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il blog di Francesco Zanfardino
TG Silvio
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2010


I dati riportati nella tabella sono relativi all'ultimo "monitoraggio del pluralismo politico/istituzionale" nei principali Tg italiani (Maggio 2010) effettuato dall'Agcom, l'autorità statale "indipendente" per le garanzie nel sistema delle comunicazioni. "Indipendente" relativamente, dato che è nominata dalla politica: d'altronde, questa agenzia ha una notevole responsabilità nell'aver lasciato passare tutte le irregolarità dell'impero mediatico di Berlusconi e dell'illegale "duopolio" nel mercato televisivo italiano.

Eppure non manca mai di effettuare i suoi "monitoraggi", dai quali emerge una realtà sconvolgente. Verificate voi stessi quale "equilibrio" ci sia tra i vari soggetti politici nei vari TG. Soprattutto in certi TG ...

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Mediaset ieri, oggi, domani
post pubblicato in Diario, il 18 giugno 2009




Oggi posto di fretta, dunque un bel video post, sull'uso politico di Mediaset.

Il primo dei due video allegati è un bel collage di YouDem di spezzoni di trasmissioni Mediaset, di tutti i tipi, all'epoca della campagna elettorale del '94. Ogni descrizione sarebbe insufficiente, comunque sono tutta una serie di sfacciate dichiarazioni di voto per Berlusconi, e osannamento delle sue capacità impenditoriali e di uomo che "mantiene sempre le promesse". Sfiorando e, anzi, sfondando il limite del ridicolo. Ma, d'altronde, all'epoca non c'era la legge sulla par condicio.
 
Il secondo è un video tratto da un fuori onda di Studio Aperto dello scorso Maggio, nel giorno dell'uscita delle motivazioni della sentenza Mills che, di fatto, riteneva Berlusconi un corruttore (anche se non poteva condannarlo per via del Lodo Alfano). Ebbene, non solo lo pseudo-tg di Italia Uno non mise la notizia fra i titoli di testa, non solo non parlò apertamente del contenuto delle motivazioni della sentenza, ma l'inviato incaricato del dare la notizia ebbe l'ardire di dire: "Nel giorno in cui escono le motivazioni del processo Mills, in cui Berlusconi fu assolto (...)". Assolto, capite, mentre la posizione di Berlusconi è stata invece stralciata e rinviata per via di una legge ad personam (il Lodo Alfano) che lo mette al di sopra della legge! Il video del servizio fece molto scalpore su Internet (e solo lì, visto che le Tv non parlano di queste cose ... un po' come in Iran, però qua nessuno s'indigna). Tuttavia, si poteva sempre dire che l'inviato si era confuso. Ebbene, il video che vi ho allegato, che mostra l'inviato ripetere ciò che doveva dire poi in diretta, dimostra come l'inviato ripeta più volte "in cui Berlusconi fu assolto" (dunque non era una confusione momentanea), e che nessuno di Studio Aperto lo ha corretto. Il bello è che invece gli hanno detto di correggere tutt'altro, ma non quella frase! Due sono le cose: o a Studio Aperto sono molto impreparati, o sono molto "addestrati". A voi la scelta. In ogni caso, non sono degni di chiamarsi giornalisti.

E quella di Studio Aperto è solo una cosuccia, di fronte alle immondità che si sentono e vedono nei Tg e nei programmi Mediaset (e non solo) tutti i giorni. Io, però, preferisco una Mediaset stile '94: all'epoca, almeno, ti facevano vedere chiaramente che erano schierati e, anche se era sbagliato, perlomeno mettevano il cittadino in possibilità di mettersi in guardia. Ora, invece, fanno di peggio, ma in maniera subdola, facendoti credere che sono obiettivi. Viva il Bongiorno che esaltava il Berlusconi che non aveva licenziato mai nessuno (e per ringraziamento ora è stato trombato), viva la Ambra Angiolini giovane ed incosciente che ancora doveva rinsavire e diventare anti-berlusconiana. Ormai in Mediaset hanno perso anche la trasparenza.

