.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Una democrazia debole
post pubblicato in Diario, il 30 luglio 2011


Strano, per quella che è ritenuta la madre delle moderne democrazie occidentali; strano, per la nazione che è ancora ritenuta l'unica superpotenza mondiale. Però penso proprio che quella degli Stati Uniti sia una democrazia debole.

La prima volta che l'ho pensato è stato nel 2006: elezioni di mid-term, Bush perde la maggioranza alla Camera e al Senato. Poi di nuovo nel 2010, sempre elezioni di mid-term, Obama perde la maggioranza alla Camera. Insomma, dopo due anni di mandato il Presidente in carica perde la maggioranza, persino quando si chiama Obama e ha stravinto le elezioni due anni prima, e quindi è costretto alla ricerca dell'eterno compromesso con l'opposizione. Quando quest'ultima è disponibile, chiaramente: e non ritengo certo un crimine che l'opposizione si opponga (per l'appunto) ad un Presidente in cui non si riconosce e a delle politiche che con condivide.

La perversità di questo meccanismo la vediamo in questi giorni dove, di fronte ad una crisi mondiale e all'umiliante possibilità che l'unica "superpotenza" mondiale vada incontro ad un vergognoso fallimento economico, Democratici e Repubblicani non si mettono d'accordo, avendo giustamente due diverse ricette per uscirne: la tassazione su ricchi e speculatori per i Democratici, il taglio delle spese sociali per i Repubblicani. Alla fine, credo, si giungerà ad un compromesso, sbilanciato verso i Repubblicani, e gli Stati Uniti si salveranno dalla catastrofe. Ma è giusto che sia così? O meglio, è opportuno per un paese "forte" come gli USA avere un sistema elettorale che non garantisce una maggioranza al suo Presidente, esponendo il paese intero all'ingovernabilità?

Da questo punto di vista non abbiamo nulla da invidiare agli Americani: da noi, non appena il Governo perde la maggioranza in una delle Camere, si va ad elezioni. Perchè è lapalissiano che un Governo senza maggioranza non ha la capacità di governare il paese secondo il mandato degli elettori. E dunque è altrettanto lapalissiano che una democrazia forte è quella in cui vige un sistema elettorale che garantistica o comunque tenda a garantire una maggioranza a chi vince le elezioni, in modo tale da consentirgli, nei limiti del possibile e della salvaguardia della democrazia, di portare avanti sino in fondo il suo programma elettorale.

Certo, a meno che non si immagini una democrazia improntata all'eterna ricerca del compromesso, che poi si traduce sostanzialmente nell'eterna salvaguardia dell'esistente, con limitatissimi spazi di manovra verso il futuro (o il passato). E' quello che vogliono tutti i "neocentristi", che aborrono il "bipolarismo" che è la naturale conseguenza dei ragionamenti di cui sopra. Volontà legittima, sia chiaro: ma non vengano certo a spacciarcela come un sistema politico "forte" e capace di innovazione.

P.S. Spero proprio che vicende come quella americana facciano riflettere i più su come argomenti come quelli della legge elettorale magari non siano il massimo della passionalità ma sono certamente cruciali per il destino delle nostre democrazie. Anche, anzi soprattutto la nostra.

Convenienze
post pubblicato in Diario, il 25 febbraio 2010


                                            

Ora Renato Schifani chiede di rivedere l'elezione di Nicola di Girolamo. Ora che lo scandalo 'ndrino è venuto alla luce, il Presidente del Senato chiede alla Giunta delle elezioni di riaprire il procedimento avviato ormai due anni fa, appena dopo le elezioni del 2008, quando si scoprì che il senatore Di Girolamo, eletto all'estero, non risiedeva all'estero. La Giunta, come è ovvio, ne chiese la decadenza dal seggio, ma il Senato, presieduto da Schifani, si rifiutò di accettare la proposta.

