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il blog di Francesco Zanfardino
Ecco il piano-Prodi su tasse e salari. Tante promesse, da realizzare
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2008


                        
   
Giovedì 10 Gennaio si è svolta la cosiddetta "verifica di maggioranza".
Sembrava dovesse essere l'ora della resa dei conti, e invece si è svolto tutto tranquillamente (addirittura è finita prima del previsto), nonostante in tutto fossero una quarantina di persone, con soddisfazione, più o meno accentuata, di tutti, da Dini a Rifondazione. Anche perchè, in realtà, la vera "verifica" avverrà dopo il 16 Gennaio, quando, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sull'ammissibilità dei Referendum, ci sarà il vertice sulla riforma elettorale (e lì se ne dovrebbero vedere delle belle).
Comunque, se anche Dini, che, durante le feste, sembrava avesse dato l'avviso di sfratto a Prodi con i suoi "sette punti", si è mostrato "cautamente soddisfatto", sembra che almeno sulle tematiche economiche sia tornata la serenità all'interno della (?)maggioranza.
Ma veniamo al dunque, analizzando il "discorso di belle intenzioni" di Prodi.

"Cifre confortanti". "ll Paese - esordisce Prodi - ha adesso davanti a sè un'occasione di crescita che non deve essere sprecataNegli ultimi due anni le cifre sono più che confortanti: l'Italia è cresciuta più di quanto non fosse successo nella prima metà del decennio; gli investimenti sono aumentati, le esportazioni hanno ripreso a marciare a ritmi straordinari nonostante la forza dell'euro, la disoccupazione non è mai stata così bassa. Anche un problema che grava su tante famiglie come quello dell'inflazione, va confrontato con le percentuali degli altri paesi europei. Il debito pubblico è in calo e il traguardo di vederlo presto sotto il 100% del pil è adesso raggiungibile. Ma soprattutto il disavanzo pubblico scende sotto il 2 % e l'avanzo primario supera il 3% del pil. Fino a poco tempo fa - ricorda Prodi - lo avevamo quasi prosciugato. Senza contare che abbiamo già redistribuito più dell'1 per cento del prodotto nazionale lordo a favore dei redditi più bassi. Questa la fotografia economica del paese oggi, quando solo un anno e mezzo fa era fermo, con la finanza pubblica allo sbando, spese pubbliche fuori controllo e assenza di qualsiasi politica seria di contrasto all'evasione fiscale.

La "ricetta" su tasse e salari. "Sarà possibile parlare di cifre e percentuali solo dopo la trimestrale di cassa (cioè Aprile). Comunque, non chiederemo un euro in più ai nostri lavoratori, alle famiglie e alle imprese per il risanamento dei nostri conti". Tuttavia, ammette il premier, "gli interventi di carattere fiscale sui quali ci concentreremo nei prossimi mesi non possono certo risolvere da soli tutte le questioni redistributive del paese".
Dopo questa introduzione, Prodi passa ai suoi "sei punti programmatici" su tasse salari ed economia, che riassumo così:
- riduzione del carico fiscale dei salari e dei bassi redditi, cui sarà destinato tuttò ciò che sarà rcavato da extragettito e lotta all'evasione fiscale;
- riduzione delle spese, con il "contenimento strutturale delle spese improduttive" e l'ottimizzazione della pubblica amministrazione, con semplificazione delle procedure, riduzione di carta e certificati, valutazione costante delle politiche pubbliche e dei suoi responsabili;
- riforma delle rendite finanziarie, con una aliquota unica al 20% (attualmente al 12,5% su Bot, azioni e obbligazioni, al 27% su contocorrenti, libretti, depositi), armonizzandola dunque a livello europeo (G.Bretagna 20%, Spagna e Francia 25%, Germania e Svezia addirittura 30%;
- proseguimento della progressiva liberalizzazione della nostra economia (in arrivo la terza "lenzuolata Bersani) e nuove politiche che mettano al centro i diritti dei consumatori;
- apetura immediata delle trattative per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, "chiedendo piena attuazione del memorandum siglato con i sindacati su qualità, mobilità e merito".

Infine, conclude Prodi, "L'incontro di oggi ha lo scopo di condividere scenari ed obiettivi in un quadro generale di riforme che dobbiamo tenere presente e che dovremo affrontare nei prossimi mesi. Penso alla riforma istituzionale, alla legge elettorale ed anche al conflitto di interesse ed alla riforma della Rai".

Promesse, tante promesse. Sta a Prodi & Co realizzarle, almeno in parte.
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