.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Il resto del discorso
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2010


                                                

Alla fine, di tutto il discorso di fine anno di Napolitano è stato risaltato, e pure in maniera distorta, solo l'aspetto, pur rilevante, della necessità delle riforme istituzionali e del dialogo tra le forze politiche nell'interesse comune. D'altronde, era scontato, visto l'improvviso clima di "amore" e "dialogo" scaturito dal post-Duomo.

Ma il Presidente della Repubblica, nei suoi 19 minuti di discorso, ha affrontato ben altre questioni. Innanzitutto, pur spronando alla fiducia e allo sforzo comune per rilanciare il Paese, Napolitano ha sottolineato la tragedia della crisi economica e delle sue devastanti conseguenze che ha avuto, che ha e che avrà per la società italiana, per tante famiglie e soprattutto per i giovani e il Mezzogiorno. Poi ha rimarcato aspetti quale la diffusione della povertà, l'elevata pressione fiscale, i conti pubblici da risanare, le tutele assenti per i lavoratori atipici, le difficoltà del mondo della ricerca, la xenofobia dilagante, e persino un tema molto scottante e ben poco demagogico come le pessime condizioni delle carceri italiane. Tutte tematiche che faticano ad essere cruciali nel dibattito politico italiano, pur essendo importanti come e se non di più delle "riforme", un po' per volontà del governo, un po' per incapacità delle opposizioni nel porle al centro dell'attenzione mediatica e civile nella maniera adeguata.

Ma, alla fine, questo lo sapranno solo i "ventiquattro lettori" di questo blog e chi si informa su Internet ... e chi ha prestato attenzione al discorso di Napolitano mentre si mangiavano gli antipasti del Cenone. Ah, per il nuovo anno, visto il nuovo "clima":  peace & love to everyone ...
 
www.discutendo.ilcannocchiale.it

Una storia italiana
post pubblicato in Diario, il 17 agosto 2009


                                        

La storia dei due ricercatori italiani fuggiti all'estero a causa del nepotismo della loro Università, e che oggi hanno annunciato un'importantissima scoperta nel campo delle ricerche sui tumori cerebrali, raggiungendo il primo passo per una eventuale cura, è solo il simbolo di migliaia di tante storie simili in un'Italia dove la cultura del merito alberga solo nelle vacue promesse di qualche membro dell'elite dirigente del nostro Paese.

Storie di una ricerca che non solo è scomparsa dai piani di sviluppo del nostro Paese, con investimenti pubblici praticamente prossimi allo zero (tanto da dover ricorrere a Telethon), ma che è anche mortificata dal "baronismo" che domina le nostre Università, dove l'unico vero criterio di selezione è quello della "conoscenza personale", della "raccomandazione", e non certo quello delle compentenze. E i meritevoli devono solo sperare in un miracolo, ed impegnarsi comunque in ogni caso al 101% delle proprie possibilità, mentre i "fortunati" di turno si trovano spianati carriere brillanti senza muovere un dito.

E non possono nemmeno lamentarsi: perchè, se qualcuno alza la voce, magari denunciando, "muore". E' una specie di mafia che non uccide fisicamente, ma ammazza i sogni personali e le carriere di tante persone che meriterebbero ben alro trattamento (che poi trovano altrove). E, come tutte le mafie, è ben protetta da chi comanda in questo Paese. Perchè in fondo il "baronismo" non è che l'espressione universitaria del male principale che affligge l'Italia e ne impedisce qualsiasi sviluppo: l'enorme spirito di auto-conservazione delle "Caste". Una classe dirigente che non cambia mai, vecchia nelle facce, nei modi, nei contenuti. Sarebbe ora di finirla.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Cento di questi anni
post pubblicato in Diario, il 22 aprile 2009


                                                           

Oggi Rita Levi Montalcini compie 100 anni, e Discutendo non poteva non dedicare il post odierno alla più famosa scienziata d'Italia, senatrice a vita ma soprattutto Premio Nobel per la Medicina.

L'occasione è stata colta da molti, e dalla Montalcini stessa, per rinnovare il solito quanto inascoltato appello per maggiori fondi alla ricerca italiana. Eppure la situazione è tragica: l'Italia, sia intesa come Stato che come imprese, è l'ultima tra i paesi OCSE per investimenti sulla ricerca ed è fra gli ultimi come stipendi dei ricercatori. Il che si traduce in una enorme "fuga dei cervelli", con migliaia di nostri ricercatori che vanno all'estero, dove le loro capacità hanno modo di esprimersi (e far fruttare le economie di quei Paesi). La stessa Montalcini, d'altronde, dovette andare in America, e fu grazie alle ricerche che svolse lì che vinse il Nobel.

E allora tanti auguri, cara Rita, e cento di questi anni. Ma speriamo che nel frattempo cambi qualcosa nella ricerca in Italia!

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il Mille e un Tremonti
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2009


                                                 

Ammazzato dal suo stesso creatore. Rischia di fare questa fine, almeno per quest'anno, il 5 per mille, ovvero la vocina della dichiarazione dei redditi, introdotta da Tremonti durante il precedente governo Berlusconi nel 2005, che consente di devolvere lo 0.5% dell'Irpef ad enti che svolgono "attività socialmente rilevanti" (no-profit, ricerca, ecc.). Come l'8 per mille, insomma, solo che quello è destinato alle varie confessioni religiose (e, per i non credenti, allo Stato stesso).

Per quale motivo "ammazzata"? Perchè Tremonti ha recentemente proposto di inserire i terremotati dell'Abruzzo tra le possibili destinazioni del 5 per mille. E voi direte: dov'è il problema? Il problema è che, come hanno fatto notare numerosi esponenti dell'opposizione, del mondo del volontariato e della ricerca, simile destinazione già esiste, ed è nell'8 per mille. Infatti, la legge già prevede che, qualora l'8 per mille sia devoluto allo Stato, questo lo utilizzi per "gli interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali" (art. 2 comma 1 del D.P.R. n°76 del 10/03/1998).

Seguendo invece la proposta Tremonti, invece, si toglierebbero risorse importanti ad un settore, quello del volontariato e della ricerca, che sopravvive anche grazie a quei fondi e che è già debitore verso lo Stato di 25 miliardi di euro (stime del Sole24Ore), pur essendoci già la possibilità di aiutare l'Abruzzo tramite l'8 per mille. E voi direte: perchè tutto questo? Semplice, perchè Tremonti l'8 per mille dello Stato non può utilizzarlo, avendolo già utilizzato per tutt'altri scopi, come tappare falle di bilancio (una su tutti: quella del decreto ICI).

Ma, ovviamente, Tremonti non poteva ammettere questi magheggi, e allora subito pronto a mettere le mani sul 5 per mille. Quando poi, per trovare fondi, basterebbe fare una cosa semplicissima: accorpare Europee e Referendum, ed utilizzare i 460milioni risparmiati per l'Abruzzo. Una proposta che già prima del terremoto aveva trovato largo consenso, ma che ora anche nella maggioranza trova spiragli. Ma la Lega è contraria, e tutto dipenderà dalla quantità di rischio che vorrà prendersi il Governo. Ma tanto il fido Tremonti, spalleggiato da un improvvido Casini, già ha pronta la nuova mossa: uno bello "scudo fiscale-bis", e facciamo rientrare i soldi dei malfattori che hanno fatto fuggire i soldi nei paradisi fiscali per non pagare le tasse. E la legalità, il rispetto dei cittadini che pagano le tasse? Vadano a farsi friggere. Il Divo Giulio (Tremonti) vede e provvede, non va discusso.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Fatalità umana
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2009


                                                Macerie e soccorsi a Onna (Reuters)

Andrò controcorrente, ma questo non è solo il momento della solidarietà. Non è solo il momento della vicinanza alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto. Non è solo il momento di lodare l'impegno di migliaia di "angeli" che dedicano tutto il loro impegno, magari anche mettendo a rischio la propria vita, per salvare più vite possibili, e rendere più sopportabile la tragedia ai sopravvissuti.

Questo è anche il momento della riflessione sulle responsabilità. Proprio per rispettare le centinaia di morti, le migliaia di feriti, le decine di migliaia di sfollati, e tutti coloro che in questa tragedia hanno perso qualcosa, occorre fare informazione. Non semplice cronaca degli avvenimenti, ma analisi delle cause, putroppo molteplici, di questa tragedia. Cause tutte riconducibili ad una: la scarsa coscienza dell'importanza della sicurezza sismica, da parte di chi ci governa, ma anche nella popolazione, e d'altronde le due cose sono collegate. Infatti, poichè in Italia le cose si fanno solo se portano voti, la politica, pur con le dovute sfumature, non si è mai occupata seriamente del problema, perchè ci vogliono soldi, tanti soldi, e si preferisce destinarli a cose magari meno utili, ma che rendono di più dal punto di vista elettorale, della propaganda. E questo nonostante l'Italia sia un Paese ad altissimo rischio sismico, come tutti abbiamo imparato a scuola e che però accantoniamo, assieme a chi ci Governa, nel dimenticatoio: perchè di certe cose ce ne ricordiamo solo quando ormai è troppo tardi, per poi dimenticarcene nuovamente in fretta, fino ad una nuova tragedia, e così via. E così dal 1945 lo Stato ha speso 75 miliardi di euro per tamponare i danni causati da calamità naturali, oltre ad aver perso migliaia di vite umane e distrutto l'esistenza a tante altre.

E allora diamoci tutti da fare. Non solo aiutando la popolazione abruzzese nei modi in cui possiamo (a proposito, segnalo che si può mandare un sms al 48580 per donare 1 euro tramite la Protezione Civile), ma soprattutto facendo pressione a chi di dovere affinchè di solidarietà non ci sia più bisogno. Tragedie come queste possono essere evitate, perchè non è il terremoto ad uccidere, ma la casa che ti crolla addosso. Un terremoto del tipo capitato in Abruzzo, seppur forte, in California o Giappone non avrebbe causato una tale devastione. Prevenzione, allora. A tutti i livelli.

A cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica di tutte le abitazioni Italiane, a cominciare dalle aree a rischio. Non è possibile che in aree così ad alto rischio come l'Abruzzo un Ospedale possa diventare inagibile al 90% per un terremoto nemmeno così straordinario (di terremoti superiori ai 5 gradi Richter ce ne sono un centinaio all'anno in Italia), e che tutti quegli edifici, magari nuovi, magari persino statali, possano crollare. Dove trovare i soldi? Bè, tra tutti gli sprechi che ci sono in Italia, a partire dai privilegi di tutte le caste, hai voglia a trovare fondi. Ma dato che questo in Italia non accadrà mai, almeno si potrebbe destinare a questo obiettivo i fondi stanziati per le "grandi opere", soprattutto quelle la cui utilità è alquanto dubbia, tipo il Ponte sullo Stretto (che da solo costa 6 miliardi di euro). Tra l'altro ciò porterebbe anche benefici sul fronte anti-crisi, perchè la manutenzione degli edifici porta migliaia di posti di lavoro subito, mentre opere come il Ponte danno pochi posti, e fra anni. L'importante, però, è che gli stanziamenti per la manutenzione, così come per quelli della ricostruzione in Abruzzo, raggiungano davvero il loro obiettivo, e non diventino l'ennesima occasione per far fare affari loschi ai soli noti, come putroppo accaduto quasi sempre in passato (Irpinia docet).

Poi ci vogliono regole. Per troppi anni si sono ritardate le leggi sulla prevenzione anti-sismica, e tuttora sono congelate al 2005. E da sempre in Italia, tra condoni, "elasticità" urbanistiche e regole generose, sembra si faccia di tutto pur di mettere sotto i piedi la sicurezza sismica. E inorridisco al solo pensiero che il Governo non avesse previsto nel "piano casa" che le modifiche/ricostruzioni delle case non prevedessero il rispetto delle norme anti-sismiche, dato che il Ministro Scajola ha detto che bisognerà "adeguare il Piano Casa a norme antisismiche". E magari si dovrebbero anche inasprire le sanzioni e il carcere, o perlomeno sicurezza della pena, per quelle imprese che costruiscono con la m.... i palazzi anzichè in cemento armato come dovrebbero, pur di speculare sulla sicurezza dei cittadini.

