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il blog di Francesco Zanfardino
Paese per cani?
post pubblicato in Diario, il 28 agosto 2010


                                           

Secondo quanto dichiarato in una intervista al "Giornale" dal Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, l'Italia sarebbe diventata un "paese per cani", grazie ad un cambiamento di mentalità che negli ultimi anni avrebbe portato ad una maggiore sensibilizzazione verso i diritti degli animali.

Contemporaneamente, in un'altra intervista, stavolta per l'"Unione Sarda", il consigliere regionale sardo del PDL Gianfranco Bardanzellu proponeva l'incenerimento dei cani per combattere il fenomeno del randagismo ad Olbia.

Forse gli Italiani avranno anche cambiato mentalità, ma tra i colleghi di partito della Brambilla c'è ancora qualche problemuccio.

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Silvio vuol dire coerenza
post pubblicato in Diario, il 10 maggio 2009


                                             

"Le province? Strumento vecchio da superare". Parola di Silvio Berlusconi, in campagna elettorale (come sempre) per le Provinciali di Milano. D'altronde aveva detto lo stesso più di un anno fa, nel "duello" con Veltroni a Matrix, durante il quale, oltre a promettere il taglio del bollo auto (a proposito, dov'è?), sostenne anche che "bisogna tagliare enti inutili come le province e le comunità montane".

Già, peccato che dopo un anno di governo non se ne sia fatto niente, e che si sia stati zitti dopo che la Lega ha posto il veto sull'abolizione. Ma soprattutto è curioso notare che le ultime province istituite in Italia hanno tutti il segno Berlusconi: quattro province sarde, Ogliastra, Medio Campidano, Carbonia-Iglesias e Olbia-Tempo, istituite nel 2001 con legge regionale dal Governatore di centrodestra, Mauro Pili (Forza Italia); altre tre province, Monza, Fermo, Barletta-Andria-Trani, istituite nel 2005 dal precedente Governo Berlusconi. Di queste, c'è un record: la provincia dell'Ogliastra, con soli 58.090 abitanti. Manco fosse un Comune.

Allora, caro Premier, vista la storia recente, eviti di riproporre ad ogni elezione la stessa solfa. Forse con le televisioni riuscirà ogni volta a far passare l'idea che vuol davvero abolirle, ma prima o poi qualcuno se ne accorgerà, che cavolo ...

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Elezioni Sardegna, un vero schifo
post pubblicato in Diario, il 9 febbraio 2009


                                                  

Le elezioni sarde sono qualcosa di allucinante. Pensavo si fosse toccato il fondo con l'Abruzzo, ma evidentemente la politica berlusconiana può raggiungere livelli di bassezza ancora peggiori. In un precedente post vi ho già parlato di come Berlusconi abbia cercato di esportare in Sardegna il modello vincente delle elezioni abruzzesi: ovvero far sembrare di essere lui il vero candidato alla Presidenza della Regione. Cappellacci, come Chiodi in Abruzzo, è solo un "prestanome", da piazzare sulla scheda elettorale: ma il vero protagonista è lui. Dismette i panni del premier, tralascia gli impegni per i quali è stato eletto e va a farsi le gita in Sardegna, come le faceva prima in Abruzzo, ovviamente a spese degli elettori (trasporti eccezionali, schieramenti massicci di polizia), per andare ripetutamente ai comizi del candidato fantoccio (dove in realtà praticamente parla solo lui), farsi riprendere da tutte le TV con il nome di Cappellacci dietro, e soprattutto facendo promesse di mirabolanti progetti che il Governo attuerà per la Regione se vincerà il suo candidato. Promesse puntualmente non rispettate, come capitato per le infrastrutture in Abruzzo (vedete il video che ho inserito in quel post): ma intanto i cittadini si sono fatti fregare, e Berlusconi raggiunge il suo obiettivo.

