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il blog di Francesco Zanfardino
Garantismo a corrente alternata
post pubblicato in Diario, il 7 marzo 2009


                                                 

La vicenda dello "stupro della Caffarella", con i due romeni arrestati ma poi scagionati dal DNA, insegna che bisogna sempre essere attenti quando si punta il dito contro qualcuno, e aspettare il giusto processo. Anche quando sembra il colpevole più ovvio. E dovrebbe insegnare a certi giornalisti che prima di scrivere titoloni del tipo "Ecco le belve romene", dando per certo ciò che certo non è, bisognerebbe riflettere. Specialmente quando si tratta di casi così mediatici, che possono rovinare la reputazione delle persone.

Ma la cosa che mi fà più indignare è che gli stessi giornalisti che titolano in maniera così pesante su questi casi, e gli stessi politici che chiedono ai magistrati di essere meno "perdonisti" (come detto dalla Carfagna oggi), spesso sono gli stessi giornalisti e gli stessi politici che fanno i "garantisti" quando nel mirino della magistratura sono i politici. E che gridano al "giustizialismo", alle "toghe rosse" quando qualche magistrato indaga su qualche politico, o quando qualche altro politico o cittadino denuncia la leggi fatte per salvare qualche politico ... per non parlare dello stracciamento di vesti quando qualche politico viene mandato agli arresti domiciliari, per non parlare degli incarceramenti (rarissimi)!

Politici e privati cittadini sono la stessa cosa. Siamo tutti uguali dinanzi alla legge, anche se qualcuno sembra esserselo dimenticato. Si può essere garantisti, si può essere giustizialisti, così come si possono essere tutte le posizioni intermedie fra questi due estremi: ma non si può essere garantisti per pochi, e giustizialisti per molti. A meno di non perdere la faccia e la coerenza, ma in questo Paese evidentemente l'incoerenza premia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Viva la sincerità
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2009


                                             

Oggi il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, in procinto di incontrare il suo omologo della Romania, ha dichiarato: "la Francia ha espulso solo nel 2008 oltre 7000 cittadini romeni, l'Italia circa 40".

Come come come? Solo 40 romeni espulsi? E tutti i proclami sulla sicurezza, sulle "espulsioni più facili", sul "sì agli onesti, fuori dall'Italia i delinquenti", "vadano a casa loro", "interverremo contro l'emergenza ROM", ecc. ecc. che fine hanno fatto? La tanto sbandierata "svolta" su sicurezza e criminalità straniera rispetto al Governo Prodi dov'è, caro Ministro? Perchè non dice al suo collega Maroni che i suoi innumerevoli pacchetti sicurezza sono stati tutti dei gran pacchi (soprattutto alla luce degli ultimi fatti di cronaca)?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Quando si sa reagire solo con la violenza
post pubblicato in Diario, il 3 novembre 2007


                                 

Ieri sera siamo tornati indietro di settant'anni. Quando i problemi della società venivano risolti prendendosela con i più deboli. Così è successo ieri sera: una decina di esagitati, muniti di bastoni e passamontagna(vigliacchi), si sono scagliati contro un gruppo di romeni a Tor Bella Monaca (Roma).

I problemi non si risolvono così. Che si organizzino manifestazioni, che si facciano gesti simbolici, ma non la violenza. La violenza genera sempre altra violenza. E' inutile.
E pensare che persino il marito della donna è stato più lucido di quei cretini: presentatosi ai funerali con una rosa rossa in mano, ha invitato a non usare la violenza.

E basta con i "capri espiatori": i criminali sono tutti uguali, romeni e italiani, stranieri e non.

Alla comunità romena "perbene", quella che si fa in quattro per mandare avanti la famiglia (e anche l'economia, si pensi a edilizia e agricoltura): solidarietà. 

A quelli di ieri: criminali, squadristi, razzisti, vigliacchi. Siete voi la vergogna dell'Italia.

Emergenza sicurezza, che fare?
post pubblicato in Diario, il 1 novembre 2007



                           

Poche ore fa è morta Giovanna Reggiani
, la donna seviziata martedi sera da un romeno vicino la fermata della metropolitana di Tor del Quinto, Roma, nei cui pressi c'è un campo rom, 70 baracche. E non è che l'ennesimo fatto di cronaca nera a scatenare la sensibilità delle masse, a scatenare quella sensazione di insicurezza che sembra essere al primo posto nelle preoccupazione degli Italiani.

Di fronte a questa richiesta come deve rispondere lo Stato? Certo nè con il razzismo nè con la demagogia. Spendersi come certi politici "italiani" (non vorrei si offendessero ricordando la loro nazionalità) in dure battaglie contro gli extracomunitari (e non, visto che la Romania è entrata in UE) certo non risolve il problema. Non bisogna infatti dimenticare che se non ci fossero romeni, marocchini, senegalesi e company interi settori dell'economia italiana come l'agricoltura e l'edilizia crollerebbero. Bisogna quindi distinguere chi viene qui per lavorare (e viene sfruttato) e chi viene invece per delinquere. Senza dimenticare che assassini, scippatori, violentatori, ladri e criminali sono sia italiani che stranieri: e ciò che conta non è la nazionalità, ma il reato. Il vero problema, infatti, non è chi compie il reato, ma come si reagisce.

E qui il dilemma. Sembra comunque evidente la necessità di una radicale riforma del sistema penale italiano, che dia più attenzione non alla durata della pena comminata, ma alla sicurezza della sua effettività. Inutile dare un ergastolo se poi in realtà si scontano 4-5 anni in prigioneMa attenzione: questa non è una critica all'indulto. L'indulto era un provvedimento purtroppo necessario: quando è stato approvato, le carceri italiane erano in condizioni indecenti di sovraffollamento, dove la dignità umana era a livelli bassissimi, tant'è vero che già Papa Giovanni Paolo II, quando visitò il Parlamento, chiese l'attuazione dell'indulto. Il problema adesso è risolvere questo sovraffollamento: e qui, oltre ad una ripresa dell'edilizia carceraria, emerge la necessità di favorire l'uso di misure alternative al carcere per i reati meno gravi: attenzione, non gli arresti domiciliari (da abolire, tranne per persone anziane e malate davvero), ma servizi sociali e, e sottolineo "e", comunità di recupero, come in America. Infine, velocizzare i processi e liberare i tribunali e gli avvocati dalla marea di scartoffie, magari eliminando qualche grado di giudizio, avviando nuovi tribunali e semplificando le procedure.

Insomma, l'Italia ha bisogno di una giustizia giusta, certa, rieducativa e veloce. E non ha bisogno, invece, nè di giustificatori che demagoghi. Basta con una certa sinistra che cerca in tutti i modi di giustificare e di proteggere sia buoni che criminali, basta con una certa destra che vorrebbe eliminare sia buoni che criminali. E basta anche con le opposizioni che criticano i governi di non far nulla. Sentire Fini che critica il Governo sulla sicurezza su indulto e sulla insufficienza del "pacchetto sicurezza" è davvero degradante: innanzitutto perchè è alleato con Forza Italia e Udc il cui contributo è stato fondamentale per l'indulto (per essere approvati i provvedimenti di indulto devono avere l'appoggio dei 2/3 di deputati e senatori), e poi perchè se solo adesso si approvano quelle norme del "pacchetto sicurezza" e le si giudica (giustamente) buone ma insufficienti, significa che nei 5 anni precedenti non si è fatto proprio niente in materia di sicurezza.  

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