.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Basta elenchi
post pubblicato in Diario, il 10 settembre 2009


                                                

Avete presente l'elenco telefonico? Quel mattone cartaceo che ricevete ogni anno e che puntualmente sostituite con quello dell'anno precedente, spesso ancora incellophanato perchè non l'avete mai usato?

Ebbene, in America hanno avuto una bella idea, che fortunatamente si sta diffondendo anche in Italia: abolire gli elenchi telefonici cartacei. Secondo questi attivisti "verdi", infatti, è impensabile che nell'era di Internet si debba ancora ricorrere a quantità industriali di carta per un servizio che è già fruibile completamente on-line, anche in Italia: viene dunque chiesto che l'elenco telefonico cartaceo sia distribuito solo a chi ne fa apposita richiesta.

Io, per quel che posso, cerco di dare visibilità a questa proposta ... potrà sembrare poca cosa, si tratta di evitare uno spreco immenso di materie prime e tonnellate di emissioni. Certo, non sono certo gli elenchi telefonici gli unici sprechi simili (penso ad una vera digitalizzazione della P.A., ad esempio) ... ma cominciare da qui non sarebbe male.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Le incompiute
post pubblicato in Diario, il 16 agosto 2009


                                       

Di "incompiute" ce ne sono tante. Quando si tratta di incompiute artistiche, perlomeno concedono alla fantasia di ognuno di noi di completare l'opera a seconda dei nostri sentimenti. Quando invece si tratta di opere pubbliche, non c'è spazio per la fantasia, ma solo indignazione per una delle peggiori dimostrazioni dell'indecenza amministrativa che troppo spesso domina in Italia.

Quelle 395 opere incompiute presenti sul territorio nazionale, tra le quali molte opere perfettamente che anche complete sarebbero state pressochè inutili (se non a far intascare qualche tangente, economica o elettorale, a qualche politico), sono un enorme monumento allo spreco del denaro pubblico. Il peggior reato, probabilmente, per un politico. Eppure nella maggior parte dei casi i nostri soldi sono serviti proprio a consolidare e perpetuare le posizioni di potere di questi spreconi della peggior razza.

D'altronde, 156 su 395 incompiute (il 40%) appartengono alla Sicilia, e non mi pare che in quella terra i colori politici cambino tanto spesso. Anzi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Auto, 624mila auto blu ...
post pubblicato in Diario, il 5 agosto 2009


                                         

Sono passati più di sette mesi da quando pubblicai l'indagine di Contribuenti.it sulle "auto blu" in Italia (secondo semestre del 2008). Ebbene, nel frattempo è cambiato qualcosa. In peggio. Secondo la nuova indagine semestrale, infatti, il loro numero sarebbe aumentato del 2.7%, passando da 607.918 a 624.330 unità. Un record mondiale, con il quale l'Italia straccia tutti gli altri Paesi: pensare che al secondo posto ci sono gli Stati Uniti, che con più del sestuplo della popolazione, ha "solo" 72.000 auto blu. E tra l'altro l'Italia è praticamente l'unico Paese a vedere cresciuto il loro numero.

La motivazione di tale abnormità è sempre la stessa: è stata infranta una legge del 1991, che limitava la facoltà delle auto blu ai soli membri del Governo (ed ad alcuni direttori generali), allargandone la possibilità anche a Regioni, Province, Comuni, comunità montane, municipalità, Asl, enti pubblici, società miste, società partecipate.

Il fatto grave è che tale esercito di autovetture ci costa miliardi di euro l'anno: tra carburanti, lavaggi, parcheggi, manutenzione, ricambi, assicurazioni, eccetera, Contribuenti.it nella scorsa indagine stimava un costo di circa 18 miliardi l'anno. Forse le cose non staranno proprio così, ma certamente si tratta di uno spreco immane a favore di pochi. Il che, in tempi di crisi e di tagli indiscrimati, risulta ancora più odioso.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Referendum: perchè SI'
post pubblicato in Diario, il 15 giugno 2009


                                               