Rispetto al post precedente ci sono alcuni aggiornamenti. Uno è la conferma di un sospetto: ovvero il "brand" Berlusconi è stato esteso anche ai simboli elettorali. Sul sito della Regione Sardegna, infatti, qualche giorno fa sono state
pubblicate le schede elettorali delle elezioni regionali: ebbene, come potete facilmente notare, mentre il simbolo del PD contiene la scritta "Soru Presidente", e il listino del centrosinistra è un simbolo non di partito, con la scritta "La Sardegna che cambia - Soru Presidente", il simbolo del PDL contiene solo un enorme scritta "Berlusconi", senza alcun riferimento a Cappellacci (eppure è il leader locale del PDL), mentre il listino del centrodestra è il simbolo del PDL stesso, stavolta con la scritta "Berlusconi Presidente". Sì, avete capito bene: il listino, ovvero il simbolo del candidato presidente, non riporta la scritta Cappellacci Presidente, come vorrebbe la logica, ma Berlusconi Presidente. Incredibile, vero? Si tratta di una palese e triplice offesa: agli alleati, visto che si fanno rappresentare dal simbolo del PDL (chissà cosa dice il Partito Sardo d'Azione, cosi fiero della sua "autonomia", oppure l'UDC, che al Governo di Berlusconi fa addirittura opposizione!); a Cappellacci, visto che evidentemente Berlusconi lo considera meno che zero, tanto da sostituirsi a lui; al suo elettorato Sardo, dato che evidentemente Berlusconi li considera incapaci di appoggiare il suo candidato per il suo programma, o per convinzione, o per idea politica, ma solo perchè c'è lui, perchè è il "SUO" candidato: evidente per Berlusconi, se non ci fosse quella bella scritta "Berlusconi", i suoi elettori non saprebbero nemmeno quale simbolo scegliere per votare il suo candidato.

Un'altra notizia riguarda il programma elettorale di Cappellacci. Si è dovuto attendere un bel po', visto che il programma di Cappellacci non si vedeva in giro, né nei suoi comizi andava al di là delle parole vuote (per non parlare dei comizi di Berlusconi, dove al di là di promesse e battute su Kakà, sul Grande Fratello e sugli stupri non c’era niente). Poi è stato pubblicato ufficialmente, ed un solerte blogger ha scoperto una cosa: ovvero che il programma di Cappellacci è in buona parte copiato “pari pari” da altre fonti, come testimonia
questo video. Un vero e proprio copia-e-incolla: d’altronde, anche il candidato del centrodestra a delle precedenti elezioni sarde, l’attuale deputato Mauro Pili (PDL), aveva copiato il suo dal programma di Formigoni (dimenticandosi addirittura di cambiare il numero delle province: rimase quello della Lombardia!).

Forse è per questo che Cappellacci si è rifiutato di fare qualsiasi confronto pubblico e/o televisivo con Soru. Forse per questo le televisioni di Berlusconi continuano a parlar male di Soru (in particolare Studio Aperto, che sta svolgendo una vera e propria sfacciata campagna contro Soru: oggi addirittura una giornalista di Studio Aperto lo ha accusato di averla aggredita/insultata) e continuano a far parlare solo Cappellacci o chi parla bene di lui e mai fanno replicare a Soru (oggi addirittura Belpietro nel suo “Panorama del giorno” su Canale5 ha intervistato Cappellacci, chissà se lo farà anche con Soru). Perché altrimenti dal confronto fra le idee, Cappellacci, senza l'ombra di Berlusconi, uscirebbe nettamente sconfitto. Meglio Soru, decisamente.

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L'Italia va a picco, e noi parliamo di Battisti ...
post pubblicato in Diario, il 30 gennaio 2009


                                                         

Ormai in Italia non si parla d'altro. Nei dibattiti politici, nei Tg, nei talk-show, nelle trasmissioni del pomeriggio e della mattina ... non manca mai un riferimento al "caso Battisti", sviscerato in tutti i suoi aspetti, legandolo perfino alla partita di calcio "Italia-Brasile" (che idiozia). Per carità, non che la questione in sè non sia importante: assicurare alla Giustizia un criminale condannato per omicidio è importante, anche dal punto di vista simbolico. Ma perchè tanta foga e tanto tempo dedicato a questo caso?

E dire che ci sarebbero tante cose di cui parlare. In primis la grave recessione economica. Se qualcuno ci ha fatto caso, tra un caso Battisti, un processo di Meredith e un servizio-spot per qualche reality nostrano, infatti, il PIL Italiano crolla del - 2,1%. La produzione industriale crolla del 12,3%. I cassaintegrati aumentano del 525%. 600 mila posti di lavoro a rischio (giusto per ricordare qualche dato, ma ce ne sarebbero molti altri). Di fronte a tale tragedia umana ed economica, dovremmo fare come in tutti i Paesi del mondo, dove discutono ed approvano in poco tempo (Obama, appena insediato, l'ha già fatto) seri ed imponenti piani anti-crisi, puntando su tagli agli sprechi (in primis costi della politica), efficienza, investimenti sul futuro e innovazione. E noi?

