.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
No alla violenza, sempre
post pubblicato in Diario, il 13 dicembre 2009


                                               

Ora non è il momento della battaglia politica. O meglio, non dovrebbe, perchè dopo l'aggressione violenta al premier Berlusconi sono immediatamente partite le strumentalizzazioni del gesto di un pazzo da una parte, e certe posizioni evitabili da una parte. Per non parlare delle tante persone che da una parte hanno inneggiato all'aggressore e dall'altra lo volevano linciare assieme ai vari esponenti della "sinistra".

E invece no. Ora è solo il momento di dire un netto no alla violenza, in qualsiasi forma ed in qualsiasi contesto. Poi verrà il momento delle considerazioni politiche. Solidarietà a Berlusconi, dunque, perchè non dobbiamo dimenticarci che la violenza può colpire chiunque di noi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it      

Rispetto
post pubblicato in Diario, il 10 febbraio 2009


                                                 

Ad ora di cena, ieri sera, siamo rimasti tutti spiazzati dalla notizia che il cuore di Eluana si era fermato definitivamente. Si sapeva che sarebbe andata a finire così, che il ddl "salva-eluana" non sarebbe stato approvato in "3-4 giorni" come detto (e forse nemmeno se fosse stato approvato in tempo avrebbe fermato l'esecuzione della sentenza della Cassazione). Ma non ci aspettavamo così "presto" questa notizia. Immagino quale sia stata la vostra reazione. A prescindere da quale sia la vostra opinione sulla vicenda, immagino siate rimasti in silenzio: chi mormorando una preghiera, chi riflettendo, comunque in rispettoso silenzio.

Ma c'è chi invece ha continuato penosamente a strumentalizzare la vicenda. C'è chi, come il senatore del PDL Quagliarello, ha approfittato per accusare i sostenitori della sentenza di essere degli "assassini". Il capogruppo del PDL, Gasparri, ha detto che in questa vicenda "non possiamo stare zitti, peseranno le firme messe e non messe". Ovvero il Presidente Napolitano, che non ha "messo la firma", è un assassino. L'ex-Presidente della Repubblica, Cossiga, che accusa il Presidente della Camera Fini di essere un "ignorante" solo perchè si è permesso di esprimere opinioni diverse dalle sue (vabbè, ma Cossiga è "giustificato", sappiamo che delira spesso). Emilio Fede, dall'altro della sua grande obiettività e statura morale (...), attacca violentemente Beppino Englaro durante il TG4, con sottofondo di campane a morto, accusandolo di aver venduto la figlia per il successo del suo libro (io non sapevo nemmeno avesse scritto un libro ...): insomma, la stessa accusa che osò muovere a Roberto Saviano. Alcuni hanno addirittura ipotizzato che l'improvvisa morte di Eluana sia stata dovuta ad un avvelenamento.La sottosegretaria Roccella, coerentissima ex radicale ed abortista ora convertitasi teocon, che da Vespa ha cercato di pietire il pubblico piangendo e singhiozzando. Il cardinale Martins che parla di "omicidio".

Ma tutte queste persone dov'erano fino a qualche settimana fa? Perchè in 9 mesi di Governo Berlusconi e soci non hanno fatto quello che hanno preteso di fare in 3-4 giorni, tentando di sconvolgere tutte le norme Costituzionali e il ruolo del Parlamento? Perchè tanta foga in difesa della "Vita" non è scoppiata prima? Perchè, se il PD fece approvare, come ha fatto, la mozione che imponeva al Parlamento di legiferare sul testamento biologico entro il Dicembre 2008, Berlusconi e centrodestra hanno aspettato che Eluana entrasse nella sua ultima stanza per fare una legge? Perchè, se per Berlusconi la "cultura della vita" è al primo posto, ha pensato a fare leggi come il Lodo Alfano e non ha trovato un po' di tempo per fare una legge sul testamento biologico?