E poi, anche la prevedibilità. Ha fatto tanto scalpore il "caso Giuliani", il ricercatore abruzzese che aveva previsto l'evento, anche se con tutti i limiti della "previsione". Difficile dire che la tragedia abruzzese potesse essere evitata in questo modo, e non entro nella polemica, se non per dire che l'aver dato dell'"imbecille" a Giuliani, come fatto da Bertolaso (che lo ha anche denunciato per procurato allarme), è una cosa che in altri Paesi, giustamente o no, comporterebbe le dimissioni. Però è ridicolo dire con certezza che non si possono prevedere i terremoti. La relazione fra emissioni straordinarie di gas radon e terremoto è ormai acquisita, ora bisogna capire come metterlo in relazione con i dati dei sismografi e fornire un dato affidabile. Probabilmente si può fare, oppure forse no: ma cercare di nascondere, o addirittura censurare (come fatto ieri sera dal Tg5), tale possibilità è solo da stupidi ostinati. Si destini quindi qualche fondo in più per la ricerca in questo settore, così importante per il nostro Paese.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sangue buttato
post pubblicato in Diario, il 1 marzo 2009


                                                   

Dalle mie parti si dice "agg' 'ittat o sang" ("ho buttato il sangue") per dire che "ho fatto una fatica immane" (quel "buttato" va inteso come "versato"). Il nostro Governo, invece, a quanto pare, pur di non "buttare il sangue", ovvero pur di non fare uno sforzo (minimo), tra l'altro per la vita che dice tanto di voler difendere, "butta il sangue" nel vero senso del termine.

Mi riferisco al sangue del cordone ombelicale, che è una fonte di cellule staminali emopoietiche adulte in grado di curare varie malattie, soprattutto infantili (morbo di Gunther, sindrome di Hunter, sindrome di Hurler, leucemia linfocitica acuta, ecc.). E che forse in futuro potrebbe servire anche come fonte di cellule staminali per la cura di molte altre malattie e per la riparazione di tessuti ed organi danneggiati, come studi scientifici stanno facendo sempre di più emergere. Conservare questo sangue, il cui prelievo è assolutamente indolore e privo di qualsiasi conseguenza per madre e figlio, è dunque molto importante per la salute di tutti: per guarire malattie già attualmente guaribili, e per guarirne altre in futuro, dando alla ricerca materiale su cui lavorare. Tuttavia, solo il 10% degli ospedali in Italia è oggi in grado di funzionare da "banca dei cordoni", ovvero è in grado di conservare il sangue ombelicale (per il quale servono trattamenti particolari). E così, anche per colpa di un certo deficit di informazione sulla questione, attualmente solo un cordone su 228 è "conservato". E, se si pensa che nel 2007 ci sono state 570mila nascite, ciò vuol dire che si sono "buttate" 567.500 sacche di sangue prezioso per la ricerca e la salute di noi tutti.

Ebbene, qualche giorno fa, leggendo il bel blog dell'On.Sarubbi (PD), ho scoperto che il Governo ha rifiutato di allargare la "rete" delle banche cordonali, respingendo alla Camera, durante la discussione sul "decreto milleproroghe", un "ordine del giorno" (non un emendamento, che non potevano presentare, visto che ormai il Governo mette la fiducia su ogni provvedimento) che chiedeva al Governo di non rinviare per l'ennesima volta l'emanazione del decreto attuativo di un provvedimento preso dal Governo Prodi a fine 2007 proprio per allargare suddetta rete. E così l'emanazione del decreto è stata "prorogata" ancora una volta, stavolta al 2010, per il momento. Certo, l'operazione sarebbe costata qualcosa: ma la salute e la ricerca dovrebbero essere la priorità del Paese, e non una voce da tagliare. E magari si potevano investire in questo modo, che so, i 400milioni di euro buttati per assecondare il capriccio della Lega Nord di scorporare elezioni Europee e referendum elettorale.

