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il blog di Francesco Zanfardino
Informazione patriottica
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2009


                                                   

Lo so, gli annunci sul passaggio al digitale terrestre vi hanno un po' rotto le scatole. Anche a me. Ma la notizia dello switch-off di Roma, ovvero il definitivo passaggio della Capitale alla nuova tecnologia, ha con sè una pecularietà che la distingue. Infatti, come tutti gli organi d'informazione, ma proprio tutti, ci sottolineano nel parlarne, accompagnati dall'entusiasmo del politico di turno, Roma è la prima capitale d'Europa ad essere full-digital, ovvero completamente convertita al nuovo sistema televisivo.

La domanda che mi sono posto, un po perchè mi sembrava strano un primato tecnologico italiano (per quanto fosse stato accelerato lo sviluppo del DTT in Italia, dato che fu la scusa usata nel 2004 da Gasparri per non applicare le sentenze delle varie Corti sullo spegnimento di Rete4), un po' perchè mi ricordavo altro, è stata: ma sarà mica vero? E infatti, con una rapida e semplice ricerca su Google, ho trovato questi link che dimostrano non solo che Berlino è stata la prima capitale del genere (già dal 2003!), ma che la Germania, assieme a Olanda, Svezia, Finlandia e Lussemburgo, è già interamente full-digital.

Ora: posso capire, certo non condividere, che il Governo ami mettere in giro voci del genere. Non è certo la prima. Ma, dico io, possibile che la stessa domanda che mi sono fatto io non se la sia fatta nemmeno uno dei giornalisti dell'intero circuto mediatico italiano? O perlomeno non se la sono fatta abbastanza giornalisti da poter ribaltare questa falsità che, per quanto patriottica, resta comunque una cosa contraria alla loro deontologia professionale? E' cosi bassa la qualità dell'informazione nostrana, o si tratta semplicemente di "informazione patriottica" ad uso e consumo dei soliti noti?

P.S. Però, ad essere onesti, almeno un giornalista che si è accorto di Berlino c'è. Peccato che Marco Mele del Sole24Ore abbia lo stesso detto che "Roma è la prima capitale d'Europa a passare alla nuova tecnologia di trasmissione" perchè, a suo dire, "Berlino è già digitale, ma non è capitale". Non c'è limite al peggio, insomma ...

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Assenteismo e buon esempio
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2008


                                          

Ieri chi ha assistito alla puntata de "Le Iene" sarà certamente rimasto colpito dal servizio del Trio Medusa sull'assenteismo dei parlamentari. Il servizio si basava sulla dichiarazione del capogruppo PdL alla Camera Cicchitto, che aveva proposto di multare di 10 euro ogni assenza fatta dai parlamentari. Proposta subito affossata dagli stessi parlamentari del PdL, nonostante la cifra ridicola, ma che il Trio Medusa ha voluto riproporre andando a "multare" i parlamentari davanti Montecitorio. Ebbene, è successo che, diversamente dagli altri parlamentari che hanno accettato quasi tutti bonariamente la critica, l'on.Carlucci (Pdl) ha aggredito fisicamente e verbalmente gli inviati de "Le Iene", accusandoli di essere "imbecilli", dichiarando di lavorare "dalla mattina alla sera", di avere il "99% di presenze"; ha inoltre rotto le telecamere e i microfoni, con una imbecillità che potrete meglio verificare guardando il video.

Ora, a parte il fatto che la Carlucci è stata assente a 55 votazioni (l'8%, non l'1%), cifra certamente minore di tantissimi altri parlamentari, ma maggiore di tanti altri fermati dal Trio Medusa e che hanno accettato la critica "pagando" la multa, e a parte il fatto che un Parlamentare della Repubblica mai dovrebbe permettersi di lasciarsi andare a simili aggressioni, ciò che importa davvero è che non si può lanciare una battaglia contro l'assenteismo dei dipendenti pubblici e poi lamentarsi se qualcuno nota che a dare il cattivo esempio sono proprio i parlamentari, i dipendenti pubblici "per eccellenza".
 
