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il blog di Francesco Zanfardino
Eccessi e schiaffi morali
post pubblicato in Diario, il 26 gennaio 2010


                                                 

Andrò controcorrente, ma secondo me le dimissioni di Flavio Delbono ha sbagliato a dimettersi da Sindaco di Bologna. O, perlomeno, era troppo presto per chiederne o auspicarne le dimissioni: non si può ritenere giusto bruciare un mandato appena iniziato, tra l'altro ottenuto con un largo consenso, per faccende contorte e tutte da dimostrare. Trovo convincente la difesa che negli ultimi giorni ha fatto di se stesso Delbono; pur essendo anch'essa tutta da dimostrare, perlomeno presenta un aspetto inoppugnabile: sarebbe davvero strano che una persona rischi carriera e immagine per poche centinaia di euro all'anno quando ne guadagna diverse migliaia al mese. Perchè di tante piccole minuzie si parla, che però messe insieme dalla propaganda del centrodestra hanno scatenato uno scandalo mediatico enorme.

Dunque, credo che prima di chiedere le dimissioni di Delbono si dovesse aspettare non dico un processo ed una sentenza, ma perlomeno che emergesse un quadro indiziario inequivocabile o che adombrasse dubbi fortissimi sull'onestà di Delbono. Ma quel che mi fa più arrabbiare è la disparità di trattamento, ovvero il fatto che le stesse persone che chiedono le dimissioni di Delbono siano troppo spesso le stesse che non le chiedono per altri che sono accusate di cose ben più gravi, con dubbi ben più forti e spesso diverse sentenze a carico. Vedasi Dell'Utri, Cuffaro e tutti i politici condannati in via definitiva e non per reati gravissimi quali il concorso in associazione mafiosa, Ministri indagati come Fitto e condannati per abuso d'ufficio (l'accuas lanciata contro Delbono) come Castelli. Per non parlare di Berlusconi, che oltre alle cose gravi è stato oggetto di scandali simili come il caso D'Addario e i festini in Sardegna con i famosi "voli di Stato" pieni di nani e ballerine.

Cose per le quali persino gli esponenti del centrosinistra non chiedevano le dimissioni dell'avversario Berlusconi, anzi difendono il diritto di Berlusconi a difendersi proseguendo il mandato, ma le chiedono invece per i propri esponenti persino in caso come quelli del "Cinziagate", ma si pensi anche al caso-Marrazzo, dove "l'enorme gravità" era che Marrazzo, colto all'improvviso dallo scandalo, avesse tentato di mentire (e tutte le bugie che Berlusconi ha detto sul caso Noemi, allora?), o al caso-Puglia, dove persone indagate per cose anche gravi si sono dimessi senza nemmeno aver ricevuto un rinvio a giudizio. Probabilmente perchè gli esponenti del centrosinistra devono dimostrare una correttezza maggiore del centrodestra. Ma allora si riconosca anche la superiorità morale del centrosinistra (e questi la rivendichino) che, per quanto fortemente inquinato dalla malapolitica, dimostra sempre di comportarsi meglio (o meno peggio, fate voi) degli altri. E invece no, per carità, parlare di "superiorità morale" è diventato un tabù persino per lo stesso centrosinistra.

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Sindaco weekend
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2010


                                               

Renato Brunetta si candida a Sindaco di Venezia, ma nel caso vincesse non si dimetterebbe da Ministro. Anzi, ha il coraggio di dire che l'essere contemporaneamente sindaco e ministro sarebbe un "vantaggio" per Venezia. Motivo? Così da Roma sarebbe più facile fare arrivare i finanziamenti. E infatti il Ministro promette una "Gran Venezia", piena di opere e investimenti faraonici calati da Roma.

Bè, innanzitutto, c'è da dire che se Brunetta volesse davvero far questo, e queste opere sono davvero necessarie per Venezia, non si capisce perchè non l'ha fatto fare in questi quasi due anni di Governo ... o Venezia va finanziata solo se è della propria parte politica? Ma, comunque, il problema è un altro: ci vuole una bella faccia tosta per dire che un Sindaco part-time, o "Sindaco del week-end" come ha detto qualcuno, sia un vantaggio per i lagunari. Fare il Sindaco di un capoluogo di Regione e di una città così importante come Venezia non è un optional, ma un lavoro cui dedicarsi full-time. Altrettanto per il Ministro della Funzione Pubblica, specialmente se Brunetta intende fare quella "rivoluzione" che promette da tempo (fin troppo tempo, aggiungerei).

Insomma, Brunetta deve scegliere, se davvero pensa all'interesse dei Veneziani e degli Italiani, e se non è attaccato alle poltrone. Anche se, in realtà, il Ministro non dovrebbe proprio essere messo in condizioni di scegliere: la legge, infatti, dovrebbe impedire i doppi incarichi, specialmente in questi casi di palese incompatibilità. Va bene la lotta ai fannulloni, ma i "fantuttoni" non sono poi tanto meglio.

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Chiacchiere e distintivo
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2009


                                                      

Ancora uno stupro. Ancora Roma. Ancora una via buia. Ancora la fermata dei mezzi pubblici. Solo che stavolta il Sindaco è Alemanno, e allora bisogna minimizzare. Nessuno speciale televisivo, nessun tram-tram mediatico, nessuna strumentalizzazione da parte della destra, nessun attaco universale contro la sinistra che ignora il problema della sicurezza. D'altronde può capitare una violenza sessuale, no? Mica è colpa del Sindaco!

Già, eppure ricordo ancora delle frasi di Alemanno di un anno fa, tipo questa: "L'aggressione alla ragazza alla stazione ferroviaria La Storta, così drammaticamente simile a quella che ha visto vittima la signora Reggiani a Tor di Quinto, riporta in primo piano il problema della sicurezza a Roma, ignorato dall'amministrazione di centrosinistra. Veltroni e Rutelli farebbero bene a interrogarsi sulle loro responsabilità in merito" (Alemanno, 19 Aprile, durante la campagna elettorale contro Rutelli per il Comune di Roma, dopo l'aggressione subita da una studentessa in quei giorni a Roma).

Salvo poi "redimersi" pochi mesi dopo, da Sindaco. Due turisti olandesi aggrediti da rumeni a Roma? Mica è colpa sua, sono stati "imprudenti": "La sinistra non speculi, non dovevano stare lì" (Alemanno, 24 Agosto 2008). Una ragazza subisce una violenza di gruppo durante la festa di Capodanno organizzata dal Comune di Roma? "Solidarietà, ci costituiremo parte civile" (e tirittitì, Alemà!). E ora, una ragazza viene violentata in una situazione identica a quella del tanto clamoroso caso Reggiani? "Faremo provvedimenti straordinari" (e perchè, fino ad adesso che cosa avete detto di aver fatto sulla sicurezza?).

Così Alemanno e la destra in generale, con la complicità dei media,  fregano i cittadini sulla sicurezza. Alimentano paure, strumentalizzano casi isolati, quando sono all'opposizione. Sotterrano le paure con provvedimenti "spot" e sminuiscono i casi isolati. Povera Italia.

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Fare come a Varallo: incentivare chi dimagrisce
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2008


                                                        

Premi in denaro per i chili persi. La geniale idea viene dalla Valsesia, precisamente da Varallo (Vercelli), dove il Sindaco Gianluca Buonanno, per diminuire il "peso" dell'obesità, che grava sia sulla salute dei cittadini ma anche sulle casse della Sanità pubblica (e quindi di tutti i cittadini), invece di promulgare leggi restrittive e discriminatorie come spesso fanno all'estero, ha istituito una sorta di "incentivo" a dimagrire.

Funziona così: chi vuole accedere all'incentivo deve pesarsi in una delle farmacie cittadine e presentare lo scontrino al Comune per iscriversi, scegliendo la durata preferita (un mese o due mesi). Gli iscritti al progetto mensile riceveranno 50€ se al termine presenteranno un altro scontrino, con un dimagrimento di almeno 3 kg; inoltre, ne riceveranno altri 100€ se dopo altri 5 mesi rimarranno dello stesso peso, ed altri 500€ dopo un anno (sempre se manterranno il peso). Gli iscritti al progetto bimensile otterranno 50€ se perderanno 6kg in un mese; dopodichè, se dopo 5 mesi rimarranno dello stesso peso, otterranno 200€, dopo un anno 500€ (per più precise informazioni cliccare qui).

Che dire: sarebbe proprio il caso che l'iniziativa fosse copiata dai Sindaci di tutta Italia. O magari istituita per legge.

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