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il blog di Francesco Zanfardino
Dal piano-clima la svolta sulle lampadine
post pubblicato in Diario, il 13 dicembre 2008


                                               

L'altro giorno è stato finalmente approvato il piano clima dell'Unione Europea, che prevede il cosidetto 20-20-20, ovvero il raggiungimento entro il 2020 di tre obiettivi: riduzione del 20% delle emissioni di gas-serra, riduzione dei consumi del 20% tramite efficienza energetica, 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Il sì unanime è arrivato dopo giorni di polemiche e di minacce di veto da parte dell'Italia, che con il premier Berlusconi ha ingaggiato una vera e propria lotta al piano (unico paese su 27 dell'UE a bocciare il piano pochi giorni fa), unico paese sviluppato a premere sulla questione dei costi, senza vederne invece le incredibili opportunità e per l'ambiente e per il portafogli. Fortunatamente la politica del veto di Berlusconi e Confindustria non è riuscito a smorzare il piano: infatti, nonostante le esultanze di Berlusconi, l'Italia non ha ottenuto (fortunatamente) niente di quello che ha chiesto, dato che gli obiettivi del 20-20-20 sono confermati e giuridicamente vincolanti (mentre l'Italia chiedeva di adeguarli alla crisi economica, e di valutare la situazione paese per paese), e la "clausola di revisione" del 2013 potrà avere solo effetti in avanti, e non in indietro rispetto al piano attuale.

Speriamo che il piano raggiunga davvero i suoi effetti, e che i Paesi che non lo rispetteranno saranno davvero puniti. Una "rivoluzione verde" è necessaria, proprio in questi periodi di crisi, perchè efficienza e indipendenza dalle materie prime sono l'unica via per risolvere definitivamente la questione energetica e i problemi economici ed ambientali ad essa conessi.

Tra tutti i provvedimenti decisi dalla UE per raggiungere gli obiettivi, vi segnalo uno particolarmente interessante e vicino alle tematiche della rubrica "Risparmio Ecologico" del blog: ovvero che entro il 2010 saranno bandite in tutta la UE le lampadine ad incandescenza. Questo per favorire l'utilizzo delle lampadine a risparmio energetico, ovvero le lampadine fluorescenti, che da qualche anno abbiamo imparato a conoscere ma che ancora stentiamo ad utilizzare, visto che siamo cosi restii a cambiare, anche in queste piccole cose, nonostante gli enormi vantaggi, qualitativi e quantitativi, di queste lampadine: pensate, un risparmio di 20 euro annui di corrente per ogni lampadina fluorescente rispetto a quelle ad incandescenza! Molto, molto di più del loro costo d'acquisto. E bene ha fatto la UE, quindi, a superare le resistenze direi "mentali" della popolazione, mettendo al bando le vecchie lampadine.

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Caro-latte? Incentivare il "latte alla spina"
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 9 settembre 2008


                                                      

Sesto appuntamento con "Risparmio Ecologico", la nuova rubrica di "Discutendo" dedicata alle iniziative che consentono di conciliare ecologia ed economia, con benefici per l'ambiente e le nostre tasche. L'appuntamento di oggi è dedicato alle iniziative contro il caro-vita e alla diminuzione della produzione di rifiuti attraverso la diffusione del "latte alla spina".

Il prezzo del latte, come tutti i generi alimentari, è infatti drasticamente aumentato nell'ultimo periodo: secondo il Ministero dell'Economia, il prezzo del latte è aumentato del 12% nell'ultimo semestre. Ciò è dovuto a molteplici fattori, tra cui il trasporto prevalentemente su gomma (con le conseguenze del caro-benzina), il consumo di latte "non locale" (e quindi che comporta un costo maggiore in trasporti), ma soprattutto una catena di distribuzione troppo lunga. Oltre ai "costi fissi", come quello degli involucri di plastica o vetro. E così aumenta il costo di un bene primario per tutte le famiglie italiane.