E allora a niente valgono le lacrime, a niente vale accusare gli altri di assassinio: prendetevela con voi stessi. Se davvero ritenevate che rispettare la volontà di una persona a rinunciare a sopravvivere in una condizione di irreversibile incoscienza e incomunicabilità con l'estero sia un "omicidio", che 10 anni di processi, ricorsi persi e sentenze definitive della Cassazione sono state tutta una montatura, dei clamorosi errori, allora bastava agire in tempo. Altrimenti date alito a chi, come me, ritiene invece che sia stata tutta una enorme strumentalizzazione per ottenere l'appoggio dei poteri forti (siano essi il Vaticano o certo elettorato cattolico ... e lo dice un cristiano credente!), e magari anche per fare una prova di forza con il Presidente della Repubblica e la Costituzione, per vedere se anche le ultime difese repubblicane difronte allo strapotere di uno solo fossero aggirabili.

Detto ciò, accendo idealmente una candela per Eluana. Sperando sia in un posto migliore di questo, dove il rispetto non è un optional. E chidendole scusa per il calvario che gli abbiamo imposto. E che non vorrei dovesse passare qualcun altro in condizioni simili, se nel frattempo questa banda di ipocriti difensori della "vita" e della "cristianità" non faranno una buona legge sul testamento biologico. Riposa in pace.

P.S. Ah, solidarietà a Mentana. Oggi Mediaset ha dimostrato come l'essere non completamente prostati a 90° dinanzi al Capo è una caratteristica incompatibile con il lavorare lì. Ricordo i bei tempi del TG5 diretto da Mentana, che aveva ancora una sua dignità (nonostante tutto) rispetto all'immonda parodia di TG che è adesso. E rimpiangerò Matrix, che dopotutto era l'unica trasmissione di approfondimento di una certa importanza nelle TV di Berlusconi. Immagino ora chi verrà a sostituirlo: Belpietro? Giordano? Fede? O magari Vespa, che così finalmente smetterà di dichiararsi ipocritamente "obiettivo ed imparziale"? Vergogna.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il "pagliuzzismo"
post pubblicato in Diario, il 7 dicembre 2008


                                      

Da giorni non si parla d'altro. Sembra quasi che il Partito Democratico sia una nave senza capitano in mezzo ad una bufera, una tempesta chiamata "questione morale". D'altronde basta poco: basta unire l'arresto di Del Turco in Abruzzo di qualche mese fa, le dimissioni di Soru, i problemi del PD a Roma, le divergenze fra i dalemiani e il resto del PD, le inchieste che aleggiano sulle giunte di Firenze e Abruzzo. E poi la ciliegina sulla torta, ovvero il sindaco di Firenze Dominici che si incatena davanti la sede del gruppo Espresso, che aveva appena messo in copertina tutte queste questioni, in particolare le faccende di Napoli e Firenze, ledendo l'onorabilità di Dominici, almeno secondo il sindaco di Firenze. Apriti cielo. Titoli su titoli, dichiarazioni su dichiarazioni, fino all'apice dell'assurdità, ovvero Berlusconi che, come un novello Berlinguer, dichiara: "C'è una questione morale nel PD".

Ora, che nel PD ci siano problemi, "morali" e "politici"  è innegabile. D'altronde, in un partito che rappresenta un terzo degli Italiani non possono che esserci correnti e divergenze più o meno forti, soprattutto nei messi successivi ad una sconfitta elettorale; così come è "fisiologico" che in un partito che guida la stragrande maggioranza delle amministrazioni locali, ogni tanto saltino fuori cattivi esempi di amministrazione, anche corrotte magari. E il Partito Democratico, se vuole davvero essere una novità nel panorama politico italiano come ha già dimostrato di essere in varie occasioni, deve assolutamente prendere le distanze da certi personaggi e mettere più chiarezza al suo interno, senza paure (ma anche senza eccessi autoritari e giustizialisti).

