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il blog di Francesco Zanfardino
Trarre le conseguenze
post pubblicato in Diario, il 21 settembre 2010


                                            

Secondo il sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, "chi lavora nel servizio pubblico deve dimostrare di non drogarsi. Così come nel calcio i giocatori vengono espulsi per un certo periodo dalle gare, credo che per i conduttori televisivi, soprattutto se lavorano nel servizio pubblico, sia sacrosanto auspicare che la loro immagine pubblica sia in linea con i valori educativi della Rai. Quindi anche loro dovrebbero sottoporsi al test antidroga volontariamente come hanno fatto i parlamentari: in caso di non disponibilità al test, ognuno trarrà le sue conclusioni".

Tralasciamo pure l'improbabile paragone col calcio, dove i test antidroga si effettuano perchè i calciatori potrebbero trarre beneficio dalle droghe per la loro attività sportiva, non certo perchè si vogliono evitare problemi di pubblica moralità. E tralasciamo anche l'incongruenza fra la necessità di "dimostrare" di non drogarsi e quella di fare "il test come i parlamentari", che era anonimo (!) e dunque non si è dimostrato un bel nulla. Per non parlare della "immagine pubblica" che deve essere in linea con i valori della Rai: drogarsi in privato non è certo una cosa pubblica, no? Quello che conta di questo sproloquio è la frase finale: "in caso di non disponibilità al test, ognuno trarrà le sue conclusioni". Come a dire: cari conduttori, magari comunisti cannaioli che osate ancora dare fastidio al nostro illuminato Premier, state attenti.

Mi domando però quando Giovanardi e company "trarrano le conclusioni" sui tantissimi drogati che ci sono in Parlamento, il "servizio pubblico" per eccellenza. Prima loro, poi gli altri, eventualmente. Ne vedremmo delle belle.

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Servizietto pubblico
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2009


                                                

La "normalizzazione" della RAI non sembra avere fine. Mentre continua lo squallido gioco di nomi per i futuri dirigenti (e soprattutto la futura linea) di RaiTre, nonostante l'era Ruffini-DiBella sia stata caratterizzata da aumenti di ascolti per la terza rete e per il Tg3, e a pochi giorni di distanza dalla notizia della copertura legale tolta ai giornalisti di Report, altre grane in arrivo per i pochi spazi di vera informazione del servizio pubblico.

Innanzitutto Michele Santoro che, dopo aver lamentato il mancato rinnovo dei contratti che molti suoi collaboratori devono ancora ricevere, e l'ipotesi quantomeno fantasiosa, e ancora non del tutto smentita, di affiancare a Travaglio un editorialista di destra, continua a battagliare con la dirigenza RAI per mandare in onda gli spot della sua trasmissione, che comincerà (?) il 24 Settembre ma della quale non si è vista ancora traccia, a 10 giorni dalla prima puntata, sulla pubblicità RAI. Nonostante sulla Rete siano diventati un successone.

Ma la faccenda più incredibile è quella che riguarda il rinvio di Ballarò. La trasmissione condotta da Giovanni Floris sarebbe dovuta partire questo Martedì, ma la dirigenza RAI ha ben pensato di spostare a data da destinarsi il peraltro annunciatissimo avvio della nuova stagione, pur di concentrare l'attenzione sullo speciale prima serata di Porta a Porta dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi (di Onna, in particolare). Un vero e proprio "evento", secondo il dg Masi, ma che invece avrebbe tranquillamente potuto andare in seconda serata. Anche perchè si tratta delle prime case consegnate, non del "entro Settembre nessuno in tenda" promesso qualche tempo fa da Re Silvio. Evidentemente Palazzo Grazioli aveva espresso la necessità di mascherare le promesse non mantenute con uno show mediatico dai grandi ascolti tutto incentrato a far di una pagliuzza l'intero granaio. E i fidi Masi e Vespa hanno subito supinamente acconsentito.

Si tratta palesemente di una spudorata mossa indegna di un servizio pubblico degno di questo nome, perpetrato da dirigenti RAI che non anno altra premura che quella di offrire un "servizietto pubblico" al Premier e alla sua propaganda politica. Un motivo in più per aderire il più possibile alla manifestazione del 19 Settembre per la libertà d'informazione in Italia. Anzi, per un'informazione che non dimentichi la sua dignità.

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Basta elenchi
post pubblicato in Diario, il 10 settembre 2009


                                                

Avete presente l'elenco telefonico? Quel mattone cartaceo che ricevete ogni anno e che puntualmente sostituite con quello dell'anno precedente, spesso ancora incellophanato perchè non l'avete mai usato?

Ebbene, in America hanno avuto una bella idea, che fortunatamente si sta diffondendo anche in Italia: abolire gli elenchi telefonici cartacei. Secondo questi attivisti "verdi", infatti, è impensabile che nell'era di Internet si debba ancora ricorrere a quantità industriali di carta per un servizio che è già fruibile completamente on-line, anche in Italia: viene dunque chiesto che l'elenco telefonico cartaceo sia distribuito solo a chi ne fa apposita richiesta.

Io, per quel che posso, cerco di dare visibilità a questa proposta ... potrà sembrare poca cosa, si tratta di evitare uno spreco immenso di materie prime e tonnellate di emissioni. Certo, non sono certo gli elenchi telefonici gli unici sprechi simili (penso ad una vera digitalizzazione della P.A., ad esempio) ... ma cominciare da qui non sarebbe male.

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