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il blog di Francesco Zanfardino
Stop agli sprechi energetici. Anzi no
post pubblicato in Diario, il 31 agosto 2009


                                                 

Domani è il primo Settembre, e in tutta Europa andrà in soffitta uno dei simboli dell'ultimo secolo, la lampadina ad incandescenza. Sarà infatti vietata in tutti i Paesi della UE la loro messa in vendita (le scorte rimarranno vendibili fino ad esaurimento), per favorire l'acquisto delle lampadine fluorescenti, quelle a basso consumo, che permettono di risparmiare elettricità e quindi denaro ed emissioni nocive per l'ambiente. Stesso identico discorso per i frigoriferi a bassa efficienza (classe C, insomma).

Così probabilmente sarà data la notizia. In realtà non è proprio così: non in tutta la UE la loro vendita sarà vietata. Indovinate quale sarà l'eccezione? Ebbene sì, l'Italia: il Governo Berlusconi ha infatti deciso, con una leggina ad hoc, di rinviare tale messa al bando a data da destinarsi. L'ennesima prova dell'assoluta inconsistena delle politiche "green" di questo Governo. E la Prestigiacomo che fa, la bella statuina?

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La sicurezza sul lavoro? Non è un emergenza ...
post pubblicato in Diario, il 12 febbraio 2009


                                                          

Tra gli effetti del "decreto milleproroghe" approvato ieri dal Senato c'è l'ennesimo rinvio dell'applicazione del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro: due anni di slittamento, lo vedremo (forse) nel 2011. Il Testo, varato dal Governo Prodi nelle sue ultime settimane di vita, mancava solo dei decreti attuativi. Il Governo Berlusconi, però, fin dall'inizio ha manifestato la sua insofferenza per il Testo, spalleggiato da Confindustria e dai poteri forti che lo sostengono, in quanto il Testo prevederebbe "sanzioni sproporzionate che distolgono l'attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza". E così il Governo ha progressivamente svuotato il Testo: l'ultima modifica prevede la cancellazione della legge 626 per le piccole aziende.


Ma, andando a leggere il Testo, scopriamo che la sanzione "sproporzionata" prevista è dai 6 ai 18 mesi per gli imprenditori inadempienti sulla sicurezza. Alla faccia della sproporzionalità! E' fin troppo poco prevedere 6-18 mesi di carcere per gli imprenditori che speculano sulla pelle dei propri lavoratori! E allora quale sanzione vogliamo mettere: una multa? Gli fatte un baffo agli imprenditori disonesti, che intanto ci avranno guadagnato molto di più risparmiando sulla sicurezza dei propri lavoratori. 

E intanto, nei posti di lavoro, si continua a morire ... più di mille morti l'anno, ma per il Governo non è un'emergenza.

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Per i diritti dei consumatori non c'è mai tempo
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2008


                                                

Niente da fare. Il Governo "decisionista" ha deciso di rinviare per altri sei mesi l'introduzione della class-action. L'azione collettiva doveva entrare nell'ordinamento a Luglio 2008, come deciso dal Governo Prodi, ma il nuovo Governo, fra i suoi primi provvedimenti, subito ne rinviò l'applicazione di sei mesi. Dunque, complessivamente la class-action è slittata di un anno: doveva partire a Luglio 2008, partirà a Luglio 2009. Forse.

Ma la cosa singolare è la motivazione: ovvero che "c'è bisogno di tempo per modificare la norma, per migliorarla e renderla più efficace". Questa è, in sostanza, la posizione espressa dal Governo in entrambi i rinvii. D'altronde, anche alcune associazioni dei consumatori, all'epoca del Governo Prodi, chiesero modifiche per rendere più efficace la nrorma. Ora, a parte che un Governo "decisionista" non dovrebbe aver bisogno di un anno per modificare una semplice norma (manco fosse una riforma generale della Giustizia!), si è subito capito quali sono in realtà le modifiche da effettuare: accontentare lobby e Confindustria rendendo la class-action uno strumento inoffensivo. Con il secondo rinvio, infatti, il Governo ha anche annunciato le "modifiche", ovvero: minori poteri alle associazioni dei consumatori, non più uniche organizzatrici delle class-action; maggiori difficoltà per l'ammissibilità dei ricorsi; utilizzabilità solo per gli illeciti avvenuti dopo il Luglio 2008. Ovvero non saranno possibili class-action su casi come Parmalat, Cirio, bond Argentina, ecc. ecc. Proprio le vicende collettive che hanno causato i maggiori danni al Paese e ai consumatori.

Perchè? Perchè devono sempre essere i consumatori a pagare?

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Alitalietta
post pubblicato in Diario, il 28 novembre 2008


                                                

Ennesima puntata della telenovela Alitalia e ennesima dimostrazione della "qualità" della cosidetta soluzione Alitalia, dopo quella recente del "prestito-ponte restiuito allo Stato dallo Stato" (oltre a tutte gli altri fallimenti nella vicenda).

E' successo che il Commissario Straordinario Fantozzi ha tagliato fino al 70% dei voli interni per "tenere botta" fino al debutto di Cai. Potete facilmente immaginare gli enormi disagi dei passeggeri. Ma ciò che mi preme sottolineare è lo sbugiardamento di Fantozzi, che fino al giorno prima aveva detto che i tagli dei voli erano colpa degli scioperanti. Quando i "sindacati del no" facevano infatti questa dichiarazione il 16 Novembre, ovvero sostanzialmente che "non c'è nessuno sciopero bianco, le cancellazioni sono colpa dell'azienda, poichè sono finiti i soldi e si vuole tirare botta fino all'ingresso di Cai, facilitando inoltre questo ingresso con il rallentamento delle attività", Fantozzi rispondeva tre giorni dopo dicendo: "Per colpa dei piloti e del loro sciopero bianco, realizzato con manifestazioni di puro sciacallaggio, Alitalia taglierà cento voli al giorno, sui seicento operati quotidianamente, da qui alla fine del mese". Insomma, Fantozzi, o meglio chi lo manovra (il Governo), ha cercato di addossare agli scioperanti le proprie colpe, tanto ormai la campagna mediatica scatenata contro i lavoratori li ha resi vulnerabili a questi scaricabadili.

Ma, come se non bastasse, è arrivata recentemente un'altra notizia: ovvero che il debutto di Cai è stato rinviato per l'ennesima volta. Prima si era detto che debuttava il 1 Novembre, poi il 1 Dicembre: ora addirittura non si indica una nuova data.

Insomma, alla faccia della soluzione seria. Non infierisco con inutili richieste di dimissioni, ma, una volta finita la vicenda (se finirà), Fantozzi dovrà chiedere scusa e rinunciare al suo faraonico stipendio ricevuto per un lavoro che ha svolto in maniera pessima. Per carità, non per colpa sua, ma di un Governo che ci ha venduto in campagna elettorale una soluzione e invece ci ha solo riempito di ridiolo, di miliardi di debiti, di migliaia di licenziamenti, di centinaia di disagi e voli tagliati, di hub scomparsi, ecc. ecc.

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