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il blog di Francesco Zanfardino
Segreti di Pulcinella
post pubblicato in Diario, il 3 novembre 2009


                                             

In effetti, quel "abbiamo scherzato" sulla faccenda della "nave dei veleni" a Cetraro mi era sembrato sospetto fin dall'inizio. Probabilmente davvero si trattava del relitto del "Catania" affondato durante la prima guerra mondiale, ma lo sgonfiamento dell'attenzione mediatica, da un giorno all'altro, con tanto di accuse da parte dei presunti giornalisti de "Il Giornale", è assolutamente sbagliato.
 
Capisco che l'aver "toppato" possa ora indurre a starsi zitti, però è il segreto di Pulcinella che le mafie smaltiscano illegalmente rifiuti tossici d'ogni tipo, fregandosene del territorio e dei suoi abitanti. Anche attraverso modalità come quelle dell'affondamento delle navi. E le indiscrezioni fatte trapelare da Repubblica, con un documento inedito di una seduta del 2006 della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti nei quali si parla addirittura di altre tre navi affondate al largo di Cetraro, non fanno che aumentare questa certezza.

Insomma, l'attenzione su queste problematiche non deve mai calare. La salute delle persone è troppo importante per non scrivere di certe cose solo per il timore di "danneggiare" l'immagine di un territorio. Specialmente quando ci sono tanti sospetti ...

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Qualche link tossico
post pubblicato in Diario, il 8 ottobre 2009


                                            

Oggi non ho tempo per un post classico, dunque mi limito a darvi qualche link. Uno si riferisce all'articolo odierno di Rosaria Capacchione, giornalista anti-camorra sotto scorta, sul Mattino di Napoli: una descrizione agghiacciante di una parte del disastro ambientale che travolge da anni la Campania, comrpomettendo irrimediabilmente e sempre più fortemente la salute dei suoi abitanti. Fiumi di percolato, roghi di rifiuti tossici e rifiuti speciali interrati sopra i quali crescono le coltivazioni: storie di ordinaria amministrazione di una Campania nascosta all'occhio dei media.

Il secondo link, ai fedeli di questo blog, è già noto: si tratta della "Terra dei Fuochi", l'associazione di volontari che da mesi prova a diffondere queste tematiche nel mondo mediatico e non. Interessatevi a loro, seguiteli (magari su Facebook) e partecipate a questa grande campagna di inform-azione. Noi Campani ne abbiamo bisogno.

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Misteri Acerrani
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2009


                                          

35 volte. E' il numero massimo di sforamenti consentiti in un anno al termovalorizzatore di Acerra per quanto riguarda il limite di concentrazioni di polveri sottili (le famigerate Pm10) nell'area circostante l'impianto inaugurato in pompa magna qualche mese fa dal solito "Silvio trionfante".

Ebbene, al 7 Luglio, tale limite è stato sfondato ben 33 volte. In "ben" 102 giorni di funzionamento, o sarebbe meglio dire parziale funzionamento, in quanto l'impianto non è mai entrato davvero in funzione, il che dovrebbe avvenire a fine anno, bensì è ancora in fase di collaudo e viene continuamente acceso e spento (più spento che acceso, a dire il vero). Dati impressionanti che hanno scatenato le reazioni dei comitati acerrani, e dal punto di vista politico una vera e propria campagna di denuncia messa in atto da Tommaso Sodano, ex Presidente della Commissione Ambiente del Senato e responsabile nazionale ambiente del Partito della Rifondazione Comunista. Una campagna che è continuata anche dopo le elezioni provinciali di Napoli, cui Sodano era candidato Presidente per il PRC, e "grazie" alla quale Sodano si è beccato una denuncia da Bertolaso, solo perchè ha "osato" fare quello che un qualunque cittadino poteva fare: leggere sul sito Internet dell'ARPAC, l'agenzia regionale per l'ambiente, i dati delle centraline che l'Agenzia è stata incaricata di sistemare nel territorio.

Ebbene, di fronte ai fatti, la difesa si è basata su una nota dell'ARPAC stessa, quella del 28 Maggio: "(...) si ritiene opportuno precisare che i dati, registrati nel periodo marzo/maggio 2009 dalle tre centraline ARPAC dell’area acerrana, non si discostano da quelli misurati nel corso delle campagne di monitoraggio ex-ante della qualità dell’aria, effettuate negli anni 2006/2007 (...). Si rileva, altresì, che alcuni dei superamenti dei limiti di PM10, riscontrati nello stesso periodo marzo/maggio 2009 dalle centraline ARPAC, sono stati registrati anche durante i periodi di fermo dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra (...)"Della serie: quando la toppa è peggio del buco. In pratica l'ARPAC, dicendo che i dati sono gli stessi se l'impianto è acceso o no, che erano gli stessi anche quando l'impianto non era ancora completo, ha certificato che ad Acerra e dintorni l'aria è perennemente resa tossica da concentrazioni di Pm10 oltre la norma, a prescindere dal termovalorizzatore. Ebbene, dire questo senza prendere provvedimenti significa avere la faccia di bronzo (per essere gentili). La legge prevederebbe il fermo del termovalorizzatore in caso di 35 sforamenti in un anno ... e allora per Acerra andrebbe chiesta l'evacuazione da anni!

Ma ora voi vi starete chiedendo: come mai questa situazione dell'aria? Semplice: il territorio di Acerra, che con Nola e Marigliano è ai vertici del cosiddetto "triangolo della morte" (definizione coniata nel 2004 da una rivista scientifica internazionale per indicare un area dall'altissima incidenza di morti per cancro), è come buona parte del restante territorio campano infestato dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Smaltimento che, attenzione, non avviene interrando i "rifiuti", come pensano probabilmente quasi tutti gli Italiani, ma prevalentamente attraverso la pratica dei "roghi tossici": ovvero lo sversamento nelle campagne di rifiuti tossici di ogni tipo (eternit, rifiuti di conceria, vernici, imballaggi, metalli, con gli immancabili copertoni che fanno da "base" per l'incendio) che vengono poi dati alle fiamme. E questo non avviene solo di notte, e solo nelle campagne più sperdute: sempre più spesso, con un'incredibile escalation negli ultimi tempi, è possibile avvistare da una qualsiasi delle città del Napoletano pennacchi di denso fumo nero alle periferie delle città, di mattina come di pomeriggio. Come d'altronde testimoniano i video girati da "La Terra dei Fuochi", un'associazione di liberi cittadini che, ispiratisi al titolo di uno dei capitoli di "Gomorra" di Roberto Saviano (che parla proprio di questo fenomeno), semplicemente fanno ciò che lo Stato ed il mondo del giornalismo dovrebbero fare: prendono ogni giorno in mano una telecamera, e testimoniano questo quotidiano scempio della civiltà (i video li trovate su www.laterradeifuochi.it, o anche semplicemende scrivendo "terra fuochi" o "roghi tossici" su YouTube).

E' un disastro di cui pochi sanno davvero la portata, persino nella stessa Campania. D'altronde, cosa si potrebbe pretendere da un Paese dove l'informazione (o sarebbe meglio definirla propaganda?) ha fatto credere a tutti che la Campania fosse tornata "alla civiltà". Non oso immaginare cos'altro ci aspetterà di peggio di questo quando torneremo nell'inciviltà.

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