Ma quello che non mi spiego è un'altra cosa. Ovvero questo "pagliuzzismo" di un certo sistema mediatico e di una certa opinione pubblica, che insiste quasi morbosamente su tutto ciò di imperfetto che accade nel PD e dimentica l'enorme quantità di marcio e di problemi che accadono altrove. Ogni divergenza interna al PD finisce nelle prime pagine dei giornali, creando casi politici magari laddove non ce ne sono, mentre si riservano pochi trafiletti ai problemi nella creazione del PDL, con AN e Forza Italia che fanno dal notaio a spartirsi proprietà e segreterie locali, e con Tremonti, Fini e Formigoni già intenti nelle prime strategie per la guerra di successione a Berlusconi. Al contrario, se si fanno le primarie ed emergono candidati con forti percentuali, si dice che sono "primarie fasulle", dimenticandosi che il PD è l'unico partito italiano ad avere simili strumenti di democrazia, mentre altrove i segretari vengono scelti a tavolino, e in certi partiti non si svolgono congressi da un decennio. Periodicamente, poi, si aprono discussioni mediatiche sul "ricambio generazionale" che sarebbe mancato nel PD, dimenticando che Veltroni ha solo 6 anni in più di Obama o che il PD è l'unico grande partito ad aver fatto una certa pulizia generazionale (De Mita docet) alle ultime elezioni, e soprattutto dimenticando che dall'altra parte c'è un signore che, per quanto molto arzillo, ha pur sempre 72 anni. Ogni volta che il PD protesta in piazza o comunque mostra vicinanza alle proteste in piazza, si dice che non fa opposizione costruttiva: quando invece il PD fa conferenze stampa su conferenze stampa per presentare i propri ddl su tutte le questioni del Paese, ma nessuno fra i media se ne importa: e poi non mi pare che durante il Governo Prodi l'opposizione di centrodestra facesse qualcosa al di là delle spallate e delle proteste di piazza "contro il regime per le libertà" (come recitava la frase scritta sul palco di P.zza San Giovanni). Ogni qualvolta qualche esponente del PD viene arrestato o finisce in un'inchiesta, anche quando magari non è nemmeno rinviato a giudizio, si scatenano bufere mediatiche e politiche, dimenticandosi che il PD è il primo grande partito ad adottare un codice etico, ad aver reso ineleggibili i condannati, anche quelli di 1° grado, mentre si va molto più cauti con un partito che è pieno di condannati e inquisiti e li porta in Parlamento (il PDL) e con un presidente del Consiglio che attacca la magistratura e si fa le leggi ad personam per proteggere i propri interessi e per scampare ai processi. Venerando, tra l'altro, personaggi ben poco qualificanti come Craxi e certa DC. Ecc. ecc. ecc. E' normale? Io dico di no. D'altronde in questo Paese c'è ben poco di normale.

P.S. Piena solidarietà a quei pochi giornalisti coraggiosi che svolgono davvero il loro mestiere, ma che vengono strumentalizzati dal resto dell'opinione mediatica che invece non lo svolge per niente. Continuate così e non mollate.

P.P.S. A chi parla da pulpiti molto poco qualificati, sarebbe utile rileggersi questa parabola: "Perchè osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Stupri di serie B
post pubblicato in Diario, il 16 maggio 2008


                                

In Italia gli stupri non sono tutti uguali. Esistono stupri di serie A e stupri di serie B. Alcuni vengono enfatizzati, altri no. Di alcuni si fa un polverone, di altri non si ritiene degni nemmeno di inserirli nelle "brevi".

Repubblica.it, 15 Maggio: ROMA - Una giovane romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano, A. A., che è stato arrestato dagli agenti della mobile. La ragazza, dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l'ha costretta a subire violenza sessuale. Subito dopo la violenza, la donna ha chiesto soccorso in un bar poco distante dal call center e ha chiamato la polizia. Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra Mobile, hanno consentito di identificare l'aggressore che è risultato essere il convivente della responsabile della cooperativa dove lavora la giovane.

Questa notizia non è stata diffusa da nessun telegiornale. Per venirne a conoscenza l'ho dovuta scovare su Internet, e non senza difficoltà, perchè era nel riquadro "ultima ora" del sito di Repubblica. Inutile ricordarvi il clamore mediatico per lo stupro avvenuto alla stazione di La Storta da parte di un rumeno. Era sempre a Roma. Era sempre uno stupro. Però c'era la campagna elettorale, e a commetterlo era un rumeno, mica un Italiano.

Ma vi rendete conto? I media e certa politica ci stanno inducendo a prendere una parte, fra chi difende gli stranieri e chi gli Italiani. Ma vi rendete conto? Io non sto nè dalla parte dei ROM nè degli Italiani. Io sto dalla parte delle vittime, contro i criminali. Di chi subisce violenza, contro chi usa la violenza. A prescindere da chi commette questi crimini: perchè, anche se vogliono farci sembrare il contrario, in queste due categorie rientrano sia gli italiani che gli stranieri. E la violenza non è più grave se la commette uno straniero: sono ugualmente gravissime.

