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il blog di Francesco Zanfardino
Meno controlli, meno sanzioni, meno sicurezza sul lavoro
post pubblicato in Diario, il 28 marzo 2009


                                                              

3 morti al giorno. Questa la media italiana per quanto riguarda le morti sul lavoro. Lo ha certificato l'Inail, che una settimana fa ha diramato i dati ufficiali del 2007: 1.210 morti, e 912.615 infortuni. Almeno stando alle denunce effettuate, perchè i numeri sarebbero ancora più terrificanti se si potessero certificare anche tutti i lavoratori morti o infortunati ma mai denunciati all'Inail: basti pensare a tutti i lavoratori clandestini, assunti da sfruttatori senza scrupoli, senza alcun diritto, nemmeno quello di finire in ospedale, pur di coprire le malefatte del loro sfruttatore.

Eppure per il Governo evidentemente questa non è un emergenza. Anzi, probabilmente nemmeno un problema da affrontare. Perchè non solo il Governo non si preoccupa di emanare nuove norme, nuovi sistemi per combattere il fenomeno, ma addirittura smonta pezzo per pezzo ciò che di buono c'è nelle norme esistenti. Uno degli ultimi atti di Romano Prodi come Presidente del Consiglio fu quello di emanare il nuovo Testo Unico sulla sicurezza sul Lavoro, dove furono introdotte nuove norme più restrittive. Ebbene, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha deciso di introdurre delle modifiche al Testo Unico. Eccole.

Per chiudere un cantiere, non basterà la "reiterazione" di una inadempienza sulle norme di sicurezza. Ora sarà necessaria la "plurima violazione" delle norme. Sembra cambiare poco, ma in realtà giuridicamente questo significa che per chiudere un cantiere servirà che per ben tre volte il cantiere venga trovato in inadempienza di qualche norma, mentre invece prima bastavano solo due volte. E, se pensiamo che il Ministero programma per il 2009 una diminuzione del 17% dei controlli nei cantieri, è ben facile comprendere come sarà molto, ma molto più difficile che i cantieri non a norma vengano chiusi.  Inoltre le sanzioni pecunarie per le imprese inadempienti diminuiranno di un terzo. Come se fossero già enormemente alte, 'ste sanzioni ... ci vorrebbe la galera, altro che sanzioni pecunarie! Infine, viene eliminata la "cartella rischio personale": si tratta di un documento che riporta la storia sanitaria di un lavoratore, in modo che ogni volta che passa in un nuovo cantiere si può evitare che gli vengano affibbiati lavori non adatti alle sue condizioni fisiche. E invece così anche lavoratori pieni di fratture potranno fare i lavori più pesanti ... e la sicurezza va a farsi friggere.

E' una vergogna. Lavoratori ribellatevi, scendete nelle piazze e informate i cittadini Italiani dello scempio che i nostri "governanti" stanno facendo. Promuovete anche un Referendum abrogativo, magari, che forse stavolta il quorum si può raggiungere. Ma soprattutto cacciate questi signori quando si presenteranno a mostrare la loro ipocrita solidarietà ai funerali dei vostri morti.

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Ddl Orsi? Da cacciare
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2009


                                                    

L'ormai noto "ddl Orsi" sulla caccia sta scatenando polemiche a non finire. Ricchi anche gli sfottò dei comici in TV, dalla Littizzetto a Crozza. 

Personalmente, devo dire che non ho un'opinione del tutto contraria alla caccia ... oddio, io non andrei mai a cacciare, al massimo se proprio desiderassi usare un arma andrei al poligono di tiro, oppure ripiegherei su validi e interessanti sostituti (tiro a volo, tiro a piattello, tiro con l'arco, ecc.). Però non vedo tutta questa differenza tra la caccia di aquile, leprotti, ecc. e la "caccia" di mucche, maiali, conigli, ecc. grazie alla quale ci sfamiamo. D'accordo, si può discutere della "utilità" della caccia sportiva, ma pur sempre di animali uccisi si tratta. Dunque, se accettiamo l'uccisione di una mucca, dobbiamo accettare anche quella di un leprotto (non quella di una "specie protetta", ma questo è ovvio). Se poi siete vegetariani, questo è un altro discorso ...

Però, in ogni caso, il ddl Orsi è una abominio. Per una serie di motivi (prolungamento della stagione di caccia, caccia permessa nei parchi naturali, caccia permessa agli uccelli migratori, sanzioni ridotte per chi uccide specie protette) ma soprattutto per l'abbassamento dell'età per cacciare a 16 anni. Ieri sera a Ballarò il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha risposto alle battute critiche di Crozza sostenendo: "Meglio che sparino gli animali, anzichè spararsi droga nelle vene". E l'ha detto serio, molto irritato, non ironicamente. Qualcuno spiega a Gasparri che per non far sparare droga nelle vene ai ragazzi la via migliore certo non è fargli usare le armi? Qualcuno gli spiega che sarebbero molto più utili strutture sportive, centri di aggregazione, attività sociali, ecc. ecc.? Qualcuno gli fa notare che è un tantino assurdo che un minorenne non possa votare, non possa guidare, ma può maneggiare un'arma?

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La sicurezza sul lavoro? Non è un emergenza ...
post pubblicato in Diario, il 12 febbraio 2009


                                                          

Tra gli effetti del "decreto milleproroghe" approvato ieri dal Senato c'è l'ennesimo rinvio dell'applicazione del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro: due anni di slittamento, lo vedremo (forse) nel 2011. Il Testo, varato dal Governo Prodi nelle sue ultime settimane di vita, mancava solo dei decreti attuativi. Il Governo Berlusconi, però, fin dall'inizio ha manifestato la sua insofferenza per il Testo, spalleggiato da Confindustria e dai poteri forti che lo sostengono, in quanto il Testo prevederebbe "sanzioni sproporzionate che distolgono l'attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza". E così il Governo ha progressivamente svuotato il Testo: l'ultima modifica prevede la cancellazione della legge 626 per le piccole aziende.


Ma, andando a leggere il Testo, scopriamo che la sanzione "sproporzionata" prevista è dai 6 ai 18 mesi per gli imprenditori inadempienti sulla sicurezza. Alla faccia della sproporzionalità! E' fin troppo poco prevedere 6-18 mesi di carcere per gli imprenditori che speculano sulla pelle dei propri lavoratori! E allora quale sanzione vogliamo mettere: una multa? Gli fatte un baffo agli imprenditori disonesti, che intanto ci avranno guadagnato molto di più risparmiando sulla sicurezza dei propri lavoratori. 

E intanto, nei posti di lavoro, si continua a morire ... più di mille morti l'anno, ma per il Governo non è un'emergenza.

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E no, questo no!
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2008


                                           

Sul tema delle morti del lavoro, si sentono le opinioni più disparate. C'è chi addossa le intere responsabilità alle imprese, e chi ai lavoratori. Ma nessuno, prima d'oggi, aveva provato a sminuire il problema.

Prima d'oggi. Perchè oggi il sottosegretario alle Infrastutture Roberto Castelli ha dichiarato: "le statistiche sulle morti sul lavoro sono fasulle". Secondo l'esponente leghista, "soltanto in Italia esiste il paradosso per cui si contano come morti sul lavoro anche quelle avvenute negli incidenti stradali capitati mentre si va o si torna dal lavoro. E' il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere e' ai migliori livelli europei".

Si tratta di un ignobile tentativo di sminuire di una tragedia quotidiana. Innanzitutto, le statistiche dell'Inail, e Castelli dovrebbe saperlo, vengono pubblicati a mesi e mesi di distanza, proprio per dare un consuntivo più veritiero del problema. Passando poi ai "migliori livelli europei", ricordo a Castelli lo studio del Censis diffuso ieri e che ha fatto tanto scalpore, in quanto provocatoriamente invertiva le ormai consuete percezioni di sicurezza degli Italiani (e dell'azione di Governo), invitando a "mandare i militari nei posti di lavoro, e non sulle strade". Gli omicidi in Italia sono in continuo calo (nel 2006 erano 663, nel 2007 sono diminuiti ancora di più) e l'Italia è di fatto il paese più sicuro d'Europa per quanto riguarda gli omicidi. Le morti sul lavoro, invece, nel 2005 sono state 918, e stavolta l'Italia è sì ai primi posti, ma come numero di morti. E, tra l'altro, se anche fosse vero che le morti nelle manifatture sono poche rispetto alla media europea, allora vuol dire che in agricoltura e in edilizia (che non sono certo gli ultimi settori dell'economia) le morti sono ancora più elevate rispetto alla media europea. La matematica non è un opinione.

Per questo non bisogna sminuire il problema, ma risolverlo. Magari la strada non è quella dei militari, che comunque era una provocazione, ma certo una maggiore attenzione del Governo non guasterebbe. La ricetta è una sola: controlli, sanzioni, informazione. E invece il Governo, quando non sminuisce il problema, punta esclusivamente sull'informazione, addossando l'intera colpa ai lavoratori, "che non indossano le protezioni e non sono informati". Un'idea malsana e sbagliata, come quella di chi vuole solo sanzioni. E invece ci vuole non solo l'informazione, ma anche adeguate sanzioni (non è accettabile che si dia l'aggravante agli extracomunitari e invece si prevedano zero sanzioni per le imprese: la tolleranza zero non può non valere anche per le imprese che sbagliano) e più controlli.

E, magari, se non è uno sforzo troppo grande, anche meno idiozie.

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La tolleranza zero si ferma ai cancelli delle fabbriche
post pubblicato in Diario, il 15 giugno 2008


                      

Dopo la tragedia di Mineo, dove sono morti sei lavoratori, il ministro del Welfare Sacconi ha deciso di intervenire. Probabilmente, dopo una media impressionante di 4-5 morti sul lavoro al giorno, ha deciso che oltre che di intercettazioni e militari di quartiere, il Governo potrebbe anche interessarsi di cose più serie.

Il ministro Sacconi ha annunciato "un piano straordinario di interventi, in piena sintonia con le parti sociali, per sanare una piaga non più compatibile con i doveri di una società civile". Ma ecco cosa il Ministro dichiarava solo 7 giorni fa: "Metteremo mano al Testo Unico per la sicurezza, perchè sanzioni sproporzionate distolgono l'attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza".

Per la cronaca, il Testo unico sulla sicurezza è quello approvato dal Governo Prodi, il quale prevede, fra le altre cose, una pena da 6 a 18 mesi per gli imprenditori inadempienti sulla sicurezza. Tra l'altro riducibili se l'imprenditore provvede subito a risistemare le cose. Confidustria si è lamentata, e il nuovo Governo subito a farle da spalla: "troppo sanzionatorio".

Che ci volete fare, è la tolleranza zero a due velocità. Si arrestano i clandestini, e non si vuole arrestare chi provoca migliaia di morti all'anno. Nemmeno per 6-18 mesi (che poi con la giustizia italiana si sa come va a finire). Che ci volete fare, all'Italiano medio queste cose non interessano. E quindi nemmeno al Governo.

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