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il blog di Francesco Zanfardino
Sempre più Europa
post pubblicato in Diario, il 2 dicembre 2009


                                                

Mentre l'intero mondo mediatico italiano preferisce interrogarsi sulla querelle Fini-Berlusconi, che sembra ormai essere arrivata al patetico, arriva un'altra importante tappa per la storia d'Europa: ieri, infatti, è entrato ufficialmente in vigore il Trattato di Lisbona, con tutte le sue importanti novità, per quanto parziali, verso la strada di una Unione Europea più coesa e forte.

Da ieri, infatti, non solo entrano in pieni poteri il Presidente "stabile" della UE ed il suo ministro degli Esteri, meglio detto "mister PESC", che si occuperà di coordinare la politica estera degli Stati membri, ma viene introdotto anche il sistema della "doppia maggioranza" pre prendere decisioni (l'unanimità resterà solo per fisco e difesa) e viene esteso l'ambito di competenze del Parlamento Europeo anche a materie come giustizia e bilancio. Infine, l'Unione assume anche personalità giuridica e potrà dunque firmare anche trattati internazionali.

Non si tratta di grandi rivoluzioni, insomma, ma d'altronde ogni rivoluzione efficace enasce è fatta di piccoli cambiamenti. E questi sono piccoli grandi passi verso un'Europa più unita e capace di risolvere i problemi internazionali che ormai riguardano la vita di tutti i giorni: la questione ambientale, la lotta al terrorismo, così come la crisi economica sono sfide centrali del nostro futuro, e sono sfide globali, che possono essere risolte davvero solo con politiche globali. Quindi, in attesa di un vero "governo globale", che è molto lontana da venire, ben venga un Europa più coesa, anche a costo di rinunciare ad un po' delle sovranità nazionali.

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E festeggiavano con le bandiere irlandesi...
post pubblicato in Diario, il 23 luglio 2008


                                                     

"(AGI) - Roma, 23 lug. - Via libera dall'assemblea del Senato all'unanimita' con 286 voti a favore, nessun contrario e nessuno astenuto, alla ratifica del Trattato di Lisbona che modifica il Trattato sull'Unione europea e il Trattato che istituisce la Comunita' europea e alcuni connessi, con atto finale, protocolli e dichiarazioni, fatte a Lisbona il 13 dicembre 2007. La ratifica va alla Camera"
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Questa agenzia dell'AGI rivela l'ennesima ipocrisia della Lega Nord. Il partito di Bossi, infatti, inveisce continuamente contro l'Europa e la UE, addossandole demagogicamente e immeritatamente ogni tipo di colpa, un po' come faceva nei primi tempi con lo Stato italiano (sì, lo so, lo fa ancora adesso, ma prima era ancora peggio). Tutti ricorderanno che la Lega festeggiò il "no" irlandese al Trattato, con tanto di bandiera irlandese e birra "Guinness" (famoso marchio irlandese). E ora, invece, tutti a votare la ratifica del Trattato all'unanimità (quindi, tra l'altro, il loro sì non era nemmeno indispensabile).

Dato che non ci può essere una plausibile spiegazione di questa contraddizione palese, la Lega deve chiedere scusa. Punto. Niente comunicati in cui ci si arrampica sugli specchi: basta un semplice e chiaro "scusa". Non si può infagare per demagogia una cosa per poi ratificarla: cavolo, un po' di coerenza.

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Viva l'Europa
post pubblicato in Diario, il 11 febbraio 2008


                  
 
Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ci ha ricordato quanto sia importante per l'Italia partecipare al progetto della comunità europea. E, forse, se il Presidente non avesse avuto un malore durante la sua Lectio Magistralis all'Università di Trento, le sue parole sarebbero rimaste inosservate, sommerse dalle notizie elettorali.

"Certamente è indispensabile - ha detto Napolitano - che in questo contesto nessuno Stato membro si sottragga alle sue responsabilità e agli impegni ancora una volta assunti. Il tempo stringe. Non possiamo più esitare. L’Italia deve fare la sua parte innanzitutto ratificando il Trattato anche in questa fase elettorale. È indispensabile che anche alle elezioni europee si giunga potendo presentare ai cittadini il nuovo quadro di obiettivi e regole dell’Unione". Insomma, un forte monito all'Italia e a tutti i paesi europei a ratificare il Trattato di Lisbona. Completare, dunque, il processo iniziato il 29 Ottobre 2004 con i Trattati di Roma, che nella Sala degli Orazi e Curiazi videro la nascita del testo della Costituzione Europea, il cui iter è stato poi bloccato dai referendum di Francia e Olanda.

Ora abbiamo una nuova occasione per mettere nero su bianco i valori comuni dei 27 paesi dell'Unione Europea. Quei valori, quella civiltà, quel comune impegno che da più di sessant'anni hanno evitato conflitti, nonchè portato ad una maggiore responsabilità e collaborazione fra i paesi membri. Che hanno portato da parte degli Stati aderenti la rinuncia a parte, piccola o grande, della loro sovranità, in nome di un disegno comune. Ovvero una nuova Europa, di pace, solidarietà e libertà. Un sogno? Cominciamo a metterlo nero su bianco.


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