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il blog di Francesco Zanfardino
In Lombardia le pidielline non la danno?
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2010


                                        

L'associazione "Articolo 51", che richiama l'articolo della Costituzione che promuove la parità fra i sessi nell'accesso agli incarichi istituzionali ("Tutti i cittadini dell'uno e dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità fra donne e uomini"), ha presentato ricorso al TAR contro la giunta Formigoni, accusata di non rispettare questo articolo della Costituzione e lo stesso statuto della Regione Lombardia, perchè fra i suoi 16 membri accoglie una sola donna.

In effetti si tratta di una sproporzione troppo esagerata. Incredibile che Formigoni & Co. non abbiano nemmeno pensato alle apparenze, inserendo più donne di facciata in giunta. Almeno le apparenze, che diamine, perchè per avere un serio impegno per il sostegno alle donne in politica bisognerà aspettare un bel po' dalle parti del centrodestra: non dico le quote rosa, non dico una quota del finanziamento pubblico ai partiti destinata a "coordinamenti femminili", ma mi sa che nel PDL sarà difficile per molto tempo persino abbandonare la mentalità retrogada di gente come l'on. Stracquadanio, che riterebbe normale se ci si prostituisse per il seggio di parlamentare; che dire, evidentemente in Lombardia le pidielline sono più castigate.

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Non solo mimose
post pubblicato in Diario, il 8 marzo 2010


                                             

Probabilmente sembrerò retorico e ovvio in quello che sto per dirvi. Ma, d'altronde, cos'è ormai la "festa delle donne" se non un rito retorico, un'occasione per far vendere i fiorai e per far parlare di parità ai vari opinionisti e politicanti? Ecco, vorrei tanto che queste persone invece di dire sempre le stesse retoriche frasi si prendessero la briga di assumersi degli impegni chiari, forti e netti per risolvere, o quantomeno ridurre il divario, imposto dalla società, che ancora separa le donne dagli uomini, a cominciare dalla disparità lavorativa dovuta alla gravidanza e dalla rappresentanza nei luoghi decisionali. Che so, qualcosa del tipo "asili nido obbligatori per le aziende", "illicenziabilità irrunciabile almeno per un anno dopo la gravidanza, anche per le precarie", "non solo quote rosa, ma fondi di partito per la campagna elettorale destinati alle candidate donna". Giusto per dirne qualcuna.

E poi, magari, non vorrei "esagerare", chiedere anche scusa per non aver fatto queste cose prima. Non sarebbe affatto male.

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Quote rosa ...
post pubblicato in Diario, il 17 maggio 2009


                                                   

Oggi il Kuwait ha compiuto un importante passo verso la democrazia: sono state infatti elette le prime parlamentari donne. Quattro, per la precisione, su un totale di 50 parlamentari: l'8%, dunque. Niente male per un Paese dove fino al 2005 le donne non potevano nemmeno votare, altro che candidarsi.

In Italia, invece, le donne possono votare da 64 anni. Ovvero da quel Referendum "Monarchia-Repubblica" che segnò il ritorno alla democrazia nel nostro Paese. Eppure la presenza femminile in Parlamento è ancora ferma al 17%. Ed è scioccante notare che la presenza femminile tra i senatori della PdL è persino inferiore a quella del parlamento kuwaitiano.

Forse le "quote rosa" non sono la soluzione più giusta per questo deficit di rappresentanza. Sono generalmente contrario alle restrizioni della libertà di scelta dei cittadini, anche se sono certamente favorevole a delle quote rosa "temporanee", che aiutino le donne ad imporsi in politica contro le scelte delle segreterie dei partiti, per poi non doverne più avere bisogno. Di certo, però, visto che ci hanno imposto le liste bloccate, impedendoci di scegliere, perlomeno ci mettessero più donne ... altrimenti tra pochi anni saremo scavalcati persino dal Kuwait. Ed ho detto tutto!

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Parlamento rosa pallido
post pubblicato in Diario, il 16 aprile 2008


                      

Ieri avevo parlato di un Parlamento "quasi normale", riguardo alla presenza di pochi partiti e maggioranze solide. Ovviamente siamo ancora lontani dall'affrontare altri problemi, come il numero eccessivo di parlamentari. E la presenza femminile in Parlamento.

Le elezioni del 2008 hanno infatti riservato un leggero miglioramento, facendo guadagnare 17 posizioni nella graduatoria mondiale per presenza di donne in Parlamento. Ma siamo ancora al 50° posto, con circa il 20% di donne parlamentari. Un rosa pallido, dunque. Ma ecco la "classifica" dei partiti riguardo a presenza femminile:

Partito Democratico (28% Camera, 33% Senato)
Popolo della Libertà (19% Camera, 8% Senato)
Lega Nord (16% Camera)
Italia dei Valori (10% Camera)

C'è da dire che, se proprio la legge elettorale doveva prevedere le liste bloccate, poteva perlomeno prevedere le "quote rosa". E' vero anche però che non ci dovrebbe essere l'obbligo, e che i partiti dovrebbero spontaneamente aumentare la presenza femminile. Diamine, almeno un terzo! Può essere mai che solo un partito (il Partito Democratico) faccia ciò?
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