Il 21 e 22 Giugno gli Italiani saranno chiamati alle urne per tre Referendum sulla legge elettorale. Il mio obiettivo oggi è cercare, a fronte di un dibattito quasi del tutto assente nei media e nella società Italiana, di contribuire un’informazione completa, in virtù del principio “conoscere per deliberare”. Innanzitutto, i quesiti:

PRIMO QUESITO (Scheda viola): si chiede l’abolizione delle coalizioni per l’elezione della Camera. Di conseguenza, il 55% dei seggi (premio di maggioranza) andrà alla lista più votata (attualmente può anche averlo la coalizione di liste più votata), mentre per ottenere seggi le liste dovranno tutte superare il 4% dei voti (attualmente per le liste coalizzate basta il 2%);
SECONDO QUESITO (Scheda beige): identica richiesta, ma applicata al Senato, dove però il premio di maggioranza è su base regionale. Per ogni Regione, dunque, il 55% dei seggi assegnati a quella Regione andrà solo alla lista più votata, mentre per ottenere seggi le liste dovranno superare l’8% dei voti (attualmente per le liste coalizzate basta il 3%);
TERZO QUESITO (Scheda verde): si chiede l’abolizione della possibilità di candidarsi al Parlamento in più circoscrizioni.

Quest’ultimo quesito elimina la possibilità che importanti ‘acchiappa-voti’ si candidino e vengano eletti in più circoscrizioni per poter poi scegliere liberamente, dopo le elezioni, da chi farsi sostituire dove rinunciano. Così furono ‘eletti’ circa 150 parlamentari nel 2008. E’ dunque un quesito condivisibile da tutti, anche dai contrari agli altri due (N.B. si può votare il terzo quesito senza concorrere al ‘quorum’ degli altri, basta rifiutare le loro schede).

Diverse le conseguenze degli altri quesiti. Non è vero, però, come sostengono i detrattori del Referendum, che la legge che ne verrebbe fuori è ‘pericolosa’, poiché un solo partito potrebbe avere la maggioranza in Parlamento anche con molto meno del 50% dei voti. Questa possibilità, infatti, già esiste: il 55% dei seggi attualmente va alla lista o, e non solo, alla coalizione più votata. Non è nemmeno vero che il Referendum porterebbe al bipartitismo. Semmai sarà favorita l’aggregazione di forze simili e quindi la formazione di due grandi partiti che si contendono il Governo, come avviene in gran parte del mondo, mentre gli altri avranno comunque rappresentanza in Parlamento (se supereranno gli sbarramenti). Probabilmente, dunque, le forze a sinistra del PD e a destra del PDL continueranno a stare fuori dal Parlamento, poiché lo sbarramento del 4% che le ha escluse rimarrà uguale; l’UDC otterrà seggi come prima, se rimarrà sopra il 4%, così come la Lega Nord, che però non starà più al Governo, e l’IDV, che però sarà esclusa da futuri Governi, a meno di un probabile ingresso nel PD. L’unica vera sconfitta, insomma, sarebbe la Lega Nord, che dovrebbe rinunciare alle prospettive di Governo. Il Referendum favorirà, infine, la stabilità dei Governi, liberi dai frequenti ‘ricatti’ di partiti minori in cerca di visibilità.

In ogni caso, la legge cambiata dal Referendum e i suoi presunti ‘rischi’ molto difficilmente rimarrebbero in vigore: la Lega Nord non la accetterà mai e costringerà il PDL a cambiarla, oppure la cambierà con le opposizioni. Ed è proprio questo l’obiettivo del Referendum: costringere il Parlamento a cambiare l’attuale legge, definita ‘porcata’ dal suo stesso autore (il leghista Calderoli) e dunque rinominata "legge porcellum". Perché è una 'porcata'? Perché toglie il diritto dei cittadini a scegliersi i propri rappresentanti tramite le preferenze, creando un Parlamento di ‘nominati’; perché crea instabilità (ricordate Prodi, limitato dai ricatti incrociati vari partitini?) se non si vince con un enorme vantaggio (che ha invece avuto Berlusconi). Se invece il Referendum non passerà, i partiti avranno la scusa per non cambiare la legge attuale, che a parole tutti dicono di voler cambiare (e poi se la tengono da tre anni!), e ci terremo questa legge per i prossimi decenni. A proposito: non è vero che la legge che verrebbe fuori dal Referendum sarebbe “immodificabile”, perché sancita dal popolo. Già nel 1993, infatti, proprio un Referendum elettorale portò all’immediata approvazione di una nuova legge elettorale, la Mattarellum, non coincidente con quella uscita dal Referendum.

