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il blog di Francesco Zanfardino
L'alternativa
post pubblicato in Diario, il 7 novembre 2009


                                               

Oggi è partito ufficialmente il "nuovo vecchio corso" per il PD, con l'inconorazione ufficiale di Pierluigi Bersani da parte dell'Assemblea Nazionale del partito, fresca eletta alle Primarie, riunitasi a Roma. Missione del nuovo segretario, "preparare l'alternativa", come d'altronde sottolineato dal pannello del retro-palco.

Vedremo se Bersani riuscirà davvero nel suo intento. Trovo inopportuno giudicare una persona a priori, sia in un senso che nell'altro. Un giudizio complessivo lo si potrà dare tra quattro-cinque mesi, quando già si sarà capito che "senso" Bersani voglia dare a questa "storia", e si sarà vista già la sua applicazione in campo elettorale (con le Regionali). Io sono un po' pessimista, ma d'altronde non mi sono candidato per la mozione Marino per caso ...

Intanto, saluto con favore l'elezione di Rosy Bindi alla Presidenza del Partito, che fossi stato in un Franceschini vincente avrei nominato ugualmente ... e, in effetti, sarebbe stato meglio se Bersani avesse nominato Presidente uno delle mozioni perdenti, in segno dell'unità del Partito. Ma forse è stata meglio così, visto che in questa ipotesi Presidente sarebbe diventato l'accomodante Franco Marini (che in realtà, secondo me, avrebbe tanto voluto sostenere Bersani, ma non poteva fare uno sgarbo così grande al suo allievo Franceschini), che ha vergognosamente reclamato poltrone per Fioroni e gli altri suoi colleghi "ex popolari".

In fondo non me ne sono stupito più di tanto, e d'altronde la presenza ingombrante di Marini e Fioroni è uno dei principali motivi per il quale non credevo in Franceschini. Ed è il motivo per il quale ho fortemente avversato la mozione Bersani, che di tali presenze ne abbondava molto di più (e che infatti si sono lamentate in questi giorni per le "troppe" poltrone che Bersani sembrava voler concedere ai franceschiniani). D'altronde, questo è il male principale del partito, e la principale sfida per Bersani, se vorrà davvero cambiare questo Partito.

Per preparare l'alternativa, infatti, bisogna essere davvero alternativi al berlusconismo, e quindi cambiare davvero. E per esserlo bisogna essere liberi dai tanti gruppi di poteri ostili ad un vero rinnovamento. A cominciare dalle correnti interne poltronaie e senza ideali. Tanti auguri, Pierluigi.

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Avviso di controllo
post pubblicato in Diario, il 21 agosto 2009


                                                

Oggi dirò qualcosa di impopolare. Quando si tratta di autovelox, infatti, si rischia di andare contro almeno al 90% degli Italiani, oppure di ingraziarselo. Quest'ultimo è probabilmente il motivo per il quale il Ministro Maroni ha deciso di "rivoluzionare" il mondo degli autovelox, eliminando definitivamente la possibilità di "autovelox selvaggi", ovvero senza adeguato preavviso e magari nascosti alla vista degli automobilisti.

In realtà Maroni, e ha fatto bene, ha anche deciso di togliere la possibilità ai privati di gestire il servizio, affidandolo interamente alla Polizia Stradale. Così come ha fatto bene a far gestire il loro utilizzo e posizionamento ai Prefetti, se davverò servirà ad "ottimizzare" il loro utilizzo, piazzandoli nei tratti di strada più "incidentati". Ma, tornando alla questione centrale del "preavviso", ho sempre trovato un non-senso avvisare i "controllati" che sta arrivando il "controllo". Giusto per fare un esempio, molti a sinistra e non solo si scandalizzarono quando l'imprenditore Calearo, da candidato parlamentare, a Ballarò sostenne un presunto "diritto" degli imprenitori di essere avvisati degli accertamenti da parte della Guardia di Finanza. Non è forse la stessa cosa dell'autovelox? Gli imprenditori disonesti non farebbero in modo di far risultare tutte le carte a posto, per poi tornare a delinquere? Tant'è vero che, puntualmente, alla vista dell'autovelox, si rallenta, per poi tornare a correre sopra i limiti di velocità. E allora a che serve? Qualcuno dirà: ma, altro che sicurezza stradale, gli autovelox importano ai Comuni perchè servono a far cassa. D'accordo, sarà anche così (anzi, è proprio così): ma non è certo colpa dei Comuni se milioni di Italiani sforano i limiti della velocità (e così facendo provocano migliaia di morti sulle strade all'anno, solo in Italia)!

Altro discorso, invece, è protestare contro assurdi limiti di velocità che spesso vengono imposti senza una vera aderenza alla realtà. E quello deve essere il vero fronte di battaglia degli automobilisti. Il resto è solo populismo allo stato puro.

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