.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Santoro, vattene ...
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2010


Ho mandato la mia letterina a Masi, e vi invito a fare altrettanto. Sottolineando che un servizio pubblico degno di questo nome deve garantire la pluralità delle voci, non l'omologazione. Che un programma che fa costantemente il doppio degli ascolti di una media serata di RaiDue andrebbe trattato come una gallina dalle uova d'oro, anzichè ostacolato in tutti i modi. Che se c'è un problema di contradditorio non è nello studio di Santoro, ma in quelli del Tg1 di Minzolini (che tra l'altro gli ascolti li perde, lui). Insomma, che il problema della RAI, del servizio pubblico non è certo Santoro.

Il problema è una dirigenza asservita
, specialmente sotto l'egida berlusconiana. Asservita non alle logiche del mercato, e purtroppo nemmeno a quelle del servizio pubblico, ma a quelle degli uffici di propaganda del Governo. Questo non è servizio pubblico.

E forse, Santoro & Co, non è nemmeno il caso di continuare a lottare. Il vostro tentativo è lodevole, ma forse è arrivato il momento di prendersi quella milionaria liquidazione e reinvestirla. In una nuova televisione o, volando basso, perchè no, trasferendo armi, bagagli e 20% di ascolti nella La7 di Mentana, Gruber, Lerner, eccetera. Contro il duopolio, anzi contro l'omopolio (nel senso di "Raiset", intendiamoci). Si può fare, e forse ora si deve fare.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Minzoliniana ragione
post pubblicato in Diario, il 5 agosto 2010


                                          

L'on. Benedetto Della Vedova, a nome del nuovo gruppo parlamentare "Futuro e Libertà", si lamenta col direttore del Tg1 Augusto Minzolini che le loro voci sono inserite nel "pastone politico" tra quelle dell'opposizione, e non fra quelle della maggioranza in cui dovrebbero rientrare. Il berlusconiano direttore risponde prontamente, dichiarando: "Tutti dicono che con l'astensione di ieri il Governo non ha più la maggioranza. Quindi forse è stessa FL che non ha capito bene cosa deve fare".

Mi duole essere d'accordo col peggiore direttore del TG1 della storia, ma come dargli torto. Le parole e gli atteggiamenti dei "finiani", infatti, e soprattutto la loro decisione di uscire dal Pdl e, come primo atto, astenersi sulla mozione di sfiducia ad un membro del Governo che loro stessi dovrebbero appoggiare, sono in palese contraddizione con l'essere organici alla maggioranza di Governo. Mi sbaglierò? Allora si faccia chiarezza. Che è quella che chiediamo un po' tutti noi, in questi giorni di ipotesi improbabili e di guazzabugli politici quali l'uscita di Bersani sul "governo Tremonti meglio delle elezioni", oppure gli strenui difensori del bipolarismo, i finiani, intenti a trafficheggiare con i trombati dei poli avversi per formare un "terzo polo" (pardon, "area di responsabilità istituzionale"). Necessità di chiarezza che dovrebbero avere gli stessi membri del Governo, che se vogliono davvero governare e non tirare a campare come fece Prodi devono avere ben chiaro se hanno o no i numeri per farlo. E quale miglior modo per Berlusconi e company di fare chiarezza, se non una rinnovata richiesta di fiducia alle Camere a Settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, quindi con tutto il tempo di fare "chiarezza interna" (ammesso che ce ne sia ancora bisogno, dopo tutto quello che si sono detti)? Lì si vedrebbe se i "finiani" si riconoscono davvero ancora nel Governo Berlusconi. O, altrimenti, si andrà a nuove elezioni con, magari, un incarico pro-tempore ad un tecnico giusto per cambiare l'obrobriosa legge elettorale (che non solo cancella le preferenze, ma rischia di consegnarci un Senato  nuovamente ingovernabile, per via dei premi di maggioranza assegnati a livello regionale e non nazionale). Se sarà possibile, e lì si vedrà la vera "responsabilità istituzionale" di certi soggetti, altrimenti niente di meglio che le urne per fare, definitivamente, chiarezza, con la parola degli elettori.

Certo, sulla fiducia al Governo i "finiani" potrebbero anche astenersi, e quindi consentire la sopravvivenza del Governo anche senza la maggioranza assoluta. Ma in tal caso, di fronte a tanta spudorata e ridicola oscenità, spetterebbe a Berlusconi di non rendersi altrettanto ridicolo e mandarli a quel paese, salendo al Quirinale se, da qualche parte, ha ancora un po' di dignità.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

"Nemmeno nello Zimbabwe"
post pubblicato in Diario, il 13 marzo 2010


                                                 

Così commenta ipocritamente Mauro Masi, piazzato come dg alla Rai proprio da Berlusconi, le pressioni ricevute dal premier per ridimensionare e chiudere i programmi "scomodi" della TV pubblica ("Annozero" di Santoro, ma anche "Parla con me" della Dandini), nelle intercettazioni rivelate dal quotidiano "Il fatto" nell'ambito delle indagini della procura di Trani. Intercettazioni nelle quali compare anche il nome del "fido" Minzolini, che mette a disposizione del premier il suo TG1.

E' vero, "nemmeno nello Zimbabwe ci si comporta così". Il fatto è che siamo in Italia, e se queste cose lasciano indifferenti l'opinione pubblica e le istituzioni, vuol dire che c'è un problema di democrazia. A meno di non voler usare lo Zimbabwe come modello di democrazia ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

E il regolamento?
post pubblicato in Diario, il 18 febbraio 2010


                                                

Ormai non fa nemmeno più notizia. Anzi, mi stavo meravigliando che il direttore del TG1 ancora non avesse fatto un editoriale sul caso-Bertolaso. E così Augusto Minzolini ha subito rimediato, lanciando il suo quinto editoriale in meno di un anno (unico direttore di TG italiano così "interventista") e, ovviamente, quinto messaggio pro-premier senza contraddittorio, come direttore del TG dell'ammiraglia del servizio pubblico (quella che, in teoria, dovrebbe essere imparziale). Viene da domandarsi che limite abbia l'indecenza. E anche l'incorenza di citare la legge sulla par condicio, proprio quando la si sta palesemente violando, e in un momento dove un regolamento impedisce al Sindaco di Sanremo di salire sul palco, anche muto.

I giornalisti del TG1, intanto, non hanno il coraggio di fare quello che dovrebbero: scioperare più e più volte, fino a quando Minzolini non se ne sarà andato. Non bastano gli scarni comunicati, ormai l'ha fatta troppe volte fuori dal vaso.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

E furono quattro
post pubblicato in Diario, il 15 gennaio 2010


                                   

Ancora una volta Augusto Minzolini l'ha fatta fuori dal vaso. Perchè un direttore del principale TG del servizio pubblico che sforna editoriali su editoriali nei quali, senza contraddittorio, fa passare per verità opinioni del tutto personali (e sempre orientate a favore dei berluscones), è uno che va ben al di là del proprio ruolo e di qualsiasi limite di tolleranza. E meriterebbe una mobilitazione generale per chiederne le dimissioni.

Questo al di là del merito della questione che, come ho avuto modo di ripetere in questo blog, è altrettanto indecoroso. Asserire che Craxi non ha bisogno di essere riabilitato, che Tangentopoli fu una soluzione giudiziaria ad un problema politico, che Craxi fu un capro espiatorio ed un grande statista è quantomeno discutibile, se non un elogio deplorevole di una persona che, ricordo agli smemorati, fu un latitante corrotto reo confesso. Questo, a prescindere dalla sua politica (nella quale, comunque, vedo ben poco di rivoluzionario, anzi), non può farlo ritenere "statista", se scappando da latitante ha disconosciuto tutte le istituzioni democratiche del suo "Stato".

Bisogna smetterla col tentare di far passare il concetto che gli uomini politici sono una categoria "a parte", cui è concesso fare cose che non sono concesse agli altri. Soprattutto se si cerca di farlo per giustificare vergogne attuali.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

That's amore
post pubblicato in Diario, il 26 dicembre 2009


                                                  

Nella girandola mediatica che un Premier in convalescenza si sta concedendo in questi giorni, ieri sera è toccato al Tg1 delle 20, dove Berlusconi è intervenuto telefonicamente (senza uno straccio di motivo, evidentemente solo per occupare spazi televisivi). Ebbene, alla domanda di Attilio Romita sull'episodio che ha coinvolto il Papa nella notte di Natale, il premier ha risposto: "La mia opinione è, credo, quella di tutti gli Italiani, di preoccupazione e di incredulità, e ho pensato che davvero dobbiamo contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio".

Ecco, grazie a questa frase ho vinto una scommessa fatta con mio padre, elettore berlusconiano (ma non supinamente piegato al suo pensiero), appena dopo l'episodio di Natale. Avevo detto: "meno male che è emerso subito che la squilibrata in realtà non voleva aggredire il Papa, ma, seppur follemente, salutarlo, altrimenti i tuoi (i berluscones) avrebbero cominciato ad associare il fatto al <clima d'odio> ... e non escludo che lo facciano ugualmente". "Ma quando mai, figurati, si capisce che non c'entra nulla", aveva detto mio padre. Smentito dai fatti ...

P.S. Ma quanto ancora dovremo sopportare questa messinscena dell'amore contro l'odio?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ora la mafia è con il Governo
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2009


                                               

Cambiare idea è legittimo, ma farlo in una settimana è ridicolo e indegno. Fino a ieri, dopo la deposizione del pentito Spatuzza di venerdì scorso, che chiamava in causa Berlusconi e Dell'Utri come nuovo riferimento politico della mafia dopo il crollo della prima Repubblica, per i berluscones, e tutti i cosiddetti "terzisti" del mondo dell'informazione e della politica, non solo le dichiarazioni andavano verificate, ma di per sè non avevano alcun valore, perchè è assurdo poter credere a delle persone che hanno ucciso persone e sciolto bambini nell'acido. Anzi, Spatuzza non sarebbe stato altro che una pedina nelle mani della mafia che voleva attaccare il Governo che la starebbe soggiogando.

Invece, ora che il boss Graviano, che non è nemmeno pentito, sostiene il contrario di Spatuzza, dicendo di non aver avuto rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, gli ex-mafiosi divengono immediatamente delle "bocche della verità" capaci di "sbugiardare" (che al mio paese significa smentire con prova). E la mafia, evidentemente, non vuole più spodestare, tramite i suoi uomini, il suo nemico Berlusconi.

Che lo facciano gli accoliti di Berlusconi, è pur comprensibile: ormai hanno perso da tempo la dignità, oltre all'onestà intellettuale. Ma che a perdere la decenza siano le istituzioni come il Tg1, a causa dell'ennesimo indegno editoriale dell'indecente direttore Minzolini, è insopportabile. Poi ci domandiamo dove sia il problema della qualità dell'informazione in Italia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Proverbiale
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2009


                                       

D'altronde, non c'è due senza tre. Dunque, non poteva che esserci un terzo editoriale del "Minzo", ovviamente sempre a favore di Berlusconi (con annesso attacco ad un pm antimafia come Ingroia).

Il problema è che, di questo passo, non sarà l'ultimo. E mi domando cosa si aspetti a cacciare via, o a fare di tutto per far cacciare via, una pseudo-giornalista che ha la sfrontata spudoratezza di mettere a disposizione di una parte politica la principale trasmissione d'informazione del servizio pubblico, da sempre caraterizzata dall'imparzialità (o perlomeno dallo sforzo di apparire tale).

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Per chi ha ancora dei dubbi
post pubblicato in Diario, il 4 ottobre 2009


                                         

Per fortuna che il Cdr del Tg1 ha avuto un sussulto di dignità. Altrimenti probabilmente l'ennesimo scempio giornalistico compiuto dal direttore Minzolini sarebbe passato impunito e, soprattutto, nell'indifferenza pressochè generale.

In realtà, non è per niente detto che quelle righe lette da Tiziana Ferrario abbiano reso consapevoli l'intera opinione pubblica della gravità di quel monologo politico sciorinato senza contraddittorio (e non è la prima volta) da quello che dovrebbe essere una vera e propria istituzione imparziale, ovvero il direttore del Tg dell'ammiraglia del servizio pubblico. Perlomeno però rappresentano un bel segnale (anche se dovrebbero pretendere le dimissioni di Minzolini, se sono davvero convinti di quello che dicono, visto quanto è caduto in basso il loro Tg), in risposta ad uno dei momenti peggiori dell'informazione italiana, che dovrebbe da solo essere sufficiente a dimostrare che in Italia c'è eccome un problema di informazione, anche se c'è chi, anche a "sinistra" (negli ambienti cosiddetti "riformisti", alla Polito o alla Piroso, per intenderci, anche se di riformista hanno ben poco), sembra negarlo.

Non si tratta di poter esprimere liberamente la propria opinione, come ha lamentato Minzolini. Il direttore di un TG del servizio pubblico, ed in particolare di quello che più degli altri deve essere imparziale, non è un opininionista. Non è questo il ruolo cui è chiamato a svolgere.

Se poi non solo si permette di esprimere opinioni personali sulle notizie, ma le suffraga con argomenti falsi, è non solo scorretto, ma pure disonesto. Al di là dei toni usati ("manifestazione inaccettabile", volontà di insediare un "regime mediatico", "presenza di giornali "che si considerano depositari della verità"), infatti, è la sostanza stessa del ragionamento a non reggere: innanzitutto, non è in discussione il diritto di querela, come invece paventava Minzolini: la manifestazione non è stata, infatti, indetta a causa delle querele contro l'Unità e Repubblica, anche se è inconcepibile che si quereli un giornale non perchè ha detto cose false, ma perchè ha fatto delle domande ... quella è stato solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di mosse innescate dal Premier per ridurre la stampa libera nel nostro Paese. Le liste di proscrizione lanciate verso varie trasmissioni colpevoli di dire cose vere ma scomode; l'allontanamento di voci fuori dal coro, anche se vicine, come quella di Mentana; il tentativo riuscito di imprandonirsi della Vigilanza Rai, e di appropriarsi delle nomine Rai senza alcuno spirito di collaborazione con le opposizioni e piazzando uomini per niente parziali; l'invito a non fare comprare pubblicità su giornali e trasmissioni scomode; le vendette politiche, davvero diffamatorie, a mezzo stampa come nel caso Avvenire. Per non parlare poi dell'enorme conflitto d'interessi di un Premier, dunque di una persona interessata innanzitutto ad apparire capace di governare, prima di esserlo davvero, che però è anche proprietario direttamente ed indirettamente del 90% del sistema informativo (e non) televisivo e di buona parte dell'editoria.

Ma queste cose evidentemente sfuggono ad un direttore che è stato nominato direttamente (e spudoratamente) da Berlusconi perchè evidentemente apprezzava certe sue "qualità". Come quella di nascondere notizie scomode, e di andarne pure fiero ... poi dicono che l'informazione in Italia è normale ...

P.S. Ah, per chi diceva che la manifestazione sarebbe stata una farsa con quattro gatti, si guardi bene la foto di Piazza del Popolo stracolma fin nei dintorni. Forse c'eran davvero quattro gatti in giro, ma di certo c'erano pure qualche migliaio di persone ... giusto qualcuno.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Le verità nascoste
post pubblicato in Diario, il 16 giugno 2009


                                            

Martedì 16 Giugno, ore 11 circa. Un migliaio di abruzzesi protestano davanti alla Camera dei Deputati che proprio in quegli instanti è impegnata nella discussione del "decreto-Abruzzo". Cori, striscioni e grida di protesta si sprecano, sostenuti solo da attivisti di Legambiente e da un drappello di parlamentari Pd e Radicali.

Il motivo di tale agitazione? Il mancato rispetto delle promesse. La copertura finanziaria della ricostruzione, innanzitutto, ridotta a qualche "gratta e vinci"; i tempi della ricostruzione, più che mai incerti, visto che il decreto arriva ben oltre il 2030 sulla parte economica, ma soprattutto i metodi, dato che c'è forte preoccupazione sulla ricostruzione de l'Aquila "così com'era". Più vari problemi, piccoli e grandi, come la ricostruzione delle seconde case, non garantita dal Governo. Insomma, come recitava uno dei tanti cartelli, "verba volant, sisma manet". Dopo mesi di passerelle elettorali, decantate dai supporters del Governo come segno di "pronta e forte attenzione ai terremotati", "mai vista prima" (d'altronde, è una nuova malattia degli Italiani, quella di far passare per cose straordinarie le cose ordinarie), gli Abruzzesi si sentono abbandonati dal Governo. E, d'altronde, la scarsissima affluenza alle ultime elezioni Europee (42.3% in provincia, 28.0% a L'Aquila) ha dimostrato come gli Aquilani si sentano abbandonati dallo Stato.

Ebbene ... nonostante una protesta così importante, i TG nostrani dell'ora di pranzo hanno preferito non parlarne. Tutti, infatti, tranne il Tg3 (sia ore 12:00 che ore 14:30), hanno oscurato la notizia. Non solo, hanno fatto molto di peggio: di Abruzzo ne hanno parlato, ma per fare enormi spottoni al Governo. Prendiamo le due reti "ammiraglie": il Tg1 ha mandato in onda un servizio sulla Casa dello Studente con un'intervista al Presidente lombardo Formigoni, che ha promesso di contribuire alla ricostruzione della stessa; il Tg5 invece ha elogiato (dal minuto 26:00 in poi), con annessa intervista a Mr Omnibus (Bertolaso, il commissario di tutto in questo Paese), il presunto "successo" di Berlusconi nell'aver ottenuto poco meno di 500 milioni di euro dall'Unione Europea per la ricostruzione in Abruzzo (evidentemente i giornalisti del Tg5 non sanno che la UE, tra le altre cose, serve proprio per la mutua assistenza e stanzia sempre soldi ai Paesi membri colpiti da calamità naturali).

Vabbè, d'altronde il Tg5 è pur sempre di proprietà diretta di Berlusconi, anche se si ostinano ancora a dire di essere indipendenti (sì, effettivamente si auto-censurano indipendentemente che è una bellezza). Ma il Tg1 fa parte del servizio pubblico, che dovrebbe essere di tutti. Dovrebbe.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca