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il blog di Francesco Zanfardino
Referendum? Referendum!
post pubblicato in Diario, il 28 aprile 2011


E' assurdo che, a meno di 50 giorni dalla consultazione referendaria, non si sappia ancora se i cittadini avranno il diritto di esprimersi su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento. L'incertezza regna sovrana, tra la sospensione "furbastra" del piano nucleare e i tentativi di fare lo stesso con il decreto Ronchi sull'acqua e, chissà, magari anche sul legittimo impedimento.

Evidentemente è proprio a questa incertezza che il Governo punta per inficiare il più possibile il risultato dei quattro Referendum del 12 e 13 Giugno. Soprattutto, per il Governo, bisognava evidentemente affossare il Referendum sul nucleare che, sull'onda degli avvenimenti di Fukushima, avrebbe portato tantissima gente a votare e avrebbe quindi comportato, con ogni ragionevole evidenza, la vittoria anche di quello e degli altri referendum: una vera e propria mazzata agli interessi delle lobby dell'energia e dell'acqua privatizzata (e quindi del mondo politico da loro finanziato), oltre che a quelli tutti personali del Premier in materia di legittimo impedimento.

Bisogna fermarlo, dicevamo, anche al costo della clamorosa retromarcia del Governo su uno dei suoi cavalli di battaglia, ovvero il "ritorno al nucleare" e alle sue "meraviglie". Una retromarcia ovviamente "tattica", non per puro convincimento ideale, come lo stesso Berlusconi ha candidamente ammesso: "Il nucleare è il futuro, il nucleare è sempre la scelta più sicura. Solo che se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni".

Parole del genere, altrove, avrebbero probabilmente comportato le dimissioni o, quantomeno, lo sconcerto di tutte le Istituzioni garanti e una campagna di pubblico ludibrio da parte di tutta l'opinione pubblica. Una tale spudorata offesa alla democrazia e alla volontà popolare, tra l'altro da parte di chi ha fatto della volontà popolare un vero e proprio "mito" in questi anni, non sarebbe passata liscia in Francia o Germania. Da noi, invece, "assuefatti" come siamo alle sparate di Berlusconi, al massimo c'è stata la protesta delle opposizioni politiche. E la cosa passerà liscia, visto che la Consulta dovrebbe (a scanso di interpretazioni tanto giuste quanto improbabili), in caso di approvazione del "decreto omnibus" nel quale è stata inserita la "sospensione" del piano nucleare, eliminare anche il referendum sul nucleare.

Allora mi appello innanzitutto alle Istituzioni garanti, e quindi in primis al Presidente della Repubblica. Perchè Giorgio Napolitano è il garante della Costituzione e della democrazia e NON PUO' consentire una simile presa per il culo della democrazia: quindi, appena il "decreto vergogna" gli arriverà fra le mani, DEVE fermarlo non appendogli la firma. E poi, magari, successivamente promuovere anche un dibattito socio-politico sull'opportunità di riformare la disciplina referendaria, per vari motivi tra cui anche questo di evitare simili scempi.

Purtroppo Napolitano è lo stesso che ha firmato il Lodo Alfano e il "decreto interpretativo" sulle elezioni in Lazio, quindi non è che sia da fidarsi al 100%. Pertanto l'appello più grande lo faccio agli Italiani, chiedendo di manifestare tutto lo sdegno nei confronti di questo Governo antidemocratico sia nelle urne amministrative sia, soprattutto, nelle urne dei Referendum del 12 e 13 Giugno (almeno quelli che rimarranno). Mandiamoli a casa!

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L'Italia che (non) conta
post pubblicato in Diario, il 22 febbraio 2010


                                                    

Dopo aver perso, un mese fa, il ruolo di rappresentante civile NATO in Afghanistan, l'Italia perde anche quello di inviato speciale UE a Kabul, a causa di una sostituzione voluta dalla nuova "miss PESC" della UE, la Ashton, che tra l'altro è stata eletta a sorpresa contro il candidato italiano, Massimo D'Alema, sostenuto dal Governo Berlusconi. Tanto da far dire a Pino Arlacchi, europarlamentare IDV ed ex vicesegretario ONU, "l'Italia è passata dalla sottorappresentazione all'esclusione completa dagli incarichi internazionali di maggior rilievo. Mai in 65 anni l'Italia si è trovata in una situazione così umiliante: l'unica carica di un certo livello ricoperta da un italiano e che non ci spetti di diritto è la direzione dell'Unrwa, l'agenzia ONU di assistenza ai palestinesi, che nessuno voleva". Ma anche per lo stesso Ministro alle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, "deve finire questa marginalizzazione del sistema Italia".

Che dire ... meno male che con i Governi Berlusconi la credibilità internazionale dell'Italia e la sua importanza mondiale aumentano sempre rispetto alla "sinistra". Figuriamoci se non aumentava ...

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Perdiamo l'acqua
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2009


                                                     

Oggi la Camera ha convertito in legge il decreto Ronchi sulla liberalizzazione del settore idrico. Molte le polemiche, compresa una viva protesta via Web, che hanno messo l'accento sul pericolo di una "privatizzazione dell'acqua". In realtà, grazie ad un emendamento del PD, la proprietà dell'acqua resta in ogni caso pubblica, dunque, almeno in linea ideale, questo pericolo è scampato. Tuttavia, resta nella sostanza il pericolo di interessi speculativi che entrino nella gestione di una risorsa essenziale, non facoltativa, come l'acqua.

Con l'approvazione di questo provvedimento, infatti, tutti i Comuni italiani saranno costretti a cedere almeno il 30% delle proprie società pubbliche dell'acqua ai privati e a cederne loro pure la gestione, a meno di aumentare la quota dei privati al 40%; le società pubbliche che non adempieranno a questo obbligo saranno sciolte. Questo può comportare una forte lievitazione delle bollette, magari con la scusa di migliorare il servizio. Infatti, come ci ricorda il Corriere, i prezzi delle bollette in Italia sono fra i più bassi nel mondo (per un consumo annuo di 200mila litri d'acqua si spendono mediamente in Italia 177 euro, a Tokyo 280, a Bruxelles 560, a Parigi 740, a Berlino 970), ma il servizio è pessimo, con il 15% degli Italiani non coperti dalle fognature, il 30% non coperto da depuratori e con reti idriche che perdono il 30% dell'acqua lungo le condotte.

Ora, se l'ingresso dei privati riuscirà a ridurre questi problemi, sarebbe anche ammissibile un aumento delle bollette (proporzionato al miglioramento, ovviamente). Ma il decreto Ronchi, siccome obbliga gli Enti a cedere ai privati, ma non ai privati di acquistare, potrebbe portare alla paradossale conseguenza che i privati acquistino le società pubbliche floride, sottraendo forti guadagni ai Comuni virtuosi, mentre lascino appiedate quelle in difficoltà (ovvero, quelle con i servizi e le perdite economiche, ed idriche, peggiori), o al massimo le acquistino ad un prezzo stracciato. Facendo così, insomma, un enorme regalo alle lobby dell'acqua, italiane, ma soprattutto straniere, come le francesi Veolia e Suez, a scapito dei Comuni e, quindi, dei cittadini.

Ma non sarebbe stato meglio lasciare la situazione com'è, concentradosi invece su forti investimenti statali sulla ristrutturazione delle reti, riguadagnando i soldi investiti con il risparmio d'acqua che ne sarebbe derivato?

P.S. Comunque, è scandaloso che su questa materia così delicata, con una maggioranza così ampia a disposizione ed un numero basso di emendamenti, il Governo abbia deciso di porre la 26esima questione di fiducia di questa legislatura. Si pensi che, nello stesso periodo, il Governo Prodi l'aveva posta solo 18 volte ... e ho detto tutto.

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