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Elezioni Sardegna, un vero schifo
post pubblicato in Diario, il 9 febbraio 2009


                                                  

Le elezioni sarde sono qualcosa di allucinante. Pensavo si fosse toccato il fondo con l'Abruzzo, ma evidentemente la politica berlusconiana può raggiungere livelli di bassezza ancora peggiori. In un precedente post vi ho già parlato di come Berlusconi abbia cercato di esportare in Sardegna il modello vincente delle elezioni abruzzesi: ovvero far sembrare di essere lui il vero candidato alla Presidenza della Regione. Cappellacci, come Chiodi in Abruzzo, è solo un "prestanome", da piazzare sulla scheda elettorale: ma il vero protagonista è lui. Dismette i panni del premier, tralascia gli impegni per i quali è stato eletto e va a farsi le gita in Sardegna, come le faceva prima in Abruzzo, ovviamente a spese degli elettori (trasporti eccezionali, schieramenti massicci di polizia), per andare ripetutamente ai comizi del candidato fantoccio (dove in realtà praticamente parla solo lui), farsi riprendere da tutte le TV con il nome di Cappellacci dietro, e soprattutto facendo promesse di mirabolanti progetti che il Governo attuerà per la Regione se vincerà il suo candidato. Promesse puntualmente non rispettate, come capitato per le infrastrutture in Abruzzo (vedete il video che ho inserito in quel post): ma intanto i cittadini si sono fatti fregare, e Berlusconi raggiunge il suo obiettivo.

Rispetto al post precedente ci sono alcuni aggiornamenti. Uno è la conferma di un sospetto: ovvero il "brand" Berlusconi è stato esteso anche ai simboli elettorali. Sul sito della Regione Sardegna, infatti, qualche giorno fa sono state
pubblicate le schede elettorali delle elezioni regionali: ebbene, come potete facilmente notare, mentre il simbolo del PD contiene la scritta "Soru Presidente", e il listino del centrosinistra è un simbolo non di partito, con la scritta "La Sardegna che cambia - Soru Presidente", il simbolo del PDL contiene solo un enorme scritta "Berlusconi", senza alcun riferimento a Cappellacci (eppure è il leader locale del PDL), mentre il listino del centrodestra è il simbolo del PDL stesso, stavolta con la scritta "Berlusconi Presidente". Sì, avete capito bene: il listino, ovvero il simbolo del candidato presidente, non riporta la scritta Cappellacci Presidente, come vorrebbe la logica, ma Berlusconi Presidente. Incredibile, vero? Si tratta di una palese e triplice offesa: agli alleati, visto che si fanno rappresentare dal simbolo del PDL (chissà cosa dice il Partito Sardo d'Azione, cosi fiero della sua "autonomia", oppure l'UDC, che al Governo di Berlusconi fa addirittura opposizione!); a Cappellacci, visto che evidentemente Berlusconi lo considera meno che zero, tanto da sostituirsi a lui; al suo elettorato Sardo, dato che evidentemente Berlusconi li considera incapaci di appoggiare il suo candidato per il suo programma, o per convinzione, o per idea politica, ma solo perchè c'è lui, perchè è il "SUO" candidato: evidente per Berlusconi, se non ci fosse quella bella scritta "Berlusconi", i suoi elettori non saprebbero nemmeno quale simbolo scegliere per votare il suo candidato.

Un'altra notizia riguarda il programma elettorale di Cappellacci. Si è dovuto attendere un bel po', visto che il programma di Cappellacci non si vedeva in giro, né nei suoi comizi andava al di là delle parole vuote (per non parlare dei comizi di Berlusconi, dove al di là di promesse e battute su Kakà, sul Grande Fratello e sugli stupri non c’era niente). Poi è stato pubblicato ufficialmente, ed un solerte blogger ha scoperto una cosa: ovvero che il programma di Cappellacci è in buona parte copiato “pari pari” da altre fonti, come testimonia
questo video. Un vero e proprio copia-e-incolla: d’altronde, anche il candidato del centrodestra a delle precedenti elezioni sarde, l’attuale deputato Mauro Pili (PDL), aveva copiato il suo dal programma di Formigoni (dimenticandosi addirittura di cambiare il numero delle province: rimase quello della Lombardia!).

Forse è per questo che Cappellacci si è rifiutato di fare qualsiasi confronto pubblico e/o televisivo con Soru. Forse per questo le televisioni di Berlusconi continuano a parlar male di Soru (in particolare Studio Aperto, che sta svolgendo una vera e propria sfacciata campagna contro Soru: oggi addirittura una giornalista di Studio Aperto lo ha accusato di averla aggredita/insultata) e continuano a far parlare solo Cappellacci o chi parla bene di lui e mai fanno replicare a Soru (oggi addirittura Belpietro nel suo “Panorama del giorno” su Canale5 ha intervistato Cappellacci, chissà se lo farà anche con Soru). Perché altrimenti dal confronto fra le idee, Cappellacci, senza l'ombra di Berlusconi, uscirebbe nettamente sconfitto. Meglio Soru, decisamente.

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