Poi, certamente, l'argomento non va affrontato con qualunquismo, perchè ci sono differenze notevoli fra parlamentari e parlamentari, e fra parti e partiti (come potete vedere da questa ottima tabella del "Sole 24 Ore"). Così come ci sono queste differenze fra i dipendenti pubblici (e, a proposito di qualunquismo, sparare cifre meno inventate sulla "magica riduzione" dell'assenteismo gioverebbe alla credibilità del sistema). Ma d'altronde non mi sembra che nè "Le Iene" nè tanti altri abbiano detto che sono tutti uguali (eccetto Grillini & Co), nè che il Governo o altri abbiano detto che tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni e assenteisti: ma allora perchè le critiche delle Iene sono "qualunquiste", mentre la battaglia di Brunetta non lo è? Hanno forse ragione i dipendenti pubblici "onesti" a difendersi anche loro da questa campagna qualunquista nei loro confronti? E non abbiamo forse ragione tutti noi a chiedere che le dure condizioni imposte da Brunetta ai dipendenti pubblici (malattie e tornelli) vengano applicate anche ai parlamentari, che devono dare il buon esempio (e che godono anche di innumerevoli privilegi)?

Poi si può discutere sull'utilità di queste cose ... per me, ad esempio, conta più il fatto che i dipendenti pubblici, parlamentari compresi, facciano (e bene) il lavoro loro assegnato, più che essere presenti per poi magari far niente. D'altronde, forse in taluni casi sarebbe meglio che i parlamentari fossero ancora più assenti di così ...

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Governo Prodi e sicurezza, le bugie della destra (e dei media)
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2008


                                                     

L'enorme campagna populistica e demagogica della destra italiana, unita alla complicità dei media, ha spinto gli Italiani a credere nell'esistenza di un'emergenza sicurezza e ad addossarne le colpe al governo "buonista" di Prodi e della sinistra. Non passava giorno in cui i media non riportassero con miriadi di articoli, miriadi di servizi, centinaia di titoli di prima pagina, centinaia di speciali televisivi, eccetera eccetera, quantità indescrivibili di episodi di cronaca nera, prediligendo quelli commessi da immigrati. E non passava giorno in cui gli stessi media non riportassero le accuse demagogiche di esponenti dell'allora opposizione di centrodestra contro il Governo dell'insicurezza. Tant'è vero che è ormai comunemente accettato che la destra ha vinto le elezioni sul tema della sicurezza, pilastro della sua campagna elettorale.

Peccato che non fosse così. Ieri "Il Sole 24 Ore", quotidiano di Confindustria (certo non di sinistra, quindi), ha pubblicato i dati diffusi proprio dal Viminale (quindi dello stesso Ministro Maroni) che accertano come i reati siano in forte calo e che l'inversione di tendenza è avvenuta a Giugno 2007 (pieno Governo Prodi), ovvero molti mesi prima dei provvedimenti-spot del Ministro Maroni e appena dopo l'entrata in vigore dei "Patti per la Sicurezza", fortemente voluti dall'allora Ministro Amato. Tant'è vero che il calo è più forte nelle città in cui sono stati stipulati i "patti". Non sto a dirvi tutti i dati, che potete controllare nell'articolo (particolarmente interessanti le tabelle indicate a fianco), ma si nota un sistematico crollo dei vari tipi di reato proprio tra primo semestre e secondo semestre del 2007.

Ovviamente nessuno ne parla. O, perlomeno, nessuno ne parla così. "Il Giornale", per esempio, ha addirittura il coraggio di attribuire il calo dei reati "all'effetto annuncio" del Governo Berlusconi. Vabbè, ma loro sono "giustificati", devono pur dare ragione al Padrone. Ma ciò che non accetto è il silenzio dei media "imparziali", che come al solito dimostrano di non esserlo.

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