Stiamo attenti a queste derive razziste. Sì, razziste, non abbiamo paura di dire le cose come stanno. "L'emergenza sicurezza" non si risolve eliminando un altro popolo (cosa che tra l'altro non avverrà mai, nonostante in molti si illudano che accada): io quasi lo auspico, così si potrebbe vedere come i problemi continuerebbero ad esserci, nella stessa intensità. L'emergenza sicurezza si può risolvere efficacemente solo con una Giustizia vera, una giustizia con la G maiuscola, che funzioni davvero. Giusta, certa e veloce. E soprattutto che non sia forte con i deboli, e debole con i forti.

La "pacificazione"
post pubblicato in Diario, il 6 maggio 2008


                           

Qualche giorno fa, nel suo discorso per l'elezione a Presidente della Camera, Gianfranco Fini affermò che "nonostante siano pochi e isolati coloro che ancora alzano steccati di odio, bisogna continuare a impegnarsi verso una pacificazione nazionale". Questa bella frase, inserita in un altrettanto condivisibile discorso, ha ricevuto i complimenti e gli auspici di tutti (tranne qualche eccezione dei "soliti noti", suoi alleati di governo, sull'importanza del Tricolore).

Ebbene, lo spirito di "pacificazione" di Fini sembra essere durata pochissimo. E' successo che ieri, nel salotto di Porta a Porta, Fini ha commentato così i fatti di Verona (cinque giovani estremisti di destra hanno massacrato il loro coetaneo Nicola Tommasoli, reo di non aver loro reso una sigaretta, deceduto nel primo pomeriggio di ieri): "Verona? Sono più gravi i fatti di Torino". Di fronte alle ovvie polemiche (strumentali quelle della sinistra radicale), Fini ha cercato di chiarire (fallendo): "I naziskin di Verona sono dei pazzi criminali assassini, ma la violenza che c'è in alcune frange della società nei confronti dello Stato di Israele è una violenza di tipo politico-ideologico, non perchè i naziskin non avessero una distorta ideologia nazista nella testa, ma i due fenomeni non sono paragonabili fra loro". Il riferimento a Torino è sull'episodio di quel gruppo dei centri sociali che, durante le manifestazioni del Primo Maggio, hanno bruciato le bandiere israeliane (l'ho descritto in uno dei post recenti).

Ora, le opinioni sono opinioni. Ma vi sembra normale che una carica istituzionale come il Presidente della Camera definisca più grave una "violenza di tipo politico-ideologico" che, seppur gravissimo segno di irrispettosità e di inciviltà, non ha certo causato la morte di qualcuno, a differenza di una violenza fisica e mortale? Soprattutto, quando questa violenza è causata comunque da una ideologia, in questo caso una "distorta ideologia nazista"?
Non so voi, ma da una carica istituzionale mi aspetterei che non si preferisca la morte di un ragazzo alla "morte" di una bandiera. Non doveva essere Lei, caro Fini, colui che si impegnava per la "pacificazione", per eliminare anche quei "pochi e isolati" che ancora alzano steccati di odio?

P.S. Sulla vicenda aggiungo anche un'altra considerazione: il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi ha invitato la sinistra radicale a non strumentalizzare l'accaduto. "Verona non è una città fascista nè neofascista". "Non si possono confondere questi episodi con la nostra giunta". Sarà, ma forse inserire alle elezioni comunali nel proprio listino personale persone come Andrea Miglioranzi, esponente del Veneto Fronte Skinheads (lo stesso dei cinque aggressori), e li si rende anche capigruppo in consiglio comunale, forse forse una qualche legittimazione la sentono questi imbecilli. Forse forse, quando il capo del partito di Tosi inneggia all'uso dei fucili, anche qui si potrebbe sentire qualche legittimazione all'uso della violenza.

Ed inoltre basta ipocrisie. Tosi è l'ultimo a poter dire "basta strumentalizzazioni": le dichiarazioni, sue e dei suoi colleghi di partito e alleati, sulla totalità dei romeni e degli extracomunitari, non sono forse strumentalizzazioni?

