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il blog di Francesco Zanfardino
Una domanda, Sarkozy
post pubblicato in Diario, il 22 agosto 2010


                                             

Ammettiamo pure che i rimpatri dei rom in Francia siano davvero conformi alla libera circolazione delle persone, perchè "volontari" (per quanto possano davvero essere volontari e non "indotti"). Facciamo pure finta che i rom in questione non possano tornare in Francia (perchè possono benissimamente farlo, anzi hanno avuto anche i soldi per farlo). Facciamo finta anche che questa non sia un'operazione per rilanciarsi elettoralmente dopo aver straperso alle ultime elezioni Regionali. E tralasciamo pure la Lega Nord che come al solito non perde occasione per cavalcare elettoralmente le paure degli Italiani.

Ma una domanda la voglio fare, Monsieur Sarkozyper quale motivo questo tipo di operazione è rivolto solo ai rom? Ovvero, per quale motivo non dare un incentivo per il rimpatrio anche ad Italiani, Tedeschi, Spagnoli, Americani, eccetera? Forse perchè la popolazione rom è da considerare di per sè pericolosa? Perche se fosse così, caro Sarkozy, questo sarebbe razzismo. Anzi, ricorderebbe nemmeno tanto vagamente un'operazione di pulizia etnica.

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Equazioni
post pubblicato in Diario, il 28 gennaio 2010


                                                 

Come volevasi dimostrare. Nemmeno 24 ore dopo l'ovazione del Parlamento al premio Nobel per la pace Elie Wiesel, i nostri esponenti del Governo non riescono proprio a trattenersi dal fare becera propaganda sulle spalle delle minoranze. Presentando a Reggio Calabria i nuovi "straordinari" interventi messi in campo dal Governo per contrastare le mafie (sempre la stessa solfa, in realtà), infatti, il premier Berlusconi ha avuto l'infelice idea di inserire nell'elenco dei "fatti" anche la presunta diminuzione degli immigrati avvenuta grazie al Governo, sostenendo letteralmente che "una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno ad ingrossare le schiere dei criminali". Insomma, la solita equazione "straniero=criminale" che in maniera implicita o, come in questo caso, esplicita viene richiamata per cavalcare le paure degli Italiani.

Sfido chiunque a dire che questo non è "razzismo", ma una analisi fredda e non ideologica della realtà, vicina al "sentimento della gente". Berlusconi, infatti, non si è nemmeno riferito genericamente agli "immigrati", ma proprio agli "extracomunitari", indicando quindi delle nazionalità specifiche (tutte quelle non comprese nella UE): ha fatto dunque un giudizio basato non su una condizione sociale quale quella dell'immigrazione, ma su una condizione personale, ovvero la nazionalità, e questo è razzismo. Quanto alla giustezza dell'analisi, non è affatto giusto usare l'argomento del "tasso di criminalità" degli extracomunitari rispetto agli Italiani. Non solo perchè i dati in proposito sono molto controversi, anzi, secondo la CEI (non pericolosi "comunisti") il tasso è "analogo se non uguale" tra le due popolazioni. Comunque, come ripeto spesso, se anche, come credo, ci sia un tasso leggermente più alto fra gli extracomunitari, ciò non è certo dovuto dalla loro provenienza, bensì dalle condizioni sociali in cui vivono. Se è vero che gli extracomunitari in percentuale rispetto agli Italiani delinquono di più, è anche vero che in percentuale vivono in condizioni sociali peggiori: e, maggiore è il disagio sociale, maggiore è la propensione alla criminalità.

Prendiamo per esempio Scampia, lo Zen o qualsiasi altra periferia disagiata delle nostre città: non c'è forse in quei quartieri una maggiore propensione alla criminalità, e criminalità "italiana"? Eppure questo ci autorizza forse a fare delle equazioni "meno abitanti di Scampia = meno criminalità"? Certo che no. Ma allora non vedo perchè farlo con gli extracomunitari.

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Rosarno, Italia
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2010


                                              

Quello che è accaduto in questi giorni a Rosarno Calabro è drammatico. Il livello di violenza raggiunto, da una parte e dall'altra, è intollerabile per qualsiasi Paese civile che si rispetti. Eppure non è la prima volta che accade qualcosa del genere: ricordate Castel Volturno nel Settembre 2008? Anche allora, dopo un agguato camorristico nel quale morirono diversi africani, gli immigrati del luogo si ribellarono, chi pacificamente chi violentemente, mettendo in scacco un'intera città. Ed episodi simili si sono ripetuti in questi anni, con minore potenza, con minore visibilità.

