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il blog di Francesco Zanfardino
Nell'era di Internet che senso ha la vecchia posta?
post pubblicato in Diario, il 29 gennaio 2009


                                                  

Oggi utilizzando la posta elettronica ho pensato ad una cosa. Ma nell'era del boom di Internet e delle web-tecnologie, che senso hanno i vecchi sistemi di posta? Non sarebbe meglio cercare di sostituire il servizio tradizionale di posta con la posta elettronica? Ovvero, non sarebbe meglio sostituire la "casella di posta fissa, reale" con una "casella di posta virtuale", corrispondente all'indirizzo di casa (gestito con un programma informatico fornito dagli stessi che oggi gestiscono le poste tradizionali)?

Certo, mi si risponderà che non tutti sono pratici con questa tecnologia. Ma, allora, intanto offriamo la possibilità ai cittadini di scegliere fra il servizio tradizionale e la posta elettronica: poi, chi vorrà accettarlo, lo accetta. Mi si risponderà che ci sono problemi di privacy: forse, ma comunque ci sono pochi rischi (e poi, ripeto, l'adesione è volontaria, e di tali problemi andranno informati i cittadini che vorranno aderire). Mi si risponderà che c'è il problema della "notifica": ma esistono tanti sistemi di "firma digitale", e di "avvenuta ricezione". E magari si può matenere la "posta tradizionale" per le cose più importanti, tipo avvisi giudiziari (anche se comunque secondo me esiste la soluzione).

Vediamo poi i grandi vantaggi. Lo Stato, e quindi noi tutti, risparmierebbe tanti soldi sui servizi di posta. Noi risparmieremmo in tempo e in meno scocciature. Il Sistema Paese avrebbe a disposizione un sistema più veloce ed efficace di poste.

E' una idea tanto peregrina?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il premier britannico lancia il "question time online"
post pubblicato in Diario, il 19 maggio 2008


                        

"Una iniziativa nuova ed eccitante". Così il Premier britannico Gordon Brown ha definito l'introduzione del "question time online". In pratica, i cittadini britannici potranno caricare sul canale YouTube dedicato a DowningStreet (la sede dei premier britannici) dei videoclip con le domande da rivolgere al premier. Il quale risponderà periodicamente, sempre attraverso videoclip, alle domande più votate dai frequentatori del sito. Insomma, un po' come avviene con il question time ordinario del Parlamento, durante il quale i membri del Parlamento rivolgono domande a risposta immediata al premier.

"I politici possono fare domande al primo ministro. Penso che sia arrivato il momento che anche i cittadini abbiano questa possibilità". Gordon Brown ha poi ribadito: "Il mio scopo è fare in modo che le nuove tecnologie migliorino i servizi pubblici nel nostro Paese e diano più potere a coloro che le usano".

Nel tentativo di recuperare consensi, dopo la batosta che i sudditi della Regina gli hanno inflitto alle ultime amministrative (il Labour è diventato addirittura il terzo partito), Gordon Brown ha escogitato davvero una bella iniziativa. A quando anche in Italia?

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