"Merito mio". "No mio". Milano festeggia, e i politici strumentalizzano
post pubblicato in Diario, il 31 marzo 2008


                        

Oggi è arrivata da Parigi una bellissima notizia. L'Expo 2015 si svolgerà a Milano. Il capoluogo lombardo ha battuto la città turca di Smirne, con 86 delegati favorevoli contro 65. Dunque, alla fine i "franchi tiratori" del voto segreto non ci sono stati. Per capire l'importanza dell'evento, ecco un pò di numeri. 120 i paesi espositori, 70mila i posti di lavoro previsti, 160mila visitatori previsti al giorno, 3 miliardi di interventi infrastutturali.

E come tutte le belle notizie, la politica se le contende. Prodi ha dichiarato: "Merito del governo". Berlusconi invece: "Lieto, ma non è merito del governo della sinistra" (invece l'insuccesso di Euro 2012 era colpa sua, vero?). Ma non è più semplice dire che è stato un bel "gioco di squadra"? Del Governo attuale, ma anche di quello precedente? Di Milano, ma anche dell'Italia?

E speriamo che ci sia un bel gioco di squadra anche dopo. Per organizzare al meglio questo Expo, e per evitare che una simile occasione di sviluppo non vada sprecata, per esempio in infrastutture fantasma, come i Mondiali del '90 (e un pò anche Torino '06).
Basta con la strumentalizzazione dei sondaggi
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2008


                         

Tornata la campagna elettorale, tornano i sondaggi
. Diciamoci la verità, è appassionante seguire l'andamento dei sondaggi. Vedere chi aumenta, chi diminuisce, chi rimane stabile. Le tendenze. Chi vota chi. Tutto molto bello. Tant'è vero che anch'io mi sono fatto prendere dalla cosa, aggiungendo un sondaggio elettorale agli strumenti del blog (ovviamente è un sondaggio di pessimissima qualità).

Ma, quando si vedono sondaggi che danno risultati così diversi fra loro e, soprattutto, risultati che si rivelano quasi infondati al momento del voto, si capisce come sia un argomento poco serio da usare nella campagna elettorale. Attualmente, ci sono istituti come SWG che danno il divario Pd-PdL al 4,5%, e uno come Gipieffe che lo dà al 10%. A chi dare credito? Eppure saranno entrambi realizzati con "buoni" sistemi. Qualcuno potrebbe dire: ci sono le medie. Vero. Peccato che Rutelli nel 2001 era dato mediamente in svantaggio dell'11% due mesi prima del voto: e alla fine finì in svantaggio dell'1%. Nel 2006, alle stesse condizioni, lo svantaggio si ridusse dal 7-8% allo 0,06%. Nel 2006 persino gli exit-poll davano una netta affermazione del centrosinistra!

Eppure, in campagna elettorale tutti, dalla Santanchè e Casini a Veltroni e Berlusconi, utilizzano i sondaggi in modo strumentale. "Stiamo crescendo", "Stravinceremo", "Stiamo recuperando", "Siamo sopra del 10%", "In un mese dal 18% al 7% di svantaggio".

So di chiedere l'impossibile (quello dei sondaggi è un vizio di tutte le campagne elettorali), ma basta strumentalizzazioni. Basta all'uso dei sondaggi come tentativo di accaparrarsi gli "indecisi". Un po' di serietà.

Hub (?) Malpensa, 200 milioni di € di perdite l'anno
post pubblicato in Diario, il 30 dicembre 2007


                               

Dopo anni e anni di discussioni, di tentativi di riabilitazione economica, di conti sempre più in rosso, il governo Italiano ha (finalmente?) deciso ad inizio 2007 la privatizzazione di Alitalia, la compagnia aerea di bandiera che ormai produceva un deficit di 3 milioni di euro al giorno (circa 1,2 milardi l'anno).

