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il blog di Francesco Zanfardino
Alitalietta (1): le rotte
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 18 gennaio 2009


                                                   

Il 13 Gennaio è partita la "nuova Alitalia", come una fenice che risorge dalle sue stesse ceneri. Grande entusiasmo, soprattutto per quelli che ci hanno marciato elettoralmente, ma anche del mondo dell'informazione che non si è degnato di sottolineare che in realtà in questa vicenda ad aver vinto davvero sono pochi imprenditori e gli stranieri di AirFrance, mentre ci hanno perso gli Italiani, i lavoratori del settore e il sistema Paese, danneggiati da miliardi di debiti a loro accollati, da migliaia di posti di lavoro in meno, da una compagnia aerea meno forte con meno rotte (sopratuttto meno rotte estere) e meno aerei, dalla diminuzione della concorrenza (con forte rischio di aumento dei prezzi, soprattutto sulla Roma-Milano) dopo la scomparsa di Air One. Il tutto per un 75% di Italianità che molto probabilmente scadrà fra 4 anni, dato che il "lock-up" scadrà a Gennaio 2013 e AirFrance ha diritto di prelazione per rilevare del tutto la Compagnia. Insomma, complimenti a Berlusconi per averci consegnato una "Alitalietta" per la quale tutti i giornali stranieri ci sbeffeggiano, dato che avremmo potuto vendere direttamente ad AirFrance 8 mesi fa (e non si dica che AirFrance si era ritirata ... anche CAI si è ritirata più volte, quindi bastava la volontà del Governo) e non subire tutte queste dannose conseguenze. "Merci Silvio" ("grazie Silvio"), ha titolato un giornale francese ... io ci avrei messo un "Au moins que Silvio il y a" ("Meno male che Silvio c'è") ...

"Discutendo" dedicherà varie puntate all'analisi di questa vendita. Iniziamo dall'analisi delle rotte. Confrontando l'offerta (pag 12) AirFrance (AF) e il network della nuova Alitalia (CAI), ecco cosa si ottiene per quanto riguarda le destinazioni, con le relative rotte e frequenze settimanali:

DESTINAZIONI

ROTTE

FREQ. SETTIMANALI

NAZIONALI 24 23 44 49 1.265 1.560
INTERNAZIONALI 45 34 73 55 928 699
INTERCONTINENTALI 14 13 17 15 101 88
 

AF

CAI

AF

CAI

AF

CAI

 
Dunque, la "nuova Alitalia" ridimensiona fortemente il numero di destinazioni (70 contro le 83 di AirFrance), soprattutto per quanto riguarda il mercato estero. Ricordate quando accusavano AirFrance di volersi fregare il mercato estero di Alitalia? Alla fine la soluzione "italiana" è stata molto peggiore sul fronte estero ...  ed indovinate a vantaggio di chi? Però ora sono tutti contenti della "italianità" ...

C'è da dire, però, che il mercato interno, seppur ridimensionato in numero di destinazioni, guadagna in rotte e frequenze settimanali. Perchè? Semplice: non dobbiamo dimenticarci che la nuova Alitalia ha inglobato anche AirOne, l'unico altro vettore italiano di un certo rilievo, che aveva nel suo network 21 destinazioni nazionali, 18 internazionali e 2 intercontinentali. E nonostante ciò, Alitalia avrà solo 70 destinazioni. E questo, tra l'altro, porterà a molto meno concorrenza (italiana...), in particolare sulla tratta Roma-Milano, dove la nuova Alitalia ha un monopolio di fatto e potrà fare i prezzi che vorrà.

La riduzione delle rotte ha poi pesantemente penalizzato Malpensa, che non solo non sarà più hub come voleva già l'offerta AirFrance, ma rispetto a quel piano avrà anche meno rotte estere. E la Lega, Formigoni, la Moratti che tanto si battevano per il Nord e per non farsi fregare le rotte da AirFrance? Ah già, non si scende in piazza contro i Governi Berlusconi. Solo quando c'è la sinistra.

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Avete voluto la bicicletta? E ora pedalate
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2008


                                                  

Ricordate la campagna demagogica della Lega su Malpensa? Sui cattivoni francesi che scippavano il Nord di una risorsa fondamentale come l'hub di Malpensa e sul prossimo Governo che "salverà Maplensa"? Ebbene: non solo le loro argomentazioni erano, nei fatti, poco difendibili, dato che Malpensa non è mai stato un vero hub e perdeva 200 milioni di euro l'anno (ne parlai qui). Ma poi, seguendo Berlusconi nel suo folle volo verso il nulla, alla fine si sono trovati con una compagnia che comunque cancella l'hub di Malpensa (e pure quello di Fiumicino), tagliando anche quasi tutte le rotte internazionali. Oltre ai miliardi di debiti pagati da noi consumatori, alle migliaia di licenziamenti in più, al declassamento della compagnia, all'alta quota straniera, e tutte le cose che abbiamo già detto e stradetto.

E così la Lega è rimasta molto delusa quando il Governo ha messo la fiducia sul decreto Alitalia (l'ennesima, nonostante una maggioranza schiacciante), stoppando un emendamento della Lega che puntava a salvare almeno le rotte e gli slot di Malpensa. Niet. La Cai non è capace di coprire queste spese, e quindi i leghisti si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano.  E poco importa se il Governo è stato battuto su un Odg del PD proprio sulla questione, grazie ai voti della Lega, perchè tanto gli impegni degli Odg non sono certo vincolanti.

Mi verrebbe quasi da dire "ben gli sta"; se in mezzo non ci fossero dipendenti e soldi buttati. L'ennesima dimostrazione della gestione disastrosa del Governo Berlusconi su Alitalia.

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