Da qui l'idea del "latte alla spina". In pratica, dei "distributori automatici di latte fresco" dove i produttori locali portano il loro latte e dove i consumatori locali si recano con il loro contenitore, riutilizzabile all'infinito, e "ritirano" il loro latte fresco. In questo modo si ottiene un risparmio medio del 33% (1€ contro 1,50€), dovuto ai mancati contenitori, ai mancati passaggi di "filiera", al mancato trasporto. Inoltre, si evita il consumo giornaliero di contenitori di plastica e vetro, facendo del bene all'ambiente.

Certo, può sembrare un iniziativa minima, anche se 50 centesimi al giorno non sono proprio un'inezia. Ma provate ad immaginare se tutti potessimo fare altrettanto: quante centinaia di euro risparmiate e quanti centinaia di inutili rifiuti evitati. Infatti, il problema è che questo sistema di distribuzione è ancora troppo poco diffuso. Per questo, come da tradizione di "Risparmio Ecologico", c'è bisogno dell'intervento dello Stato, che deve incentivare adeguatamente l'utilizzo di questi distributori, magari addirittura "costringendo" (se si può fare) le grandi catene di vendita a sistemarle nei loro supermercati.

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Come risparmiare qualche watt con Google Nero
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 16 agosto 2008


                                                           

Quinto appuntamento con "Risparmio Ecologico", la nuova rubrica di "Discutendo" dedicata alle iniziative che consentono di conciliare ecologia ed economia, con benefici per l'ambiente e le nostre tasche. L'appuntamento di oggi è dedicato al risparmio energetico, attraverso l'utilizzo di pagine web a sfondo nero.

Tutto è partito da un certo Mark Ontkush, che si è messo a calcolare quanta energia elettrica si potesse risparmiare se solo Google fosse in nero anzichè in bianco. Ebbene, secondo Ontkush una visualizzazione in bianco costa 74 watt, contro i 59 watt in nero; moltiplicato per le 200 milioni di query che Google riceve al giorno, e considerando un tempo di visualizzazione di 10 secondi ciascuna, arriveremmo ad un risparmio di circa 3000 Megawatt/ora all'anno. Inoltre, leggere bianco su nero è molto meno stressante per gli occhi.

Ci sono però varie critiche. Infatti, secondo i detrattori, il calcolo di Ontkush è basato sugli schermi a tubo catodico, mentre per gli schermi LCD il bianco o il nero è indifferente. E, siccome gli schermi LCD sono ormai nella maggioranza dei PC, il calcolo di Ontkush andrebbe rivisto. Su questo punto, bisogna dire che effettivamente per gli schermi LCD c'è meno differenza, ma comunque c'è: Invece di 15 watt, c'è un risparmio di 3 watt. E, comunque, di schermi a tubo catodico c'è ne è ancora in giro, eccome.

Per chi volesse usare Google in nero, basta scegliere uno dei tanti siti che offrono questo servizio ... potete andare su www.neroo.it, www.nerogoogle.it, ma io vi consiglio www.goog7e.com, che vi consente anche di visualizzare watt risparmiati grazie a questo motore di ricerca, esprimendo i risultati sia in tubo catodico che in LCD. Mettiamolo tutti come pagina iniziale. Magari impostando anche screen-saver e sfondi neri. Certo, si tratta di un "risparmio spicciolo" ... ma ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo. E poi non costa niente farlo ...

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Mai più batterie con la torcia di Faraday
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 11 agosto 2008


                                                   

Quarto appuntamento con "Risparmio Ecologico", la nuova rubrica di "Discutendo" dedicata alle iniziative che consentono di conciliare ecologia ed economia, con benefici per l'ambiente e le nostre tasche. L'appuntamento di oggi è dedicato al risparmio energetico e alla diminuzione della produzione di batterie, attraverso l'utilizzo delle torce elettriche di Faraday.

Si tratta di torce elettriche (a mano) che sfruttano appunto il principio dell'induzione elettromagnetica del fisico inglese Faraday. Il segreto: basta semplicemente agitare! Infatti, agitando la torcia, un piccolo magnete scorre lungo un tubo inserito nel manico della torcia, passando così avanti e indietro all'interno di una spira metallica: in tal modo, grazie all'induzione elettromagnetica, si genera energia elettica. Agitando la torcia per 1 minuto si ottiene una durata di 30 minuti. Inoltre, la torcia sfrutta la tecnologia LED (le cui qualità abbiamo già elogiato nel post sui semafori a LED), quindi la luce emessa è di qualità migliore e visibile a grandi distanze (circa 1 Km). Ma il vantaggio principale rispetto alle torce tradizionali è che funziona senza batterie, quindi non si è mai a rischio di "batterie esaurite" e si risparmia sul costo delle pile. Inoltre, è sempre bene diminuire il consumo di batterie, tossiche per l'ambiente (e per noi).