Ogni volta, si cerca di politicizzare la questione, ed entrano in gioco le dietrologie più disparate: sono gli "italiani" ad essere strumentalizzati dalla malavita, o gli "immigrati"? O non c'entra niente la malavita? La colpa delle violenze è degli "italiani" , o degli "immigrati"? Eccetera. Il fatto è che, 'ndrangheta o non n'drangheta, la dis-integrazione sta portando a questi risultati da "banlieu" parigina. Sarà perchè l'Italia il fenomeno immigratorio si è accentuato in questi ultimi decenni, mentre altrove è iniziato prima; ma ora è arrivato il tempo di agire.

Come? Bè, per risolvere il problema bisogna prima riconoscerlo: c'è un problema legato all'immigrazione, ed è anche di sicurezza pubblica. Ha sbagliato il centrosinistra nel passato a non riconoscerlo, e sbaglia chi ancora lo fa. Ma altrettanto sbaglia il centrodestra a cercare di cavalcare populisticamente il problema, senza trovare soluzioni efficaci al problema, ma solo chiacchiere e distintivo, o scaricabadili rivolti al "buonismo" della sinistra (mentre hanno governato 7 degli ultimi 9 anni, e la legge in vigore da anni sull'immigrazione si chiama Bossi-Fini). Poi, bisogna sgombrare il campo da tutti i pregiudizi: gli immigrati, in effetti, commettono mediamente più reati degli Italiani (nemmeno molti), ma se andassimo a scorporare i dati in basi alle condizioni di vita, vedremmo molto probabilmente che le differenze non esisterebbero. Insomma, non è la provenienza, ma il disagio sociale che determinano la delinquenza: se si cresce in un campo rom, o in una periferia disagiata come Scampia, puoi essere italiano o straniero, ma hai una probabilità più alta di diventare un delinquente. Poi, è l'ora di smetterla di dire che "questa gente deve andarsene a casa loro": gli immigrati, che lo si voglia o no, forse non saranno indispensabili al Paese (niente è indispensabile), ma sono ormai un pilastro fondamentale dell'economia italiana: se sparissero tutti di un colpo, il sistema Paese impiegherebbe anni per rimpiazzarne la mancanza, se non fallisse prima. Purtroppo, però, spesso queste persone lavorano in condizioni di sfruttamento, e con la spada di Damocle del permesso di soggiorno che resta per anni e anni, anche se nel frattempo magari ci si è integrati perfettamente (nonostante tutto questo) e si contribuisce a finanziare le casse dello Stato con le tasse e le pensioni dei figli degli "italiani" che non ci sarebbero senza l'incremento di natalità portato dalla popolazione italiana.

Ecco, insomma, i due binari che devono evitare la guerra sociale fra italiani e immigrati: revisione della legge sulla cittadinanza e sul permesso di soggiorno, inclusa una facilitazione per chi dimostra di integrarsi meglio (conoscenza dell'italiano, della legge italiana, scolarizzazione, lavoro regolare, domicilio regolare, eccetera), e abbreviando in ogni caso i tempi, in modo da renderle più aderenti alla realtà; lotta senza quartiere allo sfruttamento e al lavoro nero. Senza dimenticarsi, ovviamente, di far funzionare la giustizia e le forze dell'ordine per contrastare il crimine (ma questo vale ugualmente per gli italiani criminali), e di aiutare quei settori dell'economia che sono portati, anche se non costretti, dalle logiche di mercato a sfruttare, e a nero, la manodopera immigrata.

Solo così si può realmente governare il fenomeno dell'immigrazione. Il resto sono solo balle e propaganda. Altrimenti, prepariamoci ad avere una Rosarno al mese ...

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Italiano, però
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2010


                                            

Di certo, le generalizzazioni sono sempre sbagliate. Quindi, Mario Balotelli ha sbagliato nel dire che il pubblico di Verona gli faceva sempre più "schifo": quelli che hanno fatto partire i fischi razzisti saranno stati, in ogni caso, comunque una minoranza.

Tuttavia, mi è sembrato ridicolo che, almeno per quanto riguarda molti commentatori, si siano spostate le critiche sull'attaccante dell'Inter anzichè sul comportamento razzistico di molti tifosi, di tutti gli stadi italiani. Anzi, qualcuno è persino arrivato a dire che la colpa sarebbe di Balotelli e del suo comportamento in campo, da alcuni giudicato troppo prepotente. Bè, in tal caso, super-Mario non sarebbe nè il primo nè l'ultimo giocatore del genere, eppure gli altri non vengono fischiati ogni volta che toccano palla. E' legittimo contestare, come ha detto qualcun altro, ma se il motivo è un comportamento sportivo, non il colore della pelle.

Eppure, Mario Balotelli è italianissimo. Nato, cresciuto e vissuto in Italia. Parla persino in bergamasco. Però è di pelle nera, ed è quel però il punto cruciale. Per molte persone, infatti, nessuno con la pelle nera è veramente italiano. E questo è razzismo puro. Che putroppo vivono sulla loro pelle tantissimi italiani, costretti a subire i peggiori insulti (se non aggressioni) o anche semplicemente atteggiamenti di insofferenza e "guardate storte", solo perchè hanno un colore della pelle ritenuto "non italiano". E, putroppo, credo che certe cose esisteranno finchè esisterà la stupidità (cioè sempre).

Certo, lo Stato non fa molto per ridimensionare questa situazione. Al di là delle ovvietà e delle chiacchiere, infatti, non si è ancora fatto ciò che è veramente necessario: una legge sulla cittadinanza che consenta a coloro che sono nati in Italia, a prescindere dalla provenienza dei loro genitori, di essere automaticamente cittadini Italiani, o perlomeno di avere un percorso molto più facilitato ed immediato. C'è una "seconda generazione" che non può più attendere, che non può più sentirsi umiliata e non avere gli stessi diritti dei loro coetanei italiani, italiani come loro sono di fatto. Vallo a dire alla Lega e a Berlusconi, però ...

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Auguri anche ai leghisti ...
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2009


                                     

A proposito di valori cristiani ...

Buon Natale a tutti voi!

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Doppia morale
post pubblicato in Diario, il 24 novembre 2009


                                             

La faccenda di White Christmas, l'infelice nome con il quale è diventata famosa l'operazione caccia-clandestini promossa dal Sindaco (leghista ovviamente) di Coccaglio, paesotto del Bresciano, è un'ottimo esempio locale di un fenomeno putroppo nazionale, ovvero la "doppia morale" dei "paladini della Cristianità". Come ha fatto notare l'on. Sarubbi sul suo blog (che invito tutti a seguire, essendo un raro caso di blog aggiornato quotidianamente di proprio pugno da un politico), il problema è che ci sono troppi politici Italiani che sono pronti a fare i paladini della Cristianità quando c'è da difendere il crocefisso, o da protestare contro i diritti dei conviventi, o da ostacolare la pillola abortiva, o da fermare la volontà di una Eluana, e contemporaneamente incoraggiano l'odio verso gli stranieri con quantità di provvedimenti al limite della xenofobia (se non oltre). Fino ad arrivare al vero e proprio stupro del significato del Natale, perpretrato non solo dai leghisti di Coccaglio ma anche di tutti quelli che mettono manifesti del tipo "Romagna Cristiana, mai musulmana! Buon Natale", dimenticandosi evidentemente che il Natale è la festa dell'accoglienza, che la Sacra Famiglia era una famiglia di profughi e che uno dei Magi aveva la pelle troppo scura per i canoni leghisti.

E questo tralasciando il comportamento privato dei "paladini della Cristianità", che tra divorzi, pippate di cocaina e giri di puttane/escort/trans certo non sono il miglior esempio di morale cattolica. Ed il problema non è solo dei vertici della Chiesa che, pur non restando mai silenti, si dimostrino vergognosamente più attenti alle prime faccende (crocefisso, DiCo, Ru486, ecc.) rispetto alle seconde, invitando i parlamentari a votare secondo la propria coscienza cattolica solo per le prime, mai per le seconde: il vero problema è che gli stessi elettori si comportano come i loro rappresentanti, facendo i cattolici quando gli conviene e non nel voto, non nelle proprie idee politiche, non nelle proprie relazioni sociali.

Sarebbe ora che i politici, gli uomini di Chiesa e gli elettori davvero cristiani cominciassero a fare la voce grossa e spodestare questi falsi paladini della Cristianità. Arrabbiatevi, anche se non è nella vostra indole ...

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In birra veritas
post pubblicato in Diario, il 7 luglio 2009


                                               

"In birra veritas". Utilizzo l'espressione brillantemente coniata dall'on. Sarubbi (Pd) per descrivere quello che altrimenti andrebbe descritto con insulti, ma noi "napoletani puzzoni" siamo gente corretta, almeno noi.

Quel che è certo è che la più palese dimostrazione del clima culturale xenofobo, razzista ed anti-meridionalista con il quale i dirigenti leghisti si sono formati viene brillantemente fatta passare per "solo folklore", come tutte le altre indecenze uscite dalle cloach... pardon, bocche di lorsignori col fazzoletto verde in questi anni. "Tanto la vera Lega è un'altra", "non si può mica ridurre la Lega solo al folklore" ...

Intanto, però, in un Paese normale si sarebbero pretese le dimissioni. E persino in un Paese semi-normale come il nostro si sarebbero chieste le scuse (e qualcuno, in effetti, l'ha fatto). E invece gli interessati replicano: "era solo un coro da stadio".

Povero. Frainteso come il Capo.

P.S. Complimentoni vivissimi ai 6.361 elettori della Provincia di Napoli che hanno votato Lega Nord ...

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Segregazione mentale
post pubblicato in Diario, il 9 maggio 2009


                                        

1 Dicembre 1955, Montgomery (USA): Una sarta afro-americana, Rosa Parks, stava tornando a casa in autobus e, poichè l'unico posto a sedere libero era nella parte del mezzo riservata ai bianchi, andò a sedersi lì. Poco dopo salirono sull'autobus alcuni passeggeri bianchi, al che il conducente James Blake le ordinò di alzarsi e andare nella parte riservata ai neri. Rosa però si rifiutò di lasciare il posto a sedere: stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe (per giunta costretta anche a stare in piedi), rimase al suo posto. Il conducente fermò così l'autobus, e chiamò la polizia: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine. Quella notte, l'allora sconosciuto Martin Luther King si riunì con altri cinquanta leader afro-americani e diedero vita ad un lunghissimo boicottaggio dei mezzi pubblici, fin quando la protesta ottenne la cancellazione della legge che legalizzava la separazione.

7 Maggio 2009, Milano (Italia): Un deputato della Lega Nord, Matteo Salvini, discepolo di Bossi e Borghezio in tutto e per tutto (a cominciare dalle periodiche esternazioni fanatiste), alla presentazioni delle liste leghiste per le Provinciali di Milano, propone "carrozze di metrò e tram per soli milanesi". Anzi una delle candidate, Raffaella Piccinni, "migliora" la proposta: "meglio carrozze per soli extra-comunitari".

Viene da chiedersi se 54 anni dopo simili esclamazioni siano frutto di una segregrazione dei neuroni del cervello della "razza leghista", o da abili calcoli politici in una società dove il solo annuncio di qualcosa, al di là della sua concreta realizzazione, porta benefici elettorali. In ogni caso, vergogna.

P.S. Prima di cercare l'Obama italiano, pensiamo al Martin Luther King italiano. Purtroppo siamo ancora un po' indietro, a quanto pare.

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Ipocrita indignazione
post pubblicato in Diario, il 23 aprile 2009


                                            

Avrete probabilmente tutti sentito parlare in questi giorni della Conferenza ONU sul razzismo, la cosiddetta "Durban 2" (la prima del genere si svolse appunto nella città di Durban), tenutasi a Ginevra.

Un evento che avrebbe occupato poco spazio, purtroppo, nei nostri TG se non ci fossero state numerose polemiche riguardanti Israele e l'Iran di Ahmadinejad. Già il clima era teso prima della conferenza, in quanto nella bozza del documento finale della Conferenza c'erano dei riferimenti indiretti ad Israele, in merito ad una condanna che "Durban 1" emise nel 2001 proprio nei confronti di Isreaele. Ma il solito intervento sguaiato, offensivo e minaccioso nei confronti di Israele da parte di Ahmadinejad, ha provocato le reazioni della comunità internazionale, così che alcuni Paesi (USA, Canada, Israele, Italia, Germania, Olanda, Australia, Nuova Zelanda) hanno addirittura abbandonato la Conferenza. Che però ha continuato a lavorare, approvando un importante documento finale per la tutela delle minoranze nel mondo dall'odio razziale, nel quale tra l'altro è stato cancellato ogni riferimento ad Israele.

Ora, non saprei dire se quei Paesi hanno fatto bene o no ad abbandonare la Conferenza. Se da un lato ci poteva essere il bisogno di dare un segnale, dall'altro si è data un'ampia visibilità mediatica ad Ahmadinejad, che è quello che in fondo vuole (per la sua propaganda in Iran); e poi non si è partecipati ad un documento importante come quello approvato dalla Conferenza. Quel che è certo, però, è la grande ipocrisia di questi Paesi: ci si preoccupa tanto, e giustamente, per una persona comunque eletta tramite elezioni (per quanto possa l'Iran definirsi una vera democrazia), e non si fa nulla contro i tanti dittatori sanguinari che infestano il mondo. Ci si preoccupa tanto, e giustamente, per i discorsi pieni d'odio nei confronti d'Israele, e poi non si fa nulla contro paesi come l'Afghanistan, dove la "democrazia esportata" dalle forze militari occidentali ha appena varato una legge che nega uguali diritti alle donne in materia di tutela dei figli, accesso all'istruzione, alla sanità, al lavoro, e soprattutto legalizza di fatto lo stupro da parte del coniuge; insomma, un ritorno alla mentalità dei Talebani, solo che adesso è il Governo "democratico" a farlo.

Tutti i paesi che hanno abbandonato la Conferenza partecipano alla "missione di pace" in Afghanistan. Avessi sentito uno solo di quei Paesi minacciare al Governo Afghano il ritiro delle proprie truppe se non avesse ritirato la legge anti-donne, allora avrei davvero creduto che gli eventi di Ginevra non fossero solo un'ipocrita pagliacciata.

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Fatebenefratelli?
post pubblicato in Diario, il 1 aprile 2009


                                                     

La cautela è d'obbligo. Però la faccenda che è emersa ieri sulle pagine di Repubblica dell'ivoriana clandestina denunciata dopo il parto all'ospedale "Fatebenefratelli" di Napoli fa rabbrividire.

Non so se l'episodio sia una diretta conseguenza della legge sui "medici-spia" che il Governo sta portando avanti. Ma comunque pensare che in un Ospedale italiano si possa denunciare una partoriente perchè clandestina, richiamandosi ad interpretazioni della legge che dire forzate è dir poco, e contemporaneamente pensare che in Italia tantissimi neonati fanno una brutta fine perchè le loro madri clandestine hanno paura di recarsi in Ospedale, fa subito rendere conto dell'irrazionalità, oltre che dell'intollerabilità di questo clima di intolleranza ed insofferenza verso "l'altro". Oltre alla civiltà e ai diritti umani più elementari, sono a rischio anche salute e diritto alla vita: e fa pensare amaro che i tanti "paladini della vita" che strumentalmente hanno sfruttato il caso Eluana siano tra i fautori di questo clima di intolleranza che porterà morte a tanti immigrati e loro neonati.

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E se andassero davvero "a casa loro"?
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2009


                                                     

Di fronte al clima di astio sempre più diffuso nei confronti degli immigrati, tutti, che se non è xenofobia poco ci manca (nel migliore dei casi, la parola d'ordine per la maggior parte dell'opinione pubblica è "prima gli Italiani" o "vadano a casa loro"), mi sono chiesto cosa succederebbe se davvero pensassimo solo agli "Italiani", se davvero gli immigrati andassero a casa loro.

Ho provato ad immaginare, ma oggi ho avuto una risposta credibile. Uno studio della UnionCamere, infatti, il 10% del PIL dell'Italia è dovuto ai lavoratori e/o imprenditori immigrati. E il 10% dei lavoratori dipendenti in Italia lavora in imprese aperte da stranieri.

Pensate a tutto quello che c'è in Italia. Tutto ciò che lo Stato ci dà. Ebbene, se loro "andassero a casa loro", un decimo di quello che avete pensato non ce l'avremmo, a quanto pare. Li mandereste ancora a casa loro?

P.S. Ma prima o poi dovrà pure succedere uno "sciopero generale degli immigrati", magari ad oltranza ... il giorno vorrei proprio vedere se gli Italiani continueranno a volerli mandare "a casa loro" ...

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Il rischio delle ronde
post pubblicato in Diario, il 16 febbraio 2009


                                                               

Tempo fa mi dichiarai favorevole alle ronde. E in effetti ne sono convinto ancora. Ma i dubbi che già esprimevo allora, oggi si fanno più forti. Ecco cosa diceva quel post:

Ovvero, se le ronde funzionano come associazioni di volontari che presidiano il territorio, aiutando le forze dell'ordine nel monitoraggio del territorio, bene. Anzi, bisognerebbe incentivare queste iniziative di impegno civico. Ma se queste ronde si trasformano invece in "bande armate" con lo scopo di colpire con armi e violenza a priori, sostituendosi alle forze dell'ordine, allora sono incostituzionali, come dice qualcuno, e soprattutto sono segno di barbarità e incivilimento.

Appunto. Le notizie di ieri dei raid razzisti nel romano dopo l'ennesimo stupro (ma Alemanno come mai non specula più sugli stupri?), e il moltiplicarsi di questi raid nell'ultimo periodo, mi fanno pensare che se non si è capaci di tenere sotto controllo le "ronde", è meglio rinviare la loro introduzione a tempi migliori, cari leghisti. Ovvero quando il razzismo che spargete a piene mani sarà minoritario.

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