E noi invece parliamo del caso Battisti. Il Premier, invece, quando non si occupà di Kakà e Fiorello, è impegnato nei suoi vacanze-tour elettorali in Sardegna (ma è lui il candidato?), pagati con i soldi dei contribuenti. E intanto il Paese, senza una guida capace, va a rotoli. E il mondo dell'informazione non pungola, non controlla. Dove andremo a finire?

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L'Abruzzo s'è fatto fregare ... e la Sardegna?
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2009


                                     

Continua senza sosta la "campagna elettorale permanente" del premier Berlusconi. Prima l'Abruzzo, ora è la volta della Sardegna, le cui elezioni regionali si terranno il 15 e il 16 Febbraio. Viene da chiedersi se è normale, anzi legale, che un Presidente del Consiglio tralasci gli impegni di governo per i quali è pagato dai cittadini per farsi le campagne elettorali locali, ovviamente a spese nostre (con quali soldi volete siano pagate i trasferimenti, le forze di sicurezza, eccetera?), con una palese svantaggio per gli avversari. Tra l'altro violando quel "principio non scritto" della, se non imparzialità, perlomeno "non invasività" nelle campagne elettorali da parte di figure presidenziali. Vabbè, ma siamo in Italia, tutto è concesso ...

Ma andiamo al dunque. Dopo la pesante sconfitta elettorale in Trentino, nelle cui elezioni il democratico Dellai ha stracciato il leghista Divina, Berlusconi ha capito che non bastava campare del vento delle elezioni che lo hanno visto trionfatore su un centrosinistra in palese difficoltà, ma bisognava cambiare strategia. O meglio, ha capito che bisognava tornare alla vecchia strategia: "sostituirsi" de facto ai candidati locali nelle campagne elettorali (persino nei simboli elettorali: quello del PDL e della lista del candidato presidente non riportano la scritta "Tizio Presidente", come vorrebbe la prassi e la logica, ma "Berlusconi" a caratteri cubitali ... "presidente" no perchè sarebbe un affronto troppo grosso), sfruttare al massimo l'onda mediatica che "spontaneamente" gli viene offerta da TV e giornali e agganciare Governo ed elezioni locali per fare promesse da marinaio puntualmente disattese.

E' successo così in Abruzzo. Berlusconi ha candidato un "prestanome", Gianni Chiodi, messo lì giusto perchè c'era bisogno di candidare qualcuno che non desse "fastidio" politico e non, dopodichè si è presentato più e più volte in Abruzzo per fare comizi, ovviamente ripresi sempre "spontaneamente" da tutti i circuiti mediatici a differenza di quelli degli avversari, in cui ha dispensato promesse di tutti i tipi, promettendo fondi stanziati dal Governo per l'Abruzzo se avesse vinto Chiodi (perchè giustamente, se vinceva la sinistra, gli Abruzzesi andavano puniti, no?). Lo stesso sta accadendo in Sardegna, dove per sconfiggere Soru Berlusconi ha candidato un perfetto sconosciuto, Cappellacci, di cui tra l'altro ancora non c'è traccia di programmi nè di suoi discorsi concreti, al di là di una sfilza di chiacchiere e tanti "sorrisi" distribuiti a mani larghe e sul suo slogan elettorale ("La Sardegna torna a sorridere"). E ora si sta presentando più volte nell'isola, con comizi che, come potete notare in questi giorni, sono puntualmente ripresi in tutti i TG (quelli di Soru no, però), dispensando altre promesse, chiedendo ai Sardi di votare Cappellacci perchè così ci sarà più "sintonia" fra regione e Governo. Una sintonia che porterebbe ad un "piano Marshall per la Sardegna", come definito da Berlusconi, ovvero tanti soldi che pioverebbero sull'isola da un capitolo apposito del federalismo fiscale. 