Ora invece, per fare bella figura, si chiede invece di riaprire il procedimento. Cosa impossibile da fare senza infrangere le norme, per una serie di motivi che Marco Follini, presidente della Giunta, ha fatto notare al Presidente Schifani, oltre alla penosità della sua richiesta. Con eleganza, ma l'ha fatto. L'indecenza davvero non ha limiti.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Principi intoccabili
post pubblicato in Diario, il 8 gennaio 2010


                                              

Nello spronare la politica italiana a perseguire la strada del dialogo e delle riforme, tornata in voga con l'irruzione sulla scena del "partito dell'amore", il Presidente del Senato Renato Schifani, di malcelata parzialità berlusconiana, difende la necessità di riformare la Costituzione, anche se "non nella prima parte, quella dei valori, che non è mai stata messa in discussione".

Ebbene, qualcuno ricordi a Schifani, che pure dovrebbe saperlo (visto il suo ruolo), che, a proposito di "valori" e "prima parte della Costituzione", l'articolo 3 della nostra carta dei valori dice che "tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge". Non mi pare proprio che questo principio non sia mai stato messo in discussione ... e che le cosiddette "riforme" di cui si parla ne siano estranee ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Fannulloni e cloache
post pubblicato in Diario, il 3 maggio 2009


                                                

10 giorni di lavoro e 15mila euro lordi al mese di stipendio. E' il lavoro da sogno, peccato che ad usufruirne siano i nostri rappresentanti al Senato, che specialmente in momenti di crisi come questo dovrebbero dare dimostrazione di impegno e sobrietà, anzichè guadagnare cifre folli per lavorare un giorno ogni tre. E soprattutto dovrebbero farlo a maggior ragione quando contemporaneamente il Governo e il suo Ministro Brunetta chiedono ai dipendenti pubblici più presenza e produttività: e chi è più dipendente pubblico dei nostri rappresentanti?

A dire il vero non tutti i senatori stanno con le mani in mano. Di fronte alla denuncia fatta da Repubblica sui lavori al Senato, infatti, il capogruppo del PD ed il suo vice, ovvero Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, hanno confermato l'indecenza della situazione e denunciato come le proposte per cambiare ci sono, e ci sono fin dalla scorsa legislatura: peccato che i senatori del centrodestra, e da loro affini nel centrosinistra (i vari Mastella, ora passati nel PDL), abbiano sempre ostacolato la loro attuazione. Proposte più che sensate, che puntano ad un miglioramento sia di quantità che di qualità delle giornate lavorative, privilegiando l'attività in commissione, e non la mera esecuzione delle volontà governative nelle votazioni in Aula (si propongono 4 giorni alla settimana, di cui 3 in commissione ed 1 in aula). E lo stesso Presidente Schifani (PDL), ad Ottobre, aveva tentanto di "svegliare" i suo colleghi, e la situazione non era ancora così critica come ora (che addirittura capitano settimane con solo 7 ore di lavoro): ma niet, lorsignori vogliono dormire.

Anzi, al massimo replicano con dichiarazioni farneticanti, blaterando con molta arroganza sulle difficoltà del PD senza rispondere nel merito alle critiche, come fa il sen.Gasparri, che forse farebbe meglio per la decenza delle nostre orecchie a chiudere ogni tanto la bocca ... pardon, "cloaca", come lui definì, con la solita eleganza che lo contraddistingue, quella del CSM. 

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Figli di nessuno
post pubblicato in Diario, il 2 maggio 2009


                                           

Leggevo questo post sul blog di Dario Ballini e sono rimasto senza parole. C'era da aspettarselo, vista la deriva populista e xenofoba che stanno fomentando la Lega Nord ed il Governo, stravolgendo il nostro secolare sistema di valori, ma ora mi sembra proprio che la misura sia colma: qui si arriva addirittura a speculare sulle vite dei bambini.

Come infatti denunciato dall'ASGI, l'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, in un appello alla Camera dei Deputati firmato anche da numerosissime altre associazioni tra cui l'Unicef, l'art.45 dell'ennesimo "pacchetto sicurezza" (ddl c.2180), recentemente approvato al Senato e ora all'esame della Camera, impedirà il riconoscimento dei figli da parte di genitori privi di permesso di soggiorno. Il suddetto articolo, infatti, modifica l'art.6 del Dlgs 286/1998, eliminando l'eccezione attualmente prevista in base alla quale il cittadino straniero è esonerato dall'obbligo di presentare il documento di soggiorno per i provvedimenti riguardanti gli atti di stato civile (tra cui, appunto, il riconoscimento dei figli naturali).

Una norma incostituzionale sotto diversi profili, a cominciare dagli art. 30 e 31 della Costituzione, che prevedono il diritto-dovere dei genitori di mantenere i figli, e il dovere della Repubblica di proteggere la maternità e l'infanzia, ma soprattutto come violazione degli art. 7 ed 8 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, che riconosce ad ogni minore, tra le altre cose, il diritto di essere registrato immediatamente al momento della nascita, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori ed essere allevati da essi. Ma non c'è certo bisogno della Costituzione e dell'ONU per capire che questo provvedimento è una barbarie, che costringerà tanti bambini a nascere senza identità, senza cittadinanza, separati dai propri genitori ed invisibili a qualsiasi istituzione, e dunque facile preda di abusi e sfruttamento; inoltre, tale norma molto probabilmente indurrà tante madri, per la paura di vedersi il proprio figlio strappato dallo Stato, a non partorire in ospedale, con tutti i rischi conseguenti per la salute della madre e del neonato.

E allora mi unisco anche io ai firmatari dell'appello, sperando che il Governo si renda conto dell'errore (mi auguro compiuto inconsapevolmente), e che i Deputati fermino questo scempio dei valori della nostra civiltà che si sta compiendo ai danni dei più deboli di tutti: i bambini. Siamo ancora in tempo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Viva la tortura!
post pubblicato in Diario, il 5 febbraio 2009


                                                                     

Oggi il Senato ha approvato il "dl sicurezza", l'ennesimo pacchetto sicurezza approvato dal Governo Berlusconi per tenere buona l'opinione pubblica (ma quando s'accorgeranno gli Italiani che sono solo spot e che i problemi rimangono, anzi si aggravano?). Molti i provvedimenti discussi, alcuni fortunatamente bloccati ieri dal Senato con il Governo che è andato sotto ben 3 volte (poi qualcuno deve aver ricordato ai senatori "ragionevoli" del PDL chi comanda, ovvero la Lega Nord), altri no, tra i quali la tassa sui permessi di soggiorno (dagli 80 ai 200 euro ... ma stiamo scherzando?) e soprattutto l'abolizione del divieto di denuncia da parte dei medici che assistono clandestini. Ovvero, se un clandestino si presenta al Servizio Sanitario Nazionale, il medico che lo assiste dovrà denunciare la sua clandestinità alle Autorità competenti ... una palese violazione del Codice Deontologico e soprattutto una norma discriminatoria che porterà i clandestini a non farsi curare per paura della denuncia. Ma a mio parere la cosa più scandalosa è che ieri il Senato ha bocciato, seppur di poco, un emendamento del Partito Democratico che chiedeva l'introduzione del reato di tortura anche in Italia. Già, perchè per chi non lo sapesse, in Italia non è ancora previsto il reato di tortura. D'altronde, siamo nel Paese dove fu permesso alla Lega Nord di diffondere manifesti con scritto "Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa", e siamo nel Paese dove la Lega Nord è legalmente al Governo con consensi imbarazzanti, dunque non ci si dovrebbe meravigliare di niente.

Personalmente spero in una grande mobilitazione di massa che unisca tutte le forze di questo Paese stanche della propaganda fatta sulle spalle dei deboli, ma ci credo poco. Ormai essere "cattivi", come ha detto di essere il Ministro Maroni, fa guadagnare consenso. Oddio, non li farebbe guadagnare questi consensi se fossimo in un Paese con un informazione libera in grado di farne vedere i risultati (nessuno) ... ma, appunto, siamo in Italia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

La Giustizia è uguale per tutti ... ma per Qualcuno è più uguale
post pubblicato in Diario, il 17 giugno 2008


                                  

Molti, in parte anche il sottoscritto, si erano illusi che Silvio Berlusconi, una volta tornato al Governo, non avrebbe più fatto "leggi vergogna". La convinzione diffusa era che: "tanto i suoi interessi se li è già fatti tutti l'altra volta". Sbagliato.

Dopo una fase di (apparente a questo punto) disponibilità al dialogo, il premier nel giro di pochi giorni ha inanellato una serie di provvedimenti davvero poco rassicuranti. Innanzitutto il provvedimento sulle intercettazioni che, seppure rivisto rispetto alla proposta originale (sarebbe stato davvero troppo grave), rimane comunque uno "stupro" alla Giustizia Italiana, poichè, anzichè darle più strumenti e più fondi, le leva uno strumento importantantissimo per scoprire molti reati (anche quelli per mafie e corruzione, considerato che molte di queste indagini non iniziano con accuse di mafia e corruzione, ma questi aspetti spesso emergono successivamente). Ma il limite lo si è passato abbondantemente con le ormai note "leggi salva-premier".

Si tratta innanzitutto dei due emendamenti al decreto-sicurezza presentati oggi al Senato che prevedono il rinvio per un anno di tutti i processi che prevedono una pena massima di 10 anni, con il fine di "dare priorità ai processi di maggiore allarme sociale". Casualmente, fra i processi che verrebbero rinviati c'è anche il cosidetto "processo Mills", con sentenza prevista verso Ottobre, nel quale Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari (ah, tra l'altro oggi ha ufficialmente "ricusato" per l'ennesima volta il giudice). Ebbene, qualcuno mi dovrebbe spiegare come si può conciliare la voglia di sicurezza con la volontà di rinviare i processi e quindi ritardare sempre di più la condanna? Si parla tanto di certezza della pena: ma ormai fra prescrizioni e sospensioni varie il vero problema è la certezza della condanna. Una cosa è prevedere una "corsia preferenziale" per categorie ristrette di reati, una cosa è rinviare tutti i processi sotto i 10 anni.

Tra l'altro, poi, è decisamente incredibile il metodo con cui si sono presentati questi emendamenti. Sono stati infatti inseriti in un decreto, senza che ci sia alcuna urgenza; inoltre, sono stati inserite dopo che lo stesso era stato firmato da Napolitano, evidentemente per evitarne giudizi negativi (tant'è vero che Napolitano ha tuonato: "Non è il decreto che ho firmato"). Ma poi anche quella lettera che Berlusconi ha mandato al Presidente del Senato, Renato Schifani, in cui accuse gravissime vengono lanciate ai magistrati italiani, anche con una certa vena comica: "i miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato per fini di lotta politica". Insomma, una vera e propria "presunzione di innocenza", nel senso che l'imputato presuntuosamente si autoassolve. E, nonostante la gravità di tali affermazioni, tale lettera è stata letta integralmente nell'aula del Senato (e nell'edizione serale del TG5, sempre integralmente e senza contradditorio: la prima volta che abbia visto una cosa del genere).

Tra l'altro, poi, è stato più volte annunciato dai parlamentari del PdL (Quagliarello l'ultimo) che a breve sarà presentato anche un "lodo Schifani-bis", ovvero la versione "rivisitata" del vecchio lodo Schifani sull'impunità delle prime cinque cariche dello Stato (i cui processi verrebbero congelati per l'intera legislatura). Qualche malizioso potrebbe pensare: "ah, ecco perchè vengono rinviati i processi di un anno: così c'è il tempo di approvare il nuovo lodo Schifani". Ma è solo malizia.

Insomma, parasafrando George Orwell, si potrebbe dire "la Giustizia è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale".

P.S. Faccio una proposta al presidente Berlusconi: se davvero non è una norma "ad hoc" per lui, ma è invece una norma per gli Italiani, allora perchè non riuncia al congelamento (la rinuncia è prevista dal regolamento)? Purtroppo dubito che lo farà: non ha mai rinunciato mai alle sue prescrizioni...


Vince bene Berlusconi, benissimo la Lega, malissimo la Sinistra
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2008


                     

Scrivo un post se volete "inutile", perchè tutti quanti sapete i risultati. Silvio Berlusconi sarà per la terza volta alla guida del Paese, e, a scanso di soprese, per 5 anni, visto la vittoria forte alla Camera e buona al Senato (c'è ancora qualche incertezza su Liguria, Lazio, Sardegna e Abruzzo, ma comunque ben al di sopra dei 160 senatori). Circa l'8% il vantaggio su PD-IdV.

Le soprese principali provengono dal grandissimo successo della Lega Nord, che ha raggiunto più dell'8% (il doppio del 2006), ed è andata ben oltre il 20% in Lombardia e Veneto. Malissimo invece la Sinistra Arcobaleno, che incredibilmente non avrà rappresentanza al Senato, ma soprattutto alla Camera: ha ottenuto infatti meno del 4%.

Rinvio le analisi nel dettaglio a domani, con dati definitivi.

P.S. Comunque, una bella notizia è la tenuta dell'elettorato: circa l'80% di partecipazione, con meno di 4% di astensione rispetto al 2006. Certo, non è poco il tasso di astensionismo: ma certamente si tratta della sconfitta della forte voglia di astensionismo provocato dall'effetto Casta-Grillo.
Previsioni FrankMedia Polls
post pubblicato in Diario, il 13 aprile 2008


                   

Oggi è l'Election Day. In attesa dei dati veri, che arriveranno probabilmente anche questa volta dopo una giornata di passione, nessuno si può esimere dal fare la propria previsione. Ebbene, ecco le previsioni di FrankMedia Polls (ovvero io ...):

Berlusconi = 41-45%
    PdL = 36-38%
    Lega = 4-6%
    Mpa = 0-2%
Veltroni = 39-43%
   PD = 36-38%
   IdV = 3-5%
Bertinotti = 6-8%
Casini = 5-7%
Santanchè = 1-3%
altri = 0-2%

Sui seggi al Senato:

Berlusconi = 152-160
Veltroni = 147-155
Bertinotti = 3-8
Casini = 0-3
Santanchè = 0-2
Pallaro = 0-1

Come avete visto, ho usato delle "forchette", ma se volete calcolate il valore medio.

Verificheremo poi i risultati ...... buon voto!
Lotteria Senato
post pubblicato in Diario, il 29 marzo 2008


                             

Mancano 14 giorni al voto. Sono le due settimane cruciali della campagna elettorale, quelle che possono determinare la vittoria, la sconfitta o il pareggio. E le due settimane in cui non si possono più pubblicare sondaggi (almeno in via ufficiale...).
Già mi sono espresso sulla credibilità dei sondaggi. Credibilità che, dopo i fatti del 2006 (ultimi sondaggi e perfino exit-poll che assegnavano all'Unione una vittoria schiacciante intorno al 52-53%), è andata ormai persa. Vedremo se questa volta si riabiliteranno.
Comunque, gli ultimi sondaggi segnano un distacco medio Berlusconi-Veltroni al 7%, con Pd-IdV in crescita. Ecco il distacco per gli ultimi 10 sondaggi (25-26-27-28 Marzo):

Lorien (25 Marzo): 9%
Euromedia (26 Marzo): 8,6%
Demoskopea (25 Marzo): 8,5%
Gipieffe (27 Marzo): 8,4%
Demos (26 Marzo): 6,6%
Demopolis (27 Marzo): 6,5%
Crespi (27 Marzo): 6,5%
Digis (27 Marzo): 6,3%
Ispo (27 Marzo): 5%
Swg (27 Marzo): 5%

Dunque, si oscilla da un massimo del 9% ad un minimo del 5%. Nel valutare i sondaggi, comunque, si deve tenere conto del fatto che sono ancora molti gli indecisi: sono intorno al 25% e, secondo alcuni sondaggi di Makno e Sole24Ore, quelli orientati verso il PD sono quasi il doppio di quelli del PDL. Per questo si pensa che lo svantaggio possa ulteriormente ridursi.
Ma il dato più importante è il Senato. A causa del "meccanismo perverso" previsto da questa immonda legge elettorale (passata alla storia come "porcellum" per il suo stesso autore, Calderoli), prevederne il risultato è impossibile, poichè i senatori sono eletti su base regionale, con premio di maggioranza assegnato regione per regione. Ecco la situazione:

"Sicure" PDL-Lega-MPA    "Sicure" PD-IDV        Incerte

Lombardia                           Toscana                     Liguria        
Veneto                                 Emilia Romagna         Abruzzo
Piemonte                              Marche                      Lazio
Friuli VG                               Umbria                       Sardegna
Puglia                                   Basilicata                   Calabria
Campania                            
Sicilia                                   

A queste vanno aggiunti Estero (probabilmente 3 PD, 2 PDL, 1 Indip), Trentino AA (3 PD, 2 PDL e 2 Svp, che generalmente sta con il CSx) e Valdaosta (1 PD).

Quindi, rispetto al 2006 la Campania passerà quasi sicuramente al CDx, così come potrebbero farlo Liguria, Abruzzo, Sardegna e Calabria. Mentre il Lazio, grazie all'effetto-Veltroni e alla coincidenza con le comunali e provinciali di Roma (che da sola conta il 70-80% dei laziali), potrebbe passare al CSx. Tranne che nel caso della Campania, in queste regioni incerte secondo i sondaggi il divario fra PDL e PD è al di sotto del 2%. E se PD-Idv riuscirà a strappare 3-4 di queste 5 regioni, il Cdx quasi sicuramente non avrà una maggioranza al Senato. Questo a causa della presenza di Sinistra Arcobaleno e UDC, che in alcune regioni (probabilmente Emilia, Toscana, Umbria, Marche per la SA, la Sicilia e forse la Puglia per l'UDC) strappano seggi alla coalizione perdente: la SA al PDL, l'UDC al PD.

E' una lotteria. Che probabilmente non vincerà nessuno.

P.S. Per la cronaca, "trasgredisco" il black-out dei sondaggi e pubblico il risultato del mio sondaggio (si fa per dire: 39 voti ....): Pd 28%, Idv 10% (Veltroni 38%); PdL 18%, Lega-Mpa 5% (Berlusconi 23%); Sinistra Arc. 18%; UDC 3%; altri 13%; astenuti 5%.
Inutile dire che non si tratta di dati validi dal punto di vista statistico........... :-))
Presentate le liste: riecco "magnamortadella" e "lama"
post pubblicato in Diario, il 13 marzo 2008


                    

Quella sera del 24 Gennaio 2008 la politica italiana ha registrato uno dei suoi punti più bassi. Non per la caduta del Governo, ma per il comportamento indecente e diseducativo di molti senatori. Sarà ricordato come il "Senato dell'osteria", dove si brinda e si mangia mortadella. Si disse: "Non saranno più ricandidati": e invece rieccoli qua.

Cominciamo da Lamberto Dini e Giuseppe Scalera. Loro non hanno fatto niente di indecente, ma hanno sfiduciato il governo grazie al quale erano stati eletti. Dini, tra l'altro, era già passato dal centrodestra al centrosinistra nel '95. Era proprio necessario ricandidarli? Era proprio necessario "imbarcare" l'ennesimo partitino? E invece sì: i due esponenti liberaldemocratici sono stati candidati rispettivamente al Senato (Lazio) e alla Camera (Campania 1), e li rivedremo sicuramente in Parlamento. Il partito? Ovviamente, il Popolo delle Libertà.

Poi, le chicche. Il senatore Nino Strano, quello della mortadella, è stato ricandidato, nonostante le promesse di non farlo: precisamente, al 14esimo posto in Sicilia al Senato. Si è detto: "Lo abbiamo ricandidato, però è stato punito e non sarà eletto". Allora dovremmo credere che Berlusconi pensa di perdere in Sicilia, perchè chi vince là ottiene 15 senatori: quindi, a meno che l'MPA non prenda due senatori, Strano ci sarà.

Infine, il non-plus-ultra. Tommaso Barbato, quello dello "sputo", è stato ricandidato. Non dal PDL, ma dal suo alleato, l'MPA di Lombardo (al Senato in Campania). Aveva sputato e ricoperto di ingiurie il suo ex collega di partito, il senatore Cusumano, "reo" di aver tradito il suo leader Mastella (trascurando la lealtà a Prodi, capo della coalizione in cui Mastella e Udeur erano stati eletti). Salvo poi lasciare pochi giorni fa egli stesso l'Udeur con questa dichiarazione: "Dopo quindici anni di impegno intenso e vero nel partito di Clemente Mastella, durante i quali non mi sono mai risparmiato in Campania, per la mia gente, e, da ultimo, nell'aula parlamentare del Senato, giungo alla dolorosa decisione di lasciare il partito. Un partito nel quale ho dato fino ad oggi il massimo di lealtà e per il quale non mi sono mai tirato indietro, anche nei momenti più difficili".

Anche nei momenti più difficili...... Ridicolo.

Alla fine, solo Mastella, dei protagonisti in negativo di quella serata al Senato, non è stato ricandidato. Povero Clem.
L'osteria
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2008


                

Approfitto di questa giornata non particolarmente fitta di notizie interessanti per tornare su un episodio di una decina di giorni fa che non ho molto approfondito. Ovvero ciò che è successo al Senato dopo che il presidente Marini ha annunciato ufficialmente la caduta di Prodi.
Il noto blogger Mario Adinolfi ha secondo me sintetizzato bene la questione: ciò che passerà alla storia non sarà certo la prima frase di Marini, ovvero quella della sfiducia, ma la seconda: "Senatori ... quella bottiglia là ... non siamo mica all'osteria!".

Ecco. In quel momento erano collegati milioni di Italiani, chi amareggiato, chi al settimo cielo. Ma se c'è una cosa che, credo, abbia accomunato tutti gli Italiani è il senso di disgusto per il comportamento di chi ci rappresenta, o perlomeno di una parte. Perchè è semplicemente disgustoso che in un aula di Parlamento si brindi alla faccia dell'avversario. Che si mangi la mortadella a mò di sfottò. Che si sputi in faccia ai propri colleghi. Che si dica ch...ca, fr...io, ch...ca sq....lida, pezzo di m....., eccetera ai propri colleghi. 
Per non parlare poi dei dibattiti politici, nei quali fin troppo spesso i politici si accavallano fra di loro, si urlano in faccia, senza il rispetto delle più comuni regole della convivenza civile. Per non parlare poi delle dirette parlamentari, nei quali si vedono aule che dire semi-vuote è un complimento, dove chi parla è applaudito solo dal compagno affianco, mentre gli altri sono indaffarati in tutt'altre vicende. Per non parlare di politici che festeggiano con cannoli l'esser stati condannati "solo" a cinque anni. Ma che decenza è questa?

Come possono i professori e i genitori educare alla civiltà e al senso dello Stato i propri figli, se poi questi ultimi guardano Senatori della Repubblica comportarsi peggio di bambini dell'asilo? E parlamentari senza il minimo rispetto per il proprio lavoro?

E poi si mandano le classi in "viaggio di istruzione" al Parlamento.........

P.S. Scusate se posso essere sembrato demagogico: tengo a precisare che ovviamente non tutti si comportano così. Per fortuna, nonostante tutto, ci sono ancora molti politici che ci credono in quel che fanno.
Sfoglia giugno        agosto
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca