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il blog di Francesco Zanfardino
Politica aperta
post pubblicato in Diario, il 18 gennaio 2010


                                             

Oggi navigando sul sito della Camera ho riflettuto sulle potenzialità del web per poter avvicinare la gente alla politica. In particolare, a rendere più accessibile ai tanti non addetti ai lavori il mondo della rappresentanza politica, ovvero i vari parlamenti locali e nazionali, semplicemente attraverso l'occhio di una telecamera e una connessione Internet. E' quello che Beppe Grillo chiede e prova a realizzare da tempo, con qualche difficoltà, nell'ambito dei consigli comunali, ma che sarebbe bello attuare anche nei vari consigli provinciali, regionali e nelle rispettive commissioni. Insomma, offrire ai cittadini una via più comoda e accessibile per poter partecipare ai lavori delle nostre camere di rappresentanza. In realtà è possibile assistere alle sedute, che sono pubbliche: ma quanti lo fanno? Invece, se ciò fosse possibile farlo con un semplice click, magari si allargherebbe la fascia di partecipazione, e quindi ne gioverebbe la democrazia e la partecipazione civica (oltre che la trasparenza, visto che nei consigli comunali spesso ne accadono di cotte e di crude).

Ecco: sarebbe un'ottima iniziativa promuovere una bella legge per rendere obbligatoria la ripresa video delle sedute dei vari organi di rappresentanza e la loro pubblicazione on-line. Ma dubito putroppo che in Parlamento pensino a queste cose ...

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Quote rosa ...
post pubblicato in Diario, il 17 maggio 2009


                                                   

Oggi il Kuwait ha compiuto un importante passo verso la democrazia: sono state infatti elette le prime parlamentari donne. Quattro, per la precisione, su un totale di 50 parlamentari: l'8%, dunque. Niente male per un Paese dove fino al 2005 le donne non potevano nemmeno votare, altro che candidarsi.

In Italia, invece, le donne possono votare da 64 anni. Ovvero da quel Referendum "Monarchia-Repubblica" che segnò il ritorno alla democrazia nel nostro Paese. Eppure la presenza femminile in Parlamento è ancora ferma al 17%. Ed è scioccante notare che la presenza femminile tra i senatori della PdL è persino inferiore a quella del parlamento kuwaitiano.

Forse le "quote rosa" non sono la soluzione più giusta per questo deficit di rappresentanza. Sono generalmente contrario alle restrizioni della libertà di scelta dei cittadini, anche se sono certamente favorevole a delle quote rosa "temporanee", che aiutino le donne ad imporsi in politica contro le scelte delle segreterie dei partiti, per poi non doverne più avere bisogno. Di certo, però, visto che ci hanno imposto le liste bloccate, impedendoci di scegliere, perlomeno ci mettessero più donne ... altrimenti tra pochi anni saremo scavalcati persino dal Kuwait. Ed ho detto tutto!

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Europorcellum
post pubblicato in Diario, il 29 ottobre 2008


                                                 

Niente da fare. La maggioranza tira dritto, e sembra che "l'europorcellum" si farà. Ovvero probabilmente alle prossime elezioni europee voteremo con una nuova legge elettorale, che cancellerà le preferenze e imporrà una soglia minima del 5% per accedere all'Europarlamento, oltre alla revisione il numero delle circoscrizioni.

Nemmeno l'appello di Napolitano ha spinto la maggioranza a rivedere le proprie intenzioni, aprendo al dialogo e all'ascolto delle proposte delle opposizioni. In fondo le proposte delle opposizioni, capitanate dal PD, sono anche ragionevoli: mantenimento della preferenza, soglia di sbarramento al 3%, riduzione delle dimensioni delle circoscrizioni, obbligo di primarie, no a candidature plurime ed ineleggibilita' per i componenti del governo, per i presidenti delle regioni, delle province e per i sindaci delle grandi citta'. Niet. Il Governo tira dritto.

A questo punto viene da chiedersi perchè. il Governo giustifica le sue scelte in questo modo: mettiamo lo sbarramento alto per evitare il frazionamento e aboliamo le preferenze per consentire l'elezione a professionisti capaci e impegnate che però avrebbero difficoltà a farsi eleggere. Entrambe le considerazioni del Governo sono sbagliate: il problema del frazionamento si pone quando si elegge il Parlamento, perchè c'è un problema di governabilità. Ma all'Europarlamento questo problema non sussiste, in quanto non si va ad eleggere un Governo, ma una camera rappresentativa: e dunque non ci sono ragioni per negare la rappresentanza a forze politiche che rappresentano il 3-4% degli Italiani. O vogliamo essere rappresentati, nella migliore delle ipotesi, solo da 5 partiti (Pdl, Pd, Lega, Idv, Udc)? Per quanto riguarda le preferenze, poi, già abbiamo sperimentato per due volte le "liste bloccate" (alle elezioni politiche), e non mi sembra che siano stati eletti fior fior di "professionisti", soprattutto dalle parti del Pdl tra l'altro, ma casomai molti portaborse, parenti e pregiudicati. Dunque, è sempre più forte che questa legge sia voluta fortemente da Berlusconi perchè così può aumentare il numero delle poltrone per i suoi (escludendo altre forze politiche dalla "spartizione" degli europarlamentari), ed inoltre può anche gestirle come vuole (piazzandoci chi vuole con le liste bloccate). Evitando magari anche la concorrenza dei candidati di AN, che correranno nelle liste del PdL, e che potrebbero dare fastidio ai suoi (poichè con le liste bloccate può spartire a priori le poltrone, e ormai AN ha perso il suo potere di ricatto).

E allora sto "europorcellum" non s'ha da fare. Non si può limitare così fortemente il diritto di rappresentanza e il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Ma nemmeno dire "no" a priori a qualsiasi cambiamento. Dunque, ecco le mie proposte:
- confermare le preferenze, scendendo a due preferenze di genere, ovvero una preferenza per un candidato uomo ed un altro per una candidata donna;
- 20% degli eletti scelti attraverso un "listino", ovvero il 20% degli eletti di un partito scelto attraverso le liste bloccate, in modo da garantire la possibilità ai partiti di inserire quei "professionisti" di cui prima (lascia che poi non lo faranno, però almeno di principio ci deve essere qualcosa);
- sbarramento al 3%, oppure niente sbarramento, intervendo però sui rimborsi elettorali, stabilendo criteri meno "allegri" per la loro assegnazione in modo da scoraggiare la corsa di partitini fondati apposta per acchiappare i finanziamenti;
- stop alle candidature in più circoscrizioni, evitando così che molti eletti siano determinati dalle rinunce di altri eletti che si sono candidati in più circoscrizioni;
- aumento del numero delle circoscrizioni, evitando così il problema di regioni che non riescono ad eleggere europarlamentari (come la Sardegna);
- ineleggibilità per condannati in via definitiva e condannati in primo grado per reati gravi (anche se si deve fare un discorso più preciso).

E poi, importantissimo, approvare insieme le nuove norme. Le regole del gioco vanno scritte insieme: lo ripetono tutti da tempo, ma sembra che nessuno voglia davvero.

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