Ma che fine fanno queste promesse? Ce lo spiega molto incisivamente Claudio Messora, gestore del noto video-blog www.byoblu.com, in uno dei suoi post, chiamato significativamente "La grande balla di Berlusconi", dove Messora smaschera la principale promessa fatta da Berlusconi, ovvero miliardi di euro stanziati per le infrastutture dell'Abruzzo. Ecco il testo integrale di una delle tante affermazioni fatte in proposito da Berlusconi in un comizio in Abruzzo:

"Il programma per l'Abruzzo lo conoscete. Il Governo sarà vicino a Gianni e alla sua squadra di governo della Regione. E qui, noi garantiamo anche che nel rilancio delle infrastutture, a cui daremo vita dal giorno 18 prossimo, in cui approveremo, nel Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il CIPE, 16 miliardi e 600 milioni di euro destinati tutti alla realizzazione di infrastutture, e fra queste le infrastutture di cui avete bisogno, le opere manutentive di cui avete bisogno, ci sarà la velocizzazione della Pescara-Roma con il raddoppio di alcune situazioni di questa linea"
(Silvio Berlusconi, Chieti, 12 Dicembre 2008)

Arriva il 15 Dicembre, e Chiodi vince le elezioni. Appena tre giorni dopo, il 18 Dicembre, il CIPE si riunisce davvero: eccone il verbale di seduta. Ma, da una attenta lettura, ci accorgiamo non solo che i milardi stanziati sono 7.4 e non 16.6, ma che per la Pescara-Roma, e l'Abruzzo in generale, non c'è un solo euro. Ovviamente i circuti mediatici, prima così "spontaneamente" interessati alla politica abruzzese, non hanno sentito la necessità di riportare la notizia. 

Insomma, gli Abruzzesi si sono fatti fregare. Anche i Sardi? Speriamo di no. Renato Soru sembra essere più forte della propaganda di Berlusconi.

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A proposito di energia e ambiente
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2009


                                                   

Oggi il premier Berlusconi, in visita in Sardegna per sostenere il solito prestanome candidato alle elezioni in Sardegna (il cui avvio di campagna elettorale è ovviamente ripreso da tutti i TG, a differenza di quella di Soru), sì è scoperto ambientalista. "Vorrei trasformare la Sardegna in una grande oasi ambientale" (usa la prima persona, a conferma del fatto che il candidato alle elezioni è solo un prestanome senza voce in capitolo, come Chiodi in Abruzzo ... a proposito, chissà se sul simbolo del PDL ci sarà scritto Cappellacci o Berlusconi ...). Peccato che durante i 5 anni di governo Soru il centrodestra sardo si sia opposto a tutte le sue politiche ambientali, a partire dalla legge "salva-coste" per la quale, pur di tutelare gli interessi dei cementificatori selvaggi, hanno promosso anche un referendum abrogativo (che hanno perso), mentre all'estero hanno preso quel provvedimento come modello (e Soru è stato nominato dall'ONU "Ambasciatore della costa"). Per non parlare delle politiche ambientali dei Governi Berlusconi, pari a zero, anzi aventi un saldo negativo (basti pensare ai recenti passi indietro tipo la cancellazione degli eco-incentivi per le auto e della copertura del 55% degli impianti fotovoltaici e caldaie ecologiche, per non parlare della solitaria battaglia in Europa contro il piano-clima).

Dunque, prima di parlare, bisognerebbe fare, caro Berlusconi. Per esempio, secondo un recente studio, condotto da Anev (Ass.Naz. Energia del Vento), Aper (Ass. Produttori Energie Rinnovabili), Ises Italia (sez. italiana della Soc.Int.Energia Solare), Grenpeace, Legambiente e UIL e pubblicato il 7 Gennaio, c'è in Sicilia la possibilità di ricavare 3.23 TWh di potenza (l'1% del fabbisogno nazionale) e 7.537 posti di lavoro se si fruttasse pienamente il potenziale eolico di quella Regione. Il piano sarebbe perfettamente sostenibile industrialmente, ma anche paesaggisticamente, in quanto verrebero salvaguardate le aree soggette a vincoli. Inoltre, si risparmierebbero entro il 2020 ben 3 milioni di tonnellate di CO2, più di 5mila di S02, più di 7mila di NOx e quasi mille tonnelate di polveri, contribuendo significativamente al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto (e allo schivamento delle relative sanzioni). I dati, già comunicati alla Regione Sicilia, saranno presentati in un convegno organizzato per il prossimo 16 Gennaio.

Ebbene, caro Premier, se davvero tiene all'ambiente, faccia concretizzare questo "piano eolico". D'altronde in Sicilia il centrodestra governa dappertutto e la sinistra conta ben poco, dunque non ci saranno problemi di giunte locali, nè grossi problemi da parte degli "estremisti di sinistra" che impediscono la realizzazione delle opere, no?

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