Dopo gare andate deserte, ritiri di possibili acquirenti, e controversie rare, si è giunti a questo Dicembre con due offerte per l'acquisto di Alitalia (o meglio del 39% del suo pacchetto azionario, detenuto dallo Stato), da parte della compagnia aerea francese AirFrance-KLM e di una cordata italiana sostenuta da Carlo Toto, proprietario di AirOne. Ma il dibattito pubblico non si è concentrato come giustamente doveva essere sui piani aziendali, sui tagli al personale (consuetudine spiacevole di un cambio di gestione, e comune alle due offerte), e nemmeno sulla consistenza economica dei due acquirenti e sulla convenienza allo Stato delle loro offerte (e su questi campi quella AirFrance è indubbiamente la migliore, 35 centesimi per azione contro l'1 centesimo per azione di AirOne), bensì sulla "questione dell'italianità" e sul presunto ridimensionamento dello scalo milanese di Malpensa

Per quanto riguarda l'italianità, ovviamente, a parità di offerte, o perlomeno un piccolo divario, era preferibile una compagnia italiana. Ma l'offerta di AirOne dà troppe poche garanzie dal punto di vista finanziario e non solo. 1 solo cent per azione contro i 35 di AirFrance dice tutto.
Per quanto riguarda Malpensa, è vero, AirFrance vorrebbe rinunciare all'hub di Malpensa, privilegiando quello di Roma. Cos'è un hub? E' praticamente un centro di raccoglimento delle tratte aree, su cui si concentrano le tratte minori e dal quale partono quelle maggiori (insomma, per andare da Firenze a Shangai, bisogna prima passare da Milano, come da Torino per Mosca, eccetera). Essere un hub non è solo una questione di prestigio, ma anche di importanza economica. E quindi subito l'opposizione, facendo il suo mestiere, capeggiata dal "Partito del Nord", cioè la Lega di Bossi e il presidente lombardo Formigoni, ha urlato, in nome dell'italianità e del "maltrattamento del Nord" da parte di "Roma Ladrona", contro la decisione del governo di autorizzare la trattativa unica con Air France (27 Dicembre).

Innanzitutto, già il CdA di Alitalia si era pronunciato a favore di AirFrance (21 Dicembre). Ma, soprattutto, quello di Malpensa era davvero un hub? E quanto vale davvero economicamente? Innanzitutto, tutte le grandi compagnie hanno solo un hub nazionale, compresa AirFrance, mentre Alitalia ne ha due (Roma e Milano). Inoltre, come sottolineato da un'articolo (questo) sul Corriere di Antonella Baccaro (ed efficacemente riassunto in questa scheda), Malpensa perde 200 milioni di euro l'anno,  con la maggior parte delle tratte internazionali in rosso (quelle per Mumbai, Delhi e Shangai da sole fanno un buco da 50 milioni l'anno; solo quelle per gli USA sono in attivo), e anche molte di quelle italiane (Ancona, Venezia, Trieste, Pisa, Firenze). Insomma, l'hub di Malpensa non regge e, anzi, non forse non è mai esistito. Visto il deficit della maggior parte delle tratte internazionali, e visto che il "potere" di Malpensa è stato diminuito dal potenziamento di altri aeroporti lombardi e vicini, come Bergamo, Linate e Venezia (e non ricordo nessuna insurrezione di Lega e Formigoni quando si presero queste decisioni): dal 2000 al 2007, la quota di mercato di Malpensa sul mercato italiano è diminuita dal 22,4% al 17,6%, mentre Linate e Bergamo sono passate rispettivamente da 6,5% e 1,3% a 7,6% e 4,3%. Un hub non dovrebbe prendere meno del 20% del mercato italiano. Ed, infine, l'accusa che si fa a AirFrance di voler cancellare l'hub di Malpensa per favorire il suo (Parigi), è scorretta, in quanto Milano già serve Parigi, e anzi la tratta internazionale con più passeggeri è proprio quella. Senza dimenticare che Milano serve anche altri hub, come quello svizzero.

Insomma, il sistema a due hub è un disastro per l'economia di Alitalia, e tra l'altro non ha nemmeno portato alcun vantaggio sostanziale per Milano. Quindi, bene AirFrance su questo punto, sperando che sappia riqualificare il sistema aeroportuale italiano (anche Malpensa, magari cedendo gli slot ad altre compagnie) e ridurre al minimo il doloroso taglio dei dipendenti. Certamente farà meglio di AirOne.
Sfoglia novembre        gennaio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca