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il blog di Francesco Zanfardino
Sfiduciatelo
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2010


                                             

'Sta semmana ancora adda passà. E siamo a tre settimane dall'annuncio. Oltre che al 145° giorno senza Ministro dello Sviluppo Economico, come ricorda il contatore di Repubblica.it che ho inserito sul blog.

A questo punto, si presenti questa benedetta mozione di sfiducia a Silvio Berlusconi come ministro ad interim dello Sviluppo Economico: sfido che persino davanti a questo si ostini a non nominare il Ministro e continuare a prendere per i fondelli Napolitano. Che, comunque, farebbe bene a battere i pugni ogni tanto, specialmente quando viene stuprata la dignità di un Paese e delle sue istituzioni.

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Adda passà a semmana
post pubblicato in Diario, il 11 settembre 2010


                                         

Che strano, credevo che le settimane in politica finissero il Venerdì, o al massimo di Sabato.

Certo che 'ste settimane berlusconiane sono proprio lunghe. Avranno modificato il calendario.

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Truffa senza Termini
post pubblicato in Diario, il 23 dicembre 2009


                                            

A me Marchionne non mi è mai piaciuto. Sarà un ottimo industriale, ma per me non è buon industriale quello che pensa unicamente al profitto e non anche al destino dei propri lavoratori, senza i quali non farebbe nemmeno un euro. Avevo i miei sospetti già al tempo delle "mirabolanti" conquiste americane, ne ho la conferma con i fatti attuali.

Chiudere Termini Imerese, e licenziare migliaia di dipendenti anche altrove, è una scelta legittima, dal punto di vista imprenditoriale. Non dal punto di vista umano, ed io al posto di Marchionne farei ogni sforzo per evitarlo, a cominciare dal ridurre il mio stipendio e quello di tutti i miei manager, di risparmiare sui lussi aziendali, eccetera. Ma chiuderla ora, in un periodo di disoccupazione dilagante, e soprattutto dopo aver preteso ed ottenuto gli aiuti statali, mi sembra, se mi consentite, una mossa inaudita ed amorale.

Bisogna smetterla con queste aziende che predicano il liberismo quando c'è da tagliare posti, e lo statalismo quando c'è da acchiappare dalle mani dello Stato. Il Governo faccia il diavolo a quattro per impedire questo sopruso, o si dimettano Scajola e tutti quelli che si sono resi complici di questa truffa. Altrimenti, siano i lavoratori ad impedirlo, con qualsiasi azione (democratica, ovviamente). Tutta l'Italia onesta sarà con loro.

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Perchè no al nucleare, senza ideologie
post pubblicato in Diario, il 22 maggio 2008


                          

Oggi il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha annunciato: "Entro il 2013 le prime pietre delle centrali nucleari in Italia". Naturalmente, si scatena il dibattito, non solo politico, su questa questione che ancora scotta in Italia, dopo il referendum del 1987 che mise fine all'esperienza nucleare in Italia, dopo il disastro di Chernobyl.

Ma Scajola non è un pazzo. La sua ambizione nasce da delle considerazioni di fatto: in un contesto di costante aumento del prezzo del petrolio, su cui si basa buona parte della nostra produzione di energia elettrica, l'Italia non può più permettersi di dipendere energeticamente da altri Paesi e da fonti come il petrolio (infatti buona parte dell'energia da noi consumata la acquistiamo dall'estero).

Tuttavia, la soluzione al problema sarebbe il nucleare? Certo, è una soluzione: ma non la più giusta che possiamo prendere. Facciamo qualche considerazione. Il nucleare comporta:

1) elevatissimi costi di gestione e sicurezza;
2) elevatissimi tempi per la realizzazione degli impianti;
3) ingenti e preparate risorse umane;
4) impiantistiche notevoli;
5) produzione di ingenti scorie;
6) elevatissime potenzialità distruttive.

Sugli ultimi due punti c'è da approfondire. Come possiamo pensare che, in un Paese dove è quasi impossibile far costruire discariche e termovalorizzatori, e dove facciamo casini per i siti di stoccaggio delle stesse scorie nucleari, prodotte venti anni fa (Scanzano Jonico docet), si riesca a individuare in così poco tempo siti per costruire le centrali e per stoccare le scorie. Che, seppure il progresso le abbia diminuite, sempre ingenti quantità sono. Sull'altro punto, invece, è un (quasi) falso problema: è verissimo che le centrali hanno enormi potenzialità distruttive, ma è anche vero che Paesi a noi vicini come la Francia ce le hanno. Certo, meglio a 1000 km che a 1 km .... Ma la cosa più grave è che ci vogliono tempi lunghissimi per la realizzazioni delle centrali: qualcuno dice che le avremmo operative addirittura nel 2020, ma secondo me è una previsione troppo ottimistica. E nel frattempo, dal punto di vista energetico, saremo già fritti.

Di fronte a tutti questi problemi, viene naturale una domanda: perchè non investire tutte queste risorse, economiche e umane, su altri tipi di energie molto più sicure e a molto più breve realizzazione? Il riferimento è ovviamente alle energie rinnovabili: in particolare eolico e, soprattutto, solare-fotovoltaico.

Magari, se lo Stato riprendesse l'idea di qualche tempo fa di sistemare impianti fotovoltaici su tutte le strutture della Pubblica Amministrazione (non di interesse architettonico), se lo Stato convertisse a LED l'intera illuminazione pubblica, insomma, se lo Stato desse il buon esempio, già sarebbe qualcosa. Ma se si devono costruire impianti, perchè non farli eolici e fotovoltaici e così avviare una vera politica energetica subito, senza problemi di sicurezza e senza attendere decenni?

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