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il blog di Francesco Zanfardino
Milano da stupro
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2010


Chissa se Giuliano Pisapia, nella campagna elettorale per le Comunali di Milano, strumentalizzerà questa notizia. Non credo.

Ma è certamente quello che sarebbe successo a parti invertite, ovvero se fosse stato il centrosinistra a governare, da decenni, il capoluogo lombardo. Il centrodestra in salsa leghista avrebbe di sicuro speculato sulla mancanza di sicurezza, sugli "stranieri che ci tolgono il lavoro" e "stuprano le nostre donne", sul "buonismo" della sinistra, ecc. ecc. E' quello che è successo fino all'altro ieri, ad esempio nella campagna elettorale per Roma nel 2008.

A cosa mi riferisco? Alla notizia che Milano è la nuova "capitale degli stupri", con più di uno stupro al giorno (480 nel 2009, per la precisione).

Che dite, la Lega attaccherà la Moratti oppure Studio Aperto farà qualcuno dei suoi servizi popolar-scandalistici?

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L'opposizione nei TG? Un optional
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2010


Mentre Masi e Berlusconi pensano a censurare Santoro, i telegiornali nostrani fanno il bello e il cattivo tempo. Periodicamente pubblico queste tabelle con i dati dell'Agcom, l'Autorità statale deputata, fra le altre cose, alla sorveglianza del pluralismo socio-politico nei mezzi di comunicazione: e da questo punto di vista i dati peggiorano sempre di più, con uno squilibrio sempre più evidente tra gli spazi dedicati alle forze di maggioranza rispetto a quelle d'opposizione. Anzi, stavolta lo squilibrio (i dati sono riferiti a Giugno 2010) arriva a coinvolgere, spero casualmente, tg di solito più equilibrati come La7 e RaiNews (arrivando "pari con Tg1 e Tg2, che invece sono squilibrati come sempre). Niente a che vedere, comunque, con gli scandalosi tg Mediaset, dove su Tg4 e Studio Aperto ogni minuto dedicato all'opposizione è affiancato da otto minuti dedicati alla maggioranza.

E questo senza contare gli "editoriali" di Minzolini, tutti squilibratissimi a favore di Berlusconi e soci (e senza contraddittorio, a differenza di quelli di Travaglio, che vengono poi eventualmente discussi dagli esponenti della maggioranza presenti in studio).

Masi, pensi a questo invece che a Santoro ...

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La carica dei fannulloni
post pubblicato in Diario, il 4 settembre 2010


                                              

I risultati della "lotta all'assenteismo" nella Pubblica Amministrazione messa in campo dal Ministro Brunetta sono uno dei cavalli di battaglia mediatici del Governo Berlusconi, come tutti sanno. Ricordiamo tutti specialmente quando, ad inizio legislatura, non c'era mese che la gran cassa dell'informazione non annunciasse entusiasticamente quei dati portentosi: -20%! -30%! -40%! e così via, in un crescendo di eccitato compiacimento. Poco importa se un po' tutti avanzassero dubbi fondati su quei dati, e non solo chi è portato a farlo ideologicamente (L'Espresso), ma anche leader dei sindacati divenuti nel frattempo molto amici (Bonanni).

Poi, piano piano, questi annunci si sono sempre più diradati. Ed è un vero peccato, per la completezza d'informazione. Perchè negli ultimi mesi l'assenteismo sta tornando sempre più alla ribalta, come sottolineano gli stessi dati di Brunetta:

Febbraio 2010: +3.7% rispetto a Febbraio 2009

Marzo 2010: +5.3% rispetto a Marzo 2009

Aprile 2010: +10.7% rispetto ad Aprile 2009

Maggio 2010: + 8.0% rispetto a Maggio 2009

Giugno 2010: + 12.3% rispetto a Giugno 2009

E questo prendendo sempre per buoni i dati di Brunetta. Qualcuno mi dovrà spiegare ad esempio perchè, nella rivelazione di Giugno 2010, non sono presi in considerazione i pessimi dati della Regione Lazio (+70.9%), o quanto meno non sono inseriti fra i casi "particolari" contenuti nella "appendice statistica" della rivelazione. Ma non importa: già mi basterebbe sapere che qualche TG nazionale riportasse gli aumenti dell'assenteismo, ogni tanto, giusto per par condicio. Chiedo troppo, eh?

P.S. Intanto, l'assenteismo dilaga fra i nostri "primi" dipendenti pubblici, ovvero i nostri parlamentari. Compreso, e soprattutto, i colleghi di partito di Brunetta. Ma questi fannulloni non li tocchiamo, eh Renà?

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TG Silvio
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2010


I dati riportati nella tabella sono relativi all'ultimo "monitoraggio del pluralismo politico/istituzionale" nei principali Tg italiani (Maggio 2010) effettuato dall'Agcom, l'autorità statale "indipendente" per le garanzie nel sistema delle comunicazioni. "Indipendente" relativamente, dato che è nominata dalla politica: d'altronde, questa agenzia ha una notevole responsabilità nell'aver lasciato passare tutte le irregolarità dell'impero mediatico di Berlusconi e dell'illegale "duopolio" nel mercato televisivo italiano.

Eppure non manca mai di effettuare i suoi "monitoraggi", dai quali emerge una realtà sconvolgente. Verificate voi stessi quale "equilibrio" ci sia tra i vari soggetti politici nei vari TG. Soprattutto in certi TG ...

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Notizie clandestine
post pubblicato in Diario, il 8 agosto 2010


                                           

Nel mio piccolo, l'avevo già denunciato 6 mesi fa, quando pubblicai i dati della Capitaneria di porto di Pozzallo (Ragusa) sugli sbarchi di clandestini sulla costa iblea: ebbene, nel 2009 sono stati 2.691, con un aumento del 44% rispetto al 2008. Ebbene, per farvi un'idea sulle dimensioni di questi numeri, il ministro Maroni negli stessi giorni si vantava di aver ridotto gli sbarchi di clandestini a circa 3.000 in tutta Italia.

Allora si trattava però di un "semplice" articolo del Giornale di Ragusa, quindi da prendere con tutte le precauzioni del caso. Ora invece salta fuori un'inchiesta di Repubblica, che ci rivela come nell'ultimo mese siano stati almeno 350 gli sbarcati sulle coste siciliane; e proprio oggi 66 clandestini sono sbarcati in Salento. Dati parziali, parzialissimi, perchè dopo la stretta sugli sbarchi (costataci 5 miliardi di euro, ricordiamolo, per l'accordo con Gheddafi) gli schiavisti della tratta hanno cambiato i metodi di trasporto dei disperati, ma soprattutto perchè il Ministero non redige più una statistica completa degli sbarchi (d'altronde, per Maroni non esistono più). Il bello è che, proprio in un'intervista a Repubblica, il Ministro La Russa ad esplicita domanda non smentisce i risultati dell'inchiesta.

Una notiziona, o comunque una notizia. Di cui però non c'è traccia nei TG (nemmeno nel "comunista" TG3, per ora). O, forse, sono io a  non volermi rassegnare a considerare una notizia prioritaria l'ultima novità in materia di beauty farm, le vicissitudini di Belen Rodriguez o i gelati di Michelle Obama.

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Liberticidi
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2010


                                                    

Non sono un fanatico della "par condicio" politica in TV. O, meglio, per me "par condicio" non vuol dire mettere sullo stesso piano un partito dell'1% ed uno del 30%. Ed è la tesi che portano avanti da anni i berluscones, che ad ogni appuntamento elettorale non esitano di definire, per questo motivo, "liberticida" questa legge (l'ultimo è stato, pochi giorni fa, il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani).

Tuttavia, io vado un po' oltre. Posta quella premessa, infatti, per me "par condicio" vuol dire garantire non l'uguaglianza, ma l'equilibrio politico in TV, e sempre, non solo nei periodi elettorali. Ovvero, se un partito rappresanta l'X% degli Italiani, deve avere l'X% degli spazi televisivi occupati dalla politica, o comunque una percentuale che non se ne allontanti troppo. Altrimenti, farei scattare le multe, e pesantissime, fino alla chiusura del programma o dell'emittente incriminato; a meno che queste ultime non decidano di essere ufficialmente "di parte" (libere di esserlo, a parte la RAI, che è servizio pubblico), e allora dovrebbero essere imposti dall'Agcom dei "disclaimer" prima di ogni trasmissione "di parte" che avvisino, dati alla mano, i telespettatori della sua faziosità (dal punto di vista degli spazi destinati ai diversi partiti, ovviamente ... la faziosità dei contenuti non è così facilmente misurabile). Anche se, nei periodi elettorali, comunque "disequilibrerei l'equilibrio" un po' a vantaggio delle liste nuove e dei partiti minori, perchè altrimenti si rischierebbe di aver un equilibrio forzatamente rigido; in compenso, prevederei la possibilità di fare i famosi "scontri diretti" tra i due principali candidati (ma anche tre se la situazione lo richiede: insomma, quelli sostenuti dai partiti più rappresentativi).

Già sto scendendo troppo nei dettagli, e vi risparmio le mie idee su come aggiornare periodicamente le "percentuali di rappresentatività" dei partiti sui quali basare l'equilibrio "politico" in TV. Comunque, se si parlasse di questo tipo di riforma della "par condicio", sarei d'accordissimo. Temo tuttavia di no, visto che altrimenti il Governo sarebbe costretto a rinunciare alla gran crassa mediatica che riceve quotidianamente dalle TV italiane, a cominciare dai Tg. Come testimoniano da sempre i dati dell'Agcom, autorità indipendente sulle Comunicazioni che dovrebbe proprio risolvere questo tipo di problemi (e in realtà fa poco o nulla, perchè è gestita dalla politica): per esempio quelli sul "tempo di parola" destinato dai principali Tg alle varie forze politiche nel Dicembre 2009 (ultimi dati disponibili). Sommando i dati relativi alla maggioranza (Pdl, Lega, Governo e Premier), alle opposizioni (tutti gli altri partiti) e alle istituzioni (UE e Presidenti di Repubblica, Camera e Senato), otteniamo:

Tg1 = 58.29% - 23.11% - 18.60%
Tg2 = 56.63% - 24.63% - 18.74%
Tg3 = 39.10% - 45.56% - 15.34%
Tg4 = 79.97% - 11.48% - 8.55%
Tg5 = 62.72% - 21.02% - 16.26%
St.Ap. = 72.61% - 14.3% - 13.09%
TgLa7 = 51.75% - 27.15% - 21.10%

Le cifre parlano da sole.

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Emergenze di serie B
post pubblicato in Diario, il 6 gennaio 2010


                                            

Il 10 Ottobre, dopo i funerali svoltisi nel Duomo di Messina, il premier Berlusconi promise agli sfollati dell'alluvione che il Governo avrebbe fatto "tutto in pochissimo tempo". Sono passati tre mesi ormai, e di case non ce n'è traccia. Anzi, pochissimi sono potuti tornare alle loro case, mentre circa 1300 persone sono ancora sfollate negli alberghi in attesa delle "case come all'Aquila" promesse da Berlusconi. Con Giampilieri e le altre città colpite dalla tragedia ridotte a paesini fantasma.

Nè c'è traccia delle "frequenti visite" che il Premier avrebbe dovuto fare nel frattempo. Evidentemente non può più sfruttare nulla mediaticamente lì. I TG invece avrebbero molto da sfruttare, ma se ne guardano bene dal farlo ...

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Munnizza silenziosa
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2009


                                                

Ancora una volta, per l'ennesima volta, il Palermitano è sommerso di rifiuti, davanti praticamente a tutte le scuole e agli angoli di tutte le strade. Quello in allegato è solo uno dei tanti video che circolano su YouTube e che testimoniano non solo la drammaticità dell'evento attuale, ma anche tutti quelli che ripetutamente interessano le varie città dell'intero territorio siciliano. Qualche servizio sulla tragedia appare anche sui Tg nazionali, ma con una solerzia ed una ossessività nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che fu fatto per la "monnezza" napoletana, e soprattutto senza attribuire le giuste colpe politiche a chi di dovere.

Infatti, la "grande" informazione nostrana preferisce ogni volta addossare le responsabilità della vicenda agli scioperi dei netturbini, facendo credere che non si tratti invece di una fortissima carenza strutturale dovuta alla pessima gestione della politica siciliana. E non so solo parlando degli impianti di smaltimento, che comunque scarseggiano (le discariche si stanno esaurendo, e la restante impiantistica è totalmente inadeguata a fronteggiare le esigenze di una Regione dove la scarsa differenziata certo non aiuta a risolvere il problema), ma soprattutto delle cause dei frequenti scioperi dei netturbini, certo non causati dalla noia ma da esigenze reali. Queste persone, infatti, sono sistematicamente messi alle strette da ritardi interminabili nel pagamento degli stipendi e da condizioni lavorative al limite della decenza umana. E di chi è colpa tutto ciò, se non di amministratori incapaci che, nonostante ricevano fiumane di soldi pubblici in più rispetto alle altre Regioni in virtù dell'autonomia speciale della Sicilia, riescono a far indebitare pesantemente, a colpi di clientelismo e collusioni, praticamente tutte le società pubbliche dei propri Enti, ivi incluse quelle che si occupano dello smaltimento dei rifiuti?

Ovviamente, però, questa drammatica verità dà fastidio a chi vorrebbe far credere che il centrodestra, che in Sicilia impera incontrastato, non abbia nulla da vergognarsi sullo smaltimento dei rifiuti. E, quindi, casualmente, la "grande" informazione nostrana si dimentica di farlo notare. Almeno proviamoci noi di Internet a sfondare questo muro di omertà ...

P.S. Ma Minzolini, ogni tanto, almeno per correttezza, non potrebbe fare un "editoriale" su questo invece che sull'antiberlusconismo, sull'informazione "libera" e sull'immunità parlamentare?

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La solita drammatica storia
post pubblicato in Diario, il 2 ottobre 2009


                                                 

Oggi i TG ci riempiono le case con le storie tragiche provenienti da Messina e dintorni. Oggi la politica, unanime, esprime cordoglio e promette provvedimenti. Oggi tutti dicono che era una tragedia annunciata.

Lo continueranno a fare ancora per un po'. Poi ce ne dimenticheremo (al massimo qualche ennesimo show mediatico che la banda Berlusconi non farà sicuramente mancare sulla ricostruzione, sono pronto a scommetterci). Certi di noi continueranno a costruire case abusivamente, senza chiederci del perchè è abusivo farlo. Certi politici continueranno a favorire l'abusivismo, attraverso condoni, mancati controlli e revisioni dei piani edilizi, pur di raggranellare voti, e certi di noi continueranno a votarli. Certi partiti continueranno a non parlare seriamente di dissesto idrogeologico, preferendo altre tematiche, più succulente elettoralmente. Certa informazione continuerà a fare altrettanto.

E così, certa gente continuerà a morire. Si tornerà a fare la tarantella di questi giorni, e poi di nuovo la "dimenticanza". E' già successo, d'altronde.

P.S. Ah: magari, prima di fare il ponte di Messina, pensiamo a mettere a posto i terreni franosi del Messinese.

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Fine lavori
post pubblicato in Diario, il 27 agosto 2009


                                   

Si avvicina Settembre, e con l'autunno si prepara la grande strategia mediatica di propaganda governativa sulla ricostruzione in Abruzzo. Aspettatevi grandi show con Berlusconi che inaugura le prime casette a fine Settembre, dichiarando che le promesse sono state mantenute, che è stato fatto prima del previsto, che questo è il Governo dei fatti, bla bla bla. Insomma, come fatto per la monnezza di Napoli. Ma, così come all'epoca era pulito solo il centro di Napoli (e con le discariche allestite da De Gennaro, non da Bertolaso), ora saranno pronte solo poche casette sulle decine di migliaia che ne servono.

Da cosa deriva la mia certezza? Da due semplici constatazioni. La prima è "fotografica": quello che vedete in allegato è uno dei tanti cartelli di inizio lavori del "progetto C.A.S.E." sparsi per l'Abruzzo. Indovinate qual è la data di fine lavori? 31 Dicembre 2009. Altro che  "entro Settembre nessuno in tenda", e tutte le promesse fatte finora. Sempre che la data venga rispettata, eh! Non solo: lo scorso 11 Agosto al Protezione Civile ha fornito i dati sul "censimento" dei terremotati che necessitano di un tetto. Ebbene, sono emerse le richieste di 12.300 famiglie, per un totale di circa 40mila persone: ma il progetto C.A.S.E. potrà, una volta ultimato, ospitare al massimo 15mila persone.

Accetto scommesse su quanti servizi dei Tg nostrani racconteranno questa realtà. La quota di "nessuno" non è giocabile causa probabilità troppo alta ...

P.S. Per una vera informazione sul terremoto: http://terremoto09.wordpress.com/

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Mediocrazia
post pubblicato in Diario, il 7 agosto 2009


                                           

Oggi il Presidente del Consiglio ha dato l'ennesima dimostrazione di sè, prendendo di mira il Tg3 nella conferenza di Governo pre-pausa estiva. Di fronte ad una giornalista di quella testata che ha "osato" fargli una domanda vera, il che già basta a farlo infuriare (dato che sono in pochi a farlo), ma soprattutto una domanda che mette in pericolo i suoi magheggi propagandistici sulla "politica estera", Berlusconi ha cominciato ad andare in encandescenze, accusando il Tg3 di aver fatto titoli su titoli negativi e comunque di contrasto nei confronti del Governo, che questa è una situazione "che non possiamo più sopportare", che in nessun Paese del mondo la televisione pubblica attacca il Governo.

Analizziamo i fatti, allora. 6 Agosto. I Tg della sera riportano tutti in bella mostra dei servizi celebrativi del "grande successo diplomatico" del Premier in Turchia, dove sarebbe volato inaspettatamente per far concludere con le sue sapienti arti diplomatiche (tecnica del cu-cu, del "Mr Obamaaaaaa", delle barzellette e delle corna, in primis) importanti accordi commerciali tra Russia e Turchia dei quali avrebbe beneficiato l'economia e l'immagine dell'Italia. 7 Agosto (mattina). Una delle più importanti, se non LA più importante, agenzia di notizie al mondo, ovvero la Reuters, riporta lo sconcerto del Governo turco di fronte alla rivendicazione del Governo italiano del successo diplomatico del giorno prima. Sempre secondo le fonti turche, Berlusconi avrebbe chiesto all'ultimo momento di presenziare alla cerimonia della firma tra Putin e Erdogan. I quali si sono mostrati piuttosto imbarazzati quando il Premier si è intrufolato persino nelle foto e strette di mano di rito. Non solo: le fonti turche sottolineano che questo "è il tipo di cosa che può causare un grave problema diplomatico .. ma siccome si trattava di Berlusconi, ha solo fatto sorridere i due leader". Insomma, è una cosa grave, ma siccome si tratta di Berlusconi, quel giullare italiano, accontentiamolo ... d'altronde, come si dice, i matti vanno accontentati, no? Ebbene, la giornalista del Tg3, poco dopo, fa una domanda proprio su questo. D'altronde, dopo aver fatto servizi su servizi sul grande successo diplomatico il giorno precedente, tutti i Tg avrebbero dovuto fare un servizio sulla questione. E invece no. La giornalista del Tg3 è stata l'unica a porre la domanda (ed ovviamente negli altri Tg non si è fatto riferimento alla questione "turca"). E allora il Premier, visibilmente stizzito, cerca di minimizzare, sottolinea comunque gli aspetti positivi per l'Eni, ma non risponde sulla sua singolare "intrusione" nella cerimonia della firma. E quindi, vistosi in difficoltà, comincia la sua filippica sul Tg3 (evidentemente, per tutti gli altri Tg, il "problema" non esiste). Parlando dei famosi "quattro titoli".

Ebbene, il Tg3 del giorno precedente (ore 19:00) aveva fatto questi otto titoli:
- SPIRAGLI PER LA INSSE: Milano, primi spiragli per la Insse, forse c'è un compratore. Torino, il Governo autorizza la Fiat a rilevare la Bertone: salvi oltre mille posti;
- GELO SULLA PRODUZIONE: La produzione industriale a Giugno cala quasi del 20%. Bonanni, "ci saranno altri disoccupati, il Governo aiuti lavoratori e imprese";
- RONDE, SINDACI DIVISI: A due giorni dalla partenza sindaci divisi sulle ronde: Milano le congela, Roma frena, Treviso esulta e a Venezia arrivano i militari;
- RAI. SCONTRO SU NOMINE E SKY: Il Cda Rai si spacca sulle nomine. Garimberti: "Chiarezza sulla rottura con Sky", Masi: "Scelta inevitabile, la Rai ci guadagna";
- AIDS, DECODIFICATO IL GENOMA: Per la prima volta scienziati americani decodificano il genoma dell'Aids, possibili nuovi farmaci e terapie anti-virali.
- GIOVANI E ALCOL, E' ALLARME: Dopo la ragazza ricoverata a Panarea in coma etilico dopo una festa, c'è un nuovo caso in Veneto: è un ragazzo di soli 14 anni.
- ATTACCO HACKER, TWITTER IN TILT: Il social network Twitter sotto attacco informatico: il sito in tilt in tutto il mondo. Problemi anche per Facebook;
- PROIBITA ANCHE LA CARRA': La Carrà, Battisti, Baglioni, Nicola Di Bari e Gino Paoli inseriti dalla dittatura argentina nell'elenco degli artisti proibiti.

Ora, a parte il fatto che di titoli "negativi" tra quelli "politici" io ne vedo solo uno (crollo produzione), due sono di scontro politico fra le parti (Rai e ronde), mentre uno è addirittura positivo (Insse-Bertone), ditemi voi se questa è contro-propaganda politica o semplice informazione. Qui si tratta di "notizie" e basta. Se la produzione industriale cala del 20% i TG lo devono dire, non nasconderlo per non infastidire il Governo. Perchè è una notizia. Se il Governo consente alla Fiat di acquisire la Bertone, salvando mille posti di lavoro, i TG lo devono dire, anche se il Governo non gli sta simpatico. Perchè è una notizia. 

Questo dovrebbe fare un TG. Dare le notizie solo perchè sono notizie, a prescindere dal se compiacciano o no il potere di turno. Altrimenti non si devono chiamare TG, ma "cinegiornali". Come all'epoca del fascismo, quando l'informazione, allora al cinema e non in TV (che non esisteva ancora), era strumento di propaganda. Per questo al posto del Premier, invece di preoccuparmi di chi nella tv pubblica fa il suo dovere, mi preoccuperei di chi non lo fa, e se ne vanta pure. Ma al nostro Premier questa "mediocrazia", ovvero una democrazia mediocr-e dove si comanda attraverso i fatti ma attraverso i medi-a, dove l'informazione è propaganda e la politica è pubblicita, piace, e tanto. L'ha fondata!

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Riciclaggio di Stato
post pubblicato in Diario, il 15 luglio 2009


                                            

Utilizzo l'efficace espressione usata da Di Pietro sul suo blog per descrivere quello che è effettivamente un provvedimento con il quale lo Stato si sostituisce alla Mafia: ovvero "ripulire" dall'illegalità patrimoni miliardari frutti dell'evasione fiscale (e spesso proprio di provenienza mafiosa), di loschi figuri che hanno ben pensato di trasferire i propri patrimoni nei paradisi fiscali per evadere le tasse italiane. E' il cosiddetto "scudo fiscale", ovvero l'ennesimo condono perpretato dalla mente di Tremonti e soci.

Il bello è che tale elogio dell'impunità arriva dopo che il Governo, alla luce delle indiscrezioni dei giorni scorsi, aveva fermamente negato tale possibilità ("voci destituite di ogni fondamento"). Il bello è che arriva a pochi giorni da quel G8 in cui l'Italia avrebbe posto la questione delle "regole per l'economia che non possono prescindere dai valori e dall'etica". Il bello è che arriva a poco più di un anno dalla promessa elettorale che Tremonti fece in materia: "I condoni sono una cosa del passato. Ora non ci sono più le condizioni per farli". Il bello è che Tremonti prova a giustificarsi dicendo che l'importante è svuotare i paradisi fiscali (ammettendo quindi la natura del provvedimento), ma facendo finta di ignorare che niente vieterà ai malfattori di riempirli di nuovo, con nuovi soldi (anzi, visto che non è la prima volta che ricevono l'impunità, sono pure incentivati, tanto non vanno mai in galera). Il bello è che Tremonti tirando in ballo presunte intenzioni simili di Obama, quando semmai gli unici casi esistenti sono di alcuni paesi della Germania che hanno sì fatto scudi fiscali in passato (nessuno adesso, nonostante la crisi), ma con tassazioni del 25% da pagare per il rientro (e non le briciole imposte da Tremonti, ovvero il 5%). Il bello è che ad un giornalista americano che osa rimarcare queste contraddizioni (evidentemente l'americano non sa che in Italia non si fanno queste domande), Tremonti risponde con un'offesa che in qualsiasi Paese del mondo costringerebbe alle dimissioni immediate, mentre in Italia stenterà a provocare delle scuse o a finire nei Tg della sera.

Il brutto è che l'Italia sembra assuefatta a questo stato di cose. E' l'ora di finirla.

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