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il blog di Francesco Zanfardino
Scandalo
post pubblicato in Diario, il 28 aprile 2010


                                           

In un Paese dove non fanno scandalo politici corrotti, clericali che vanno a mignotte, veline al potere, uomini di Stato che dileggiano i simboli stessi dello Stato, razzismo stimolato dalla politica, leggi ad personam, controllo dell'informazione, condannati per mafia in Parlamento, eccetera eccetera eccetera, fa "scandalo" una mostra di baci. Solo perchè si tratta di baci gay: eresia ...

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La pena aggiunta
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2009


                                            

Ieri la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha condannato l'Italia a risarcire un detenuto per "danni morali", perchè la sua cella era sovraffolata oltre i limiti della tortura. Il detenuto bosniaco, infatti, per cinque mesi aveva diviso la stessa cella di 16mq con altre 5 persone, disponendo, dunque, di nemmeno 3mq dove trascorrereva almeno 18 ore al giorno, contro lo standard minimo di 7mq a persona stabilito dal Comitato per la prevenzione della tortura.

Non oso immaginare cosa la maggior parte degli Italiani avrebbe deciso al posto del Tribunale di Strasburgo. Probabilmente avrebbero dato un encomio all'Italia per aver trattato "come si deve" un delinquente. D'altronde, la penosità nella quale lo Stato ha messo il sistema giudiziario italiano, fra prescrizioni, amnistie, indulti, scarsità di mezzi e strutture, ha generato solo una scarsissima certezza della pena e con essa un grandissimo senso di insicurezza. E dove c'è paura, c'è voglia di vendetta. E allora vadano a quel Paese coloro che parlano di tortura, coloro che difendono i diritti di Caino, coloro che parlano di funzione rieducativa della pena: tutti "buonisti", tutte persone che non vivono nella realtà, eccetera.

Io non ce la faccio a pensarla così. Per me dove c'è scempio dei diritti, c'è scempio della legalità e quindi scempio della sicurezza. Per me se un detenuto sconta la sua pena in condizioni dignitose certamente sarà più ben disposto a reinserirsi nella società, che non l'ha trattato come una bestia. Per me non c'è nessuna sadica soddisfazione nel vedere un detenuto soffrire una pena aggiuntiva a quella che giustamente merita.

Se poi consideriamo che la quasi totalità dei 64mila detenuti italiani vive in condizioni di sovraffollamento, che quindi si rischia di pagare tutti 12.8 milioni di euro al mese solo in risarcimenti, e che di solito queste situazioni si risolvono con un bell'indultino (destra e sinistra al Governo e all'opposizione si sono ritrovati spesso unanimi su questo), tanto odiato proprio da quella maggioranza degli Italiani di cui prima (e giustamente, perchè è uno scempio del diritto), vediamo che in realtà parlare di lotta al sovraffollamento delle carceri significa parlare di sicurezza. Per questo c'è bisogno di chiedere a gran voce più carceri. E pretendere che gli impegni presi vengano realizzati, e non facilmente dimenticati. Come tutto il resto, ormai, in questo Paese.

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Per evitare altre crisi, abolire la "finanza creativa"
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2008


                                                

L'Italia non ha ottenuto niente dal vertice Ecofin di Strasburgo. E' stata infatti bocciata l'ipotesi del fondo UE, sostenuta da Berlusconi e Tremonti, mentre è stata aumentata a 50.000 € la garanzia dei depositi bancari (ma in Italia è già a 103.000 euro). E forse non è un male, anche se sui "piani di salvataggio" le valutazioni sono le più diverse.

Ora, premesso che di economia, o meglio di questa economia "irreale", non ci capisco un'acca, e che quindi non so indicare qual'è la soluzione migliore alla crisi (se c'è), anche se ad occhio direi che il modo migliore è sostenere direttamente lavoratori, consumatori e pensionati per far ripartire i consumi, posso però azzardare una ipotesi per il futuro. Ovvero, per evitare nuove crisi va regolato il mercato, a cominciare dalla "finanza creativa", ovvero da quella parte del mondo della finanza "astratto", che specula su investimenti ad alto rischio o comunque su cose lontanissime dall'economia reale. Quel tipo di "finanza creativa" che ha dominato e domina negli USA, e che qualcuno voleva far dominare anche in Italia (persino le ipoteche sulle case per far "ripartire" i consumi!), fortunatamente non riuscendoci.

Insomma, regolare, o anche abolire, questo tipo di finanza. Nei limiti del possibile, ovviamente. Perchè il liberismo senza regole non funziona, e lo si è visto.

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