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il blog di Francesco Zanfardino
Super partes
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2009


                                                

Oggi in un'intervista a Libero Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e ora viceministro alle Infrastrutture, sostiene che "finchè le toghe sono processate da altre toghe le cose non cambieranno mai", e dunque ci vorrebbe una sorta di "corte super partes", costituita da "insigni giuristi che possono essere nominati da giudici, Parlamento e Corte Costituzionale, che rimangono in carica per molti anni, così da essere liberi da condizionamenti e poter decidere in totale oggettività". Una corte che affronti le vertenze mosse dai cittadini nei confronti di magistrati, e che magari ne giudichi anche l'operato e la disciplina (funzioni svolte attualmente dal Consiglio Superiore della Magistratura, nominato per due terzi dai magistrati stessi e per il resto dal Parlamento).

Ebbene, qualcuno rammenti a Castelli che una "corte super partes" c'è già: si chiama Corte Costituzionale. Nominata, per l'appunto, per un terzo dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative, per un terzo dal Parlamento e per un terzo dal Presidente della Repubblica. Peccato che venga continuamente accusata di essere faziosa e "di sinistra" da Berlusconi, dal presunto centrodestra e da Castelli stesso. Quindi, una soluzione simile non risolverebbe il problema che esiste solo perchè esistono queste persone con la loro mania da persecuzione giudiziaria, e che sarebbero capaci di accusare di parzialità il Padreterno pur di non ammettere di essere nel torto.

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Imparzialità
post pubblicato in Diario, il 11 settembre 2009


                                                       

Non mi appassiono granchè all'affaire-Fini. Anche perchè, se da un lato ho da sempre ritenuto il Presidente della Camera uno dei pochi personaggi stimabili e con una certa statura politica di quello che si ostinano a chiamare destra o centrodestra (sono "populisti" e basta), trovo fatica a credere che si possa davvero cambiare idea su tanti argomenti in così poco tempo. Dunque trovo che probabilmente si tratti più di manovre politiche tutte interne al PDL, o addirittura di un tentativo di togliere argomenti all'opposizione "inglobandoli" nella stessa maggioranza, più che di un sincero e così netto cambiamento di opinioni politiche che, d'altronde, se fosse reale, dovrebbe portare automaticamente ad un cambio di partito.

Ma ciò che mi importa sottolineare oggi è un altra cosa. E' la rivalità che si sta venendo a creare tra i due Presidenti delle Camere, Fini e Schifani. Il primo tutto intento ad apparire smarcato da Berlusconi, il secondo tutto impegnato a difenderlo. Con una differenza: Schifani accusa Fini di venir meno al dovere di imparzialità che gli impone il suo ruolo. Lo ha fatto al Meeting di Comunione e Liberazione, quando, riferendosi alla difesa della laicità da parte di Fini e alle sue opinioni favorevoli sul testamento biologico, Schifani ha sentenziato che "sarebbe un errore condizionare i parlamentari attraverso interventi, seppur autorevoli, di qualunque provenienza". Lo ha fatto alla Festa del PD, quando, incalzato da chi gli chiedeva delle sue differenze con Fini, ha dichiarato: "Ho sempre pensato che le alte cariche istituzionali vadano preservate dalla quotidianità del dibattito politico (...) Il mio ruolo di garanzia mi impone di essere garante non solo delle regole ma anche di una imparzialità di carattere politico".

Ora, senza entrare nel merito, vorrei solo far notare al Presidente del Senato che a quelle sue dichiarazioni sono seguiti comportamenti del tutto contrari, o perlomeno uguali ai "crimini" commessi da Fini, anche nell'ambito delle occasioni in cui le ha fatte: basti pensare alle parole spese sull'insegnamento religioso e sulla RU486 a Rimini, o quelle pronunciate alla Festa di Genova, ma soprattutto alla vera e propria arringa difensiva in favore di Berlusconi pronunciata oggi a Gubbio, il giorno dopo l'intervento proprio di Fini: ha negato che ci sia un problema di libertà di stampa, evoca "teoremi" dei magistrati sulle stragi di mafia, nega problemi di libertà di espressione nel PDL, spegne eventuali cambiamenti al ddl sul testamento biologico, addirittura esprime un no secco al voto per gli immigrati. Bella imparzialità.

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