Infine, votare è la migliore risposta alla Lega Nord che, ricattando il Governo, ha fatto sprecare 460 milioni di euro pur di non far svolgere il Referendum insieme alle Europee, bensì il 21-22 Giugno da solo, puntando sull’astensionismo (il Referendum per essere valido deve raggiungere il ‘quorum’, ovvero essere votato dal 50% degli elettori).

E allora … il 21-22 Giugno non salviamo la Porcata, diciamo tre SI’ al Referendum!

P.S. Il Partito Democratico fa campagna per il SI’, l’Italia dei Valori, pur avendo raccolto le firme, fa campagna per il NO (dunque invita comunque ad andare a votare). Fanno campagna per l’astensione, invece, l’UDC, la Lega Nord e tutti i partiti minori. Il PDL, invece, dopo il ricatto della Lega, lascia libertà di scelta, ma Fini e Berlusconi hanno già detto di votare SI’.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

A proposito di sprechi
post pubblicato in Diario, il 30 maggio 2009


                                                   
 
Oggi, più che scrivere qualcosa, vi segnalo questo post dell'Euroblog di Repubblica.it, dove si sottolinea l'anomalia tutta italiana della "doppia data" per le elezioni europee. Tra i 27 paesi della UE, infatti, varia la data dalle elezioni, tra il 4 ed il 7 Giugno, ma non il fatto che si vota in un solo giorno. Solo l'Italia e la Republica Ceca votano in due giornate: da noi, infatti, si voterà Sabato 6 Giugno e Domenica 7 Giugno.

Ora, premesso che, come sottolineato dall'autore del post, "il prezzo delle elezioni è quello più dolce da pagare alla democrazia", che senso ha per due giorni chiudere le scuole, mobilitare le forze dell'ordine, pagare di più scutatori, presidenti e segretari di seggio, eccetera? Gli Italiani sono forse più fraccomodi non dico dei Lituani o dei Lussemburghesi che sono pochi, ma di Inglesi, Spagnoli, Francesi e Tedeschi che sono anche più numerosi di noi?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Amnesie padane
post pubblicato in Diario, il 17 marzo 2009


                                                               

Leggevo su Corriere.it quest'articolo di Sergio Rizzo, uno degli autori de "La Casta", dell'emendamento proposto dalla Lega Nord per mettere un tetto agli stipendi dei manager pubblici: se l'emendamento passasse, la loro retribuzione sarà al massimo uguale a quella dei parlamentari (circa 350mila euro). Già, sembra assurdo, ma in Italia queste persone guadagnano anche il doppio o il triplo di un parlamentare (che già non sta affatto messo male...), e spesso senza nemmeno assolvere bene il proprio ruolo (anzi).

Bene, molto bene. Peccato che il "tetto" c'era già: era stato introdotto dal Governo Prodi. Ricordate l'ultima Finanziaria, quella approvata a fine 2008? Uno dei punti "critici" era stata l'approvazione dell'emendamento dei senatori Salvi e Villone (Sinistra Democratica), che aveva causato qualche malumore a Mastella (probabilmente una solidarietà fra "poltronari" ...), e grazie al quale fu fissato il tetto di tali "manager" uguale allo stipendio del primo presidente della Cassazione (274mila euro).

Ebbene, non solo la Lega all'epoca votò contro, ma poi una volta andata al Governo con Berlusconi, con il decreto del Giugno 2008 accetta di eliminare tale tetto. Tra l'altro, proprio quando il Governo contemporaneamente tagliava miliardi e miliardi a infrastrutture, scuola, forze dell'ordine con la Finanziaria "dei tagli", con la scusa della "razionalizzazione".

Poi, le idee possono sempre cambiare ... per carità. E bisognerà sempre vedere se la Lega andrà fino in fondo, facendo approvare questo emendamento, o sarà solo un fuoco di paglia. Ma nel frattempo è passato un anno e qualche milioncino di euro poteva risparmiarlo già, cari leghisti.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sangue buttato
post pubblicato in Diario, il 1 marzo 2009


                                                   

Dalle mie parti si dice "agg' 'ittat o sang" ("ho buttato il sangue") per dire che "ho fatto una fatica immane" (quel "buttato" va inteso come "versato"). Il nostro Governo, invece, a quanto pare, pur di non "buttare il sangue", ovvero pur di non fare uno sforzo (minimo), tra l'altro per la vita che dice tanto di voler difendere, "butta il sangue" nel vero senso del termine.

Mi riferisco al sangue del cordone ombelicale, che è una fonte di cellule staminali emopoietiche adulte in grado di curare varie malattie, soprattutto infantili (morbo di Gunther, sindrome di Hunter, sindrome di Hurler, leucemia linfocitica acuta, ecc.). E che forse in futuro potrebbe servire anche come fonte di cellule staminali per la cura di molte altre malattie e per la riparazione di tessuti ed organi danneggiati, come studi scientifici stanno facendo sempre di più emergere. Conservare questo sangue, il cui prelievo è assolutamente indolore e privo di qualsiasi conseguenza per madre e figlio, è dunque molto importante per la salute di tutti: per guarire malattie già attualmente guaribili, e per guarirne altre in futuro, dando alla ricerca materiale su cui lavorare. Tuttavia, solo il 10% degli ospedali in Italia è oggi in grado di funzionare da "banca dei cordoni", ovvero è in grado di conservare il sangue ombelicale (per il quale servono trattamenti particolari). E così, anche per colpa di un certo deficit di informazione sulla questione, attualmente solo un cordone su 228 è "conservato". E, se si pensa che nel 2007 ci sono state 570mila nascite, ciò vuol dire che si sono "buttate" 567.500 sacche di sangue prezioso per la ricerca e la salute di noi tutti.

Ebbene, qualche giorno fa, leggendo il bel blog dell'On.Sarubbi (PD), ho scoperto che il Governo ha rifiutato di allargare la "rete" delle banche cordonali, respingendo alla Camera, durante la discussione sul "decreto milleproroghe", un "ordine del giorno" (non un emendamento, che non potevano presentare, visto che ormai il Governo mette la fiducia su ogni provvedimento) che chiedeva al Governo di non rinviare per l'ennesima volta l'emanazione del decreto attuativo di un provvedimento preso dal Governo Prodi a fine 2007 proprio per allargare suddetta rete. E così l'emanazione del decreto è stata "prorogata" ancora una volta, stavolta al 2010, per il momento. Certo, l'operazione sarebbe costata qualcosa: ma la salute e la ricerca dovrebbero essere la priorità del Paese, e non una voce da tagliare. E magari si potevano investire in questo modo, che so, i 400milioni di euro buttati per assecondare il capriccio della Lega Nord di scorporare elezioni Europee e referendum elettorale.

P.S. Per qualsiasi informazione sul sangue da cordone ombelicale, compreso l'elenco dei centri di raccolta, visitate il sito dell'ADISCO, Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

The Big Gelmini is watching you
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2009


                                                                 

Telecamere di sorveglianza nelle classi. Ecco l'ennesima trovata demagogica e campata in aria del nostro Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per combattere il fenomeno del bullismo. "Sono un deterrente in più", ha detto la Ministro, "ma non basta". E meno male!

Anche perchè basta ragionarci su per capire che quella delle telecamere nelle classi è una trovata e basta, perchè priva di concretezza. Aldilà della vergogna per una scuola ridotta a "Grande Fratello", stile orwelliano, avete idea di quanto costerebbe munire ogni classe di una telecamera e farla funzionare 5-6 ore al giorno? Ve lo dico io: tantissimo. Tanto che molte delle videocamere di sorveglianza che vediamo in giro, in posti molto più adatti di una scuola, sono quasi sempre spente, perchè farle funzionare costerebbe troppo ... però le si mantiene come "deterrente psicologico", per chi non sa che sono spente. Ma chi vive 5-6 ore al giorno, tutti i giorni, a contatto con le telecamere, saprà che non funzionano ... e dunque avremmo solo buttato soldi inutilmente. E non mi sembra proprio il momento adatto per sprecare soldi ... soprattutto per una Ministra che si vanta di tagliare gli sprechi!

E poi quale utilità concreta può avere questa trovata? Poco più di zero. Per combattere il bullismo serve ben altro. Serve una nuova idea di scuola, un'idea "inclusiva". Una scuola "aperta", anche di pomeriggio, come luogo di dibattito, di confronto, ma anche semplicemente come luogo di ritrovo, magari per attività sportive. Una scuola che valorizzi le idee degi ragazzi, o che valorizzi le loro potenzialità in progetti utili per la comunità, scolastica e non. Insomma, una scuola che faccia scoprire ai ragazzi la bellezza del senso civico, della responsabilità verso se stessi e gli altri.

Certo non è facile. Come tutte le cose difficili, ci vuole tempo e competenza. Ma solo così, forse, si otterrebbero risultati concreti ... non con la facile demagogia

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Una nuova idea di spesa per battere la recessione
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2008


                                                      

Adesso è ufficiale: l'Italia è in recessione. Come sottolineato dall'Istat, infatti, per due trimestri consecutivi il PIL Italiano è diminuito rispetto all'anno precedente, autorizzando a parlare di recessione "tecnica" (ovvero confermata dai dati). In particolare, il 3° trimestre 2008 ha registrato un -0,9% del PIL rispetto all'anno precedente. Non succedeva dal '92-'93. Il dato diventa ancora più fosco se li paragoniamo agli altri Paesi: rispetto al 2007 in Spagna il PIL cresce dello 0.9%, negli USA e in Germania dello 0.8%, in Gran Bretagna dello 0.3%, in Francia dello 0.1%.

Di fronte a questa situazione, serve una nuova idea di spesa pubblica. Bisogna liberarsi, infatti, sia dalle politiche che perseguono il taglio o l'aumento della spesa pubblica. Entrambe sono mosse sbagliate, perchè non tengono conto di una distinzione fondamentale: quella fra spesa inutile e spesa utile (o sprechi e spesa sociale, come dir si voglia). La spesa pubblica attuale, infatti, può essere paragonata ad un carico di sacchi di patate, con all'interno dei sacchi un certo numero di patate marce miste a tante patate buone. Ebbene, finora si sono perseguite, essenzialmente, con le dovute sfumature, due politiche: quella del taglio indiscrimato, che toglie interi sacchi di patate, eliminando sì un po' di patate marce, ma eliminando molte patate buone, lasciando invariata la percentuale di spreco e diminuendo la spesa utile; quella dell'aumento indiscriminato, che aggiunge al carico interi sacchi di patate, sia buone che marce, aumentando sì le patate buone, ma lasciando invariato la percentuale di spreco e sprecando denaro che potrebbe essere investito in altre patate buone. Invece, abbiamo bisogno di una "spesa intelligente", che tagli lo spreco e reinvesta i ricavati nella spesa utile: insomma, nell'esempio delle patate, eliminare da ogni sacco le patate marce e sostituirle con patate buone.

Certo, fare ciò non è facile: ma non tanto come si pensa, e poi le cose giuste sono sempre le più difficili. Ma è l'unico modo per risolvere la situazione: non si fa ripartire l'economia con nuove tasse (anche se si potrebbe magari reintrodurre l'ICI per i redditi superiori ai 50-100mila euro annui: miliardi buttati di cui Tremonti dovrebbe pentirsi), e allora bisogna reperire i fondi dalla spesa pubblica: ma unicamente per togliere lo spreco, con provvedimenti mirati, precisi e accurati, e reinvestire tutto in provvedimenti a sostegno delle fascie sociali più colpite dalla crisi. Cominciando dalla detassazione delle tredicesime. La crisi può essere sconfitta: basta volerlo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia agosto        ottobre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca