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il blog di Francesco Zanfardino
Alla fine ha prevalso la ragionevolezza
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2007


                            

La lunga "tarantella" sul Welfare si è conclusa. Il Governo ha varato la cosidetta "terza via", cioè un nuovo testo che ricalca quasi fedelmente il protocollo di Luglio, tranne qualche modifica concordata in Commissione Lavoro. Anzi, praticamente le uniche differenze rispetto al protocollo concordato con le parti sociali (e approvato da 4 milioni di lavoratori) sono il ripristino del lavoro a chiamata per i lavori stagionali (abolito per gli altri) e l'abolizione dello staff leasing, il "contentino" per la sinistra radicale. 

Ma certo la sinistra radicale non è soddisfatta. Tant'è vero che Rifondazione, il partito più "arrabiato" (un eufemismo), ha dato l'assenso alla fiducia solo "per senso di responsabilità", ma " a Gennaio serve una verifica". E questo perchè? Perchè secondo la sinistra comunista bisognava stravolgere un testo sul quale, una volta tanto nella politica italiana, sia i sindacati, che Confidustria che i lavoratori (l'81% che ha approvato il testo nel Referendum sul protocollo). In nome di che? Del bene dei lavoratori (che invece hanno approvato il protocollo).

Vabbè, l'importante che alla fine ha vinto la ragionevolezza. Anche se sarebbero da evitare certi trionfalismi, come quelli di Dini ("Grossa sconfitta per la sinistra radicale"). Vabbè, la ragionevolezza non alberga da quelle parti.
Le tarantelle sul Welfare
post pubblicato in Diario, il 26 novembre 2007


 
                                
In questi giorni la Camera sta discutendo sul cosidetto "Protocollo Welfare", cioè un pacchetto di provvedimenti su pensioni, precariato e lavoro. Ma il lavoro principale non si svolge alla Camera. E' fuori dal Parlamento, infatti, che si cerca una mediazione fra le varie parti in causa, sempre le stesse: Rifondazione & Company da una parte, Diniani e "centristi" dall'altra. Questi ultimi, supportati dalle parti sociali, vogliono l'approvazione, senza modifiche, del cosiddetto "Protocollo di Luglio", cioè quello concordato appunto a Luglio tra governo e parti sociali (sindacati e Confindustria) e successivamente votato da 5 milioni di lavoratori (con l'81% di consensi). La sinistra "radicale", invece, invoca cambiamenti in nome dei lavoratori ("non si possono far vincere i poteri forti contro la grande maggioranza dei lavoratori", ha dichiarato Rizzo dei Comunisti Italiani).

Ora, una domanda sorge spontanea. Qual'è il popolo dei lavoratori da difendere, quello della maggioranza dei lavoratori (l'81%) o la minoranza? Inutile dire che è il primo. Perchè non si possono chiedere modifiche sostanziali ad una proposta che una volta tanto è condivisa sia da Governo, sindacati, Confidustria e accettata dalla stragrande maggioranza dei lavoratori. Non ha senso. Nemmeno per la sinistra "estrema". Semmai, qualche piccola modifica per venire incontro anche alle esigenze di chi ha votato in massa no (come i metalmeccanici), ma che non deve intaccare i principi del Protocollo.

E, se fiducia sarà (e in questo contesto è scontato che ci sarà la fiducia), che sia posta sul protocollo di Luglio (salvo quelle piccole modifiche). E se la fiducia non verrà accettata, pazienza. Inutile continuare a governare con gente ottusa che pensa diversamente persino della sua "base elettorale".
Welfare, la sinistra contro il "suo popolo"
post pubblicato in Diario, il 22 novembre 2007


                                 

Dopo l'approvazione con fiducia del decreto fiscale (per le informazioni dettagliate sulle cifre di DL e Finanziaria 2008 si veda nei post precedenti), alla Camera prosegue l'esame del protocollo sul Welfare. Proprio oggi la Commissione Lavoro ha approvato il protocollo, con forti proteste della sinistra "radicale", in particolare Rifondazione. Motivo del contendere gli emendamenti proposti dalla sinistra, respinti, e due emendamenti della CDL, sui quali l'Unione (ovviamente tranne la sinistra estrema) ha dato il suo appoggio. In particolare, se il protocollo prevedeva l'abolizione totale del lavoro a chiamata, questi due emendamenti lo ripristino per il settore turistico e dello spettacolo. 

"E' una lesione dell'equilibrio del protocollo", attaccano Rifondazione, PdCI, Verdi e Sinistra Democratica. Hanno ragione, ma il pulpito non è per niente qualificato, visto che loro hanno presentato emendamenti che laceravano questo equilibrio. La questione è un altra: a Luglio, quando fu approvato il protocollo, c'era l'accordo dei sindacati. Non solo: è stato indetto un referendum fra i lavoratori, e su 5 milioni di votanti l'81% ha votato sì al protocollo. E, siccome il popolo votante era quello dei lavoratori, la base dei partiti della sinistra "radicale", quale scusa hanno trovato? I metalmeccanici hanno votato in maggioranza per il no.

Ok, bisogna ascoltare tutti. E' giusto modificare il protocollo Welfare per venire incontro a queste esigenze, però dov'è possibile: non è ammissibile modificarlo nella sostanza per questi interessi così minoritari. Certa sinistra deve smetterla con una certa idea della politica, basata sul dialogo ad oltanza, in cui gli interessi della minimissima parte devono avere più peso della stragrande maggioranza.
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