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il blog di Francesco Zanfardino
La famiglia
post pubblicato in Diario, il 10 settembre 2010


                                          

Ha destato scandalo in tanti la notizia che il tribunale dei minori di Trento ha confermato la decisione dei servizi sociali di togliere la bambina ad una madre troppo "povera". La donna, separata dal marito, ha avuto difficoltà economiche, tanto che è ospitata da una struttura: è stata "ritenuta immatura e fragile, persino incosciente per aver voluto affrontare una gravidanza contro ogni consiglio e con un lavoro precario e mal retribuito" (circa 500 euro al mese).

A me ha destanto ancora più rabbia pensare di vivere in un Paese dove ci sono tante persone in politica e non solo che si professano "paladini della vita", organizzano "crociate" contro l'aborto, si riempono la bocca con la parola "famiglia" e poi non fanno lo stesso per chiedere ai nostri governanti delle politiche serie per evitarli, gli aborti, comprese per l'appunto delle politiche per assistere le giovani madri in difficoltà economiche.

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Chi cerca lo scontro
post pubblicato in Diario, il 23 agosto 2010


                                          

Ci hanno raccontato per mesi che il progetto Marchionne era la fiera delle meraviglie, e che solo la brutta e cattiva Fiom non voleva capirlo per alimentare uno scontro ideologico ai danni dei lavoratori.

Ora conosciamo la verità.

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Promesse
post pubblicato in Diario, il 20 gennaio 2010


                                               

"Ci sono due processi che sono due farse, non solo andrò in tribunale per difendermi ma andrò alla radio, in tv, sui giornali ed esporrò la sostanza di questi processi agli Italiani, poi voglio vedere se ci sarà un collegio, come quello del processo Mills, tutto di giudici di sinistra, che avrà il coraggio di emettere una sentenza contro la realtà" - Silvio Berlusconi, 7 Ottobre 2009, intervenendo politicamente a "Porta a Porta" dopo la bocciatura del "lodo Alfano" da parte della Corte Costituzionale.

"I miei avvocati insistono nel dire che mi troverei di fronte a dei plotoni d'esecuzione" - Silvio Berlusconi, 20 Gennaio 2010, di fronte alle domande dei giornalisti che gli chiedono come mai non si presenti ai processi.

E intanto, in quasi quattro mesi non abbiamo ancora avuto l'onore di sentirci spiegare "la sostanza di questi processi" dalla viva voce del Premier. Nemmeno in assenza di contraddittorio. Le solite promesse di Berlusconi ...

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Plausibile
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2009


                                                     

In fondo, nessuna rivelazione clamorosa. Non perchè in realtà la deposizione del pentito Spatuzza è "aria fritta", come cercano di derubricarla i berluscones, ma perchè semplicemente non è stato detto granchè di nuovo: un medio lettore di Travaglio, o semplicemente uno che si va a cercare le notizie su Internet, era già a conoscenza delle ombre che riguardano la nascita di Forza Italia, ed il suo legame economico-elettorale con la Mafia siciliana, attraverso l'opera di Dell'Utri ed il compiacimento del "Cavaliere". Ma ora la faccenda è finita in televisione, con la giusta ribalta mediatica che fin dall'inizio questo processo Dell'Utri meritava (soprattutto in un Paese dove si sa tutto dei vari Cogne, Garlasco e Perugia), e stavolta non si può mettere a tacere Spatuzza con un "editto bulgaro" come fu fatto con quei pochi che provarono a portare la faccenda in TV, così la pattuglia dei cortigiani di Berlusconi ha il suo bel daffare per cercare di ridimensionarne le conseguenze.

Innanzitutto, cercando di smontare la credibilità di Spatuzza, si incominciano ad attaccare le basi giuridiche di quei processi: il concorso esterno in associazione mafiosa, il ruolo dei pentiti, il 41 bis. Cose che andrebbero tutti rivisti in nome di un maggior garantismo, dimenticandosi che si tratta di legislazioni sì "speciali", ma che riguardano una situazione altrettanto speciale quale quella della presenza così decisiva della malavita organizzata in Italia che non ha alcun riscontro altrove. Inoltre, se Spatuzza non è credibile in quanto è stato un mafioso pluriomicida, o perchè parla dopo 15 anni, si abbia il coraggio di proporre che stabilisce limiti temporali per pentirsi e limiti di reati commessi per poterlo fare. E invece no, perchè poi si scopre che tanti processi si sono basati su pentiti del genere, compreso quelli condotti da Falcone e Borsellino, e compreso quelli contro i terroristi come Battisti e Sofri, sui quali invece il centrodestra non ha niente da dire. E anche il processo Andreotti, diranno quelli della maggioranza: peccato che Andreotti, a differenza di Berlusconi, si è fatto processare per anni senza troppi problemi. E, comunque, Andreotti non è stato semplicemente assolto, dato che è stato assolto solo per gli anni più recenti (mentre per gli anni 60-70 è stato prescritto).

Poi si cerca di far passare l'idea che il Governo ha avuto straordinari successi contro la mafia, e per questo la mafia vuole farlo fuori tramite i propri uomini. Per far ciò si snocciolano cifre su cifre, tutte da verificare. Ma, soprattutto, sono questi presunti successi imputabili al Governo? Cosa ha fatto il Governo finora per aiutare le forze dell'ordine e la magistratura nel proprio compito? Solo tagli su tagli, offese gratuite e strumenti giuridico-legislativi che certo non sono una mazzata nei confronti della mafia (come lo scudo fiscale), nonchè "reticenze" a sciogliere per mafie le giunte amiche (come a Fondi).
 
Infine si usano i soliti argomenti, quello dell'Italia che viene "sputtanata", dei complotti, del fatto che pur di colpire Berlusconi "osano" accusarlo di cose ridicole come di "essere un capomafia" perchè non sono capaci di batterlo sul piano delle cose concrete, eccetera. Come se un premier non potesse essere accusato solo perchè altrimenti parlano di noi all'estero, come se un premier solo perchè è tale è impossibile che abbia relazioni con la mafia (non di essere un capomafia).

Ma non è più facile farsi processare? E' ovvio che non si possono chiedere le dimissioni di un premier perchè un pentito lo chiama in causa, ma è così assurdo che possano essergli rivolte delle accuse, che andranno ovviamente accertate? Soprattutto, è così assurdo che ciò avvenga con Berlusconi? In fondo, che ci siano relazioni fra la nascita di Forza Italia e la mafia non solo è uno scenario possibile (com'è ovvio ... ogni cosa è possibile), ma anche plausibile. Avere molti esponenti minori condannati definitivi per mafia e esponenti di spicco e fondatori condannati in primo grado non rende automaticamente mafioso un partito, così come sbancare elettoralmente in Sicilia, ma non alimenta il sospetto, soprattutto rispetto ad altri partiti che non hanno tanti presunti mafiosi e contanto poco in Sicilia (a meno di voler osare di ritenere la mafia disinteressata alle elezioni)? Essere stati poco trasparenti nelle proprie attività economiche non rende automaticamente fruitori di finanziamenti mafiosi, ma non alimenta il sospetto? Avere un mafioso siciliano come stalliere a Milano non è una prova di mafiosità, ma non alimenta il sospetto? Essere intercettati mentre si dicono cose ambigue non rende mafiosi, ma non alimenta il sospetto? Insomma, le vicende di Berlusconi e Forza Italia sono così limpide da rendere illeggitimo ogni sospetto?

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Se non c'è solidarietà fra Ministri ...
post pubblicato in Diario, il 31 marzo 2009


                                                 

Oramai quasi due mesi fa, il Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta dal Gup del Tribunale di Bari. I fatti si riferiscono a qualche anno fa, quando il Ministro era ancora Presidente della Regione Puglia, e avrebbe favorito la vendita della "Cedis" (per 7 milioni, anzichè i 15 di valore stimato) ad un acquirente "predeterminato". Inoltre, per Fitto pende, sempre davanti al Gup di Bari, una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti: Fitto avrebbe intascato una tangente di 500.000 euro, sottoforma di finanziamenti per la campagna elettorale delle Regionali 2005, dal Gruppo Angelucci (coinvolto anche negli scandali sanità di Abruzzo e Lazio) per l'affidamento dell'appalto di gestione di 11 residenze sanitarie assistite dalla Regione Puglia. Indagine per la quale nel Giugno 2006 fu chiesto anche l'arresto di Fitto, respinto dal Parlamento, ovviamente ...

Ebbene, oggi si è venuto a sapere che il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha mandato gli ispettori al Tribunale di Bari per eventuali irregolarità commesse dai magistrati che indagano su Fitto.

Ora, a parte il fatto che vedere in America un Barack Obama che cambia vari ministri perchè indagati per reati molto minori (e nonostante ciò sul fatto è comunque in difficoltà verso l'opinione pubblica), e contemporaneamente vedere un Paese come l'Italia dove il Governo non si pone nemmeno il problema, e anzi corre in aiuto del Ministro colpito dai soliti "magistrati comunisti", e nonostante ciò l'opinione pubblica non s'indigna (anche per colpa dell'informazione che non inscena nessun tran-tran mediatico, come invece avvenuto per il caso Global Service a Napoli, chissà perchè), fa ben capire in che condizioni è messa l'Italia.

D'altronde, siamo sempre la stessa Italia che osanna più o meno consapevolmente un Premier che ha corrotto un testimone ma non può essere condannato perchè si è fatto una legge che lo rende "più uguale" degli altri cittadini italiani, mettendolo al di sopra della legge.

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Il corruttore c'è, si sa ma non si può punire
post pubblicato in Diario, il 17 febbraio 2009


                                                   

Oggi sono successi almeno due avvenimenti importanti: le dimissioni di Veltroni da leader del PD, e la sentenza sul caso-Mills. Delle dimissioni di Veltroni parlerò domani, anche perchè domani diffonderà le sue motivazioni. Passiamo dunque al processo Mills. Copierò un passaggio da Corriere.it:

L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dai giudici del Tribunale di Milano. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole ritenendo valido l’impianto dell’accusa secondo cui Mills fu corrotto «con almeno 600mila dollari» da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in due processi al fondatore della Fininvest. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e dovrà risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituita parte civile.

Ovvero: la sentenza stabilisce che Mills è stato corrotto da Berlusconi. Ma Mills è condannato, Berlusconi no. Perchè? Semplice: Berlusconi s'è fatto il lodo Alfano, e dunque non è più processabile/condannabile.

Dunque ci ritroviamo con un Presidente del Consiglio che sappiamo sarebbe stato condannato per corruzione, se non si fosse fatto una legge ad personam per evitare ciò. In un Paese normale, in una democrazia normale, il Premier si sarebbe dimesso (anzi, di solito si dimettono per molto meno). Oppure il popolo sarebbe sceso in piazza finchè non si fosse dimesso. L'Italia invece subisce passivamente. E l'informazione addirittura declassa questa notizia nelle ultime dei TG, oppure non la dice proprio.

Meno male che Berlusconi non ha interesse a trasformare l'Italia in una dittatura (perchè tanto riesce ampiamente già così a realizzare gli interessi propri e dei poteri che lo sostengono, perchè correre questo rischio?). Ma ci rendiamo conto che se al posto di Berlusconi ci fosse una "capa spostata", un folle, l'Italia accetterebbe passivamente e magari con gioia di essere sottoposta ad una dittatura? E ci rendiamo conto di quanto sia "facile" essere nelle posizioni di Berlusconi? Che ci vuole, bastano tre cose: essere un "personaggio", cioè avere un'immagine vincente e piacente; controllare l'informazione (e questo accade in varie parti del mondo, anche se solo in Italia chi controlla è direttamente capo del Governo); saper fare bene propaganda, nascondendo le negatività ed esaltanto le poche positività delle proprie azioni di Goveerno. E farsi sostenere dai poteri forti, dimenticavo, ma tanto i poteri forti sostengono chiunque sia in grado di fare i loro interessi.

Temo per l'Italia. Temo per una Nazione che dimentica se stessa, di una Nazione che "se ne frega", di una Nazione che rinuncia alla lotta politica, che rinuncia ad informarsi, che rinuncia a farsi domande. Di una Nazione che chiede le dimissioni di chi non si dovrebbe dimettere, e mai di chi dovrebbe farlo.

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