.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Il senso
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2010


Sarò sincero: sono un po' a disagio ad entrare (si fa per dire) nel dibattito interno al mio Partito. Sià perchè è il Partito cui dedico diverso tempo della mia vita, sia perchè lo trovo fin troppo legato a personalismi e guerre intestine. Tuttavia, le proprie riflessioni si possono nascondere fino ad un certo punto.

E, di fronte alla vittoria di Giuliano Pisapia alle Primarie del centrosinistra di Milano, nessun democratico militante come me può fare a meno di interrogarsi. Non solo perchè ad aver vinto è stato il candidato di un partito (Sel) che alle Regionali aveva preso, solo otto mesi fa, il 3% a Milano, contro il 26% del Pd. Non solo perchè a votare alle Primarie sono state solo 60mila persone, contro gli oltre 240mila elettori del centrosinistra alle Regionali. Ma perchè il risultato di ieri è il "coronamento" di un forte declino del Pd, che nei sondaggi è dato ormai uniformemente al 24% e subisce sempre di più la concorrenza, nonostante questo sarebbe un momento d'oro, tra la crisi devastante del berlusconismo e l'assenza di qualsiasi scandalo interno al Pd (come quell'incredibile catena di eventi del 2008-2009 (Del Turco, Iervolino-Romeo, Frisullo, Delbono, Marrazzo).

Il Partito ha reagito con le dimissioni dei suoi dirigenti lombardi. Dovute, probabilmente, ma non è solo così che si risolve il problema. Perchè un problema c'è, e continuare a negarlo non è senso di responsabilità, ma un'inutile ubbidienza cieca alla "ditta". Inutile persino di fronte ad elezioni sempre più imminenti. Sappiamo bene, infatti, che alle prossime elezioni ci saranno tre poli: Berlusconi può ancora vincere, e il centrosinistra se non si dà una mossa è spacciato. La situazione non è affatto drammatica: sempre i sondaggi ci dicono, infatti, che i due schieramenti pressochè si equivalgono.

Però per tornare a vincere, per tornare a governare l'Italia e cambiarla finalmente, serve uno scatto di reni. Smettere di inseguire ora Fini, ora l'Udc, ora Vendola, ora Di Pietro, ora la Cisl, ora la Cgil, ora la Confindustria, ora la Fiat: il PD deve smetterla di guardare agli altri e deve tornare protagonista del dibattito politico italiano, con le proprie e soprattutto chiare idee, proposte, visioni dell'Italia. Deve tornare ad essere il partito promotere del cambiamento, a cominciare dal cambiamento dei modi di fare politica e gestire la cosa pubblica. Deve farlo capire subito, con dei gesti e dei fatti immediati che facciano capire che con il PD può iniziare davvero tutta un'altra musica.

Insomma, bisogna dare quel "senso a questa storia" che Bersani promise al Congresso, ormai più di un anno fa, e che si è decisamente perso nelle congreghe di palazzo, dove la passionalità e il servizio sono state sopraffatte dalle alchimie e dagli strateghi (falliti). Io non la votai, la mozione Bersani, perchè ne intuivo l'andazzo: ma ora Bersani è il segretario. E lo faccia, perbacco!

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Previsioni ...
post pubblicato in Diario, il 6 giugno 2009


              

Vediamo se c'azzecco .... spero di no =)

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Lotteria Senato
post pubblicato in Diario, il 29 marzo 2008


                             

Mancano 14 giorni al voto. Sono le due settimane cruciali della campagna elettorale, quelle che possono determinare la vittoria, la sconfitta o il pareggio. E le due settimane in cui non si possono più pubblicare sondaggi (almeno in via ufficiale...).
Già mi sono espresso sulla credibilità dei sondaggi. Credibilità che, dopo i fatti del 2006 (ultimi sondaggi e perfino exit-poll che assegnavano all'Unione una vittoria schiacciante intorno al 52-53%), è andata ormai persa. Vedremo se questa volta si riabiliteranno.
Comunque, gli ultimi sondaggi segnano un distacco medio Berlusconi-Veltroni al 7%, con Pd-IdV in crescita. Ecco il distacco per gli ultimi 10 sondaggi (25-26-27-28 Marzo):

Lorien (25 Marzo): 9%
Euromedia (26 Marzo): 8,6%
Demoskopea (25 Marzo): 8,5%
Gipieffe (27 Marzo): 8,4%
Demos (26 Marzo): 6,6%
Demopolis (27 Marzo): 6,5%
Crespi (27 Marzo): 6,5%
Digis (27 Marzo): 6,3%
Ispo (27 Marzo): 5%
Swg (27 Marzo): 5%

