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il blog di Francesco Zanfardino
Il mantenuto secessionista
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2010


Un po' per rispondere alla Lega, un po' per finire sui giornali, il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, ha auspicato la secessione della "Trinacria", ormai pronta a "fare da sola".

Peccato che proprio Lombardo dovrebbe essere l'ultimo a parlare, dato che per la Sicilia il federalismo è già stato attuato da un pezzo, sotto il nome di "autonomia speciale", e Roma non è ladrona, ma "bonacciona": il 100% e anche più delle tasse dei Siciliani, infatti, resta a disposizione dell'amministrazione regionale ... più secessione di questa!

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Mafia nell'eolico: embè?
post pubblicato in Diario, il 18 settembre 2010


                                          

Da diversi anni il critico d'arte, meglio noto come azzuffatore televisivo, Vittorio Sgarbi sta ingaggiando una vera e propria crociata contro gli impianti eolici, prima accusati di essere "stupratori di paesaggi" ("tanti falli erti in mezzo alle campagne) e poi di essere la nuova frontiera della mafia nel settore dell'energia. Tanto che, di fronte al sequestro di 1.5 miliardi di euro ad un imprenditore del settore in odor di mafia, ha chiesto al governatore Lombardo di bloccare gli impianti eolici in costruzione in tutta la Sicilia.

Passi per la prima accusa, discutibile ma comprensibile. La seconda, invece, è semplicemente stupida. Che la mafia investa nell'eolico non mi meraviglia affatto: investe in qualsiasi settore! Se anche eliminassimo l'eolico, la mafia non investirebbe quei soldi in altri tipi di impianti energetici, o comunque in altri settori produttivi? O forse vogliamo ritenere che la mafia non investa nelle centrali a carbone o nelle raffinerie? L'unica cosa che bisognerebbe chiedere, semmai, è che queste centrali eoliche non rimangano cattedrali nel deserto, messe in piedi per ottenere gli incentivi e poi abbandonate a se stesse.

Oltre che cercare in tutti i modi di estromettere la mafia e i suoi imprenditori dal mercato, ma questo vale per tutto, non certo solo per l'eolico ...

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Quella maledetta paura di perdere
post pubblicato in Diario, il 17 settembre 2010


                                      

In queste ore tutte le attenzioni della "galassia democratica" sono rivolte al "documento Veltroni" e alle reazioni piuttosto accese che sta scatenando nel PD. Un giorno dirò sicuramente anch'io la mia, magari quando la gazzarra si sarà spenta, Veltroni & co magari avranno compiuto ulteriori passi, e quindi tutto potrà essere più comprensibile.

La faccenda sta però oscurando qualcosa che invece dovrebbe interessare, e molto, il popolo democratico. Ieri il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, alla Festa Democratica di Palermo ha annunciato che la sua nuova giunta, la quarta in due anni, sarà appoggiata da Mpa, Futuro e Libertà, Udc, Api e, udite udite, Pd. Il tutto dopo il placet di Bersani, in una riunione romana con i capibastone siciliani del PD. E non si tratta di un governo "per fare la legge elettorale" e poi dopo tre mesi si va al voto, come sarebbe ammissibile anche in ambito nazionale, ma un vero e proprio governo fino al termine della legislatura (almeno nelle intenzioni). Un ribaltone in piena regola, con il PD che si ritrova a sostenere un governatore che aveva contrastato alle elezioni regionali. E in una regione come la Sicilia, dove Lombardo, l'Udc e il loro sistema di potere clientelare, con diverse personalità importanti colluse o coinvolte in inchieste sulla mafia, hanno imperversato per anni ed anni. E risulta molto poco credibile una "svolta riformista" di Lombardo&Co.

La domanda è una sola: perchè? Perchè il PD siciliano ha deciso di fare da stampella a Lombardo, invece di fare ciò che qualunque opposizione farebbe, ovvero chiedere le elezioni e sfruttare in campagna elettorale le divisioni nell'armata brancaleone che aveva sostenuto Lombardo? Le risposte che vengono subito in mente alla maggior parte degli elettori del centrosinistra saranno sicuramente: magna-magna, spartizioni, inciucio. Io invece voglio essere buono, voglio concedere ai capetti del Pd siciliano che la loro sia soltanto paura: paura di perdere, paura degli elettori. Molto più comodo un governo sicuro oggi, anche se con chi dovrebbe essere ben poco compatibile con il PD, che correre il rischio delle elezioni. Eppure alle ultime europee il centrosinistra ha ottenuto il 34%, che può sembrare poco ma sarebbe comunque superiore sia alla coalizione di Lombardo che a quella del Pdl (ricordatevi che anche in Sicilia c'è il premio di maggioranza). E di candidati trascinatori ne avrebbe: Rita Borsellino, la più votata in Sicilia alle Europee (oltre 230mila preferenze), oppure Rosario Crocetta, altro recordman di preferenze (oltre 150mila); e si potrebbe puntare pure su Ivan Lo Bello, leader di Confindustria Sicilia, attivo anch'egli contro la mafia, e presente a molte Feste Democratiche. Per non parlare dell'elettorato siciliano: quando lo si è riuscito ad entusiasmare (leggasi "primavera siciliana") non c'è stato bisogno di grandi alleanze (anzi a Catania, ora roccaforte inespugnabile della destra e degli autonomisti, ci fu un ballottaggio a sinistra).

E invece no. La mancanza di coraggio la fa da padrone in Sicilia, ed evidentemente anche nelle stanze romane. Queste sono le questioni sulle quali la segreteria Bersani deve rispondere a Veltroni: non reagire stizziti e insofferenti alle critiche, ma rispondervi coi fatti, di fronte ai quali non c'è documento che tenga. Bersani, e tutta la dirigenza, decida una volta per tutte se la priorità per il PD è essere al governo o governare il Paese. E' semplice.

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Notizie clandestine
post pubblicato in Diario, il 8 agosto 2010


                                           

Nel mio piccolo, l'avevo già denunciato 6 mesi fa, quando pubblicai i dati della Capitaneria di porto di Pozzallo (Ragusa) sugli sbarchi di clandestini sulla costa iblea: ebbene, nel 2009 sono stati 2.691, con un aumento del 44% rispetto al 2008. Ebbene, per farvi un'idea sulle dimensioni di questi numeri, il ministro Maroni negli stessi giorni si vantava di aver ridotto gli sbarchi di clandestini a circa 3.000 in tutta Italia.

Allora si trattava però di un "semplice" articolo del Giornale di Ragusa, quindi da prendere con tutte le precauzioni del caso. Ora invece salta fuori un'inchiesta di Repubblica, che ci rivela come nell'ultimo mese siano stati almeno 350 gli sbarcati sulle coste siciliane; e proprio oggi 66 clandestini sono sbarcati in Salento. Dati parziali, parzialissimi, perchè dopo la stretta sugli sbarchi (costataci 5 miliardi di euro, ricordiamolo, per l'accordo con Gheddafi) gli schiavisti della tratta hanno cambiato i metodi di trasporto dei disperati, ma soprattutto perchè il Ministero non redige più una statistica completa degli sbarchi (d'altronde, per Maroni non esistono più). Il bello è che, proprio in un'intervista a Repubblica, il Ministro La Russa ad esplicita domanda non smentisce i risultati dell'inchiesta.

Una notiziona, o comunque una notizia. Di cui però non c'è traccia nei TG (nemmeno nel "comunista" TG3, per ora). O, forse, sono io a  non volermi rassegnare a considerare una notizia prioritaria l'ultima novità in materia di beauty farm, le vicissitudini di Belen Rodriguez o i gelati di Michelle Obama.

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Ora la mafia è con il Governo
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2009


                                               

Cambiare idea è legittimo, ma farlo in una settimana è ridicolo e indegno. Fino a ieri, dopo la deposizione del pentito Spatuzza di venerdì scorso, che chiamava in causa Berlusconi e Dell'Utri come nuovo riferimento politico della mafia dopo il crollo della prima Repubblica, per i berluscones, e tutti i cosiddetti "terzisti" del mondo dell'informazione e della politica, non solo le dichiarazioni andavano verificate, ma di per sè non avevano alcun valore, perchè è assurdo poter credere a delle persone che hanno ucciso persone e sciolto bambini nell'acido. Anzi, Spatuzza non sarebbe stato altro che una pedina nelle mani della mafia che voleva attaccare il Governo che la starebbe soggiogando.

Invece, ora che il boss Graviano, che non è nemmeno pentito, sostiene il contrario di Spatuzza, dicendo di non aver avuto rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, gli ex-mafiosi divengono immediatamente delle "bocche della verità" capaci di "sbugiardare" (che al mio paese significa smentire con prova). E la mafia, evidentemente, non vuole più spodestare, tramite i suoi uomini, il suo nemico Berlusconi.

Che lo facciano gli accoliti di Berlusconi, è pur comprensibile: ormai hanno perso da tempo la dignità, oltre all'onestà intellettuale. Ma che a perdere la decenza siano le istituzioni come il Tg1, a causa dell'ennesimo indegno editoriale dell'indecente direttore Minzolini, è insopportabile. Poi ci domandiamo dove sia il problema della qualità dell'informazione in Italia.

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Munnizza silenziosa
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2009


                                                

Ancora una volta, per l'ennesima volta, il Palermitano è sommerso di rifiuti, davanti praticamente a tutte le scuole e agli angoli di tutte le strade. Quello in allegato è solo uno dei tanti video che circolano su YouTube e che testimoniano non solo la drammaticità dell'evento attuale, ma anche tutti quelli che ripetutamente interessano le varie città dell'intero territorio siciliano. Qualche servizio sulla tragedia appare anche sui Tg nazionali, ma con una solerzia ed una ossessività nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che fu fatto per la "monnezza" napoletana, e soprattutto senza attribuire le giuste colpe politiche a chi di dovere.

Infatti, la "grande" informazione nostrana preferisce ogni volta addossare le responsabilità della vicenda agli scioperi dei netturbini, facendo credere che non si tratti invece di una fortissima carenza strutturale dovuta alla pessima gestione della politica siciliana. E non so solo parlando degli impianti di smaltimento, che comunque scarseggiano (le discariche si stanno esaurendo, e la restante impiantistica è totalmente inadeguata a fronteggiare le esigenze di una Regione dove la scarsa differenziata certo non aiuta a risolvere il problema), ma soprattutto delle cause dei frequenti scioperi dei netturbini, certo non causati dalla noia ma da esigenze reali. Queste persone, infatti, sono sistematicamente messi alle strette da ritardi interminabili nel pagamento degli stipendi e da condizioni lavorative al limite della decenza umana. E di chi è colpa tutto ciò, se non di amministratori incapaci che, nonostante ricevano fiumane di soldi pubblici in più rispetto alle altre Regioni in virtù dell'autonomia speciale della Sicilia, riescono a far indebitare pesantemente, a colpi di clientelismo e collusioni, praticamente tutte le società pubbliche dei propri Enti, ivi incluse quelle che si occupano dello smaltimento dei rifiuti?

Ovviamente, però, questa drammatica verità dà fastidio a chi vorrebbe far credere che il centrodestra, che in Sicilia impera incontrastato, non abbia nulla da vergognarsi sullo smaltimento dei rifiuti. E, quindi, casualmente, la "grande" informazione nostrana si dimentica di farlo notare. Almeno proviamoci noi di Internet a sfondare questo muro di omertà ...

P.S. Ma Minzolini, ogni tanto, almeno per correttezza, non potrebbe fare un "editoriale" su questo invece che sull'antiberlusconismo, sull'informazione "libera" e sull'immunità parlamentare?

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Partiti-corrente
post pubblicato in Diario, il 2 novembre 2009


                                                               

Domani nasce il PDL-Sicilia. Non un nuovo partito, non una lista civica, non un movimento meridionalista, non una fondazione: bensì un partito-corrente. Così, da una parte avremo il PDL ufficiale, con il simbolo ufficiale, quello con Berlusconi Presidente: non a caso, visto che in Sicilia sarà rappresentato dai "lealisti" al premier, Alfano e Schifani (che dovrebbe essere una personalità "terza", visto il suo ruolo istituzionale, ma tant'è); dall'altra, il PDL degli "scissionisti", di Miccichè e dei finiani, con lo stesso simbolo ma con un "Sicilia" al posto di "Berlusconi" nel logo. Il tutto per risolvere le questioni interne di un partito, certo non per offire nuove idee di Paese.

Qualcuno potrà anche dire che certi giochi di corrente è meglio che si palesino, anzichè tenerli ipocritamente nascosti. Probabilmente è vero. Ma per me i due PDL siciliani sono comunque una ridicola pagliacciata senza pudore.

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Io lo pubblico
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2009


                                                

Totò Cuffaro ha querelato un video su YouTube e oltre 4mila suoi commentatori, su una puntata comune Samarcanda-MaurizioCostanzoShow del 1991 sulla situazione della Sicilia all'epoca delle stragi mafiose di inizio anni Novanta. Vi sembrerà assurdo, ma è così. Per carità, libertà di querela per tutti e contro tutti, ma già querelare un video (che certo non può mentire) è paradossale, ancor di più lo è querelare 4mila commenti in toto, a prescindere dalla loro effettiva offensività. Ma soprattutto è assurda la motivazione: non è vero che Cuffaro si rivolgesse a Falcone nelle sue accuse, ma bensì ad un altro magistrato per un'altra faccenda giudiziaria.

Sarà, ma io nel video ci ho visto un violentissimo attacco ai conduttori e agli ospiti in studio, tra cui c'era anche Falcone, in cui si parlava di "giornalismo mafioso" e di campagna diffamatatoria nei confronti della "migliore classe dirigente della Sicilia". E non ad altri magistrati. Detta così sembra una cosa soft, perchè non riesco a tradurre nelle parole la violenza delle sue parole ... ma quei quattro minuti di video sono più che sufficienti per rendersene conto.

E ora, vi chiedo io, come vi verrebbe di commentare questo video?

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Munnizza tuttu l'annu
post pubblicato in Diario, il 5 ottobre 2009




Quello che vedete nei video (cliccateci su due volte per ingrandirli) è solo un piccolo assaggio delle montagne di immondizia che stanno assediando Palermo e dintorni da diversi giorni. In uno dei video si vede addirittura un vero e proprio fiume pieno zeppo di rifiuti, causato dalla combinazione con le pesanti piogge che hanno devastato la Sicilia nei giorni scorsi. Una situazione che sta spingendo all'esasperazione i palermitani, tanto da indurli ad appiccare decine di roghi di rifiuti ogni notte.

E questo nonostante l'aumento record della TARSU, la tassa sui rifiuti, aumentata del 175% in un anno. L'ennessima dimostrazione del fallimento del modello di governo del centrodestra in Sicilia, tutto basato su clientelismo  e pagnottismo (e spesso su connivenze col sistema mafioso) in spregio del merito e delle competenze, che invevitabilmente porta ad immani sprechi di denaro e allo sfascio generale delle amministrazioni. Al punto di arrivare al paradosso di essere, in virtù dell'autonomia speciale, una delle poche Regioni fortunate per il ricevere dallo Stato più finanziamenti delle tasse versate dai siciliani allo Stato, e contemporanemanete di essere piena zeppa di amministrazioni incapaci di pagare i dipendenti delle aziende municipalizzate, riempiendo periodicamente di rifiuti le strade cittadine, lasciando a zero la manutenzione, e addirittura togliendo l'illuminazione pubblica in diversi quartieri.

Eppure di tutto questo non sembra esserci coscienza nell'opinione pubblica. Forse dipenderà dal fatto che, a differenza dell'emergenza napoletana, di queste faccende siciliane si parla poco nei Tg e nelle trasmissioni tv. Forse perchè, per lo stesso motivo, tutti credono che Berlusconi e Bertolaso abbiano risolto tutto in qualche giorno, all'epoca della crisi scoppiata in piena campagna per le Europee. Alla faccia.

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Tragedie
post pubblicato in Diario, il 20 agosto 2009


                                       

Oggi è emersa la notizia di una probabile nuova "tragedia della disperazione", ovvero la morte di tanti immigrati (circa 73), lasciati alla deriva nel Canale di Sicilia, senza alcun soccorso da parte delle pur tante imbarcazioni incrociate (dieci) e in un luogo che, almeno stando alle parole del Ministro Maroni, è sorvegliato 24 h su 24.

A dire il vero si tratta della ricostruzione fatta dagli unici cinque sopravvissuti. E, in effetti, la cosa è talmente grave che c'è da augurarsi che la faccenda sia davvero falsa, come suggeriscono i rappresentanti del Governo. Anche se non si capisce per quale motivo i sopravvisuti avrebbero dovuto dire il falso. Di certo è di cattivo, cattivissimo gusto questo scetticismo unanime da parte della maggioranza. E soprattutto che dicono all'opposizione di "non speculare".

Ricordo infatti a lor signori del centrodestra il video del "Berlusconi piangente" sul luogo della tragedia del 1997, quando un incrociatore italiano speronò un barcone di albanesi nell'Adriatico, con la morte di cento e più disperati. All'epoca tali tragedie suscitavono ancora una forte commozione, infatti, e Berlusconi immediatamente tentò di speculare. E' vero, sono passati 12 anni ... ma la decenza richiederebbe almeno un po' di rispetto, e non uno scetticismo pregiudiziale.

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Le incompiute
post pubblicato in Diario, il 16 agosto 2009


                                       

Di "incompiute" ce ne sono tante. Quando si tratta di incompiute artistiche, perlomeno concedono alla fantasia di ognuno di noi di completare l'opera a seconda dei nostri sentimenti. Quando invece si tratta di opere pubbliche, non c'è spazio per la fantasia, ma solo indignazione per una delle peggiori dimostrazioni dell'indecenza amministrativa che troppo spesso domina in Italia.

Quelle 395 opere incompiute presenti sul territorio nazionale, tra le quali molte opere perfettamente che anche complete sarebbero state pressochè inutili (se non a far intascare qualche tangente, economica o elettorale, a qualche politico), sono un enorme monumento allo spreco del denaro pubblico. Il peggior reato, probabilmente, per un politico. Eppure nella maggior parte dei casi i nostri soldi sono serviti proprio a consolidare e perpetuare le posizioni di potere di questi spreconi della peggior razza.

D'altronde, 156 su 395 incompiute (il 40%) appartengono alla Sicilia, e non mi pare che in quella terra i colori politici cambino tanto spesso. Anzi.

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Le mani in tasca
post pubblicato in Diario, il 8 agosto 2009


                                               

Dopo lo scandalo dell'emergenza rifiuti a Palermo, che l'Italia ha conosciuto per pochi giorni ma che in tutta la Sicilia dura da anni "ad intermittenza" e a "macchia di leopardo" (cioè ad intervalli periodici ed un giorno qua, un giorno là), non per mancanza di discariche ma a causa delle amministrazioni locali di centrodestra che accumulano debiti su debiti (a voi giudicare se è questo è peggio o no della situazione che si è creata in Campania), il Governo Berlusconi salva ancora una volta gli amministratori amici con un bel "colpo di spugna" fatto con i soldi dei cittadini, ed ovviamente nel silenzio più totale dei principali mezzi d'informazione.

Dopo i 140 milioni di euro di fondi FAS regalati a Catania per salvare dal fallimento la città che fu di Lombardo e Scapagnini, il Governo ha infatti autorizzato il sindaco di Palermo Cammarata ad aumentare l'Irpef per risanare l'Amia, l'azienda locale per i rifiuti con 130 milioni di euro di debiti, e quindi porre fine, almeno temporaneamente, allo scempio dell'immondizia per strada. Cammarata ci aveva già provato ad aumentare le tasse proprio durante la fase acuta dell'emergenza, infatti, ma l'azione dell'opposizione e i dissidi della maggioranza erano riusciti a fermarlo. Ora invece Cammarata potrà aumentare l'Irpef senza passare dal Consiglio Comunale, ma con una semplice delibera di Giunta.

Insomma, per interposta persona, Berlusconi "ha messo le mani nelle tasche" dei palermitani. Il tutto mentre nel resto della Sicilia continua l'emergenza debiti/rifiuti (ecco qualche esempio: Cefalù, Paternò, hinterland catanese). Tanto paghiamo noi.

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