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il blog di Francesco Zanfardino
Doppia morale
post pubblicato in Diario, il 24 novembre 2009


                                             

La faccenda di White Christmas, l'infelice nome con il quale è diventata famosa l'operazione caccia-clandestini promossa dal Sindaco (leghista ovviamente) di Coccaglio, paesotto del Bresciano, è un'ottimo esempio locale di un fenomeno putroppo nazionale, ovvero la "doppia morale" dei "paladini della Cristianità". Come ha fatto notare l'on. Sarubbi sul suo blog (che invito tutti a seguire, essendo un raro caso di blog aggiornato quotidianamente di proprio pugno da un politico), il problema è che ci sono troppi politici Italiani che sono pronti a fare i paladini della Cristianità quando c'è da difendere il crocefisso, o da protestare contro i diritti dei conviventi, o da ostacolare la pillola abortiva, o da fermare la volontà di una Eluana, e contemporaneamente incoraggiano l'odio verso gli stranieri con quantità di provvedimenti al limite della xenofobia (se non oltre). Fino ad arrivare al vero e proprio stupro del significato del Natale, perpretrato non solo dai leghisti di Coccaglio ma anche di tutti quelli che mettono manifesti del tipo "Romagna Cristiana, mai musulmana! Buon Natale", dimenticandosi evidentemente che il Natale è la festa dell'accoglienza, che la Sacra Famiglia era una famiglia di profughi e che uno dei Magi aveva la pelle troppo scura per i canoni leghisti.

E questo tralasciando il comportamento privato dei "paladini della Cristianità", che tra divorzi, pippate di cocaina e giri di puttane/escort/trans certo non sono il miglior esempio di morale cattolica. Ed il problema non è solo dei vertici della Chiesa che, pur non restando mai silenti, si dimostrino vergognosamente più attenti alle prime faccende (crocefisso, DiCo, Ru486, ecc.) rispetto alle seconde, invitando i parlamentari a votare secondo la propria coscienza cattolica solo per le prime, mai per le seconde: il vero problema è che gli stessi elettori si comportano come i loro rappresentanti, facendo i cattolici quando gli conviene e non nel voto, non nelle proprie idee politiche, non nelle proprie relazioni sociali.

Sarebbe ora che i politici, gli uomini di Chiesa e gli elettori davvero cristiani cominciassero a fare la voce grossa e spodestare questi falsi paladini della Cristianità. Arrabbiatevi, anche se non è nella vostra indole ...

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La pillola
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2009


                                                 

E' la notizia del giorno. L'Agenzia del Farmaco ha finalmente consentito l'utilizzo in Italia della RU-486, meglio nota come "pillola abortiva", dopo cinque anni di estenutanti discussioni.

Eppure le
polemiche non si placano affatto. Il Vaticano ha reagito durissimamente, promettendo la scomunica a chiunque "prescriva, assuma o influisca in qualsiasi modo sull'iter" della pillola. Per il Movimento della Vita la pillola "banalizza" l'aborto. Per Isabella Bertolini, deputata PDL, "aumenta il rischio per la salute della donna", probabilmente riferendosi ai 29 casi di decesso che sono accaduti nel mondo, presenti anche in tante altre dichiarazioni contrarie, unitariamente alle dichiarazioni del tipo "non è vero che è indolore, comunque ci sono delle complicanze". Per il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ex radicale ora paladina "teocon", con la RU-486 si arriverebbe ad una sorta di "clandestinità legalizzata" dell'aborto, contraria allo spirito della legge 164 (quella sull'aborto). Gabriella Carlucci, deputata Pdl e vicepresidente Commissione Infanzia: "Legalizzato l'aborto fai da te". Gianluigi Gigli, responsabile Sanità dell'UDC: "E' un regalo alle multinazionali".

A me tutte queste dichiarazioni sanno di "oscurantismo". Per carità, sono legittime, come tutte le posizioni, d'altronde. Ma ciò non mi vieta di dire che sono assurde ed incomprensibili. Innanzitutto, chiariamo una cosa. Si può non essere d'accordo sull'aborto. Io stesso ho tantissimi dubbi in merito: per esempio non ho nulla contro la legge 194, anzi, meno male che c'è (e quanto c'è voluto!), ma fatico a ritenere l'aborto "un diritto", come molti fanno. C'è pur sempre una (potenziale) vita di un terzo soggetto. Quindi, personalmente ed al momento (vorrei proprio parlarne con qualcuno dei due "fronti", per chiarirmi le idee), lo ritengo una "concessione" per evitare una situazione peggiore (più aborti, e soprattutto clandestini). In ogni caso, l'obiettivo deve essere, almeno idealmente, quello di una società a "zero aborti". Ma questo non c'entra un'acca con l'introduzione della "pillola". RU o non RU, chi vuole abortire lo può fare lo stesso. Si tratta unicamente di introdurre un nuovo strumento per abortire, aggiuntivo a quelli già presenti. Quindi, risultano del tutto strumentali e incomprensibili le posizioni di chi è contrario a priori perchè è contario all'aborto. A meno di non voler fare delle riflessioni del tipo "Hanno voluto l'aborto? Bene, allora soffrano come cagne!", che è inutile commentare. Seguendo questa logica, inoltre, altro che pillola, dovremmo tornare direttamente ai ferri delle mammane.

Stessa identica logica andrebbe applicata ad una delle altre motivazioni contrarie, ovvero quella della presunta "banalizzazione" dell'aborto. Infatti, a parte il fatto che non vedo come una decisione come quella di abortire possa correre il rischio di assumere i toni della "banalità", allora anche i metodi attuali sarebbero "banalizzanti" rispetto ai cari vecchi ferri delle mammane (e scusate la ripetizione!). Per quanto riguarda invece i presunti "aumentati rischi per la salute delle donne", a parte il fatto che bisognerebbe mettersi d'accordo, perchè non si può contemporaneamente paventare rischi di banalizzazione e poi evocare una pericolosità maggiore, le ricerche scientifiche e l'utilizzo in tutti i Paesi d'Europa (l'Italia era assieme ad Irlanda e Polonia l'unica a non consentire l'uso della "pillola") dimostrano che tali rischi non esistono. I dolori simil-mestruativi conseguenti al suo utilizzo sono comunque inferiori ai metodi chirurgici tradizionali, così come sono minori le conseguenze psicologiche (minore degenza ospedaliera, niente stress da operazione). Ed è ridicolo chi parla di "29 morti": un numero insignificante per 20 anni di utilizzo in mezzo Mondo. Si vadano a leggere la letteratura sui casi di morte per infezione conseguenze ad intervento chirurgico abortivo, e poi parlino. Per chi invece parla di "aborto fai da te" e "clandestinità legalizzata", invece, si palesa una forte ignoranza, dato che la "pillola" rientra nei meccanismi della legge 194, dunque potrà essere assunta solo in ospedale, e sarà il medico a stabilire quando e come la donna potrà tornare a casa. Ridicolo, infine, chi parla di "regalo alle multinazionali" ... se dovessimo parlare di tutti i regali che vengono fatti alle multinazionali, l'elenco non finirebbe più. A cominciare dai recenti regali fatti alle "multinazionali" produttrici del Tamiflu. E poi le attuali tecniche abortive non prevedono forse l'utilizzo di anestetici ed altri strumenti medici? E non sono forse questi prodotti da multinazionali?

Quindi, cari amici "anti-abortisti", ascoltate un consiglio: invece di perdere tempo in incomprensibili battaglie, concentrate i vostri sforzi per chiedere legislazioni che eliminino le premesse sociali ed economiche dell'aborto. E' quella l'unica vera strada di successo per una società "senza aborto". Il resto è solo strumentalizzazione ed oscurantismo.

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Via libera alla pillola abortiva, una scelta di civiltà
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2008


                                                        

Sembra davvero fatta per la pillola abortiva. Dopo anni di polemiche e dibattiti, alla RU486 sarà probabilmente dato il via libera dall'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, e "il Governo non potrà fermarla", ha dichiarato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day e accanita nemica della "pillola". E meno male.
 
Ma cos'è la RU486? E' un nuovo trattamento farmacologico che, rispetto ai metodi abortivi tradizionali, presenta numerosi vantaggi, per la salute (mentale e psichica) della donna e per le tasche dello Stato: richiede infatti un solo giorno di ricovero, non richiede interventi chirurgici, può essere utilizzata già nelle prime settimane di gravidanza, elimina molti dei possibili traumi dell'intervento chirugico (traumi dell'utero e del suo collo, rischi di sterilità e gravidanza extra-uterina, ma anche problemi psicologici). Maggiori informazioni qui.

Ebbene, nonostante ciò, il solito movimento vaticanista-teocon si è dichiarato contrario, ritardandone l'adozione in Italia. I motivi? Sarebbe pericolosa per la salute della donna, e pretesto prendono alcuni dati di decessi causati dalla pillola. Nessuno di loro però promuove un confronto con i metodi tradizionali, che causano molte più morti e molti più rischi rispetto alla pillola abortiva. Così come nessuno dice che su 27 paesi membri dell'Unione Europea solo in Italia, Portogallo e Irlanda non è ancora pienamente consentito l'uso della RU486.

E allora, da cristiano credente (ma cattolico sempre meno convinto viste le molte scelte sbagliate del Vaticano), saluto con felicità questa scelta. Perchè l'aborto è un dramma, e il "diritto" all'aborto è un tema su cui nessuno può dire di avere risposte certe: ma certamente dobbiamo difendere la legge 194 (modificabile, ma non verso il passato), che ha fortemente diminuito gli aborti, e questa pillola. Perchè nessuno che si definisce cristiano può fare ragionamenti del tipo: "Vogliono l'aborto? Allora soffrano come delle cagne". Perchè questo vuol dire, concettualmente, opporsi al progresso delle tecniche abortive.

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