Dunque, si oscilla da un massimo del 9% ad un minimo del 5%. Nel valutare i sondaggi, comunque, si deve tenere conto del fatto che sono ancora molti gli indecisi: sono intorno al 25% e, secondo alcuni sondaggi di Makno e Sole24Ore, quelli orientati verso il PD sono quasi il doppio di quelli del PDL. Per questo si pensa che lo svantaggio possa ulteriormente ridursi.
Ma il dato più importante è il Senato. A causa del "meccanismo perverso" previsto da questa immonda legge elettorale (passata alla storia come "porcellum" per il suo stesso autore, Calderoli), prevederne il risultato è impossibile, poichè i senatori sono eletti su base regionale, con premio di maggioranza assegnato regione per regione. Ecco la situazione:

"Sicure" PDL-Lega-MPA    "Sicure" PD-IDV        Incerte

Lombardia                           Toscana                     Liguria        
Veneto                                 Emilia Romagna         Abruzzo
Piemonte                              Marche                      Lazio
Friuli VG                               Umbria                       Sardegna
Puglia                                   Basilicata                   Calabria
Campania                            
Sicilia                                   

A queste vanno aggiunti Estero (probabilmente 3 PD, 2 PDL, 1 Indip), Trentino AA (3 PD, 2 PDL e 2 Svp, che generalmente sta con il CSx) e Valdaosta (1 PD).

Quindi, rispetto al 2006 la Campania passerà quasi sicuramente al CDx, così come potrebbero farlo Liguria, Abruzzo, Sardegna e Calabria. Mentre il Lazio, grazie all'effetto-Veltroni e alla coincidenza con le comunali e provinciali di Roma (che da sola conta il 70-80% dei laziali), potrebbe passare al CSx. Tranne che nel caso della Campania, in queste regioni incerte secondo i sondaggi il divario fra PDL e PD è al di sotto del 2%. E se PD-Idv riuscirà a strappare 3-4 di queste 5 regioni, il Cdx quasi sicuramente non avrà una maggioranza al Senato. Questo a causa della presenza di Sinistra Arcobaleno e UDC, che in alcune regioni (probabilmente Emilia, Toscana, Umbria, Marche per la SA, la Sicilia e forse la Puglia per l'UDC) strappano seggi alla coalizione perdente: la SA al PDL, l'UDC al PD.

E' una lotteria. Che probabilmente non vincerà nessuno.

P.S. Per la cronaca, "trasgredisco" il black-out dei sondaggi e pubblico il risultato del mio sondaggio (si fa per dire: 39 voti ....): Pd 28%, Idv 10% (Veltroni 38%); PdL 18%, Lega-Mpa 5% (Berlusconi 23%); Sinistra Arc. 18%; UDC 3%; altri 13%; astenuti 5%.
Inutile dire che non si tratta di dati validi dal punto di vista statistico........... :-))
Basta con la strumentalizzazione dei sondaggi
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2008


                         

Tornata la campagna elettorale, tornano i sondaggi
. Diciamoci la verità, è appassionante seguire l'andamento dei sondaggi. Vedere chi aumenta, chi diminuisce, chi rimane stabile. Le tendenze. Chi vota chi. Tutto molto bello. Tant'è vero che anch'io mi sono fatto prendere dalla cosa, aggiungendo un sondaggio elettorale agli strumenti del blog (ovviamente è un sondaggio di pessimissima qualità).

Ma, quando si vedono sondaggi che danno risultati così diversi fra loro e, soprattutto, risultati che si rivelano quasi infondati al momento del voto, si capisce come sia un argomento poco serio da usare nella campagna elettorale. Attualmente, ci sono istituti come SWG che danno il divario Pd-PdL al 4,5%, e uno come Gipieffe che lo dà al 10%. A chi dare credito? Eppure saranno entrambi realizzati con "buoni" sistemi. Qualcuno potrebbe dire: ci sono le medie. Vero. Peccato che Rutelli nel 2001 era dato mediamente in svantaggio dell'11% due mesi prima del voto: e alla fine finì in svantaggio dell'1%. Nel 2006, alle stesse condizioni, lo svantaggio si ridusse dal 7-8% allo 0,06%. Nel 2006 persino gli exit-poll davano una netta affermazione del centrosinistra!

Eppure, in campagna elettorale tutti, dalla Santanchè e Casini a Veltroni e Berlusconi, utilizzano i sondaggi in modo strumentale. "Stiamo crescendo", "Stravinceremo", "Stiamo recuperando", "Siamo sopra del 10%", "In un mese dal 18% al 7% di svantaggio".

So di chiedere l'impossibile (quello dei sondaggi è un vizio di tutte le campagne elettorali), ma basta strumentalizzazioni. Basta all'uso dei sondaggi come tentativo di accaparrarsi gli "indecisi". Un po' di serietà.

Sfoglia ottobre        dicembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca