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il blog di Francesco Zanfardino
Imeneplastica
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2010


Rifarsi una verginità. E' l'intento palese del centrodestra che si cela dietro la decisione del ministro Gelmini di inviare gli ispettori in una scuola dell'infanzia di Livorno, dopo una denuncia del "Giornale". Infatti, dopo l'indecente epopea della scuola "leghista" di Adro, cosa meglio di una bella accusa ai comunisti di strumentalizzare anch'essi un istituto pubblico?

Peccato che le due faccende non siano affatto confrontabili. Da una parte, ad Adro, avevamo centinaia di simboli di partito disseminati ovunque nell'istituto, con i suoi studenti a continuo contatto visivo e manuale con questi simboli. Da questa parte, a Livorno, ci sono due bandiere comuniste ad affiancare una targa, quella che ricorda la fondazione del PCI nel 1921 (la famosa "scissione di Livorno", al congresso del Partito Socialista), posta su ciò che resta del teatro che ospitò l'evento e che ora fa parte, come retro, dell'istituto scolastico. Da sottolineare l'enorme differenza quantitativa della presenza dei simboli e anche l'enorme differenza qualitativa: la targa e le bandiere sono esposte dal lato strada, quindi invisibili a chi frequenta l'istituto dall'interno; inoltre, su questo retro non ci sono entrate.

Ma per Gelmini & Co questo è sufficiente per inviare, immediatamente, gli ispettori. Peccato che ci abbiano messo una settimana, dopo ondate di polemiche crescenti, per prendere provvedimenti sulla scuola di Adro. Come si dice: quando commetti un errore, fai credere che lo commettano anche tutti gli altri. Tutti devono sembrare uguali.

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Scuole vuote, cervelli vuoti, Italia vuota
post pubblicato in Diario, il 19 settembre 2010


                                            

Con un bel reportage ora L'Unità rivela quello che, in realtà, dalle mie parti è quel che si dice un "segreto di Pulcinella": scuole private dove si compra il diploma, senza frequentare. A Napoli, per l'appunto, ma non solo lì. Una retta da tremila euro, grazie alla quale loschi imprenditori dell'imbroglio si arricchiscono senza nemmeno pagare gli insegnanti, che falsificano i registri (per non dover far frequentare davvero gli alunni), le interrogazioni e persino i compiti in classe (li devono fare loro, tutti!) ricevendo in cambio unicamente i punteggi per poter salire in gradutoria per l'assunzione nella scuola pubblica: già, perchè in questa Italia da tardo impero anche dei punti sono una valida retribuzione.

Quella dei "diplomifici-puntifici" è purtroppo una realtà devastante e diffusa dell'istruzione Italiana. E non si può far finta di niente: ne va del futuro dell'Italia e della sua credibilità. A maggior ragione quando, per superare la crisi, va ancora di più valorizzata la "cultura del merito", del resto tanto vagheggiata dal ministro Gelmini. Senza però far seguire i fatti. Anche se, a dire il vero, il "la" alla privatizzazione sfrenata e sregolata dell'istruzione fu avviata dall'allora governo D'Alema nel 2000, quando, magari anche con buoni propositi, si stabilì la parificazione tra le scuole pubbliche e quelle private dal punto di vista dei finanziamenti statali ... ma senza pensare poi alla parificazione della qualità fra i due tipi di scuola.

Andrebbero quanto meno resi più efficaci i controlli, inaspriti i meccanismi legislativi, ma in realtà va fatta una scelta: o si aboliscono proprio le scuole paritarie, o si inserisce un serio e giusto criterio di valutazione che limiti i danni (e che inoltre sarebbe utile anche per le scuole pubbliche). Di certo, restare così non si può. Sono due scelte se vogliamo di "coraggio", specialmente a sinistra. Ma non voglio ritrovarmi sempre più nel Paese dei "ragli".

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Per colpa di un idiota
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2010


                                            

Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti in un suo noto film. Specialmente le parole violente, quelle che istigano all'odio. Spero che il "reverendo" Jones abbia imparato la lezione, con un rimorso che gli rimarrà per tutta la vita per aver dato, con le sue parole di odio verso il Corano, dichiarandolo addirittura di volerlo bruciare in pubblica piazza (roba da Inquisizione, roba da Medioevo) il pretesto ad un gruppo di folli in India per appicare il fuoco ad una scuola cristiana e provocare (almeno) 13 morti. E chissà quanta morte, quanto dolore, quanta sofferenza provocheranno ancora quelle folli dichiarazioni.

E spero anche che dismetterà i panni da reverendo, che dovrebbe vergognarsi di vestire. Prima di bruciare i testi sacri altrui, impari a leggersi i propri. Ma il vero dramma è che di idioti come Jones ce ne sono tanti. Troppi. Anche in Italia, anche nelle istituzioni. Il tutto per un po' di visibilità. Mi domando come facciano a guardare quel crocifisso, che pure tanto vogliono vedere esposto ovunque.

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Il marchio
post pubblicato in Diario, il 12 settembre 2010


                                             

Oggi molti, compreso il sottoscritto, hanno notato la presenza, tra l'altro non nuova, di bandiere col sole delle Alpi, il presunto simbolo della presunta Padania e della Lega Nord, sotto il palco del GP di Monza. Un episodio insolito per una manifestazione sportiva, e anche inopportuno, specialmente se non fosse stato un gesto spontaneo di elettori o militanti del Carroccio ma, come molto più probabile che sia, un gesto chiesto dall'alto, magari come segnale poltico ad Alemanno e al suo GP di Roma "ladrona".

Ma, quantomeno, il simbolo non si trovava sul palco, o sull'asfalto del circuito, il che avrebbe suscitato innumerevoli polemiche ed ondate di indignazione popolare. Quelle che mi auguro di vedere, magari insieme ad una bella azione giudiziaria, a proposito di questa scuola di Adro dove il Sindaco, non pago di essere finito all'attenzione di tutta Italia per aver tolto il pane a dei bambini solo perchè figli di immigrati poveri, ha deciso di diffondere il suo vangelo leghista persino nelle scuole, piazzando il sole delle Alpi ovunque, dalle tetto alle vetrate, dal posacenere allo zerbino, dai cartelli di divieto ai banchi  (vedere i video per credere).

E meno male che era la sinistra ad occupare le scuole. "Niente politica a scuola" ... alla faccia!

P.S. E non mi venite a dire che il sole delle Alpi è il simbolo di un "territorio" o di un "popolo" perchè sareste ridicoli.

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Spendiamo troppo?
post pubblicato in Diario, il 7 settembre 2010


                                                   

Secondo la Gelmini in Italia spendiamo troppo per la scuola, e infatti il Governo Berlusconi nella sua prima manovra taglio 8 miliardi di euro alla spesa pubblica per l'istruzione. Non solo: spenderemmo troppo per i nostri insegnanti (addirittura il 97% del budget per la scuola pubblica! Una palese idiozia).

Poi ti arriva l'OCSE, e ti conferma per l'ennesima volta che quelle della Gelmini sono solo palle: l'Italia è penultima sui 33 Paesi dell'area OCSE per spesa pubblica in istruzione. E gli insegnanti sono tra i meno pagati.

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Idiot ... ehm, idiomi.
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2009


                                             

Sarò breve: il 38.6% degli Italiani dichiara di non conoscere alcuna lingua straniera (e secondo me stiamo anche messi molto peggio, se contiamo quelli che le parlicchiano solamente). E poi c'è qualcuno che osa ancora parlare di insegnare il dialetto nelle scuole...

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Comunque inferiori
post pubblicato in Diario, il 23 agosto 2009


                                               

L'estate sta finendo, e tra un po' centinaia di migliaia di ragazzi torneranno sui banchi di scuola. Chissà se torneranno le contestazioni dello scorso autunno, proprio ora che le conseguenze delle decisioni prese allora avranno il loro effetto più devastante (tagli di fondi, tagli di posti di lavoro, ritorno al passato). Tutto in nome del merito, almeno secondo la mente contorta del Ministro Gelmini (in realtà burattinata da Tremonti e dalle sue "forbici").

Uno dei tormentoni difensivi del Governo in quel periodo fu proprio l'esigenza di introdurre un sistema di valutazione del servizio scolastico, in base al quale poi assegnare meritocraticamente i fondi e premiare i dipendenti, insegnanti e non solo, migliori. Esigenza giustissima, di cui però non si trovò praticamente traccia nei provvedimenti adottati dalla Gelmini (eccezion fatta per qualche milioncino di euro redistribuito fra le Università con un sistema che di meritocratico ha ben poco). E che se si dovesse basare sull'attuale sistema di valutazione, sarebbe certamente meritevole di una rivoluzione studentesca, altro che rivolta. Almeno tra i "meridionali".

E' successo infatti che, mentre l'Italia mediatica si concentrava sulla squallida operetta del "partito del sud" o alle solite indecenti dichiarazioni estive di Bossi, è passata impunemente sotto silenzio qualcosa di ben più importante (ed offensivo) per il Sud. Ovvero la pubblicazione dei dati Invalsi sulla preparazione degli studenti italiani di terza media. E' successo che la prova nazionale, commissionata ogni anno dal Ministero dell'Istruzione, avrebbe dato, risposte alla mano, i risultati migliori agli studenti meridionali, seguiti da quelli del Centro. Ultimi i settentrionali. Invece, alla fine la graduatoria è stata capovolta: Nord, Centro, Sud. E viva la Padania. Secondo i tecnici dell'Invalsi, infatti, dai risultati emergerebbero "anomalie" che farebbero supporre comportamenti "opportunistici" da parte di studenti e prof del Sud: insomma, avrebbero copiato e/o sarebbero stati aiutati dai prof per evitare le possibili conseguenze di una "figuraccia". Così, è stato dapprima utilizzato il normale sistema di individuazione e correzione dei dati anomali, il cosiddetto hard clustering. Ma, siccome la situazione rimaneva pressochè invariata, hanno adottato il metodo fuzzy logic, che assegna ad ogni studente un "coefficiente di correzione". In pratica, agli studenti meridionali il punteggio è stato moltiplicato, che so, per 0.8, mentre ai settentrionali è stato moltiplicato per 1,2. Solo perchè lo studente è nato in un luogo anzichè in un altro. E così alla fine è stata fatta (presunta) giustizia.

Ora, a parte il fatto che se è vero come è vero che al Nord ci sono tanti prof meridionali (tant'è vero che la Lega Nord vuole mandarli via), non si capisce perchè quando stanno al Sud sono imbroglioni e quando stanno al Nord magicamente diventano campioni d'onestà. Ma la cosa scandalosa è un altra: è ammissibile che si stabilisca "per legge", per motivazioni del tutto arbitrarie, che un voto di un punteggio di uno studente del Nord valga per forza di più di un collega meridionale? Io lo trovo, oltre che razzista, illogico: che cavolo li si fanno a fare, allora, i test Invalsi? Tanto la graduatoria si stabilisce a priori! Perciò, se i problema degli imbrogli esiste, si cerchi un miglior metodo di valutazione, altrimenti meglio non buttare denaro pubblico per mettere in campo una sceneggiata inutile. E soprattutto non ci si azzardi a fare politiche del "merito" con questi squallidi sistemi.

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La Fraintesa
post pubblicato in Diario, il 19 luglio 2009


                                             

Diminuiscono i bocciati. Sia nei primi quattro anni delle superiori, sia alle medie. Tutto il contrario di quello che certificavano gli "exit poll" del Ministero dell'Istruzione, che prevedevano un boom di bocciati sia alle superiori che alle medie. E fin qui niente di grave, anche per la Gelmini, può sempre dire che la qualità dei ragazzi sia migliorata, addirittura ben oltre le previsioni, e che lo sia grazie alla sua "scuola del rigore". Oppure potrebbe dire che sono ancora gli effetti di quel "comunista" di Fioroni (seh, comunista...). E viva la Gelmy.

Il problema, però, è che, all'uscita degli "exit poll", la Gelmini dichiarò: "Non è mai bello quando un ragazzo perde l'anno, però certamente penso che il ritorno alla scuola del rigore, dell'impego e della serietà sia una buona notizia per il Paese: la meritocrazia è la più alta forma di democrazia. La scuola buonista del '68 è stata archiviata".

Non so da voi, ma dalle mie parti si direbbe che la Gelmini ha fatt 'na granda figur e m****. Spero lo ammetta, magari non usando questi volgari napoletanismi, ma mi sa che seguirà le orme dello zio (Silvio): "sono stata fraintesa", "tutta colpa dei comunisti", eccetera eccetera ... ammesso che i vari Tg che ne ripresero trionfanti le improvvide dichirazioni siano altrettanto solerti nel chiederle spiegazioni. Mi sa di no.

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Clandestini di serie B
post pubblicato in Diario, il 5 luglio 2009


                                                 

Prima ti mettono il reato di clandestinità, un obrobrio giuridico per il quale si viene incolpati non di un'azione, ma di una condizione d'esistenza. E così facendo emarginano dalla società centinaia di migliaia di persone (impedendogli di curarsi e di frequentare la scuola, per esempio), spingendoli ancora di più verso la criminalità, in barba alle "esigenze di sicurezza degli Italiani" che il Governo dice di voler soddisfare con questo provvedimento.

Poi, questi pseudo-cattolici tipo Giovanardi, propongono di tornare indietro, con un provvedimento simile ad una "pillola del giorno dopo" (ottima la definizione del PD). E perchè? Perchè, poverini, si preoccupano per le tante colf e badanti che a causa di questa legge entrerebbero nell'illegalità più totale. Ammettendo quindi l'errore commesso, anche se parzialmente.

E tutti gli altri? Clandestini di serie B. Loro non lavorano per la borghesia padana o per i pensionati elettori di Berlusconi e company ...

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Si preservi il fiato
post pubblicato in Diario, il 20 giugno 2009


                                                        

Qualche giorno fa la Provincia di Roma ha approvato una mozione, presentata da Sinistra e Libertà e sostenuta da una raccolta firme organizzata, appunto, dai Giovani di S&L e del Pd, insieme a "circolo Mario Mieli", "Associazione Luca Coscioni" e "Rosa Arcobaleno", che comporterà l'installazione di distributori automatici di preservativi negli istituti superiori della Provincia, (fatta salva ovviamente l'autonomia delle singole scuole, che potranno decidere se installarli o no).

La decisione ha suscitato le immediate critiche degli ambienti ecclesiastici, con i soliti discorsi del tipo "strisciante relativismo", "banalizzazione della sessualità", "istigazione al sesso facile", "c'è ben altro da fare", eccetera. D'altronde la Chiesa non ha mai nascosto la sua contrarietà ai preservativi, e putroppo non solo dal punto di vista dogmatico (recentissima la grossolona sortita del Papa, in viaggio in Africa: "i preservativi non risolvono il problema dell'Aids"). A me sembrano polemiche sterili, oltre che pericolose. Innanzitutto perchè frutto di una forte ignoranza, o di un forte distacco dalla realtà, che ci dice che l'età del primo rapporto sessuale si sta sempre più abbassando, che la promiscuità sessuale fra i giovani è sempre più diffusa, e che i rapporti "protetti" sono ancora lontani dal diventare la prassi. E che, in ogni caso, a 13-14 anni certo non si crede più alla storiella del cavolo o della cicogna ... 

Fare finta di niente, o peggio ancora credere che un distributore di preservativi a scuola possa stimolare gli impulsi sessuali dei ragazzi, sono dunque atteggiamenti più che sbagliati. Pericolosi, appunto, perchè contemporaneamente all'aumento della promiscuità sessuale nelle fasce giovanili sta diminuendo l'attenzione sui temi dell'Aids e delle altre malattie sessuali, vero tormentone fino ad una decina d'anni fa. Le critiche della Chiesa, inoltre, risultano ancora più controproducenti se riflettiamo sul fatto che rapporti non protetti possono portare a gravidanze indesiderate, e dunque a possibili aborti, tanto avversati proprio dalla Chiesa.

Avrei compreso, piuttosto, quache critica sull'utilità dell'iniziativa ... perchè certo per procurarsi preservativi non c'è bisogno necessariamente di distributori a scuola. Più ce ne sono, però, meglio è (e soprattutto in luoghi così frequentati dai giovani), anche perchè la loro presenza aiuta la sensibilizzazione al "sesso protetto". E, a tal proposito, nessuno di coloro che criticano il provvedimento hanno notato che nella mozione approvata dalla Provincia c'è appunto l'istituzione di corsi scolastici sulla prevenzione. Evidentemente tanto oscurantismo deve aver annebbiato la vista a qualcuno.

P.S. No comment, invece, sugli esponenti del centrodestra, subito pronto a sostenere le tesi dei vari cardinali: evidentemente, con il loro Capo nel mezzo di uno scandalo sessuale, devono aver dimenticato la coerenza e la decenza da qualche parte.

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Riporto Report: Come tu m'insegni
post pubblicato in Riporto Report, il 20 aprile 2009


                                              

Come ogni Lunedì, a Discutendo si parla di Report. Stavolta la trasmissione dell'ottima Gabanelli ha parlato di scuola in senso economico, ovvero valutando le modalità e gli effetti dei tagli della Gelmini e i vari sprechi intoccati o inefficientemente combattuti dal Governo (qui il video della puntata, qui la trascrizione integrale)

COME TU M'INSEGNI (di Stefania Rimini)

La puntata comincia con un dovuto riferimento al terremoto d'Abruzzo, mettendo in evidenza come la maggior parte delle scuole italiane sia fuori dagli standard anti-sismici, e già questo getta piena luce su come l'Italia stia attenta al suo futuro.

Ma l'intera puntata verte sulla questione economica, dunque si comincia dai tagli: il Governo, rappresentato in puntata dalla Gelmini, ha deciso di tagliare le piccole scuole (sotto i 50 alunni), dimenticando che molte di queste si trovano in zone impervie, e la loro scomparsa comporterà enormi disagi per molte famiglie. La Gelmini assicura che si valuterà caso per caso: intanto però nel Sud ci sono tantissime scuole illegali" che hanno i presidi senza avere il minimo di 500 alunni, con un costo di centinaia di milioni di euro; ma anche qui la Gelmini dichiarà che s'interverrà, sebbene sia materia di competenza delle Regioni. Sempre per risparmiare, si innalza il numero di alunni per classe, fino alla trentina, con le evidenti conseguenze di difficoltà di gestione della classe da parte dei docenti. Situazione aggravata dal taglio delle compresenze, ovvero quelle quattro ore settimanali (alle elementari) dove contemporaneamente in classe sono presenti due docenti; anzi, con la scelta del maestro unico, si avrà un unico insegnante per tutti i giorni e per tutto il giorno. Tutto per risparmiare docenti, e quindi denaro, ma siamo sicuri che sia la scelta didattica giusta? Se proprio si voleva evitare il "modulo", ovvero i tre insegnanti distribuiti su due classi, che può essere considerato uno spreco, non era forse meglio mantenere il modulo ma a due insegnanti, in modo da avere sempre due insegnanti ogni due classi, ma perlomeno i bambini avevano a disposizione due insegnanti e non solo uno? E poi perchè in molti istituti privati, che per logica sono votate al risparmio, le compresenze esistono e sono salvaguardate, con ottimi risultati sull'apprendimento?

Ma, tutto sommato, queste sono pur scelte ammissibili. Si potrebbe sindacare sul fatto che se proprio dobbiamo tagliare qualcosa, tagliamo i vari privilegi, i vari sprechi della politica, e poi tocchiamo la scuola, ma non è questo il punto. Il punto é: se proprio dobbiamo tagliare, tagliamo in maniera equa. Invece le cose più utili si tagliano, mentre si lasciano molte cose, dall'utilità dubbia, così come sono: e qui Report fa un elenco di veri "sprechi" nella scuola, ovvero il finanziamento pubblico alle scuole private (in realtà la Gelmini ci aveva provato, ma, a differenza delle proteste studentesche, andate inascoltate, è bastato un lamento dei vescovi, preoccupati per le tante scuole private cattoliche, e si è rinunciato al taglio), i finanziamenti alle scuole italiane all'estero (dai costi esorbitanti ed ampiamente sopra la media), l'appalto delle pulizie a ditte esterne, quand'invece sarebbe già competenza dei bidelli (che si ritrovano a star lì, pagati per far niente o quasi).

E questo fa ancor più rabbia se si pensa che le scuole si ritrovano quest'anno con un budget molto ridotto rispetto al passato. Così va a finire che i genitori organizzano collette per fornire alla scuola ciò che la scuola dovrebbe garantire (carta igienica, sapone, ecc.). E contemporaneamente magari le scuole sono in condizioni pessime, senza riscaldamento o scale antincendio o ascensori per disabili o tutte queste cose insieme, e quando qualcuno (Provincia o Comune, che spesso si rimpallano le responsabilità) interviene, magari i lavori vengono mal fatti (ma i soldi vengono spesi, o meglio sprecati). Perchè non ci sono o quasi controlli sulla spesa, nella migliore delle ipotesi, oppure a volte le leggi son fatte apposta per sprecare soldi (come i tetti massimi per l'acquisto di banchi e sedie, spropositati rispetto al valore reale).

Ma torniamo ai tagli. A causa dei tagli della Gelmini, migliaia di disabili perderanno l'insegnante di sostegno, oppure questi si dovrà occupare contemporanemente di molti bambini disabili. Alcuni, come i dislessici, addiritturà non ne avranno più diritto, essendo considerati "disabili lievi". E, in generale, il taglio degli insegnanti comporterà la diminuzione del tempo scuola, ovvero diminuiscono le ore di lezione. Mentre nel frattempo si sprecano migliaia d'euro per ogni insegnante che si butta nel sindacato, o nella politica, senza fare lezione. Per non parlare delle assurdità per l'assunzione dei supplenti: le peripezie della legge fanno sì che si sprechino milioni di euro l'anno solo per cercare i supplenti, con metodi vetusti e disorganizzati. E perchè, i professori che "scaldano la sedia"? Ce ne sono tanti, ma per la legge basta che si diventi insegnanti "di ruolo", nessuno ti può toccare, anche se non fai niente. E così, tagliando gli insegnanti, si va a tagliare gli insegnanti precari, anche se magari sono molto più bravi e presenti di quelli di ruolo.

Ma come vengono assunti gli insegnanti? Secondo le graduatorie. Peccato che i punteggi sembran fatti apposta per non premiare il merito, tanto che è molto più facile ottenere alti punteggi frequentando master privati, che spessissimo sono semplici formalità (basta che paghi, e ti regalano i voti). La risposta della Gelmini? Stiamo pensando a far decidere direttamente ai Presidi chi assumere e chi no. Già, peccato che gli stessi Presidi sono a loro volta incompetenti e magari messi lì per rapporti di potere, e dunque sceglieranno chi assumere in base a questi criteri. E chi garantisce il merito? La verità è che servirebbe un sistema di valutazione, e introdurre il merito a tutti i livelli, a cominciare dal Ministro: perchè da Ministro competente derivano collaboratori competenti, presidi competenti, professori competenti, eccetera.

Ma, tornando alla questione economica, torniamo a ripetere: alle scuole italiane i soldi non mancano. Le scuole possono infatti accedere ai cosidetti "progetti", PON e POR, finanziati spesso dall'Unione Europea: peccato che spessissimo si sperperano questi soldi, senza nemmeno raggiungere l'obiettivo. Perchè il punto è sempre quello: non ci sono controlli, gli ispettori (tra l'altro pochissimi rispetto al resto d'Europa) vengono pagati per far niente, e allora i Presidi gestiscono i fondi come vogliono (magari per favorire "amici", come ammesso da uno di loro). E quando un direttore scolastico si impegna e scoperchia la pentola dell'assenteismo, viene zittito dai "piani superiori" (come capitato ad una di loro intervistata da Report).

E l'Università? Qui, se dobbiam parlare di merito, dobbiamo parlare soprattutto di assunzione dei professori e di concorsi. Ci sono le commissioni a valutare, ma i criteri di scelta sono i soliti, e alla fine il merito viene ammazzato dalle raccomandazioni. E così l'Università va a rotoli, e i nostri cervelli vanno all'estero. E poi ci lamentiamo che l'Italia è arretrata.

IL MIO COMMENTO: Che dire ... il problema della formazione in Italia è alquanto complicato, perchè, se da un lato mancano i giusti investimenti nella ricerca, nella qualità dell'offerta formativa, nella sicurezza degli istituti, eccetera, dall'altro assistiamo ad una marea di sprechi che fanno sì che la scuola diventi politicamente un costo da tagliare e non un patrimonio su cui investire. Occore dunque colpire questi sprechi, destinando le risorse risparmiate agli investimenti di cui prima; ma soprattutto è indispensabile introdurre un sistema di valutazione, sia dell'insegnamento che dell'apprendimento, che, se non garantisca, perlomeno aiuti il merito a penetrare in un sistema dove a vincere sono sempre più le posizioni che non le capacità.

Altre rubriche: "L'Emendamento" (qui video, qui testo) stavolta parla della class-action, l'azione collettiva risarcitoria introdotta dal Governo Prodi ma più volta rinviata da quello Berlusconi, che tra l'altro la sta svuotando man mano fino a renderla inoffensiva (forse per tutelare gli interessi di pochi ma potenti imbroglioni?). La "Goodnews" (qui video, qui testo) di oggi riguarda invece lo spin-off, ovvero come creare ricchezza nonostante la crisi semplicemente facendo quello che si fa in tutto il mondo: trasformare in realtà i prodigi delle nostre università.

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Soluzione geniale
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2009


                                                   

Qualcuno, guardando i dati di Repubblica.it sulla scuola elementare, che mettono in evidenza come a causa dei tagli della Gelmini che quel 90% di famiglie Italiane che ha scelto il modulo a 30 ore (quello attualmente adoperato, salvo eccezioni, ovvero le 40 ore del "tempo pieno) non potrà essere soddisfatto, per mancanza di fondi e insegnanti (e quindi dovranno adeguarsi quasi tutti ai moduli a 27 o, più probabilmente, a 24 ore), si è preoccupato del fatto che molte famiglie di lavoratori avrebbero avuto difficoltà con l'accompagnare e/o venire a prendere i loro figli da scuola (oltre a tutte le conseguenze di tale situazione sull'offerta formativa e sulla pedagogia).

Ma quei saputelli di Repubblica non hanno capito un'acca: la strategia del Governo è coerente e chiara. Nessun problema: basta lasciar diventare disoccupati milioni di Italiani ... magari da precari, così non avranno nemmeno gli ammortizzatori sociali (o i sussidi proposti da Franceschini, che Berlusconi ha rifiutato di adottare, visto che evidentemente in tempi di crisi qualche sacrificio sui propri privilegi proprio non si può fare) così avranno tutto il tempo e i modi per accudire i figli! Semplice, no?

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