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il blog di Francesco Zanfardino
"Pochi giorni per la cordata" ... son passati 4 mesi
post pubblicato in Diario, il 22 luglio 2008


                                                
 
Oggi è il 22 Luglio. Sono passati esattamente quattro mesi da quando, il 22 Marzo, in piena campagna elettorale, l'allora candidato premier Silvio Berlusconi annunciò in pompa magna: "Ormai sono impegnato io, quindi si fa. La nuova cordata verrà fuori in pochi giorni ed avrà anche il sostegno di importanti istituti di credito. Il prossimo premier, cioè io, dirà un secco no ai francesi: è una svendita".

Ebbene, dopo quattro mesi Alitalia è ancora nel baratro e perde 2-3 milioni di euro al giorno. In più noi contribuenti abbiamo pagato il famoso "prestito-ponte" di 300 milioni di euro, trasformato in conto capitale dal Governo Berlusconi (il che vuol dire che non ci tornerà indietro); tra l'altro, oggi è arrivata la notizia che la UE ritiene che l'Italia ha agito in modo illeggittimo sul prestito ponte; se la UE arriverà fino in fondo, potrebbe esserci una procedura di infrazione, e quindi altri soldi da pagare.

Intanto nessuna notizia certa sul destino di Alitalia. Tuttavia, alcune indiscrezioni di stampa rivelano che l'advisor scelto dal Governo, Intesa San Paolo, annuncerà a breve il suo piano per Alitalia. Secondo Repubblica, nel piano ci sarebbero 4000 esuberi; secondo il Corriere, ce ne saranno 5-6000; giusto per fare un confronto, il piano di AirFrance prevedeva 2100 esuberi. Voglio proprio vedere ora come si comporteranno i sindacati, che sbraitarono agli esuberi del piano AirFrance. Per quanto riguarda la compagnia, probabilmente si farà una manovra ai limiti delle leggi del mercato: in pratica sarà creata una "newco", una compagnia nuova in cui "sistemare" la nuova Alitalia (guidata per una cordata italiana e finanziata per metà dallo Stato con un altro prestito da 800 milioni di euro), e una "bad company", in cui confluiranno tutti i debiti di Alitalia e gli esuberi, che ovviamente saranno pagati dallo Stato, cioè noi tutti.

E tra l'altro non è detto che il piano funzioni, come la stessa Intesa ammette: "Il piano Alitalia? Stiamo per chiudere. Ma non è detto che arriveremo a presentarlo. Allo stato attuale non siamo in gtrado di dire se la situazione è recuperabile o meno (...) Quattromila tagli? Visto come stanno le cose, rischia di essere una stima troppo prudenziale". Nè è sicuro che passerà il vaglio della UE, dato che difficilmente una manovra simile sarà vista come rispettosa delle leggi del mercato (e quelli al Governo si ritengono dei liberisti!!!). Ma tant'è: e alla fine o l'azienda fallirà oppure pagherà "Pantalone". In ogni caso ci rimetteranno i lavoratori e noi contribuenti. Che volete, sono i frutti della demagogia: Berlusconi si è fatto la faccia bella davanti agli elettori dicendo no alla "invasione francese", e noi ne paghiamo le conseguenze ...

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