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il blog di Francesco Zanfardino
E mò so' cazzi
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2009


                                                 

La notizia è di qualche giorno fa: dopo tanti tentennamenti, dovuti soprattutto alle guerre interne al PDL, il centrodestra ha ufficialmente candidato Renata Polverini alla guida della Regione Lazio. E per il centrosinistra laziale, ora, so' cazzi.

La Polverini, infatti, è un candidato secondo me imbattibile. Per diversi motivi: è una donna, è un'esponente della società civile, è una sindacalista, è finiana. Quattro motivi che non solo la rendono appetibile proprio all'elettorato di centrosinistra (non a caso Veltroni provò a candidarla alle Politiche), ma che hanno il non trascurabile effetto di dare agli elettori di centrodestra un candidato di cui andare orgogliosi, e non il solito nome discutibile o, al meglio, d'apparato, da dover difendere con malavoglia. In più, la Polverini è molto nota, stimata da tutti, ed ha una storia personale non indifferente che, come insegna Obama, ha la sua notevole importanza nelle campagne elettorali del nuovo millennio.

Insomma, la Polverini ha un fortissimo "appeal elettorale". Al centrosinistra l'arduo compito di tirar fuori il coniglio dal cilindro, ma secondo me non c'è niente da fare, soprattutto dopo lo "scandalo" Marrazzo (che, immeritatamente, ha affossato le ultime speranze di vittoria nel Lazio). Almeno, però, gli elettori di centrosinistra nel Lazio non si sveglieranno il giorno dopo le elezioni davvero così scontenti ... noi, in Campania, invece, temo di sì. Anzi, se la Polverini l'avessero candidata in Campania, di fronte all'ennesimo prestanome del bassolinismo, non escludo che l'avrei potuta votare. Penso che alla fine, in casi come questi, mi frenerebbe il pensiero di coloro che le stanno dietro ... ma, cavolo, ci dobbiamo ridurre a questo?

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Nuove energie
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 13 ottobre 2009


                                               

Per la serie delle "lezioni cinesi", anche la Regione Toscana si dimostra un eccellente esempio di come vada interpretata questa ennesima crisi economica, che sta palesando ancora di più i suoi devastanti effetti sociali (nonostante continuino a dirci che è finita) anche per l'inettitudine della nostra classe dirigente e la sua avversione verso il cambiamento, in qualsiasi forma si trovi.

A cosa mi riferisco? Allo straordinario successo del Piano Energetico Regionale voluta dall'amministrazione toscana, che è stato in grado nell'ultimo anno, nonostante la crisi, di aver fatto crescere nella Regione il fotovoltaico del 614% (!), l'eolico del 113%, il geotermico del 10%. E questo con un investimento minimo: aiuti complessivi di 114 milioni di euro, tra l'altro spalmati fino al 2013.

Un investimento ampiamento ripagato, visto che si calcola già nell'immediato che metta in circolo mezzo miliardo di euro di investimenti privati. Senza contare i tanti posti di lavoro creati, la tanta energia che dovremo importare in meno dall'estero, e le tonnellate di emissioni inquninanti (e relative sanzioni internazionali previste dal piano clima) che si risparmieranno.

Eco-logia è economia ...

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Fuori di test
post pubblicato in Diario, il 28 luglio 2009


                                      

I giornali di domani probabilmente apriranno con l'ennesima stronzata della Lega (scusate i termini, ma d'altronde sono loro stessi ad usare parole ben peggiori): introdurre un "test di dialetto" per i professori.

In realtà la proposta è ben peggiore di quella che già può sembrare: tale test riguarda più in generale "il livello di conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni e della lingua della regione in cui vogliono insegnare", ma soprattuto la Lega chiede che il suo superamento sia indispensabile per poter poi avere la possibilità di essere assunto.

Non commento la proposta. Si commenta ampiamente da sè. Intendo invece replicare con una contro-proposta: dato che per lorsignori leghisti per insegnare è necessario conoscere gli usi e costumi del luogo, converanno che i rappresentanti delle Istituzioni dovranno necessariamente conoscere ciò che dovrebbe essere il loro pane quotidiano, ovvero la Costituzione, e che quindi dovranno superare un test su di essa per poter accedere alle varie cariche. Inoltre, mi pare minimo che, successivamente, dovranno anche necessariamente presenziare alle varie festività nazionali, oltre che rispettare i simboli nazionali, a cominciare dal Tricolore e dall'inno. Mi pare il minimo, no? Facciamo 'sto scambio? Mi sa di no.

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Tragedia annunciata
post pubblicato in Diario, il 29 aprile 2009


                                               

La Regione che insabbia. Il giornalismo, che fa il suo mestiere (cosa rara di questi tempi), che ritrova. E così si scopre che nel 2006 uno studio commissionato dalla Regione Abruzzo evidenziò già all'epoca che 137 edifici de L'Aquila erano a rischio crollo, tra cui i simboli di questa tragedia, la Casa dello Studente e l'Ospedale.

Oddio, c'è da dire che altri palazzi simbolo, come il Palazzo del Governo e la Prefettura, erano stati giudicati "a posto". Ma comunque 137 edifici no: e molti di questi sono crollati o hanno subito danni gravi. Ma non s'è fatto nulla: anzi, si è preferito insabbiare, evidentemente per rifuggire dalle responsabilità.

Questo è solo una parte del marciume politico ed imprenditoriale che ha comportato l'immane tragedia. Tante sono le responsabilità. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare: e da chi, se non da chi in teoria, di qualunque colore politico, dovrebbe tutelare la "cosa pubblica"?

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