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il blog di Francesco Zanfardino
Santoro, vattene ...
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2010


Ho mandato la mia letterina a Masi, e vi invito a fare altrettanto. Sottolineando che un servizio pubblico degno di questo nome deve garantire la pluralità delle voci, non l'omologazione. Che un programma che fa costantemente il doppio degli ascolti di una media serata di RaiDue andrebbe trattato come una gallina dalle uova d'oro, anzichè ostacolato in tutti i modi. Che se c'è un problema di contradditorio non è nello studio di Santoro, ma in quelli del Tg1 di Minzolini (che tra l'altro gli ascolti li perde, lui). Insomma, che il problema della RAI, del servizio pubblico non è certo Santoro.

Il problema è una dirigenza asservita
, specialmente sotto l'egida berlusconiana. Asservita non alle logiche del mercato, e purtroppo nemmeno a quelle del servizio pubblico, ma a quelle degli uffici di propaganda del Governo. Questo non è servizio pubblico.

E forse, Santoro & Co, non è nemmeno il caso di continuare a lottare. Il vostro tentativo è lodevole, ma forse è arrivato il momento di prendersi quella milionaria liquidazione e reinvestirla. In una nuova televisione o, volando basso, perchè no, trasferendo armi, bagagli e 20% di ascolti nella La7 di Mentana, Gruber, Lerner, eccetera. Contro il duopolio, anzi contro l'omopolio (nel senso di "Raiset", intendiamoci). Si può fare, e forse ora si deve fare.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Nato?
post pubblicato in Diario, il 4 luglio 2009


                                          

Oggi dirò qualcosa che fa molto "estremista di sinistra" (che non sono): anch'io sto con i No Dal Molin. Per carità, ci sono certamente questioni più importanti, e comunque è ormai impossibile tornare indietro: ma l'attività dei comitati Dal Molin, se non fosse per i soliti imbecilli che si inflitrano nelle manifestazioni come quella di oggi, facendole passare mediaticamente per quelle che non sono, potrebbe riuscire a far emergere una questione ormai sepolta: i rapporti dell'Italia con la NATO.

Premesso che non sono un pacifista in assoluto (una difesa militare ci vuole, e riesco anche a concepire in determinati casi l'intervento militare, come le missioni di interposizione e persino le missioni di occupazione, se per liberare da dittature Paesi in cui la popolazione è in larga parte già pronta alla democrazia), non riesco a capire però che senso abbia ancora un'organizzazione come la NATO:  è esclusivamente militare, è internazionale ma non globale, e soprattutto è unilaterale. Ovvero gli Stati Uniti la fanno da padrona.

Infatti, possa ancora comprendere che, in attesa che i "Caschi Blu" dell'ONU diventino uno strumento affidabile di difesa globale, persistano degli organismi di difesa sovranazionali. Ammesso che ci sia davvero la volontà di rafforzare l'ONU a scapito dello status quo. Ma per me è davvero inconcepibile essere parti di una organizzazione internazionale in cui si è praticamente "servi" di qualcun altro. Condizione simboleggiata, appunto, dalle basi militari, con gli USA che possono realizzare proprie basi in Europa, mentre noi non potremmo fare altrettanto, se volessimo.

Per questo solidarizzo con i contestatori (e raramente lo faccio con i gruppi che dicono "NO" e basta, insomma i vari gruppi Nimby che abbiamo visto pullulare in Italia a proposito di Tav, discariche, inceneritori, eccetera): di basi americane in Italia ne abbiamo già fin troppe. E' l'ora di ripensare la NATO, il suo ruolo e il nostro ruolo in essa.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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