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il blog di Francesco Zanfardino
La bufala della bufala su Sakineh
post pubblicato in Diario, il 20 settembre 2010


                                              

Lo chiarisco subito: a me il TG di Mentana piace, è davvero una novità nel panorama dei TG italiani, ed una novità di qualità. Ancora più apprezzata di sera dopo che per molto tempo, di fronte alla scelta fra Tg1 e Tg5, ci si ritrovava a dover spegnere la televisione, a meno di non volersi fare due risate amare di fronte allo scempio dell'informazione messo in campo dalla premiata ditta Minzolini-Mimun.

Però ciò non vuol dire che non gli si possano fare delle critiche. Non mi è andato proprio giù, per esempio, che in una delle scorse edizioni serali Mentana abbia realizzato un servizio dove ha sì correttamente e coraggiosamente affrontato il tema delle bufale nell'informazione in riferimento al falso rischio attentato al Papa nella sua visita a Londra, ma lo ha accostato ad un'altra presunta bufala, ovvero quella della lapidazione di Sakineh, che è stata smentita dal presidente iraniano Ahmadinejad. Anche se non posso riportarvi le esatte parole usate da Mentana per lanciare il servizio ed il commento del giornalista che l'ha realizzato, visto che non ritrovo quell'edizione su YouTube (a proposito, ma non doveva anche questa essere una svolta nel mondo dei TG?).

Mi viene da chiedere a Mentana se siano più affidabili le parole estemporaneo un quasi-dittatore interessato a fermare la mobilitazione internazionale contro la condizione dei diritti umani nel suo paese oppure le innumerevoli e credibili testimonianze della situazione di Sakineh? Se la lapidazione di Sakineh era una notizia falsa, e quindi è stata inutile la mobilitazione per cancellarle la condanna a morte, perchè i quotidiani iraniani hanno attaccato Carla Bruni e tutti i personaggi che l'hanno appoggiata? Perchè i leaders iraniani avrebbero smentito solo le 99 frustate, e non la condanna a morte? Ma, soprattutto, perchè l'Iran avrebbe comunicato al mondo che la condanna a morte era stata sospesa, se la condanna non c'era proprio?

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Pagliacciate
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2010


                                              

Abuso di dimissioni. Quasi quasi dovrebbero inventare questo reato, perchè davvero non se ne può più di gente che annuncia le dimissioni, prendendosi le lodi del momento, per poi ritirarle in nemmeno 48 ore. Prima Bertolaso, ora Cosentino. Marrazzo e Delbono sono dei poveri fessi, a 'sto punto.

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"Faccia come il culo"
post pubblicato in Diario, il 27 giugno 2009


                                             

Ho ancora in mente la faccia di Pannella quando a Ballarò, in campagna elettorale europea, disse ad un Franceschini un po' improvvido sulla presenza in Tv dei Radicali (Dario disse a Pannella "vai in televisione tutti i giorni, tutte le volte che vengo ci sei anche tu"), che aveva la "faccia come il culo".

Ebbene, è quello che avrei detto oggi a Berlusconi, fregandomene di ogni regola di rispetto dell'avversario, di fronte alla sua, appunto, faccia da culo nell'affermare, a proposito delle sue esternazioni di ieri, che non ha mai "detto di chiudere la bocca agli enti o ai media". Ebbene, questa è la trascrizione integrale delle frasi del (?) Cavaliere (?) tratte dal video del Tg3 che trovate allegato a questo post:

"Il deficit del 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà per il 2010, la crisi si chiuderà nel 2011 ... un disastro! Dovremmo davvero chiudere la bocca a tutti questi che parlano (...) minacciate di non dare la vostra pubblicità ai quei media che sono essi stesso fattore di crisi".

Ora, in un Paese normale, la stampa tutta (per non parlare dei TG, che possono anche mandare in onda i video) uscirebbe con un articolo simile a questo post. Ad oltranza, stile "10 domande di Repubblica", fino a quando non viene un comunicato di scuse da parte del "Presidente" a tutto il mondo del giornalismo. Perchè nessun giornalista che si consideri degno del suo lavoro può tollerare una simile presa per i fondelli innanzitutto di chi si occupa di cronaca, oltre che degli Italiani tutti. E le opposizioni farebbero altrettanto.

Invece siamo in Italia, e, altro che "faccia come il culo", qui mi sa che daremo l'estremo saluto al "caro Presidente" si scriveranno epitaffi e saggi sul grande statista che è stato Berlusconi.

A meno di non darci una mossa prima ...
magari "compiendo un atto di coraggio" ... 

P.S. Chi sa cosa vuol dire, ha capito. Soprattutto gli amici di Facebook. E, se lo ha capito, mi dica per favore che non sono un pazzo e che "si può fare" ...

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Lo stalinista di Arcore
post pubblicato in Diario, il 23 maggio 2009


                                               

"La Finocchiaro e D'Alema si sono comportati in modo indegno, ignobile e spudorato attribuendomi parole che non ho mai pronunciato e cioè che il Parlamento sarebbe inutile e dannoso. Questo è lo stenografico del passaggio del mio intervento a braccio alla Confindustria per l'accenno fatto al Parlamento: 'Il Presidente del Consiglio non ha praticamente nessun potere perché, come sapete, la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista. Non è stato dato nessun potere al governo e tutti i poteri sono stati dati al Parlamento. Il Parlamento è pletorico: ci sono infatti 630 deputati, quando ne basterebbero 100. Chiaro che per arrivare a questo dovremmo arrivare ad un disegno di legge di iniziativa popolare perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale! Credo che questo sia e debba essere chiaro a tutti. Evidentemente l'antico vizio stalinista di capovolgere la realtà non è mai venuto meno".

Parola di Silvio Berlusconi, che oggi ha replicato così alle polemiche messe in campo dagli "stalinisti" come Fini (!!!) dopo il suo intervento all'assemblea di Confindustria. Tutto vero: lo stenografico riportato da Berlusconi è corretto: peccato che sia incompleto. Ecco le parole pronunciate dal Premier dopo la metafora sui "capponi": "Adesso diranno che io offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e controproducenti". D'altronde, come ha detto Berlusconi a Rtl 102.5, "c'è la registrazione televisiva e quella radiofonica".

Peccato, però, che nè RTL, nè i vari TG e i vari giornali abbiano riportato queste parole, dopo aver riportato le bugie del Presidente, a parte sparute minoranze.  D'altronde, me ne sarei meravigliato, dato che questo non avviene mai tutte le volte che Berlusconi smentisce falsamente ciò che ha detto il giorno prima, ovvero ogni volta che dice una cazzata. Tanto da meritare il soprannome di "Mister Frainteso".

Così come nessuno sottolinea che, ddl di inziativa popolare o no, giusta o no, in ogni caso la proposta di Berlusconi dei "100 parlamentari" dovrebbe passare per le Camere, ovvero per quei "capponi" che non dovrebbero voler "anticipare il Natale", dimenticandosi, tra l'altro, che la stragrande maggioranza di quei "capponi" ce l'ha messa lui. L'unico modo sarebbe fare un Referendum: e, d'altronde, se Berlusconi conta di raccogliere "milioni di firme" al suo ddl, sarebbe anche la cosa più ovvia fare un Referendum, per il quale servono solo 500mila firme. Ma il problema è proprio questo: Berlusconi non vuol fare il Referendum, perchè altrimenti si farebbe davvero, e probabilmente gli Italiani voterebbero anche sì, riducendo così le poltrone per il suo enorme codazzo di avvocati, soubrette e lecchini, senza tra l'altro risolvere il problema della presunta "lentezza" del Parlamento (per il quale servono altre riforme). A Berlusconi, invece, conviene fare campagna elettorale con il suo ddl, farselo bocciare dalle Camere (dato che difficilmente le opposizioni voterebbero una riduzione così eccessiva dei parlamentari, controproducente per la democrazia, ed altrettanto per il suo stuolo di "spingi-bottone", per i motivi prima spiegati) e poter così bollare suoi avversari di essere "la Casta", mentre lui potrà diventare l'eroe dell'anti-Casta.

P.S. A tal proposito, Di Pietro prima dirà no alla proposta di Berlusconi, in nome della "democrazia" messa in pericolo dal "regime", poi voterà sì, pur di smarcarsi dalla posizione del Partito Democratico. Come ha fatto sul referendum elettorale, per il quale aveva raccolto le firme, salvo poi disconoscerlo ed incitare al NO. Scommettiamo?

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