Insomma, non comprate più torce elettriche a batteria (tra l'altro, a seconda dei vari tipi, possono costare anche di meno). Ma, in tal senso, sarebbe davvero utile uno stop alla produzione di torce a batteria, o perlomeno una forte disincentivazione del loro consumo (attraverso una tassazione ad hoc, o altro).

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Arrivano gli eco-distributori, obiettivo: zero bicchieri di plastica
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 7 agosto 2008


                                                     

Terzo appuntamento con "Risparmio Ecologico", la nuova rubrica di "Discutendo" dedicata alle iniziative che consentono di conciliare ecologia ed economia, con benefici per l'ambiente e le nostre tasche. L'appuntamento di oggi è dedicato alla diminuzione della produzione di plastica, attraverso l'utilizzo degli "eco-distributori". 

Gli eco-distributori funzionano così: dopo aver inserito le monete, il consumatore si troverà di fronte ad una scelta. Richiedere normalmente alla macchinetta una bevanda nel bicchiere di plastica fornito dalla stessa macchinetta, oppure premere un apposito pulsante ed utilizzare un proprio bicchiere, risparmiando a sè stessi e all'ambiente il costo economico e ambientale del bicchierino di plastica. Insomma, portati il bicchiere da casa e pagherai meno la bibita.

L'iniziativa viene dal Giappone, precisamente dall comune di Tokorozawa che ha inserito la macchinetta ecologica nel proprio municipio. L'iniziativa sta avendo un buon successo, visto che consente un risparmio del 10-15% sul costo della bibita (sul caffè, per esempio, consente un risparmio di 6 centesimi su 47).

Pensate quante migliaia di euro si risparmierebbero in Italia, e quante migliaia di bicchierini di plastica dannosi per l'ambiente, visto che ormai i distributori automatici sono ovunque. E, come al solito, "Risparmio Ecologico" invita lo Stato a dare il buon esempio, sostituendo gradualmente i distributori vecchi con questi "eco" in tutti gli uffici statali.

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Risparmio energetico, lo Stato dia il buon esempio con i semafori a LED
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 10 luglio 2008


                                                       


Secondo appuntamento con "Risparmio Ecologico", la nuova rubrica di "Discutendo" dedicata alle iniziative che consentono di conciliare ecologia ed economia, con benefici per l'ambiente e le nostre tasche. L'appuntamento di oggi è dedicato al risparmio di energia elettrica, con particolare riferimento all'utilizzo dei "semafori a LED".

Rispetto alle normali lampade semaforiche ad incandescenza, infatti, le lampade semaforiche a LED, di più recente invenzione, consentono numerosi vantaggi:
- risparmio dell'80% di energia elettrica a parità di luce emessa;
- durata media 10 volte superiore (100mila ore contro 10mila ore);
- costi di manutenzione praticamente azzerati (basta un intervento all'anno per la pulizia esterna);
- guasti ridotti a zero (essendo formata da più "LED", anche se si bruciano molti dei LED la qualità della luce non cambia granchè; inoltre, in caso di guasto la lampada si può riparare, a differenza di quelle ad incandescenza);
- qualità della luce emessa migliore (la luce dei LED è monocromatica, a differenza di quelle ad incandescenza, e quindi non subisce gli effetti deteriorativi del vetro colorato; il disco su cui sono posizionati i LED è nero e copre l'intera superficie riflettente della parabola semaforica, e quindi evita il cosidetto "effetto phantom");
- funzionamento anche a bassissima tensione (e quindi può sfruttare anche pannelli solari);
- impossibilità di fulminarsi (e quindi più sicurezza, perchè mantiene sempre "vivo" il segnale");
- zero costi di applicazione (l'attacco è quello E27 normalmente usato dalle lampade semaforiche ad incandescenza).

L'unico problema è che tali lampade semaforiche a LED costano molto. Comunque, come dimostrato da questo studio dell'ing.Michele Tarolli (andato tra l'altro in onda a Report su RaiTre molto tempo fa), il costo delle lampade si "ammortizza" in 3-4 anni grazie al risparmio ottenuto. E lo studio dell'ing.Tarolli risale al 2004, quindi è probabile che i tempi di ammortizzamento oggi siano ancora più brevi, visti i vertiginosi aumenti del costo dell'energia elettrica, nonchè gli ulteriori miglioramenti della tecnologia a LED e la diminuzione dei suoi costi.

Insomma, quello dei "semafori a LED" è un ottimo investimento. Non solo per il futuro, ma anche per il presente. Per questo lo Stato deve dare il buon esempio sul "risparmio energetico", ordinandone l'applicazione a tutti i semafori d'Italia. Se a Bressanone, città di 20mila abitanti, si sarebbero risparmiati 61000 KwH l'anno, provate ad immaginare cosa si risparmierebbe in tutta Italia, che conta quasi 60milioni di abitanti.

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Come risparmiare metà acqua, senza sacrifici
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 6 luglio 2008


                                                       

Apre oggi la nuova rubrica di "Discutendo",  "Risparmio Ecologico", dedicata alle iniziative che consentono di conciliare economia ed ecologia, a tutto vantaggio dell'ambiente e delle tasche (siano esse dei cittadini, delle imprese o dello Stato). D'altronde, i due termini hanno una radice comune, "eco", che vuol dire "casa": appunto, l'umanità deve prendersi cura della propria "casa", la Terra, anche perchè ciò vuol dire fare i propri interessi. Importante, dunque, sapere che una politica ecologica non è conveniente solo nel lungo termine, ma anche nel breve.

Argomento di oggi è il risparmio di acqua. Se qualche tempo fa si parlava di risparmio di acqua solo relativamente alla sua possibile futura scarsità, alle carenze e ai problemi di siccità che affliggono vaste zone del mondo. Ma ora, in tempi di crisi economica, di caduta del potere d'acquisto e problema della "quarta settimana", un risparmio sulla bolletta dell'acqua sarebbe più che gradito a tantissime famiglie italiane (soprattutto visto i recenti rincari). Ebbene, risparmiare e consumare meno acqua si può: grazie ai "riduttori di flusso" si può risparmiare il 20% di acqua in bolletta, senza alcun sacrificio. Cosa sono? Sono dei particolari dispositivi (v.foto) che, se inseriti nei rubinetti al posto dei normali frangigetto, frammentano l'acqua in minuscole particelle e la miscelano con aria, con il risultato che il volume del getto rimane uguale, ma consuma la metà di acqua. Esistono anche speciali versioni per docce e tubi flessibili. Il costo? Solo 2€ a riduttore (8€ per quello per docce e flessibili); tra l'altro, poichè il risparmio del 50% dei consumi di docce e rubinetti vuol dire mediamente un risparmio del 20% in bolletta, i riduttori si ripagano "da soli": infatti, se è vero che, come dice Confcommercio, nel 2008 le famiglie Italiane spenderanno mediamente 734 euro per l'acqua, i riduttori garantiscono un risparmio medio di 147€ l'anno.

Provate ad immaginare se tutte le famiglie Italiane usassero i riduttori. Risparmierebbero ingenti quantità d'acqua, con enormi benefici per l'ambiente e il salvadanaio. Putroppo ben pochi sanno della loro esistenza: perciò servirebbe il "buon esempio" dello Stato, che per primo dovrebbe lanciare una campagna di sensibilizzazione, applicando i riduttori a tutte i propri uffici ed amministrazioni, e magari incentivandone il loro acquisto: non sarebbe male ad esempio seguire gli esempi dei comuni di Bagnacavallo (Ravenna) o Colorno (Prato), che hanno regalato a ciascuna famiglia residente un kit di riduttori.

Per acquisto e maggiori informazioni: http://www.commercioetico.it/ecologia/ridutflusso/index.html

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