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il blog di Francesco Zanfardino
Il rischio delle ronde
post pubblicato in Diario, il 16 febbraio 2009


                                                               

Tempo fa mi dichiarai favorevole alle ronde. E in effetti ne sono convinto ancora. Ma i dubbi che già esprimevo allora, oggi si fanno più forti. Ecco cosa diceva quel post:

Ovvero, se le ronde funzionano come associazioni di volontari che presidiano il territorio, aiutando le forze dell'ordine nel monitoraggio del territorio, bene. Anzi, bisognerebbe incentivare queste iniziative di impegno civico. Ma se queste ronde si trasformano invece in "bande armate" con lo scopo di colpire con armi e violenza a priori, sostituendosi alle forze dell'ordine, allora sono incostituzionali, come dice qualcuno, e soprattutto sono segno di barbarità e incivilimento.

Appunto. Le notizie di ieri dei raid razzisti nel romano dopo l'ennesimo stupro (ma Alemanno come mai non specula più sugli stupri?), e il moltiplicarsi di questi raid nell'ultimo periodo, mi fanno pensare che se non si è capaci di tenere sotto controllo le "ronde", è meglio rinviare la loro introduzione a tempi migliori, cari leghisti. Ovvero quando il razzismo che spargete a piene mani sarà minoritario.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Quando si sa reagire solo con la violenza
post pubblicato in Diario, il 3 novembre 2007


                                 

Ieri sera siamo tornati indietro di settant'anni. Quando i problemi della società venivano risolti prendendosela con i più deboli. Così è successo ieri sera: una decina di esagitati, muniti di bastoni e passamontagna(vigliacchi), si sono scagliati contro un gruppo di romeni a Tor Bella Monaca (Roma).

I problemi non si risolvono così. Che si organizzino manifestazioni, che si facciano gesti simbolici, ma non la violenza. La violenza genera sempre altra violenza. E' inutile.
E pensare che persino il marito della donna è stato più lucido di quei cretini: presentatosi ai funerali con una rosa rossa in mano, ha invitato a non usare la violenza.

E basta con i "capri espiatori": i criminali sono tutti uguali, romeni e italiani, stranieri e non.

Alla comunità romena "perbene", quella che si fa in quattro per mandare avanti la famiglia (e anche l'economia, si pensi a edilizia e agricoltura): solidarietà. 

A quelli di ieri: criminali, squadristi, razzisti, vigliacchi. Siete voi la vergogna dell'Italia.

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