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il blog di Francesco Zanfardino
La tolleranza zero non vale per le imprese...
post pubblicato in Diario, il 26 luglio 2008


                                                       
 
Le imprese, anche in caso di irregolarità, non saranno più obbligate a stabilizzare i precari, ma dovranno pagare solo una sanzione amministrativa. E' questo, in sostanza, l'effetto di un emendamento, subito ribattezzato "norma anti-precari", approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e recepito dal maxi-emendamento del Governo; tuttavia, come precisa il Governo, rispetto all'emendamento iniziale, la norma non varrà per il futuro ma solo per i contenziosi ancora aperti.

Subito insorgono i sindacati e l'opposizione. D'altronde, si tratta di una vera e propria "sanatoria" per le imprese, che calpesta i diritti dei lavoratori. In sostanza si dice: "hai sfruttato indebitamente i tuoi lavoratori? Non fa niente, ora arriviamo noi e ti salviamo dai guai". L'unico commento positivo viene da Confindustria, per gli ovvi motivi: "Un poco di semplificazione e minore rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo caso, come in altri, non è di sanzioni che abbiamo bisogno, ma di norme praticabili che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione". Il Governo cerca di smarcarsi, dicendo: "la norma non l'ha voluta nè il Governo nè Sacconi". Se anche fosse vero, allora perchè recepirla nel maxi-emendamento?

La risposta è semplice: l'emergenza nazionale, la tolleranza zero, la faccia feroce valgono solo per i clandestini, mentre alle imprese si danno i "buffettini". Che si tratti di morti sul lavoro o di contratti precari illegali, la parola d'ordine è sempre la stessa: "niente sanzioni". Alla faccia del Governo "di sinistra", come ha detto ieri Berlusconi ...

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