio in un momento in cui da più parti si sta facendo qualcosa per allontanarsi da questo cancro della politica e della società, mi sarei aspettato più serietà da un partito che fa della serietà la sua bandiera. Penso al Senato, dove praticamente le uniche due regioni dove l'UDC ha buone possibilità di superare il quorum sono Sicilia e Campania: e questo grazie a Cuffaro e De Mita. Il primo, recentemente condannato in primo grado a 5 anni per favoreggiamento semplice alla mafia, e gestore di una potente rete clientelare in grado di raggiungere da solo il quorum; il secondo, altrettanto simbolo del clientelismo che domina in Campania (un pò in tutte le forze politiche, come in Sicilia), da 11 legislature in Parlamento, e che ha aderito all'UDC a 1-2 mesi dal voto. Insomma, avrei preferito che si fossero prese le distanze da simili esponenti. Sia chiaro: il clientelismo è dappertutto. Ma, nel momento in cui il PD ha deciso di rinunciare a De Mita, forse forse era meglio lasciarlo a piedi.

P.S. Ripeto la solita avvertenza: questo non è un blog di propaganda: non vedrete mai qui slogan politici, banner politici, link politici ecc.ecc. Cerco solo di analizzare quelli che, secondo il mio modestissimo parere, sono gli aspetti fondanti che rendono i vari partiti adatti o no a guidare il Paese.
"Forti della nostra identità. Io c'entro": il programma dell'Unione di Centro
post pubblicato in Diario, il 4 marzo 2008


                          


Dopo quelli di PD, PdL e SA, ecco il programma dell'Unione di Centro, la formazione politica che è la continuazione di quella dell'UDC (di cui conserva leader e simbolo), con l'aggiunta della Rosa Bianca di Tabacci, Baccini e Pezzotta (tra l'altro fuoriusciti dall'UDC) e di altre minisigle democristiane ed "illustri" ex-democristiani come De Mita e Bianco, usciti dal PD. Candidato premier è ovviamente Pierferdinando Casini che, dopo la definitiva (?) rottura con Berlusconi, ha tutta l'intenzione di avviare il processo della "costituente di centro".
Casini promette di non aiutare nè Veltroni nè Berlusconi dopo il voto ("le alleanze si fanno prima, non dopo", ha dichiarato) e soprattutto "promette di non fare promesse impossibili" come fanno Veltroni e Berlusconi. Sarà, ma io a livello di promesse non lo vedo inferiore a loro.
Il programma si articola in "cinque stelle polari", come le ha definite lo stesso Casini. Eccole.

1 - Centralità della famiglia. L'Unione di Centro propone un fisco "a misura di famiglia": raddoppio degli assegni familiari per ogni figlio a carico; deducibilità per le spese per asili, materne e libri scolastici; spese mediche deducibili al 100%; aumento delle detrazioni fiscali per mutui prima casa; assegno pari al 60% dello stipendio per i genitori che scelgono di restare accanto al figlio per il primo anno di vita. Inoltre, blocco delle addizionali Irap e Irpef e detassazione degli straordinari sui redditi da lavoro.
Inoltre, varie misure fiscali per il sostegno agli affitti (tra cui un "bonus affitti", in realtà già previsto nella Finanziaria 2008).
Infine, una "pax fiscale", con semplificazione del quadro normativo.

2 - Il merito sopra di tutto. Innanzitutto, l'Unione di Centro propone maggiori investimenti nella scuola pubblica (ma anche un "buono scuola" per la retta delle scuole paritarie ... mah ... ). Poi, sostegno alla ricerca, con: aumento dei salari dei ricercatori universitari (ma anche dei professori ... doppio mah ...); aumento del finanziamento pubblico alla ricerca fino all'1,8% del PIL (evitando finanziamenti "a pioggia"), con particolare attenzione ai giovani ricercatori; detrazione e detassazione dei finanziamenti privati alla ricerca; stop a nuovi atenei e miglioramento di quelli esistenti con un sistema premiativo/punitivo sulla qualità. Sulle imprese, l'UDC propone una revisione degli studi di settore, snellimento delle pratiche burocratiche, detassazione degli straordinari e degli utili reinvestiti in impresa.

3 - Difesa della vita. L'Unione di Centro vuole la difesa della vita dal suo concepimento naturale, oltre al rispetto della dignità umana, della libertà religiosa (con particolare attenzione all'identità cristiana), della famiglia intesa come unione di uomo e donna, della libertà di educazione dei genitori (?), delle comunità locali (anche associazioni di volontariato).

4 - Più sicurezza. Per l'Unione di Centro l'immigrazione deve essere regolata e condizionata alla disponibilità di lavoro, abilitazione e regolarizzazione fiscale, nel rispetto della nostra cultura e tradizione. Lotta senza quartiere a microcriminalità, traffico di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione. Più risorse per le forze dell'ordine e loro riordino.
Per quanto riguarda la giustizia, l'UDC propone gli "incentivi alla rottamazione" delle cause civili (facilitare le conciliazioni). Inoltre, più certezza della pena e vari espedienti per abbreviare i tempi della giustizia.

5 - Indipendenza energetica. Per l'UDC è prioritario il ripensamento sul nucleare, oltre alla diffusione e semplificazione degli incentivi sulle rinnovabili e alla costruzione di più termovalorizzatori e rigassificatori. Inoltre, interventi sull'efficienza energetica degli edifici e sul funzionamento delle reti.
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