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il blog di Francesco Zanfardino
L'Italia che (non) conta
post pubblicato in Diario, il 22 febbraio 2010


                                                    

Dopo aver perso, un mese fa, il ruolo di rappresentante civile NATO in Afghanistan, l'Italia perde anche quello di inviato speciale UE a Kabul, a causa di una sostituzione voluta dalla nuova "miss PESC" della UE, la Ashton, che tra l'altro è stata eletta a sorpresa contro il candidato italiano, Massimo D'Alema, sostenuto dal Governo Berlusconi. Tanto da far dire a Pino Arlacchi, europarlamentare IDV ed ex vicesegretario ONU, "l'Italia è passata dalla sottorappresentazione all'esclusione completa dagli incarichi internazionali di maggior rilievo. Mai in 65 anni l'Italia si è trovata in una situazione così umiliante: l'unica carica di un certo livello ricoperta da un italiano e che non ci spetti di diritto è la direzione dell'Unrwa, l'agenzia ONU di assistenza ai palestinesi, che nessuno voleva". Ma anche per lo stesso Ministro alle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, "deve finire questa marginalizzazione del sistema Italia".

Che dire ... meno male che con i Governi Berlusconi la credibilità internazionale dell'Italia e la sua importanza mondiale aumentano sempre rispetto alla "sinistra". Figuriamoci se non aumentava ...

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Imparzialità
post pubblicato in Diario, il 11 settembre 2009


                                                       

Non mi appassiono granchè all'affaire-Fini. Anche perchè, se da un lato ho da sempre ritenuto il Presidente della Camera uno dei pochi personaggi stimabili e con una certa statura politica di quello che si ostinano a chiamare destra o centrodestra (sono "populisti" e basta), trovo fatica a credere che si possa davvero cambiare idea su tanti argomenti in così poco tempo. Dunque trovo che probabilmente si tratti più di manovre politiche tutte interne al PDL, o addirittura di un tentativo di togliere argomenti all'opposizione "inglobandoli" nella stessa maggioranza, più che di un sincero e così netto cambiamento di opinioni politiche che, d'altronde, se fosse reale, dovrebbe portare automaticamente ad un cambio di partito.

Ma ciò che mi importa sottolineare oggi è un altra cosa. E' la rivalità che si sta venendo a creare tra i due Presidenti delle Camere, Fini e Schifani. Il primo tutto intento ad apparire smarcato da Berlusconi, il secondo tutto impegnato a difenderlo. Con una differenza: Schifani accusa Fini di venir meno al dovere di imparzialità che gli impone il suo ruolo. Lo ha fatto al Meeting di Comunione e Liberazione, quando, riferendosi alla difesa della laicità da parte di Fini e alle sue opinioni favorevoli sul testamento biologico, Schifani ha sentenziato che "sarebbe un errore condizionare i parlamentari attraverso interventi, seppur autorevoli, di qualunque provenienza". Lo ha fatto alla Festa del PD, quando, incalzato da chi gli chiedeva delle sue differenze con Fini, ha dichiarato: "Ho sempre pensato che le alte cariche istituzionali vadano preservate dalla quotidianità del dibattito politico (...) Il mio ruolo di garanzia mi impone di essere garante non solo delle regole ma anche di una imparzialità di carattere politico".

Ora, senza entrare nel merito, vorrei solo far notare al Presidente del Senato che a quelle sue dichiarazioni sono seguiti comportamenti del tutto contrari, o perlomeno uguali ai "crimini" commessi da Fini, anche nell'ambito delle occasioni in cui le ha fatte: basti pensare alle parole spese sull'insegnamento religioso e sulla RU486 a Rimini, o quelle pronunciate alla Festa di Genova, ma soprattutto alla vera e propria arringa difensiva in favore di Berlusconi pronunciata oggi a Gubbio, il giorno dopo l'intervento proprio di Fini: ha negato che ci sia un problema di libertà di stampa, evoca "teoremi" dei magistrati sulle stragi di mafia, nega problemi di libertà di espressione nel PDL, spegne eventuali cambiamenti al ddl sul testamento biologico, addirittura esprime un no secco al voto per gli immigrati. Bella imparzialità.

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Candidature vere
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2009


                                                           

L'accusa del leader del PD, Franceschini, a Berlusconi di "imbrogliare" gli elettori candidandosi come capolista alle Europee in tutta Italia, come se potesse davvero fare il parlamentare europeo (quando invece per legge c'è incompatibilità tra l'essere parlamentare europeo e Premier, tant'è vero che Berlusconi dopo le Europee dovrà dimettersi subito da parlamentare europeo), è un ottimo esempio della necessità per la politica italiana di mostrare un tantino di serietà.

Chi si candida alle elezioni per un determinato ruolo lo deve poi svolgere quel ruolo. Non deve essere un sistema meschino per portare voti, offendendo magari anche gli elettori considerandoli delle pecore capaci di votare per il tuo partito solo se ti candidi tu (o magari solo se sul tuo simbolo di partito c'è scritto "Berlusconi Presidente" a caratteri cubitali ... anche alle elezioni locali ...). Dovrebbe essere una cosa normale, ma in Italia ormai niente è normale, dunque sarebbe necessaria una legge che obbliga il candidato ad una determinata elezione a dimettersi prima da qualsiasi carica ricopra. Solo così potremmo evitare quella cosa squallida degli eletti che si dimettono tre giorni dopo essere stati eletti.

Poi, ovviamente, i problemi della politica italiana e della sua dignità sono ben altri ... ma sarebbe un bel punto da dove cominciare.

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