P.S. Per qualsiasi informazione sul sangue da cordone ombelicale, compreso l'elenco dei centri di raccolta, visitate il sito dell'ADISCO, Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Se la ricerca si basa su Telethon stiamo messi male
post pubblicato in Diario, il 12 dicembre 2008


                                                          

E' iniziata stamattina e durerà fino a domenica sera la "maratona Telethon" 2008. Speriamo che la campagna, anche in quest'anno di piena crisi, riesca a raccogliere tanti milioni di euro per aiutare la ricerca Italiana.
 
Ma, in tutta sincerità, spero che questa sia l'ultima volta. Perchè vorrebbe dire che la ricerca Italiana non ne ha più bisogno. Vorrebbe dire che l'Italia non sarebbe più l'ultimo dei paesi OCSE per investimenti, privati e pubblici, nella ricerca. Vorrebbe dire che i ricercatori italiani non sarebbero più sottopagati come adesso. Vorrebbe dire che le nostre più geniali menti non sarebbero costrette ad andare all'estero e dare i frutti del proprio lavoro alle altre economie. Vorrebbe dire che l'Italia avrebbe finalmente capito che non c'è sviluppo senza ricerca, e che non c'è ricerca senza investimenti.

Ma putroppo credo che assisteremo perlomeno a Telethon 2028.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

E ora la Gelmini si dimetta
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2008


                                                

Incredibile. Dopo aver osannato e sostenuto per mesi la bontà della sua pseudo-riforma, il ritorno al maestro unico, dopo aver detto che il tempo pieno non era a rischio ma che anzi veniva aumentato, e tutte le miriadi di balle raccontante in questi mesi e spacciate per verità, il Governo fa una quasi totale marcia indietro sulla riforma Gelmini. Via il maestro unico, via l'obbligo di riduzione a 24 ore dell'orario scolastico delle elementari, ripristino delle 30 ore alle medie, via l'aumento dell'affollamento delle classi e rinviata al 2010 l'applicazione del riordino degli istituti superiori. Praticamente rimangono solo il grembiulino e l'educazione civica ... 
 
Che è successo, tutto ad un tratto la Gelmini & Co si è accorta che studenti, opposizioni e sindacati avevano ragione? Che avevano ragione sul fatto che il maestro unico si sarebbe ripercosso negativamente sulla qualità dell'insegnamento e sul tempo pieno? Che avevano ragione che ci sarebbe stato il sovraffollamento delle classi? Che avevano ragione sulla riduzione dell'orario di lezione? Insomma, che avevano ragione a bocciare la riforma Gelmini?  Ok: ben fatto. Ora però ne tragga le conseguenze: si dimetta. Non si può fare una marcia indietro su tutta la linea, dopo averla difesa a spada tratta tacciando di "irresponsabilità", "strumentalizzazione", "demagogia", "cecità", "assenza di proposte" chiunque le si opponesse.

P.S. Ma studenti ed opposizioni non demordano: la mazzata più pesante, la legge 133 (la Finanziaria) è ancora in piedi, e con essa gli 8 miliardi di tagli a scuola, università e ricerca. Propongano il taglio degli sprechi della politica, degli enti locali inutili, ecc. ecc., e chiedano il ripristino, almeno parziale, dei fondi. Ci sono riusciti a fermare la Gelmini, possono farcela anche con Tremonti. 

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Staminali e fine vita, due questioni diverse
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2008


                                                        

Oggi il dibattito bioetico è stato scosso da due vicende, rimarcati da altrettanti moniti del Vaticano. Entrambi negativi. Cosa che in certi mondi ultra-cattolici o ultra-laici comporta, a priori, una divisione fra favorevoli ad entrambi e contrari ad entrambi, quando invece le cose vanno sempre analizzate una per volta e senza tifoserie, soprattutto in argomenti così delicati come questi.

La prima problematica è quella della ricerca sulle cellule staminali: infatti, il Vaticano ha "avvertito" Obama sulla propria contrarietà allo "sblocco" della ricerca sulle staminali (Bush aveva imposto una serie di limitiazioni). Lo staff di Obama ne aveva infatti fatto trapelare la possibilità. Ebbene, in tal caso condivido la posizione del Vaticano: innanzitutto, perchè tale tipo di ricerca comporta la distruzione dell'embrione, o meglio della blastocisti (lo stato primitivo in cui "l'embrione" è ancora inferiore a 150 cellule), e quindi di una potenziale vita. Quindi, poichè disponiamo di una valida alternativa, ovvero la ricerca sulle cellule staminali adulte o del cordone ombelicale (che tra l'altro finora hanno dato frutti concreti), perchè ostinarsi a perseguire questo tipo di ricerca?

L'altra problematica è invece l'annosa questione sul "fine vita": secondo il PG della Cassazione è "inammissibile" il ricorso della Procura di Milano contro Beppino Englaro, che da anni chiede di "staccare la spina" alla figlia Eluana e che accoglie la notizia come una buona speranza per la sentenza della Cassazione, che metterà la parola fine ad un dibattito durato 16 anni. Il Vaticano invece accoglie la notizia negativamente, sostenendo che "sarebbe una mostruosità disumana ed un assassinio". Ecco, in questo caso dissento dal Vaticano, in quanto non è un assassinio lasciar morire una persona che, in piena coscienza, esprime la propria contrarietà all'accanimento terapeutico nell'eventualità di trovarsi in simile condizione di irreversibilità (almeno per la scienza, poi chi è credente può anche credere nei miracoli, e quindi è comprensibile la posizione della Chiesa, ma non su questo si devono basare le regole del vivere civile). In tal caso non è "sucidio assistito", ma semplicemente lasciare che la natura faccia il suo corso, se non c'è la possibilità di intervenire in altro modo in senso "reversibile".

www.discutendo.ilcannocchiale.it

La ricerca che vince, nonostante tutto
post pubblicato in Diario, il 28 ottobre 2008


                                                        

Oggi è arrivata una bellissima notizia per i malati di Aids e per la ricerca italiana. Un gruppo di ricercatori del CNR di Pavia, in collaborazione con l'Università di Siena, ha infatti scoperto una piccola molecola in grado di bloccare l'infenzione senza danneggiare l'organismo. In pratica, questa molecola, creata artificialmente, è capace di bloccare l'azione di una delle proteine-enzime delle cellule, essenziale per la replicazione dei virus dell'HIV (che provocano l'AIDS) ma non per la vita delle cellule stesse. Si tratta di una grande novità, perchè i farmaci attualmente in circolo non bloccano enzimi cellulari, ma enzimi virali, che sono molto più soggetti a mutazioni e che quindi rendono inefficaci le cure nel lungo periodo.

Si tratta di un grande risultato, anche se è presto per dichiarare sconfitto l'Aids. Ma comunque si tratta dell'ennesima dimostrazione sulle grandi capacità dei ricercatori italiani, e quindi della necessità di investire sempre di più nella ricerca per rimettere in moto il sistema Italia. Tanto è tutto denaro guadagnato, perchè ritorna sia come risultati ottenuti, sia come competitività, dato che altrimenti i nostri ricercatori più bravi continueranno ad andare all'estero per avere i giusti riconoscimenti che meritano.

In Italia infatti non si spende per niente abbastanza in sostegno alla ricerca scientifica. Secondo l'OCSE, infatti, l'Italia destina alla ricerca scientifica solo l'1.1% del PIL, ultima fra i paesi OCSE. Inoltre, i salari dei ricercatori sono tra i più bassi in Europa: quasi la metà rispetto ai colleghi francesi o olandesi. E così sono ben 1468 i ricercatori italiani che lavorano in prestigiosi istituti all'estero. E' questa la disastrosa situazione della ricerca in Italia, cui hanno contribuito, o meglio non hanno contribuito i Governi di tutti i colori, anche se con sfumature diverse.

Se poi ci aggiungiamo i possibili effetti della legge 133 sui fondi destinati a Università e Ricerca, stiamo fritti.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Più ricerca uguale più benessere
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2008


                      

La morte di Lorenzo Odone
, il ragazzo americano di trent'anni figlio di una coppia italo-americana che divenne famosa, grazie ad un film premio Oscar nel '92, per aver inventato il cosidetto "Olio di Lorenzo", mi ha fatto ricordare quanto sia davvero fondamentale investire sempre di più in ricerca scientifica.

I due genitori di Lorenzo, infatti, di fronte all'apparente invincibilità della malattia che aveva colpito il piccolo Lorenzo, l'adenoleucodistrofia (una delle malattie demielinizzanti, ovvero che attaccano la guaina che riveste i nervi), non si sono arresi. Non si sono arresi di fronte a chi emetteva una condanna di 2 soli anni di vita, non si sono arresi di fronte a chi non si occupava del problema a causa della sua rarità, non si sono arresi di fronte all'indifferenza. Si sono dati da fare e, studiando la malattia (pur non essendo medici), hanno realizzato un rimedio per la malattia del figlio, tra l'altro con mezzi poverissimi: olio d'oliva ed olio di colza. Un lavoro poi riconosciuto dalla comunità scientifica, che ha provato gli effetti dell'Olio (e d'altronde Lorenzo ha potuto vivere venti anni in più del previsto).

Ora, è raro trovare persone che, come i genitori di Lorenzo, pur non avendo una grande preparazione, giungono a simili risultati. E' pur vero che, purtroppo, moltissimi ricercatori che invece una grande preparazione non riescono a dare il proprio contributo al benessere e allo sviluppo della società poichè mortificati da un sistema che non li premia. E' davvero incredibile che in Italia solo l'1% del PIL è dedicato agli investimenti in ricerca, contro una media europea del 2% e il 2,6% degli USA. Eppure abbiamo grandissime potenzialità che, proprio per questo meccanismo mortificante, vanno all'estero ad esprimere le proprie potenzialità: la cosidetta "fuga dei cervelli", che non è certo un'invenzione mediatica.

Se poi si pensa a tutti gli sprechi e al costo della macchina statale, il rammarico aumenta sempre di più.

Il degrado della televisione italiana
post pubblicato in Diario, il 17 dicembre 2007


                         

Ieri il premier Romano Prodi è stato ospite da Fabio Fazio a "Che tempo che fa". L'intervista ha riguardato vari temi, ma in particolare in questo post mi soffermo su quello della scuola e della ricerca.

Il premier, infatti, ha annunciato prossimi significativi interventi a favore di scuola e ricerca. Tutto da vedere, ovviamente, anche se la direzione presa dal ministro Fioroni nella scuola, con la sacrosanta riforma del sistema dei debiti formativi, e dal ministro Mussi nell'università, con una maggiore attenzione alla meritocrazia (nelle graduatorie dei test d'ingresso), è già buona. Poco, comunque, rispetto a ciò che si deve fare.
Ma un'argomento forse ancora più interessante è il fatto che Prodi ha lamentato una scarsa attenzione della società italiana, tutta presa dai litigi dei politici e dagli omicidi di Cogne e Garlasco, ai problemi della scuola e della ricerca.

Questa la dichiarazione del premier. "Questo paese ha bisogno di ancora più risorse per scuola e ricerca. Risorse umane, perchè non c'è niente da fare, qui si gioca tutto. Quello che mi fa impressione in questo paese è che sono arrivate le classifiche sui rendimenti scolastici di tutti i paesi dell'OCSE (aggiornati al 2004). La Germania è scesa, l'Italia è scesa, era già bassa, Francia altrettanto... Negli altri paesi stanno discutendo da settimane su questo problema: questo che è il più grande problema del futuro. In Italia ha preso una "doppia pagina" il primo giorno, poi non se ne è più parlato. Ma allora come posso emozionare il paese sul problema della scuola e della ricerca? Io ho bisogno del Paese dietro su questi grandi temi, perchè è qui che ci giochiamo il futuro. Invece, o la lite quotidiana o il delitto o la lite quotidiana, o il delitto o la lite quotidiana... Ecco allora uno dei grandi problemi: appassionamoci di scuola".

Insomma, una fotografia del degrado culturale della televisione italiana, dove ormai anche quelli che venivano considerati i "salotti buoni" del panorama televisivo, come "Porta a Porta" di Vespa, ma anche Matrix di Mentana, si occupano troppo spesso di Garlasco, Cogne, Perugia e via dicendo, non disdegnando dibattiti sui ballerini di Ballando con le Stelle o sulla bellezza delle gambe femminili. Che degrado.
Sfoglia dicembre        febbraio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca