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il blog di Francesco Zanfardino
L'odore dei soldi
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2010


                                               

Le dichiarazioni di Ciancimino jr sugli investimenti della mafia in MilanoDue e nell'edilizia al Nord hanno subito suscitato nuove polemiche sui processi siciliani sulle stragi del '92. E, per quanto discutibilissime e da prendere con le pinze, hanno perlomeno il merito di riaccendere, (seppur fievolmente, vista la cortina di fumo mediatica che c'è in Italia) i riflettori su uno dei grandi misteri italiani: da dove vengono i capitali con i quali Silvio Berlusconi ha poi creato il suo impero imprenditoriale, cominciando proprio dalle attività edilizie di Edilnord.

Insomma, "Cavaliere, dove ha preso i soldi?". E' la domanda che si posero ormai quasi dieci anni fa Marco Travaglio ed Elio Veltri nel loro contestatissimo libro "L'odore dei soldi", la cui discussione all'interno delle trasmissioni di Biagi, Santoro e Luttazzi provocò il famigerato "editto bulgaro". Domanda rimasta senza risposta da parte degli interessati (Berlusconi & Co.), anche se i due giornalisti provarono a risolverla in proprio prospettando, dubbi alla mano, proprio una possibile collusione con la mafia siciliana. Motivo dello scandalo poi susseguito alla pubblicazione del libro, con tanto di querele intentate ai danni dei due giornalisti, salvo poi essere costretti a risarcire 100mila euro di spese legali perchè i fatti narrati nel libro non erano diffamatori.

Magari una risposta nel merito scaccerebbe tutti i dubbi. Altrimenti, la puzza di bruciato resta, e bella forte.

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Annozero
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2009


                                                  

Quando il protagonista è Michele Santoro, le polemiche sono immancabili. Qualcuno addirittura pensa che le monti apposta per dare visibilità ai suoi programmi. Se fosse vero, non sarebbe il primo ... ma le polemiche che ha portato avanti in queste ultime settimane sono sacrosante.

Si può sostenere quel che si vuole, infatti, ma non si possono negare i fatti: AnnoZero parte domani e non c'è stato nemmeno uno spot che ne annunciasse l'inizio. AnnoZero parte domani e le troupe sono state messe a disposizione l'altroieri. AnnoZero parte domani e il contratto di Marco Travaglio deve ancora arrivare (mentre altri contratti sono arrivati solo qualche giorno fa). E questo nonostante AnnoZero sia una delle punte di diamante di RaiDuecon il suo share medio del 18% (il giovedì, quando va in onda, è infatti l'unico giorno nel quale RaiDue nel prime time va ben oltre il 10%), e che sia una trasmissione che si ripaga da sola, proprio grazie alla pubblicità ottenuta con i grandi ascolti.

Invece, tutti i dirigenti della RAI sembrano fare a gara a chi dimostra più insofferenza nei confronti della loro gallina dalle uova d'oro. D'altronde, il neo-direttore di RaiDue Liofredi, di fresca nomina berlusconiana, lo ha detto chiaramente nella conferenza stampa di presentazione (fatta due giorni prima dell'inizio del programma!): "Di AnnoZero ne farei a meno. Preferirei un bel confronto politico". Sono le nuove regole del mercato: non contano gli ascolti, conta ciò che vuole il Padrone. Che, guarda caso, è anche proprietario della concorrenza. Auguri.

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Servizietto pubblico
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2009


                                                

La "normalizzazione" della RAI non sembra avere fine. Mentre continua lo squallido gioco di nomi per i futuri dirigenti (e soprattutto la futura linea) di RaiTre, nonostante l'era Ruffini-DiBella sia stata caratterizzata da aumenti di ascolti per la terza rete e per il Tg3, e a pochi giorni di distanza dalla notizia della copertura legale tolta ai giornalisti di Report, altre grane in arrivo per i pochi spazi di vera informazione del servizio pubblico.

Innanzitutto Michele Santoro che, dopo aver lamentato il mancato rinnovo dei contratti che molti suoi collaboratori devono ancora ricevere, e l'ipotesi quantomeno fantasiosa, e ancora non del tutto smentita, di affiancare a Travaglio un editorialista di destra, continua a battagliare con la dirigenza RAI per mandare in onda gli spot della sua trasmissione, che comincerà (?) il 24 Settembre ma della quale non si è vista ancora traccia, a 10 giorni dalla prima puntata, sulla pubblicità RAI. Nonostante sulla Rete siano diventati un successone.

Ma la faccenda più incredibile è quella che riguarda il rinvio di Ballarò. La trasmissione condotta da Giovanni Floris sarebbe dovuta partire questo Martedì, ma la dirigenza RAI ha ben pensato di spostare a data da destinarsi il peraltro annunciatissimo avvio della nuova stagione, pur di concentrare l'attenzione sullo speciale prima serata di Porta a Porta dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi (di Onna, in particolare). Un vero e proprio "evento", secondo il dg Masi, ma che invece avrebbe tranquillamente potuto andare in seconda serata. Anche perchè si tratta delle prime case consegnate, non del "entro Settembre nessuno in tenda" promesso qualche tempo fa da Re Silvio. Evidentemente Palazzo Grazioli aveva espresso la necessità di mascherare le promesse non mantenute con uno show mediatico dai grandi ascolti tutto incentrato a far di una pagliuzza l'intero granaio. E i fidi Masi e Vespa hanno subito supinamente acconsentito.

Si tratta palesemente di una spudorata mossa indegna di un servizio pubblico degno di questo nome, perpetrato da dirigenti RAI che non anno altra premura che quella di offrire un "servizietto pubblico" al Premier e alla sua propaganda politica. Un motivo in più per aderire il più possibile alla manifestazione del 19 Settembre per la libertà d'informazione in Italia. Anzi, per un'informazione che non dimentichi la sua dignità.

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L'intermediario
post pubblicato in Diario, il 22 agosto 2009


                                            

Il caldo tunisino deve avergli dato alla testa. Nella sua visita a Tunisi, infatti, il premier Berlusconi ha confessato di voler passare alla storia come "il premier che ha sconfitto la Mafia".

Ottimo sogno, e mille auguri. Davvero. Intanto, però, potrebbe limitarsi a rispondere alle domande contenute ne "L'odore dei soldi" di Travaglio e Veltri, che invece Berlusconi portò davanti al tribunale per diffamazione, perdendo come al solito la causa (e se non fu diffamato, dunque le cose ivi scritte sono vere). Oppure spiegarci tutte le cose contenute nelle motivazioni della sentenza Dell'Utri, quella che ha condannato il senatore Pdl (e braccio destro di Berlusconi fin dall'epoca di Publitalia) per concorso esterno in associazione mafiosa, in cui vengono dettagliamente descritte le prove a carico dell'intreccio di interessi tra le aziende del premier e Cosa Nostra, e addirittura si condanna Dell'Utri per essere stato "l'intermediario" fra gli "interessi di Berlusconi" e quelli Cosa Nostra. Giusto per fare qualche esempio, eh ...

Si attende una risposta. Prima del Giudizio Universale, possibilmente ...

P.S. Oddio, può sempre essere che il Premier abbia voluto fare una delle sue battute ... in tal caso, sarebbe la migliore delle sue. In assoluto.

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Casa nostra
post pubblicato in Diario, il 24 maggio 2009


                                               

Berlusconi e la mafia. Un capitolo oscuro, mai trattato in Italia con l'attenzione dovuta a faccende così importanti che riguardano un pluri-Presidente del Consiglio. Eppure, il materiale c'è. Citando a memoria: Vittorio Mangano, pluricondannato per fatti di mafia e non, che ha prestato servizio a casa Berlusconi e definito da questi "un eroe"; Marcello Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi e pluricondannato anch'egli, tra cui una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, riguardante i rapporti tra Forza Italia e la mafia siciliana, e nella cui sentenza si dice chiaramente che Dell'Utri era l'intermediario fra Berlusconi e Cosa Nostra; i fatti descritti nel libro di Travaglio "L'odore dei soldi", circa le origini delle fortune di Silvio Berlusconi, che tratta anch'esso dei rapporti fra Berlusconi e la mafia (con riciclaggio del denaro sporco della mafia), e contro il quale Berlusconi perse la querela che intentò a Travaglio, poichè i fatti descritti nel libro sono basati su fonti documentate; Berlusconi che definisce il concorso esterno in associazione mafiosa una "stortura inaccettabile in uno Stato di diritto"; l'ultima intervista ufficiale a Borsellino prima di essere ucciso, nella quale si parla dei rapporti fra la mafia, Dell'Utri, Mangano e Berlusconi, intervista di fatto censurata dalla televisione italiana se non per una fugace apparizione su RaiNews24 e al Raggio Verde di Santoro.

Di fronte a questi fatti, al di là delle loro implicazioni giudiziarie, in un Paese normale il mondo dell'informazione porrebbe domande, e di conseguenza la società civile si porrebbe domande. Invece questo in Italia non avviene e, anzi, le poche persone che coraggiosamente ne parlano vengono censurate. Con la contraddizione che se ne parla più all'estero che in Italia ...

E allora sono un po' stanco di certi servizi retorici che i media periodicamente ci propinano in occasione di celebrazioni ed anniversari degli "eroi di mafia", come l'anniversario dell'uccisione di Falcone celebrato ieri. Per sconfiggere la mafia non può bastare l'eroico attivismo dei pochi coraggiosi che mettono a rischio la propria vita per il proprio Paese: serve una politica pulita che rompa i legami con la mafia e una società che scelga coscientemente una classe dirigente libera da collusioni e capace di ingaggiare una seria lotta alla mafia. Ma, soprattutto, serve un'informazione che faccia il proprio mestiere, facendo sentire il fiato sul collo a mafiosi e politici collusi, con il coraggio di fare inchieste sui rapporti fra politica e mafia, chiedendosi se certi politici sono "mafiosi" o no. Come faceva ad esempio "la Padania" ai tempi in cui la Lega Nord era "libera", o perlomeno sembrava volerlo essere.

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Va tutto bene, madama la marchesa
post pubblicato in Diario, il 13 aprile 2009


                                             

Ennesima polemica su Annozero. Stavolta sotto il mirino è la puntata di Giovedì scorso sul terremoto in Abruzzo, giudicata da Fini "semplicemente indecente", da Berlusconi "non da tv pubblica", e similmente giudicata a ruota da numerosi esponenti del centrodestra, della Vigilanza, del Cda Rai, ecc. ecc

Ma cosa ha scatenato "l'ira funesta"? Semplice: che ad Annozero abbiano semplicemente fatto il loro dovere. Ovvero sottolineare le mancanze del sistema dei soccorsi e di aiuto alla popolazione colpita, le colpe della politica e dell'imprenditoria disonesta nel crollo delle abitazioni e degli edifici pubblici (persino quelli strategici come Ospedale e Prefettura), l'inascolto degli allarmi denunciati, i timori per la ricostruzione (visti i precedenti, uno su tutti l'Irpinia, dove ci fu un grande "magna magna" ai danni della popolazione, che dopo 30 anni in parte è ancora baraccata; ma anche i più recenti, come il terremoto di San Giuliano, dove sono arrivati fiumi di soldi, molte opere inutili, ma ancora non è completata la ricostruzione delle case). Senza tra l'altro dimenticare di sottolineare, come più volte fatto da Santoro stesso, che comunque l'opera di soccorso ai terremotati d'Abruzzo ha funzionato bene (ma doveva funzionare meglio).

Ma, evidentemente, per certi politici ed opinionisti in simili tragedie non si può parlar male di nessuno. Altrimenti si specula sui morti, si offende chi ha fatto un lavoro straordinario, bla bla bla ... Poco importa che 12 ore dopo il sisma alcuni paesi ancora non dovevano essere raggiunti non dico dagli aiuti, ma dai soccorsi stessi; poco importa che le prime notti moltissime famiglie non avessero ancora una tenda; poco importa che una settimana dopo manchino le stufe e vari generi di necessità in quasi tutte le tende. Siccome migliaia di volontari animati da spirito di servizio sono venuti da tutta Italia a prestare la loro opera straordinaria, siccome decine di eroi hanno consentito di salvare molte vite, siccome i soccorsi sono arrivati (abbastanza) presto, eccetera, bisogna dire che è andato tutto alla perfezione. E il primo che contesta qualcosa che è andato storto nell'organizzazione, o mette in evidenza le malefatte della politica e dei poteri forti nelle passate, presenti e probabilmente future gestioni dei terremoti, viene accusato di attaccare il lavoro dei volontari, capovolgendo la realtà dei fatti.

Va tutto bene, madama la marchesa, insomma. Mai disturbare chi comanda. E allora vai con gli "accertamenti", anche se non si capisce cosa debbano accertare: perchè, come ha detto la Bonino, "non capisco cosa si contesta: è una questione di tono? Perchè la libertà d'espressione ha un unico limite, quello della menzogna". E di menzogne, in quella trasmissione, non sono state dette. Semmai tante omissioni, ma altrove.

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RAI: "piazza pulita" sì, ma di partiti
post pubblicato in Diario, il 13 febbraio 2009


 

Un nuovo "editto bulgaro". Almeno stando alle parole di Maurizio Gasparri, noto più per le sue esternazioni al limite della decenza e per una legge sulle telecomunicazioni ben oltre questo limite, che per la sua linea politica (ha delle idee politiche???). Il presidente dei senatori del PDL, infatti, ha dichiarato: "Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano".

Insomma, parole che ricalcano molto quelle pronunciate da Fini nel 2001 ("Quando saremo noi al Governo in Rai faremo piazza pulita"), applicate poi da Berlusconi pochi mesi dopo con il famoso "editto bulgaro", con il quale Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi furano cacciati dalla RAI solo per aver parlato nei loro programmi del libro "L'odore dei soldi" di Marco Travaglio, nel quale veniva fatta luce documentata, tra le altre cose, sui rapporti tra Berlusconi e la Mafia. Da notare che poi Biagi, Santoro, Luttazzi e Travaglio hanno poi vinto tutte le battaglie giudiziarie (per quanto riguarda Travaglio, perchè non c'era diffamazione: non erano cose inventate!) costringendo RAI e Berlusconi a risarcirli (infatti, se Annozero va in onda e in prima serata è perchè la RAI è obbligata da una sentenza, non perchè lo fa per piacere).

Insomma: eliminare tutte le voci fuori dal coro. Questo è il credo di questo Governo "liberale", e soprattutto del suo Leader "liberale" che non sopporta chiunque si differenzi dai restanti pseudo-giornalisti accomodanti ed adulanti, senza indipendenza intellettuale ma piegati a 90° dinanzi al potere del Premier ... sono arrivati perfino a cacciare, prima dal Tg5 e poi da Mediaset in toto, Enrico Mentana ... "noto" stalinista ed anti-berlusconiano, vero? E soprattutto non sopporta che questo avvenga in TV, dato che è perfettamente consapevole, avendo sfruttato appieno tale principio per diventare quello che è, che "tutto ciò che non è in TV, non esiste".

Io invece voglio un'altra "piazza pulita" in Rai. Voglio una Rai libera dai partiti, amministrata da persone competenti e non da politici messi lì dai partiti per controllare la loro quota televisiva; gestita da un amministratore delegato indipendente e non da un Presidente scelto dal Premier; con un consiglio d'amministrazione formato da esponenti della società civile, dalle migliori menti del giornalismo e del sistema televisivo; con il rispetto del pluralismo e dell'obiettività dell'informazione; con un senso spiccato del "servizio pubblico", e con un offerta di qualità. Qualcuno ha già lanciato questa sfida, si è già fatto avanti con le proprie proposte: sta a Berlusconi accettare. Ma tanto si sa già come andrà a finire: mettere sempre di più le mani sull'azienda concorrente, e sul 90% del mercato televisivo dell'informazione, è un interesse molto più grande.

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Scusate, ma che problema c'è?
post pubblicato in Diario, il 11 maggio 2008


                        

Oggi si è scatenata l'ennesima bufera su Marco Travaglio
, l'ormai celebre giornalista ospite fisso di AnnoZero, per la sua intervista di ieri sera a "Che Tempo che Fa" di Fabio Fazio. Tutti i politici di centrodestra si sono scagliati su Travaglio e anche su Fazio e il dg della Rai Cappon (che poverini poco c'entrano, anzi Fazio ha più volte criticato Travaglio durante l'intervista). E anche esponenti del PD hanno condannato l'episodio.

Travaglio è accusato di aver diffamato il Presidente del Senato, Renato Schifani, accusandolo di "collusione mafiosa". Non è vera nè l'una nè l'altra cosa. Io ho visto la trasmissione, ed ecco le parole usate da Travaglio, in un passaggio in cui si parlava del rapporto fra giornalismo e politica:

"Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi? Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perchè non lo vuole nè la Sinistra nè la Destra. E io che c'entro con la Destra e con la Sinistra? Loro prendano le posizioni che vogliono. Ma io devo fare il giornalista, io devo raccontarlo. L'ha raccontato Abate nel libro che ha scritto con Gomez, e viene celebrato giustamente come il giornalista eroico minacciato dalla mafia. Ora, o hanno il coraggio di dire che Abate è un mascalzone, o hanno il coraggio di prendere nota di cosa scrive Abate della seconda carica dello Stato e semplicemente chiedergli di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia".

Come si può vedere, Travaglio non ha accusato Schifani di collusione mafiosa, ma ha semplicemente messo in rilievo che in passato ha avuto rapporti con persone poi condannati per mafia (come molti politici, di ogni parte, d'altronde), come potete verificare qui, per mettere in rilievo come in Italia i giornalisti non parlano di queste cose perchè non piacciono nè alla destra nè alla sinistra. Inoltre, quella di Travaglio non è diffamazione: per carità, non sono un magistrato, ma almeno da quanto leggo su Wikipedia, non è diffamazione. Infatti, la giurisprudenza, nello stabilire i limiti fra libertà di cronaca e diffamazione, ha stabilito che non si ha diffamazione a patto che: 1) vi sia un interesse pubblico alla notizia (e questo c'è) 2) che i fatti narrati corrispondano a verità (e anche questo c'è) 3) che l'esposizione dei fatti sia corretta e serena (e non mi sembra che Travaglio abbia urlato e insultato, come fece Sgarbi, ma lui, per carità, mica lo si condanna).

Ora, Travaglio ha detto queste cose che nessun altro aveva detto. Ovvero che Schifani in passato è stato socio in affari con persone poi condannate per mafia. Non c'è nulla di male nel dire questo, visto che sono cose vere e non illecite: ma allora dove sta il problema?

In conclusione: non amo Travaglio nè AnnoZero, perchè tendono a creare un clima di qualunquismo. Però non si può negare che hanno il maledetto vizio di parlare con i fatti, e di dire cose che altri non dicono. E il putiferio di oggi non fa che confermare le tesi di Travaglio: i giornalisti italiani non parlano di certe cose, perchè danno fastidio.

E siamo quindi costretti a subirci i processi di Cogne (a proposito, le "diffamazioni" e le "accuse" qui non valgono?), le avventure dell'orso marsicano, l'ultimo flirt fra le star Tv. Per carità, cose importantissime: ma un angolino di due minuti anche per queste altre cose lo si potrebbe trovare.
Di Pietro fra dietrofront sul G8
post pubblicato in Diario, il 2 novembre 2007


                                 

Martedì 30 Ottobre la maggioranza è stata battuta in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Motivo del contendere la volontà del Governo di istituire una commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova del 2001: è finita 22 pari (quindi non è stata approvata), grazie, oltre all'assenza di due socialisti (arrivati in ritardo), al voto contrario di Italia dei Valori e Udeur.

Dopo il voto subito si sono scatenate (inevitabili) le proteste della sinistra radicale. Ma non solo: perchè la commissione d'inchiesta sul G8 era prevista nel programma dell'Unione, e da più parti è chiesta una maggiore chiarezza su cosa accadde in quei giorni in cui l'Italia doveva mostrare la miglior parte di sè, e invece finì per mostrare solo il suo aspetto violento e sanguinario. Più chiarezza, dunque, sulle responsabilità di manifestanti, forze dell'ordine e autorità di Governo.

Ora, se è comprensibile il "no" dell'opposizione (all'epoca dei fatti al Governo c'era Berlusconi), risulta difficile capire quello di Mastella e Di Pietro. Soprattutto quest'ultimo, che si è giustificato dicendo che sarebbe stato messo in discussione il ruolo delle forze dell'ordine: ma se queste sono pulite, che problema c'è nell'indagarci? Poi, durante la trasmissione di Santoro, AnnoZero, il famoso giornalista Marco Travaglio ha accusato Di Pietro proprio su questa vicenda.

E oggi il ministro delle Infrastutture fra dietrofront dalle collone dell'Unità, e dichiara: "Travaglio ha ragione". E se fosse ripresentata la proposta la approverebbe, a patto che l'inchiesta sia a 360° gradi, anche sui manifestanti. Bene, ha ragione. Poteva pensarci prima, però.

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