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il blog di Francesco Zanfardino
Una pulitina, e via
post pubblicato in Diario, il 20 febbraio 2010


                                                     

Le solite truffe della propaganda. A fine anno Tremonti & Co avevano detto che l'operazione "scudo fiscale" era stata un trionfo, con 95 miliardi di euro "scudati", il 98% dei quali effettivamente rimpatriati, quindi a disposizione del sistema Italia. Ma oggi si scopre, grazie a Repubblica, che in realtà i soldi effettivamente rimpatriati sono il 41%, esattamente 34,9 miliardi. Dati di Bankitalia. Questo perchè i capitali possono benissimamente essere regolarizzati, tramite il pagamento della famosa tassa del 5%, e restare all'estero.

Dunqu, non solo si è assistiti ad una maxi-ripulita di capitali frutti di frode, con poco più di 4 miliardi su 95 guadagnati, ma si è avuta anche la beffa di non mettere i capitali "ripuliti" a disposizione dell'economia italiana. Bel "successo", Tremonti.

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E no, Presidente
post pubblicato in Diario, il 3 ottobre 2009


                                                      

Alla fine ieri il Governo ha ottenuto la fiducia sullo scudo fiscale. Dato che sarebbe il terzo post sull'argomento in una decina di giorni, tralascio il giudizio di merito sul provvedimento, che ho già abbondantemente discusso (ricordando, però, che la Gdf negli ultimi 8 mesi ha recuperato con la lotta all'evasione gli stessi soldi che Tremonti punta di guadagnare con lo scudo). Tralascio anche il commento sulle assenze nell'opposizione, anche se inviterei una maggiore prudenza nel criticare il gruppo parlamentare meno assenteista, in piena fase congressuale e comunque non certo l'unico a presentare assenti ingiustificati.

Concentro, invece, l'attenzione su una risposta data dal Presidente Napolitano ad un cittadino che gli chiedeva di non firmare lo scudo fiscale, per difendere "le persone oneste". Il Presidente ha infatti risposto, tra l'alterato e lo stanco, che "non firmare non significa niente. Nella Costituzione c'è scritto che il Presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi, il Parlamento vota un'altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite di non firmare, non significa niente".

E no. Anche qui, non entro nel merito della decisione di Napolitano, e anzi critico la polemica pretestuosa inscenata ogni volta da Di Pietro. Ma il Presidente ha detto una cosa grave. Ha certamente ragione sul piano dei fatti, poichè effettivamente se Napolitano non firmava, il Governo avrebbe potuto far votare di nuovo la stessa legge ed aggirare il Quirinale, nel pieno rispetto della Costituzione; potrei obiettare che, comunque, la non firma del Presidente è un segnale di fronte al quale difficilmente si può fare spallucce, ma sorvoliamo. Il problema è un altro: anche se "potrebbe non servire a nulla", una legge non va firmata dal Presidente, se ritiene che non vada promulgata. Poi la cosa potrebbe avere effetti sicuri, come nel caso Eluana, o no, ma non va firmata.

Dunque, Napolitano a quel cittadino avrebbe dovuto rispondere con le motivazioni che lo hanno spinto a firmare la legge, non dicendogli praticamente che il Presidente della Repubblica è impotente. Sicuramente sarà stata una risposta dettata dalla fretta, ma il Presidente farebbe bene a precisare il significato di quelle parole. Ne va della sua stessa credibilità.

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Lo scudo della vergogna
post pubblicato in Diario, il 15 settembre 2009


                                               

Oggi è entrato in vigore lo "scudo fiscale",  fortemente voluto dal Governo e da Tremonti (nonostante avesse promesso in campagna elettorale), ovvero la possibilità di far rientrare, a condizioni vantaggiose, i capitali illegalmente detenuti all'estero (per evadere le tasse nei paradisi fiscali, ad esempio). Ai tanti furbetti italiani basterà pagare un'aliquota del 5% sulle somme (o beni) espatriate  per sanare la propria situazione col Fisco, in pieno anonimato e protetti da ogni sanzione, dai reati di dichiarazione infedele e omessa dichiarazione, e da futuri accertamenti fiscali sulle somme regolarizzate.

Più che di scudo fiscale, comunque, si tratta di uno scudo della vergogna. Uno schiaffo per i tutti i contribuenti e gli imprenditori onesti che pagano quello che devono al Fisco e si vedono competere slealmente con i soliti furbi che evadono le tasse e si vedono ricevere pure un "bravo, complimenti" dallo Stato, grazie a provvedimenti vergognosi come questi. Si prova a giustificare tali ignominie dicendo "meglio il 5%, che niente". Sarà, ma, mettendo anche da parte gli effetti negativi sulla fedeltà fiscale (di certo provvedimenti del genere non incentivano a pagare le tasse), credo che lasciar fare a Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate sarebbe convenuto di più, vista la bassa aliquota imposta: insomma, magari non avrebbero scoperto tutti gli evasori che invece faranno rientrare i capitali con lo "scudo fiscale", ma quei pochi che avrebbero scoperto sarebbero stati sufficienti perlomeno a ricoprire la somma che deriverà invece dal 5% imposto sui capitali rimpatriati.

Tant'è vero che, come ha ricordato oggi il Tg3 (l'unico tg a passare la notizia anche nei suoi dettagli scomodi per il Governo), se è vero che anche altri Paesi hanno recentemente adottato proveddimenti simili, come Stati Uniti e Gran Bretagna, è altrettanto vero che questi hanno imposto ben altre condizioni agli evasori: gli Stati Uniti non prevedono alcuna immunità, ed impongono un'aliquota del 49%; la Gran Bretagna non prevede l'anonimato, ed impone il 44%.

Una bella differenza, no?

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Il Mille e un Tremonti
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2009


                                                 

Ammazzato dal suo stesso creatore. Rischia di fare questa fine, almeno per quest'anno, il 5 per mille, ovvero la vocina della dichiarazione dei redditi, introdotta da Tremonti durante il precedente governo Berlusconi nel 2005, che consente di devolvere lo 0.5% dell'Irpef ad enti che svolgono "attività socialmente rilevanti" (no-profit, ricerca, ecc.). Come l'8 per mille, insomma, solo che quello è destinato alle varie confessioni religiose (e, per i non credenti, allo Stato stesso).

Per quale motivo "ammazzata"? Perchè Tremonti ha recentemente proposto di inserire i terremotati dell'Abruzzo tra le possibili destinazioni del 5 per mille. E voi direte: dov'è il problema? Il problema è che, come hanno fatto notare numerosi esponenti dell'opposizione, del mondo del volontariato e della ricerca, simile destinazione già esiste, ed è nell'8 per mille. Infatti, la legge già prevede che, qualora l'8 per mille sia devoluto allo Stato, questo lo utilizzi per "gli interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali" (art. 2 comma 1 del D.P.R. n°76 del 10/03/1998).

Seguendo invece la proposta Tremonti, invece, si toglierebbero risorse importanti ad un settore, quello del volontariato e della ricerca, che sopravvive anche grazie a quei fondi e che è già debitore verso lo Stato di 25 miliardi di euro (stime del Sole24Ore), pur essendoci già la possibilità di aiutare l'Abruzzo tramite l'8 per mille. E voi direte: perchè tutto questo? Semplice, perchè Tremonti l'8 per mille dello Stato non può utilizzarlo, avendolo già utilizzato per tutt'altri scopi, come tappare falle di bilancio (una su tutti: quella del decreto ICI).

Ma, ovviamente, Tremonti non poteva ammettere questi magheggi, e allora subito pronto a mettere le mani sul 5 per mille. Quando poi, per trovare fondi, basterebbe fare una cosa semplicissima: accorpare Europee e Referendum, ed utilizzare i 460milioni risparmiati per l'Abruzzo. Una proposta che già prima del terremoto aveva trovato largo consenso, ma che ora anche nella maggioranza trova spiragli. Ma la Lega è contraria, e tutto dipenderà dalla quantità di rischio che vorrà prendersi il Governo. Ma tanto il fido Tremonti, spalleggiato da un improvvido Casini, già ha pronta la nuova mossa: uno bello "scudo fiscale-bis", e facciamo rientrare i soldi dei malfattori che hanno fatto fuggire i soldi nei paradisi fiscali per non pagare le tasse. E la legalità, il rispetto dei cittadini che pagano le tasse? Vadano a farsi friggere. Il Divo Giulio (Tremonti) vede e provvede, non va discusso.

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